Moog Minitaur v2.2

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Dopo anni di onorato servizio, il bass synthesizer più cattivo della storia moderna è stato significativamente potenziato, con l’aggiunta di nuove funzioni che lo rendono versatile come non mai. Rimane il limite a Nota MIDI 72 per la più acuta fondamentale raggiungibile, ma i risultati sono particolarmente interessanti.

Di Enrico Cosimi

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Come è ovvio, in un sistema senza display, ogni aggiornamento di funzioni corrisponde ad un livello di complessità aggiuntivo per l’utente: occorre farsi strada tra le combinazioni di tasti e comandi, ma con l’eloquente addendum del manuale – o con il nuovo editor – le cose possono andare avanti.

Vediamo le nuove caratteristiche.

ACUSMATIQ Festival – XII Edizione – Voyage

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Acusmatiq, festival internazionale di musica elettronica elettroacustica e  sperimentale, è giunto alla sua dodicesima edizione, affermandosi come uno dei più longevi festival nazionali del genere. Un evento imperdibile che avrà inizio Venerdì 28 luglio e terminerà domenica 30 luglio, nell’impareggiabile cornice della Mole Vanvitelliana di Ancona.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Tra giorni ricchi di esibizioni uniche che confermano Acusmatiq come una realtà in continua trasformazione, il cui obiettivo rimane quello di raccontare in maniera trasversale e libera i possibili rapporti tra musica e tecnologia, soffermandosi sulle esperienze di confine, mettendo a confronto gli strumenti e le estetiche del presente con quelle del passato e quelle (possibili) del futuro.

Altri punti fondamentali della filosofia di Acusmatiq sono,: le nuove produzioni legate a forme innovative di produzione e fruizione musicale, il legame con il territorio, sede del distretto storico della produzione di strumenti musicali elettronici italiani e la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche per la ricerca, i workshop ed i seminari.

Eventide Euro DDL

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Se ne era parlato in occasione della scorsa NAMM, lasciando aperte diverse ipotesi; poi, qualcosa si era visto al SuperBooth berlinese… ora, Eventide sembra intenzionata ad andare avanti sulla strada del digital delay carrozzato Euro Rack.

Il modello Euro DDL offre 10 secondi di ritardo a 192 kHz, con impiego della tecnologia numerica ridotta allo stretto necessario lungo il percorso audio.

Di   Enrico Cosimi

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Lungo il percorso di segnale, i comportamenti di soft saturation, clipping, low pass filter, feedback, insert loop, relay bypass e +20 dB boost sono ottenuti rimanendo all’interno del dominio analogico.

Sintesi modulare 04 – Le sorgenti “primarie” Make Noise

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In precedenza, ci eravamo occupati di Mark Verbos, evidenziando come le originali scelte Buchla fossero state mediate e filtrate attraverso l’esperienza e le necessità del (ri)costruttore per offrire un prodotto versatile e non privo di spunti creativi. Ora, è la volta di un altro grande classico della rivisitazione West Coast: Make Noise.

Di Enrico Cosimi

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Il marchio, creatura di Anthony Rolando, si è fatto velocemente spazio tra i produttori Euro Rack della seconda generazione con una serie di moduli che, ampiamente imparentati con logiche Buchla e Serge, offrono un funzionale approccio alla sintesi, privilegiando il rapporto prestazioni/dimensioni in maniera molto conveniente per il musicista.

Elektron introduce Analog Four e Analog Rytm MkII

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Dopo quattro anni dalla loro presentazione – un periodo tecnologicamente lunghissimo… – è arrivato il momento di salutare i popolarissimi parallelepipedi neri e aspettare qualcosa di nuovo. La versione MkII riunisce interessanti aggiunte funzionali e ormai inevitabili miglioramenti hardware ad apparecchi che, piaccia o no, sono diventati lo standard per un certo tipo di produzione elettronica e che, ancora per molto tempo, continueranno a dettare la linea. Ora, le versioni MkII, rispettivamente disponibili a 1499 e 1699 euro, rimettono tutto in gioco – quantomeno, le quotazioni dei precedenti modelli.

Di  Enrico Cosimi

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Analog Four MkII  è un sintetizzatore table top a quattro voci, con sequencer incorporato che garantisce accesso immediato alla memorizzazione di note e di tutti i valori parametrici raggiungibili durante la programmazione timbrica. Oltre a gestire le quattro parti timbriche interne, il musicista può controllare quattro flussi di dati analogici CV/Gate configurabili V/Oct standard o Hz/Volt (per le vecchie macchine Yamaha e KORG). La circuitazione analogica, già migliorata con il modello a tastiera Analog Keys, è stato ulteriormente potenziato per accrescere ancora di più la risposta sulle basse frequenze; allo stesso modo, è stato riscritto il circuito di distorsione/overdrive.

XILS-lab PolyM Polymoog Soft Synth

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Nel 1975, in pieno furore analogico, Moog Music mise in cantiere un ambizioso progetto di struttura performativa composta da un sistema di pedaliera (Taurus), un sistema polifonico a cinque ottave, con dinamica di tastiera (Apollo) e un sistema monofonico a quattro ottave, sempre dinamico (Lyra); l’insieme, che si sarebbe dovuto chiamare Constellation, non vide mai la luce se non in forma prototipale. I fan di Emerson, Lake & Palmer, lo ricorderanno nel periodo delle grandi tournee post-Brain Salad Surgery.

