Apogee Digital Element 46

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording, Software

Il protocollo Thunderbolt ha rivoluzionato le abitudini di molti musicisti elettronici e, a fronte di un costo esagerato richiesto per il cavi di alimentazione, di fatto ha abbassato sensibilmente le soglie di latenza e la lentezza tipica dei sistemi precedenti. Non sappiamo quanto durerà e per quanto tempo sarò supportato il formato, ma fintanto che dura…

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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… fintanto che dura, prendiamo in considerazione l’interfaccia Apogee Element 46, una scatola in grado di offrire simultaneamente 12 in e 14 out (su formati diversi), con un prezzo di poco superiore ai 900 euro.

Percussa Synthor System 8

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Percussa è famosa per avere concepito gli Audio Cubes come forma di controller USB; dopo una fase di transizione relativa alla sintesi software, ora approda al Wireless Digital Modular Synthesizer. Synthor System 8 offre un approccio modulare alla sintesi e al patching basato sull’adozione di un hardware digitale di sintesi (Percussa ENGINE) e una superficie di controllo wireless (Percussa REMOTE) con 8 controlli remote che utilizzano l’ultima generazione tecnologica Audio Cubes.

A cura della Redazione  di Audio Central Magazine

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L’Engine può essere montato a rack e il sistema prevede il trasferimento dati attraverso porta SD. All’interno dell’Engine, trova posto un processore quad core Cortex A17 @ 1.8 gHz che fa girare un kernel Linux v4, con processing a 64 bit parallel; c’è un displa 1660×480 pixel full color, Midi In, Out e Thry, SD Card, USB Slot (HID Support) e stereo digital out.

Eve Audio PMR 2.10

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Quasi sempre, il musicista “normale” ignora l’esistenza di una serie di apparecchi appositamente sviluppati per risolvere i problemi a monte dell’impiego musicale vero e proprio. Così come, alla fine degli Anni 70, gli espositori per tastiere migrarono nell’attuale forma commerciale dei “supporti per tastiera”, abbandonando l’esistenza esclusiva all’interno dei negozi, altre apparecchiature si trovano oggi nel periodo di transizione da “oggetto per gli addetti ai lavori” a “oggetto per la produzione e la pratica musicale”. E’ il caso di Eve Audio PMR 2.10, un Passive Monitor Router particolarmente intelligente nella gestione a prova di idiota.

Di Enrico Cosimi

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Cosa è un Passive Monitor Router? Semplicemente, è un meccanismo che permette di smistare una coppia di sorgenti sonore (anzi, in questo caso, due coppie di segnali audio) alla volta di un certo numero di possibili uscite; il modello 2.10 (come è facile immaginare dalla sigla) offre due coppie di ingressi e dieci coppie di uscite. selezionabili con un remote control.

Enzym al MainOFF di Palermo

Written by Angelo Barraco on . Posted in Events

Enzym è il nome dietro il quale si cela Louis Pierre-Lacouture, musicista parigino classe 1987, che in data 7 gennaio ha calcato con grazie ed eleganza il prestigioso palco del Teatro Santa Cecilia di Palermo per la terza e ultima giornata del MainOFF. Un corpo esile quasi fanciullesco, barba incolta, zaino in spalla e occhi puntati costantemente in alto per scrutare con silenzio e attenzione lo splendido Teatro con le sue pareti in pietra antica e la sua maestosa eleganza fatta di un’architettura che si intreccia perfettamente con il classicismo atipico proposto dal musicista parigino.

Di Angelo Barraco

Enzym

La musica di Enzym spicca in originalità e versatilità grazie ad elementi di carattere tecnico-compositivo che rendono il prodotto sorprendentemente unico poiché i classicismi prodotti con il pianoforte e/o un organo, ispirati a Chopin, si miscelano con i tappeti sonori dei synth e creano una mistura che lentamente assume forme e colori diversi. Ritmiche e melodie che inaugurano le suite con giri in loop, costituiti da una navata centrale classicheggiante –proprio come le antiche cattedrali- che lentamente vengono frammentate in architetture sonore che smussano gli angoli con innesti elettronici e numerosi campionamenti de “Il Gattopardo”, in lingua italiana. Tali intro hanno fatto da apripista per i brani presentati nel corso dell’esibizione al MainOFF.

