Borderlands Granular Synthesizer per iPad

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Granulare un segnale significa ridurlo in pezzettini cortissimi (pochi millisecondi) che possono essere messi in naturale sequenza cronologica, alterati come ordine d’emissione (variando il significato del segnale audio), diradati o aggregati (allungando e accorciando la durata dell’intero evento sonoro) o modificati nell’intonazione individuale (realizzando il classico pitch/frequency shifting). Nata in ambiente accademico in epoche non sospette, successivamente perfezionata dalle sperimentazioni di Xenakis, Roads, De Poli, Truax e altri, oggi la sintesi per granulazione approda – e come ti sbagli? –  anche su iPad, per la gioia di legioni di digitatori compulsivi.

di Enrico Cosimi

Christopher Carlson, dalla Stanford University, ha presentato in una recente edizione del NIME-New Interface for Musical Expression un approccio assai interessante alla granulazione; in pratica, è possibile applicare un corredo di parametri che definiscono la nuvola di grani ad uno o più campionamenti precedentemente caricati nella RAM del iDevice; il corredo può essere draggato e applicato non solo all’intero campionamento, ma anche a singole porzioni selezionabili in punta di dita.

Borderlands Teaser from Christopher Carlson on Vimeo.

Il musicista può definire graficamente il numero dei grani generati (ovvero, la loro densità), l’eventuale sovrapposizione in crossfade o l’alternanza di fronti ripidi sul loro inviluppo di ampiezza, la durata, l’intonazione individuale/complessiva e la possibilità di randomizzare i parametri in base al movimento X/Y sulla superficie del controller.

Assolutamente da tenere d’occhio!

 

 

 

JONO Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Realizzato in ambiente Max/MSP, e disponibile come Runtime autonomo, JONO è stato progettato da Jonas Gruska per fornire timbriche non troppo convenzionali, ma sempre riconducibili alla comune matrice virtual analog.

di Enrico Cosimi

Il sistema è costruito attorno a due oscillatori che possono essere controllati in frequenza con due LFO e con il sequencer di bordo; ogni oscillatore ha range e forma d’onda selezionabile; il musicista può costruire una sottile interazione tra tre LFO indipendenti che “si incastrano” sulla frequenza dell’oscillatore audio, realizzando complessi pattern di trattamento frequenziale.

Il segnale prodotto dai due oscillatori raggiunge il filtro a stato variabile, a sua volta modulato con un altro LFO indipendente; in uscita, è disponibile un modulo di stereo echo e un audio recorder con cui convertire l’elaborazione effettuata in un vero e proprio file audio esportabile su altre piattaforme.

Il sequencer di bordo elabora due livelli di sequenza simultanei per oscillatore, con loop lenght e speed separati; oltre al salvataggio di preset statici, si può randomizzare l’insieme dei valori parametrici, ottenendo timbriche ancora meno convenzionali.

JONO costa 15 euro e può essere assaggiato, tanto su Mac che su PC, in free trial liberamente scaricabile. E’ cosa buona e giusta supportare il duro lavoro di programmazione…

 

 

Lavoriamo con un virtual instrument di batteria -Prima parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Ciao a tutti. In questa nuova mini serie di articoli vorrei focalizzare l’ attenzione su una categoria di prodotti che trovano sempre più posto nelle produzioni musicali moderne, anche di un certo spessore, i virtual instrument dedicati al campionamento e alla riproduzione di suoni di batteria (prevalentemente acustica, ma non solo).

di Antonio Antetomaso

Qualche piccola premessa: la mini serie si prefigge di spiegare cosa ci si deve aspettare e cosa non ci si deve aspettare da una tale categoria di prodotti e, soprattutto, qual è l’uso tipico che si fa di essi in ambito, diciamo così, “dilettantistico” e che cosa invece si può arrivare a fare con essi se usati ad un certo livello in ambito professionale. Procederemo per punti, analizzando nel dettaglio le prerogative principali di questa famiglia di prodotti e, durante il nostro cammino, coglieremo l’occasione per analizzare due prodotti ritenuti (almeno da me) ai primi posti in una ipotetica hit parade a tema.

Arturia MiniBrute: un aggiornamento

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In occasione del SynthDay 3.0, tenutosi lo scorso sabato presso le Fonderie Sonore in Roma, abbiamo avuto modo di riavere sotto le grinfie il micidiale, brutale,  monofonico analogico MiniBrute targato Arturia. L’impatto è stato devastante come al solito: l’apparecchio ha al suo interno una serie di scelte circuitali che lo rendono in grado di generare timbriche aggressive, moderne, cattive e – cosa molto importante – alternative al resto del panorama timbrico analog/virtual analog attualmente in distribuzione. Non è poco…

di Enrico Cosimi

Premesso che non siamo ancora arrivati alla chiusura del progetto, cogliamo comunque l’occasione per sparare qualche cartuccia in direzione MiniBrute, in modo da rinfrescare – con una tornata di video meglio focalizzati – le funzionalità più divertenti dello strumento.