Di Enrico Cosimi

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Il Lyra Solo Synthesizer era un monofonico dotato di tre oscillatori particolarmente stabili, tastiera sensibile alla dinamica; buona parte della sua tecnologia è passata nei successivi MicroMoog e MultiMoog. Come già segnalato in precedenza, il suo suono è ascoltabile in tutte le parti live obbligate in Karn Evil 9 prima e terza impressione.  Il Taurus Pedal Synthesizer è sopravvissuto alla struttura Constellation ed ha avuto tre diverse incarnazioni che lo hanno fatto apprezzare a generazioni e generazioni di musicisti Prog.

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Il modello Apollo Polyphonic Synthesizer offriva polifonia completa, quattro preset timbrici pronti all’uso (con pianoforte elettrico e voce), comportamento dinamico e un ridotto numero di comandi. Buona parte della tecnologia Apollo venne utilizzata nel Polymoog ingegnerizzato da David Luce (recentemente scomparso). Oggi, XILS Lab ha rimodellato il polifonico Moog in tutta la sua peculiarità timbrica.

Fine produzione per il Moog Minimoog Model D

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Era partita, lo scorso anno, come un’avventura da primato: ricostruire il monofonico più iconico degli Anni 70, convincendo i produttori originali a rimettere in piedi linee di costruzione per componenti ritenuti obsoleti… Dopo la prima pilot series di 20 strumenti, i Minimoog Model D produzione 2016 hanno continuato a macinare numeri su numeri – nella scala di dimensioni di uno strumento analogico interamente costruito a mano su quattro postazioni simultanee. Ieri, dopo un anno vissuto saldando, Moog ha annunciato la fine del periodo di produzione. Ora, per la seconda volta, il Minimoog è storia.

Di Enrico Cosimi

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In questo anno, ne sono stati prodotti più di 2000, attingendo alle comunque significative riserve di componenti originali – che rimangono disponibili per il servicing degli apparecchi. Molto è stato detto sulle nuove caratteristiche aggiunte, in maniera discreta e rispettosa, al design originale dell’apparecchio. Di fondo, da prove A/B, il Minimoog Model D del 1971 suona come il Minimoog Model D del 2016. Punto.

Arturia BeatStep Pro Firmware Update 2.0

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Il BeatStep Pro è un potente controller che integra, in un’unica superficie, due sequencer melodici monofonici e un drum sequencer a sedici note, con otto uscite di Gate analogico ed estese possibilità di collegamento multi standard MIDI, USB, analog CV/Gate, Sync. Recentemente, Arturia ha licenziato la revisione 2.0, che fornisce alla macchina diversi assi nella manica desunti dalle recenti esperienze con la DrumBrute e con gli altri prodotti hardware in catalogo.

Di Enrico Cosimi

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C’è parecchia carne al fuoco.

Drum Sequencer: ora ha il modo poliritmico 

Come per la DrumBrute, ogni linea di sequenza ritmica nella sezione Drum (ce ne sono 16, otto dotate di connessione Gate analogica) può avere una lunghezza in Step indipendente dalle altre. In questo modo, la polimetria arriva anche dentro al BeatStep Pro.

Per attivare il modo polyrhythm, è necessario selezionare il [DRUM] Sequencer, tenere premuto il tasto [SHIFT] e premere lo Step Button #16. (Esattamente come nella DrumBrute…). Poi, traccia per traccia, dopo aver selezionato la traccia desiderata, si tiene premuto il bottone [LST STEP] e si sceglie la lunghezza desiderata premendo il tasto Step # di numero corrispondente. 

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Miglioramenti sulla Touch Strip

Con un dito sulla Touch Strip, se si preme uno qualsiasi dei pad dinamici si innesca l’auto ripetizione di una porzione di pattern a diverse risoluzioni ritmiche (tanto per i due SEQ melodici che per il DRUM Sequencer).

Per attivare il nuovo Roller/Arpeggio Mode, è necessario andare in [CONTROL] Mode, tenere premuto il tasto [SHIFT] e premere lo Step #9. Il settaggio è comune a tutte e tre le sequenze; la risoluzione ritmica si cambia spostando la posizione del dito lungo la striscia Roller/Looper. 

Pattern Chaining: ora, si salvano le Chain

Dentro BeatStep Pro, si possono organizzare 16 Chain di Pattern; ciascuna di esse può contenere fino a 16 scene/pattern con ripetizioni arbitrarie. Ora, a grande richiesta, le Chain configurate possono essere salvate e recuperate in seguito.

Occorre entrare nel modo Scene attraverso il software Arturia MIDI Control Center, scaricabile a gratis dal sito Arturia. Si deve cliccare sulla tab “Device Setting” e, nella sezione dei parametri “Global”, è necessario accendere in “On” il modo Scene.