Massimo Ruberti al MainOFF

Written by Angelo Barraco on . Posted in Events

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” disse il famoso pittore tedesco Paul Klee. Un concetto di una profondità d’animo indefinibile poiché rappresenta la trasposizione del microcosmo dell’Io in un macrocosmo in cui l’interazione con il prossimo, mediante una linea comune, rappresenta l’elemento essenziale che si frappone tra gli imperscrutabili labirinti interiori e l’ascoltatore passivo. La rassegna musicale MainOff organizzata a Palermo da Brusio Netlabel, il 5/6/7 gennaio, ha ospitato numerosi artisti provenienti da tutto il mondo che hanno piacevolmente messo in atto il sopracitato concetto di Paul Klee, ovvero la riproduzione in musica di una forma artistica resa visibile attraverso le vibrazione, come la musica appunto e la manipolazione del suono, rendendola oggettivamente concreta grazie alle immagini che nel corso delle tre serate hanno accompagnato le piacevoli esibizioni live degli artisti, adornando il tutto con colori e suggestioni.

Di Angelo Barraco

Massimo Ruberti

Encomiabile il lavoro dell’organizzazione e soprattutto di etichette come la Nostress Netlabel, che ha portato sul palco artisti del calibro di Tau Ceti, Massimo Ruberti ed Enzym. Synth, pedali, testiere, pianoforte, batteria con effetti: sono questi gli elementi che hanno colorato un suggestivo contenitore a cui hanno piacevolmente partecipato artisti come Massimo Ruberti, che si è esibito il 5 gennaio all’Old School, locale situato poco distante al Teatro. Con la valigia in mano e un grazioso cappellino in testa è arrivato da Livorno il “trafficante di suoni e immagini”, come ama definirsi, portando in Sicilia un live set dinamico ed energico in grado di far ballare simultaneamente un locale stracolmo di gente, attraverso vibrazioni e suoni dove l’amalgama perfettamente equilibrato tra briose linee di basso e sintetizzatori ha entusiasmato i presenti. Massimo Ruberti ci ha concesso un’intervista dove ha raccontato la sua esperienza al MainOFF.

MainOFF e fenomenologia delle etichette indipendenti copyleft palermitane

Written by Paolino Canzoneri on . Posted in Events

Che persista una certa diffidenza e chiusura a riccio riguardo l’ascolto di musiche generate da apparecchiature e strumentazioni elettroniche è palese. Le ragioni quasi sempre vanno ricercate nella diffidenza e nella incapacità di accettare musicalità inusuali che nulla hanno a che fare con le impostazioni convenzionali facili da assimilare dall’orecchio umano. Per queste motivazioni appare fondamentale e risolutorio sforzarsi di assumere un comportamento e una predisposizione lontana da qualsiasi prevenzione proprio per riuscire a comprendere e giovarsi di musicalità sconosciute che sicuramente stimolano i sensi verso sensazioni mai avute prima.

Di Paolino Canzoneri

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La musica elettronica conta una serie copiosa di “generi e sottogeneri” che offrono un ventaglio veramente enorme e fortunatamente studi e tecnologie non hanno mai smesso di offrire spunti importanti per l’evoluzione del genere cosicchè artisti e talenti, pur restando dentro il ventaglio della cosiddetta “musica elettronica”, compongono e suonano adottando un approccio pressocchè totalmente differente uno dall’altro per il tipo di strumentazione impiegata.

AKAI presenta MPC X e MPC Live

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo decenni di attesa (non stiamo scherzando), finalmente AKAI si ricorda di quanto fossero potenti, facili, immediate ed epocali le macchine originali della MPC Series concepite insieme a Roger Linn. In un’epoca nella quale non c’erano laptop da sbatacchiare sul palco, la MPC originale offriva sampling percussion oriented, programmazione ritmica, 64 tracce di MIDI su 4 porte indipendenti, sincronizzazione SMPTE per il multitraccia analogico, uscite audio dedicate per i suoni residenti, mixer send/return indipendente, uscita metronomica dedicata (non ha mai funzionato, ma questo è un altro discorso), connettività RS422, salvataggio dati su dischetto. Un paradiso della produzione musicale pronto da afferrare e portare sotto braccio. Poi, è arrivato il laptop che ci hanno trasformati in premitori di barra spaziatrice…

Di Enrico Cosimi

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Ora, finalmente, dopo una falsa partenza a colpi di remote control per software residenti, AKAI ha spremuto il proprio blasonato e sferragliante know-how per fornire due hardware di produzione completamente stand-alone (ma in grado di lavorare con un laptop esterno a richiesta) con i quali portare la propria musica in giro per il mondo. Ovviamente, i tempi sono cambiati, le aspettative anche. The heritage è quella, fortunatamente.  Di seguito, le prime informazioni sugli apparecchi, che non mancheranno di stordire quanti avranno la fortuna di partecipare alla prossima Winter NAMM tra una decina di giorni.