JoMoX M-Resonator & T-Resonator: aspettando il Moonwind

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Mentre, con la consueta cortesia, Alex Cecconi di NewGroove ci ha fornito Moonwind,  il nuovissimo giocattolo di casa JoMoX, ne approfitteremo per riavvolgere il nastro dei ricordi e riparlare (velocemente) dei due modelli precedenti M-Resonator Analog Filter Machine e T-Resonator Time Woven Filter Machine, due apparecchi che hanno segnato in maniera significativa la produzione musicale di un certo genere al confine con il noise industriale e la IDM più “I”… Let the good time rolls.

di Enrico Cosimi

Studio Electronics Boomstar Series

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Quattro nuovi strumenti full analog prodotti da Greg St. Regis e i suoi collaboratori ricalcando ampia parte del know-how Studio Electronics. I quattro sintetizzatori, prontamente catturati da Alex Cecconi di NewGroove, sono privi di memorizzazione parametrica – secondo i più recenti dettami del riflusso neo analog e sfruttano la stessa struttura di voce per ospitare diversi tipi di filtro, offrendo quindi al musicista quattro timbriche differenti e riconoscibili.

di Enrico Cosimi

I quattro filtri disponibili sono: ARP 4075 (dal modello 2600), 5089 Moog Ladder Filter 24dB/Oct, Oberheim SEM Filter (con controllo LP to HP) e Roland TB-303.

Moog Minitaur Analog Bass Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come al solito, quando sul mercato arriva un nuovo prodotto targato Moog, le antenne di molti musicisti iniziano a vibrare spasmodicamente… Questa volta, è il turno del Minitaur, un analog bass synthesizer che rappresenta il “cervello” della pedaliera Taurus di “progressiva memoria”; un sistema, insomma, interamente dedicato alla produzione di bassi “sintetici”, su cui poggiare l’intera costruzione armonica del gruppo rock o – in alternativa – della costruzione electro sequenced. L’apparecchio, lo diciamo subito, è trionfale nelle sue prestazioni, riuscendo a coniugare giusto prezzo, sonorità micidiali, facilità d’impiego e estrema connettività analogico/digitale.

di Enrico Cosimi

Partiamo subito da cosa non è, ovvero non può essere Minitaur: non si può dribblare l’acquisto di un sintetizzatore analogico pensando di cavarsela con il solo Minitaur. Lo strumento è concepito per lavorare sulle tessiture basse e – attenzione… – non suona note al di sopra del C4 (nota MIDI 72), tanto sotto controllo MIDI/USB vero e proprio, quanto sotto controllo CV di analogica memoria. Insomma: se lavorare solo sulle basse (con fraseggi, pattern, sequenze e tutto quello che vi pare…), Minitaur è pronto a svolgere con completezza il proprio lavoro, ma non potrete mai farlo suonare sulle medio acute e sulle acute. Per quel tipo di comportamento lead, dovrete rivolgervi ad altre apparecchiature analogiche e, senza andare troppo lontano, sicuramente ne troverete di adeguate all’interno del catalogo Moog.

The GAIA Project: Synth Pad in pratica

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Bando alle ciarle: ascoltiamo qualcosa di tappetoso generato con il Roland GAIA. Come dicevamo la volta scorsa, la costruzione della timbrica Synth Pad procede attraverso una serie di passi più o meno obbligatori, riprodotti nel video che correda questo articolo. Andiamo per ordine.

di Enrico Cosimi

Per prima cosa l’inviluppo: non troppo percussivo, non troppo lento e rilassato… insomma, che sia giusto per tenere gli accordi e coprire, con un minimo di release, il passaggio da una triade all’altra. Se siete in possesso di tecnica pianistico/organistica tale da sorreggere l’esecuzione polifonica, allenatevi – con l’occasione – a seguire le diverse parti interne: non si va in galera per le quinte e le ottave parallele, ma ci si può divertire a rendere meno banale i passaggi La min, Sol, Fa (tanto per citarne qualcuno di veramente famoso).

Sequencing: come gestire pause e intonazioni

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Durante la produzione dei video che accompagneranno la prova del Moog Minitaur, ci siamo imbattuti nel classico problema che affligge buona parte degli analog heroes alle prese con gli step sequencer: come gestire correttamente note e pause? E, meglio ancora, come evitare che – durante le pause – le intonazioni degli oscillatori, complice il VCA Env con Release troppo lungo, non vadano a spasso incuranti del gate off desiderato? Di seguito, il resoconto dell’esperienza portata avanti sul Synthesizers.com System 110, per l’occasione, sottoutilizzato come semplice “generatore di sequenza” ad opera del 960 Sequential Controller.

Di Enrico Cosimi

Un sequencer, uno step sequencer di fattura analogica, presuppone la volontà da parte del musicista di ripetere all’infinito una quantità ridotta di note (8, 12, 16…); la loro ripetizione è governata – in velocità – da un clock interno che fa letteralmente avanzare la lettura della sequenza un passo dopo l’altro, rendendo attive le diverse colonne verticali di controlli programmabili.

Nord Electro 3: Sampling Tutorial – seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

In questa seconda puntata entreremo nel vivo del tutorial, prenderemo in mano i ferri del mestiere e proveremo a campionare un suono per trasferirlo alla tastiera. Iniziamo dalla scelta del tipo di suono, cosa questa che condizionerà pesantemente il tipo di campionamento effettuato. Il NE3 ha pianoforti acustici superbi, Rhodes da urlo, un Hammond da rimanere senza fiato e per di più a modelli fisici, Clavinet, Wurli ecc…vale la pena addentrarsi nel campionamento di un’altro di questi strumenti? A mio avviso no…  cimentiamoci quindi con un suono sintetico. Quale scegliere?

di Antonio Antetomaso

Proviamo un PAD, che forse è la categoria che meglio si presta per questo tipo di attività: massimo rendimento con minimo sforzo, con in più, la possibilità di provare il looping di segnale (una delle cose più difficili nel campionamento). Come sorgente, utilizzeremo uno dei migliori tappeti disponibili in ambito virtual instruments.