Per creare una Pattern Chain, è necessario: premere [SHIFT] più uno dei tre tasti di sequenza [SEQUENCE 1], [SEQUENCE 2] o [DRUM]; premere uno qualsiasi dei tasti Step # e organizzare nell’ordine desiderato la catena di pattern richiamabili attraverso i 16 tasti. 

Per salvare la Scena, occorre: selezionare [CONTROL MODE], tenere in hold il tasto [SAVE], premere uno dei sedici tasti Step # per selezionare lo slot nel quale salvare il tutto. 

Per caricare una Scena, andare in [CONTROL MODE] e premere uno dei tasti Step # per scegliere quale scena caricare. 

Octave Randomization

Si abilita attraverso parametro Randomness e permette di spostare casualmente l’intonazione degli step su e giù per diverse ottave. Il parametro è attivabile indipendentemente sulle due sequenze melodiche.

Occorre entrare nel MIDI Control Center, raggiungere la pagina “Device Settings” e accendere ai parametri Seq 1 (o Seq 2) Randomize Octave.

Pad-based Step Edition

Invece di editare gli Step di sequenza uno per volta, ora si può tenere premuto un tastone pad per definire l’intonazione e schiacciare tutti gli Step che devono eseguire proprio quella intonazione.

Compatibilità con Volca

Da ora, ogni traccia della sezione [DRUM] può trasmettere su un canale MIDI indipendente, in modo da poter raggiungere i diversi suoni contenuti – ad esempio – nel Volca Sample. In più, è stato aggiunto un nuovo coefficiente di densità sync che garantisce il perfetto allineamento ritmico tra BeatStep Pro e Volca.

Occorre entrare nel MIDI Control Center, selezionare la pagina “Device Settings”, raggiungere la sezione “Sync” e impostare il valore “2PPQ (KORG)” per il parametro “Clock IN/OUT Settings”. 

La scelta dei singoli canali MIDI di traccia è più in basso nella stessa pagina, all’interno della sezione “Custom”. 

Altri miglioramenti

Le uscite CV Velocity possono essere riscalate indipendentemente per le due sequenze melodiche usando un coefficiente variabile tra 1 e 10; in questo modo, è più facile trovare il range di key vel giusto per gli apparecchi collegati al BeatStep Pro.

Quando si usa il Looper tenendo un dito premuto sulla strip conduttiva, si può variare il punto di partenza della ripetizione premendo lo Step # dal quale si vuole iniiziare (funziona così anche sulla DrumBrute, anche se pochi ci hanno fatto caso…).

Si possono cancellare individualmente le singole tracce della Drum Sequence tenendo premuto il tasto [SHIFT] con il tssto Step # 2 e poi premendo il pad corrispondente al suono/traccia che si vuole uccidere.

Ora, la Drum Sequence può memorizzare step legati in tie mode per triggerare accuratamente alcuni sample percussivi.

Il Global Tempo Mode può essere sintonizzato per mantenere la stessa velocità anche durante i cambi di preset.

Il jitter ritmico è stato eliminato.

Qui, potete scaricare una Cheat Sheet che raccoglie e riunisce tutte le scorciatoie e le combinazioni di tasti necessarie a raggiungere le funzioni di porgrammazione.

 

MAG Organ

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Da tempo, Massimo Ghirardi sta riscrivendo diversi parametri che, ormai dati per scontati, tengono in piedi il mondo che ruota attorno ai cloni Hammond e, in generale, agli organi doppio manuale da cinque ottave. I suoi strumenti, commercializzati sotto il marchio MAG Organ, usano una potente FPGA programmata in Germania e già oggetto di interesse da parte nostra. A fronte di tre modelli (un manuale, due manuali, due manuali con ottava preset) disponibili, i suoi strumenti hanno fatto breccia presso la top series degli utilizzatori; un nome per tutti: Don Airey dei Deep Purple. Abbiamo avuto modo di ascoltare il MAG Organ in occasione della recente giornata demo, ospitata da Your Music a Roma.

Di Enrico Cosimi

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I tre modelli, dicevamo, hanno identico cuore sonoro e differiscono per configurazione dei manuali: la versione più semplice è a singolo manuale cinque ottave, utile per il tastierista rock che voglia accesso ai drawbar, ma che non necessiti delle comodità esecutive del doppio manuale; immediatamente sopra, la versione upper/lower con cinque ottave secche offre un’ottima trasportabilità (manca l’ottava extra per il richiamo dei preset) a fronte di una dotazione standard di drawbar e controlli dedicati. Il modello top, quello qui sopra, ha l’ottava in più per il recall veloce dei preset e, ovviamente, ha dimensioni maggiori.

Sintesi modulare 03 – I controlli Verbos

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Chiudiamo la nostra navigazione Verbos affrontando i generatori di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Controlli

Rozzamente, tutto quello che non è generazione e non è modifica è controllo. Ovviamente, con le debite cautele. L’impostazione Verbos paga fino in fondo il debito con Buchla, offrendo riletture significative dei classici comportamenti Source of Uncertainty e paga un tributo agli inviluppi loopable. In aggiunta, non mancano realizzazioni originali di sofisticata configurazione.