Stochastic Drum Machine

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Cosa è un processo stocastico? Un processo stocastico o aleatorio è un comportamento definito da diverse variabili casuali che intervengono in determinato intervallo di tempo. Insomma, una serie di variazioni più o meno imprevedibili applicate a un’ampia categoria di possibili azioni/reazioni. Un batterista che esegua impeccabilmente il pattern “dato” di due battute è l’esempio di comportamento meno stocastico possibile; lo stesso batterista che, dopo aver esagerato con l’assenzio, la cervogia e l’idromele, esegua in maniera completamente libera il pattern, rendendolo praticamente irriconoscibile e continuamente diversificato è, prima di essere cacciato dal gruppo, un batterista “stocastico”.

Di Enrico Cosimi

Da questo punto di vista, le batterie elettroniche sono molto poco stocastiche, e la loro ripetitività meccanica, nei lontani Anni 80, era il loro punto di forza; oggi, è il lor punto debole. A questo punto, arriva Stochastic Drum Machine, che riprende il discorso dove era stato interrotto da programmi di composizione assistita come M e Jam Factory.

Jump. Linee guida e variabili

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Tutorial

Gli ottoni sintetici che caratterizzano Jump, la hit dei Van Halen del 1984, vennero originariamente realizzati con l’OB-X di Oberheim, capostipite della fortunata serie OB rilasciata a partire dal 1979.

Di Jacopo Mordenti

L’architettura relativamente semplice dell’OB-X, realizzata peraltro in dominio puramente analogico, fa sì che tali ottoni siano replicabili senza eccessive difficoltà su numerosi sintetizzatori attualmente in produzione: vediamone i punti chiave.

KeyB Expander: a prova di trasporto

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il mondo dei cloni elettrofonici, ovvero degli Hammond-wannabe, è molto più turbolento di quanto non si potrebbe pensare ad uno sguardo superficiale; fatte salve le dovute differenze stilistiche, timbriche e filosfiche che distanziano un organista rock da uno jazz (e da uno blues), rimane -di fondo- la complessità oggettiva di simulare il comportamento del mitologico generatore a ruote foniche e l’ancora più idealizzata interazione tra questo e rotary speaker.

Per questo motivo, quando compare un apparecchio che coniuga funzionalmente timbrica, portatilità, prestazioni, prezzo e feeling, la cosa diventa immediatamente di primo piano. E’ il caso del KeyB Expander, versione iperportatile del sound engine messo a punto da Elvio Previati.

Di Enrico Cosimi

Una premessa doverosa: nel mondo dei clone producers, l’apparecchio di Elvio è chiamato, con rispetto, organo e non clone, a riprova del valore culturale oltre che timbrico raggiunto dalle varie versioni di KeyB.

Synthesizers.com: nuovi cabinet per il formato 5U

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come per le master keyboard MIDI negli Anni 90, anche i cabinet per i sistemi modulari soffrono di quella sindrome da “acquisto ingiustificabile” che ne rende difficile la commercializzazione; di solito, il musicista è concentrato sull’acquisizione (più o meno forzosa) di oggetti che suonano, fino a quando non si rende conto che sono necessari tanti apparecchi secondari, che non producono suono, ma che facilitano la gestione del tutto. I cabinet del sintetizzatore modulare rientrano a pieno titolo nella categoria e, come tutti gli oggetti di questa categoria, sono da sempre sottovalutati. Tanto dagli utenti quanto – orrore! – dai produttori.

Di Enrico Cosimi

Per questo motivo, quando Roger Arrick di Synthesizers.com ha presentato la sua nuova linea di piccoli cabinet portatili Desktop Box 11, il cuore di molti musicisti in formato 5U ha saltato un colpo.

CASE STUDY: ARP ODYSSEY Terza Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Concludiamo la nostra cavalcata di (ri)programmazione affrontando un problemino non da poco, relativo alla generazione di controllo bifonico all’interno della struttura di sintesi squisitamente monofonica a nostra disposizione.

Di Enrico Cosimi

Bifonia Low – High Priority
L’implementazione della bifonia è meno banale di quanto potrebbe sembrare ad una prima analisi; l’ostacolo maggiore è – all’interno del Demo Editor – il combattimento contro la monofonia di base su cui è impostato il programma; per sconfiggerla, è necessario costruire un percorso che, nella singola voce generata, renda indipendenti i due oscillatori nei confronti del controllo di tastiera. Vediamo di capire come fare.

Audio 3D. Beam me up, Scotty!