Il Saint Louis College of Music si regala un sistema modulare Moog

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Events

La prestigiosa scuola di musica romana ha fatto un importante investimento per ampliare la sua offerta formativa acquistando un Model 15 Moog per i corsi di sintesi del suono. Il sistema modulare verrà presentato il prossimo Sabato 14 Gennaio presso la nuova sede di Via Baccina con un evento pubblico pomeridiano (dalle 14.30 alle 18.30) che vedrà  la partecipazione del Prof. Luca Proietti della Saint Louis, affiancato (indegnamente) da Enrico Cosimi.

A cura della Redazione di Audio Central  Magazine

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Dal 1976 il Saint Louis è fra le più rinomate realtà didattiche musicali di eccellenza di respiro europeo, con oltre 1.800 allievi ogni anno provenienti da ogni Paese. Vanta un corpo docente stabile composto da 120 docenti di fama nazionale, diretto dal 1998 dal M° Stefano Mastruzzi. Ha 4 sedi nel cuore di Roma (nel Rione Monti, tra il Colosseo e Via Nazionale). È dotata di 50 aule multifunzione, 5 studi di registrazione per la didattica e per le produzioni discografiche. Il Saint Louis è la prima e unica Istituzione privata di Alta Formazione Artistica Musicale in Italia autorizzata a rilasciare diplomi accademici di I e II livello, in Jazz, Popular Music, Musica Elettronica, Regia e Tecnico del suono e Composizione, con lo stesso identico valore legale dei diplomi di Conservatorio, pertanto equivalenti a lauree di I e II livello. Artisti di tutto il mondo hanno contribuito negli ultimi 35 anni alla didattica del Saint Louis con incontri e seminari, fra cui Pat Metheny, Dizzy Gillespie, Jack De Johnette, John Patitucci, Frank Gambale, Marcus Miller, Dave Holland, Peter Erskine, Scott Henderson, Mike Stern, Robben Ford, John Abercrombie, Bob Mintzer e numerosi altri.

Modular Synth Masterclass with Gino Robair

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Il workshop prenderà in esame una serie di tecniche da utilizzare durante l’improvvisazione con sintetizzatori modulari in un contesto di gruppo e pone le basi per un concerto la sera stessa, con i partecipanti al workshop. Il workshop si concentrerà sulla sensibilizzazione e l’ascolto globale durante l’ improvvisazione, esplorerà strategie di patching per ottenere la massima varietà ed evitare la stagnazione.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Verranno presi in esame concetti come primo piano / sottofondo, solista / supporto, controllo gestuale, e intenzione / non-intenzione. Particolare interessante per i musicisti che utilizzano sintetizzatori modulari perché spesso la tentazione con lo strumento è quello di sovrapporre semplicemente suoni. Gino utilizza strategie, concetti e spunti basati sul suo lavoro e sul lavoro di John Zorn, Butch Morris, ROVA Sax Quartet, Anthony Braxton e Frank Zappa. I partecipanti devono portare un loro strumento. Possono utilizzare qualsiasi synth analogico, anche se il workshop è prevalentemente incentrato sui sintetizzatori modulari.

Modellare il Roland Juno 106 – Quinta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Chiudiamo l’anno concludendo le parti ancora mancanti della ri-programmazione applicata al Roland Juno 106. Eravamo rimasti alla struttura timbrica quasi completa; ora, è il momento di inserire il meccanismo High Pass e il doppio Chorus selezionabile. Dovremo fare qualche acrobazia…

Di Enrico Cosimi

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Il problema più grosso, per ciò che riguarda la sezione HPF, è la sua natura squisitamente monofonica; cioè, un unico filtro passa alto che influenza simultaneamente tutte e sei le voci di polifonia. Per questo motivo, sarà necessario installare i moduli di filtraggio (e anche quelli di Chorus) nella sezione del NMG2 naturalmente dedicata alla monofonia, ovvero la FX Area.