La musica dei Cluster, parte prima: una visione d’insieme

Written by Attilio De Simone on . Posted in Neuköln

Il gruppo dei Cluster fa parte a pieno titolo di quei gruppi di prima fascia tra gli artisti che vengono classificati sotto il termine “Krautrock”. Questo perché il gruppo lanciò i semi che hanno dato vita a tanti generi della musica elettronica, come la musica ambient, l’avanguardia elettronica e l’house. E’ proprio analizzando la biografia del gruppo (e successivamente dei singoli musicisti) che possiamo comprendere in che modo i Cluster abbiano partecipato allo sviluppo della musica contemporanea degli ultimi 40 anni.
I primi anni ’70.

di Attilio De Simone

3636_CH2D

Il gruppo si forma (con il nome originario di Kluster) verso la fine del 1969, quando artisti provenienti da differenti esperienze (Roedelius era fisioterapista, Schnitzler era un allievo di Beuys e Moebius era studente d’arte a Bruxelles e a Berlino). Premesso che i musicisti erano tutti autodidatti e non avevano avuto una preparazione classica, l’obiettivo primario del gruppo fu quello di trovare una forma espressiva propria, spostandosi lungo la Germania cercando opportunità di suonare presso musei e gallerie d’arte.

Berlin Atonal dal 25 al 31 Luglio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events, Neuköln

Per andare a Berlino c’è sempre un buon motivo; l’edizione 2013 del Berlin Atonal Festival si aggiunge alla lista con un lineup decisamente invitante.

Di Enrico Cosimi

Schermata 07-2456479 alle 21.17.47

Ospitato in una vecchia fabbrica abbandonata – e come ti sbagli? – Berlin Atonal miscela sonorità d’avanguardia con installazioni video di prima qualità, nuovi nomi del panorama internazionale (tenete d’occhio gli italiani Dadub…), conferme crossgenre e nomi controversi.

Andreas Schneider. Spielen

Written by simonquasar on . Posted in Neuköln

Pensate un luogo dove accanto a ogni filtro, sintetizzatore e knob in generale avete un paio di cuffie per provarli quanto volete, a un laptop con streaming su un solitario synth modulare in una cabina di uno showroom di Londra, a una colonna incastonata da moduli analogici e un pianoforte a muro invaso da LED e cavi: forse hanno ragione i tedeschi a riunire i verbi “giocare” e “suonare” sotto ad un unico “spielen”.

Lo SchneidersLaden è forse la punta dell’iceberg intorno ad Andreas Schneider, il venditore di synth per professione, verrebbe da dire. Fatto sta che solo entrare nel suo Laden (o nell’annesso SchneidersBuero) vi fa capire perché non bisogna assolutamente chiamarlo negozio.

di simonquasar

La Trilogia Berlinese

Written by simonquasar on . Posted in Neuköln

Si dice Neukölln o Neuköln? L’assenza furtiva di una elle mi è sembrata l ́occasione adatta per fare un pò di filologia… E’ il 1976, e sopra l’Europa si stagliano due folte nubi: da un lato quella del capitalismo, della moda e del consumismo “a stelle e strisce” e dall’ altro quello dell’ortodossia comunista che isola, controlla e occulta. La Berlino di cui vogliamo parlare è quell’isola (felice?) in un mare rosso. Berlino Ovest, così la chiamano, vive in un’ asfissiante claustrofobia che sta canalizzando energie esplosive in grado di fare tabula rasa con il passato, per far spazio a qualcosa di impensabile e straordinariamente moderno.

di simonquasar

Quando David Bowie arriva in questa Berlino qualcosa di molto importante è già accaduto; dal primo dopoguerra la Germania occidentale ha vissuto un felice periodo musicale: la musica elettronica è nata con una veste colta in una città chiamata Darmstadt e durante il suo sviluppo, la si vede spesso affiancata alla musica rock creando le forme complesse ed articolate del Krautrock con il quale partono proprio i Kraftwerk, che in questi anni si prendono anche il gravoso compito di “sintetizzare” il tutto e di portarlo al grande pubblico – non solo – creeranno uno stile nuovo che influenzerà in maniera drastica tutta la musica nei decenni successivi.

Quattro chiacchiere con Alessandro Ielo

Written by simonquasar on . Posted in Neuköln

Negli studi della Rockhaus di Berlino abbiamo incontrato Alessandro Ielo, fonico di vecchia data degli Uochi Toki nonché tecnico del suono per emittenti radio quando ancora viveva sul territorio italiano. Nella capitale tedesca è ora occupato con i livelli sonori dei famosi club e come produttore in un progetto a due – Effter – che sta già per toccare il traguardo del secondo album. Certi che non si sia fatto mancare nulla dello scenario musicale da una decina d’anni a questa parte abbiamo portato un paio di birre (come di consuetudine d’oltralpe) e lo abbiamo fatto parlare!

di simonquasar