Written by Luigi Agostini on . Posted in Recording

Cerchiamo di ricapitolare dopo la pausa nella pubblicazione degli articoli appena conclusa, dovuta ai miei impegni di lavoro. Stiamo trattando di audio tridimensionale, quello che la maggior parte di noi ascolta ogni giorno della sua vita, e delle metodologie disponibili per simularlo efficacemente un po’ dappertutto, anche nelle nostre case.

Di Luigi Agostini

Questo perché la nuova frontiera da raggiungere per migliorare la qualità dell’intrattenimento o, magari, dell’esperienza estetico-artistica che il ventunesimo secolo riserva ai suoi creatori, sembra proprio essere il “ponte ologrammi” di una fortunata serie fantascientifica televisiva del secolo scorso (“Enterprise”, ennesimo spin-off della leggendaria serie principale “Star Trek” ndr.). Prendiamo in esame la parte di nostra competenza, cioè la realtà virtuale acustica, sorvolando sul fatto che tale tendenza denuncia apertamente la voglia di fuggire dalla realtà che attanaglia noi tutti, sconfortati dagli scarsi risultati che stiamo ottenendo come civiltà.

MATH4ANALOG – Prima parte

Written by Domenico Nocera on . Posted in Tutorial

Iniziamo controllando che siano chiari a tutti i fondamenti minimi di acustica e fonomeccanica.

di Domenico Nocera

Acustica

Cos’è il suono? Le risposte sono due: in un dominio che chiameremo fisico-meccanico il suono è composto da una pressione esercitata sull’aria che produce un movimento – per quanto possibile coerente – nell’aria o in altro mezzo elastico, delle particelle che compongono il mezzo stesso, intorno a posizioni dette di stabilità. In un altro dominio logico, che chiameremo percettivo- emozionale, il suono consiste nell’eccitazione del nostro meccanismo uditivo che si risolve in percezione acustica.

CASE STUDY: ARP ODYSSEY. Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Riprendiamo la modellazione dello storico ARP Odyssey, condotta all’interno del linguaggio di programmazione object oriented Clavia Nord Modular G2 Demo. Come dicevamo la scorsa volta, nel corso della programmazione siamo stati, siamo e saremo costretti a diversi compromessi inevitabili visto l’alto livello operativo del linguaggio Clavia. Ciò non toglie che l’esperienza acquisita in questo formato ci permetterà di navigare più velocemente un domani che, con coraggio e sprezzo del pericolo, dovessimo approdare su linguaggi più complessi e di basso livello, come N.I. Reaktor o MAX/Msp et similia.

Di Enrico Cosimi

E’ il momento di affrontare i generatori di modulazione (ovvero, LFO, ADSR e AR), i modificatori di controllo (ovvero Sample & Hold e Sample & Hold Mixer) e le strutture di controllo più subdole, come la trasposizione di tastiera, la gestione della bifonia e l’articolazione automatizzabile degli inviluppi.  Come al solito, procediamo dal semplice al complesso.

Antares Harmony EFX

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Software

Ancora valida fino alla fine del mese di Luglio la promo su Antares Harmony EFX in offerta al prezzo speciale di 32 Euro (IVA inclusa). Harmony EFX è una versione semplificata ed estremamente efficace del generatore di armonie vocali Antares Harmony Engine Evo. Basato sulla stessa tecnologia EvoT Voice Processing del fratello maggiore, Harmony EFX rende disponibili arrangiamenti vocali di qualità professionale.

CASE STUDY: ARP ODYSSEY. Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Nei lontani Anni 70, il bifonico ARP Odyssey era l’alternativa obbligata per quanti consideravano il suono Moog troppo “maschile e preponderante”: con una sorta di coazione a ripetere, il tastierista dell’epoca doveva trascinarsi sul palco organo Hammond, Minimoog D, ARP Odyssey, ARP Omni, Fender Rhodes e Clavinet. Immancabili, quindi, gli antagonismi tra i due monofonici di bandiera. Per questo motivo, ma anche come antidoto al caldo soffocante, ci divertiremo – è un termine minaccioso – a rimodellare il comportamento dell’ARP Odyssey all’interno di un classico linguaggio di programmazione object oriented. Come al solito, tutto quello che è messo in pratica all’interno di una struttura di programmazione può essere esportato con relativa semplicità.

Di Enrico Cosimi

La struttura dell’Odyssey è semplice, ma resa flessibile dalla gran quantità di controlli a doppia funzione che, letteralmente, gremiscono il pannello frontale; in questo modo, un singolo potenziometro può dosare l’amount di due sorgenti di modulazione, lasciando la scelta al musicista.

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