Quantiloop per iPad

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Ben ritrovati. Ritorniamo a parlare di “musica con l’iPad” e precisamente del tema “live looping” che, come è noto, a me è molto caro. Per chi si fosse avvicinato per la prima volta a queste tematiche suggerisco le letture a tema nelle quali mesi orsono mi sono cimentato e che vedono Ableton Live! e l’iPad come protagonisti.

Orbene, se avete chiara “la concetta”, la puntata in oggetto è ancora incentrata su un’app di nuova concezione che consente di trasformare il vostro fido tablet di casa Cupertino in una vera e propria looping station, rendendolo un arma micidiale dal vivo, a patto di prenderci un po’ di confidenza.

Parliamo infatti di Quantiloop, ovverosia un’app che porta sull’iPad un looper a 4 tracce comandabile via midi assai versatile.

Di Antonio Antetomaso

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Scopo dell’articolo è per l’appunto approfondire le caratteristiche di questo software allo scopo di sondarne l’efficacia, la semplicità d’uso, la stabilità e (se esistono) i possibili margini di miglioramento.

Partiamo con il ricordare brevemente cos’è un looper. Un looper è un aggeggio che è capace di catturare un frammento audio e di mandarlo in esecuzione ripetutamente, consentendo al musicista di suonarci su. Tipicamente disponibile sotto forma di pedale, è un oggetto spesso usato dai chitarristi (vedi Ed Sheeran) anche se le nuove tecnologie hanno fatto scoprire tale giocattolo anche a tastieristi e DJ: mi riferisco ad Ableton Live! con il suo arci-valido “Looper” e alle varie soluzioni per iPad sempre più integrate e sincronizzate con il mondo esterno.

Buonasera, Monsieur Martenot

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Capitolo irrinunciabile della storia degli strumenti musicali del Novecento, l’Onde Martenot non si direbbe godere attualmente della popolarità di altri affascinanti strumenti pionieristici quali – a puro titolo di esempio – l’eterofono di Lev Sergeevič Termen o l’organo elettromeccanico di Laurens Hammond. Però, cercando con il lanternino…

Di Jacopo Mordenti

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… Qualcosa si trova. Qualcosa che, pur dovendo prescindere da quella specifica interazione fisica con lo strumento originale che non è affatto secondaria in termini di risultato, permette di farsi almeno un’idea di massima del funzionamento della creatura di Maurice Martenot: Vertigo Waves, un ensemble per Reaktor sviluppato – e distribuito gratuitamente: alleluja! – da Boscomac.

Case Study: Arturia MatrixBrute Analog Synthesizer – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un case study è un meccanismo per rinforzare la conoscenza di un determinato fenomeno. Useremo il soon to be reachable Arturia MatrixBrute per mettere a punto quanto è chiaro il funzionamento di un sintetizzatore analogico e, nell’analisi puntigliosa di quanto scritto sul manuale utente, per verificare se ogni possibile dubbio possa trovare – con l’esperienza diretta – una risposta univoca.

Di Enrico Cosimi

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Parliamo di esperienza diretta, perché appena terminato l’esaltante Festival di Sanremo, complice la cortesia di Midiware – importatore italiano Arturia – avremo a disposizione il MatrixBrute per una prova su strada e, last but not least, per il synth day torinese prossimo venturo. In questo modo, la sfida diventa doppia: cosa capiamo di una macchina, attraverso il “semplice” studio del manuale? Come riusciamo a confermare, o a negare, eventuali punti oscuri quando – finalmente – mettiamo le mani sull’apparecchio? Accendete la vostra lanterna, intabarratevi nel mantello pesante e partiamo per un’escursione notturna sulle oscure colline del MatrixBrute.

Elysia Beech Boys Limited Edition

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Recording

Da sempre, Elysia produce apparecchiature high-end per la produzione e il trattamento professionale del suono in sede recording e P.A.; oggi, la Beech Boys Limited Edition propone il meglio dei moduli in formato API 500 con preziosi pannelli realizzati in legno di faggio – per dirla in inglese, in spalted beech (da qui, il gioco di parole).

Di Enrico Cosimi

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Sufficientemente resistente per non scheggiarsi, duro da lavorare, anelastico e da sempre usato per compiti impegnativi (torniture di ebanisteria, ma anche calci dei fucili), il legno di faggio è lavorato a cera o a olio per fornire i pannelli comandi più belli che vi capiterà mai di osservare montati all’interno di un rack API 500.

Pioneer TORAIZ AS-1

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Pioneer DJ, in collaborazione con Dave Smith Instruments, ha sviluppato un nuovo sintetizzatore monofonico per produzioni musicali e performance dal vivo che apre nuove possibilità creative in studio come sul palco: TORAIZ AS-1, ultimo prodotto della serie TORAIZ (che comprende il live sampler TORAIZ SP-16).

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Il TORAIZ AS-1 è azionato da un motore di sintesi analogico vero e proprio, completamente programmabile, basato sul circuito analogico del sintetizzatore Prophet-6 di Dave Smith Instruments, upgrade del classico Prophet-5. Grazie alla stretta collaborazione con Dave Smith, Pioneer DJ ha realizzato un sintetizzatore che produce un potente suono analogico, ideale per i set-up dei professionisti o degli aspiranti produttori.

Apogee Digital Element 46

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording, Software

Il protocollo Thunderbolt ha rivoluzionato le abitudini di molti musicisti elettronici e, a fronte di un costo esagerato richiesto per il cavi di alimentazione, di fatto ha abbassato sensibilmente le soglie di latenza e la lentezza tipica dei sistemi precedenti. Non sappiamo quanto durerà e per quanto tempo sarò supportato il formato, ma fintanto che dura…

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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… fintanto che dura, prendiamo in considerazione l’interfaccia Apogee Element 46, una scatola in grado di offrire simultaneamente 12 in e 14 out (su formati diversi), con un prezzo di poco superiore ai 900 euro.

Percussa Synthor System 8

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear

Percussa è famosa per avere concepito gli Audio Cubes come forma di controller USB; dopo una fase di transizione relativa alla sintesi software, ora approda al Wireless Digital Modular Synthesizer. Synthor System 8 offre un approccio modulare alla sintesi e al patching basato sull’adozione di un hardware digitale di sintesi (Percussa ENGINE) e una superficie di controllo wireless (Percussa REMOTE) con 8 controlli remote che utilizzano l’ultima generazione tecnologica Audio Cubes.

A cura della Redazione  di Audio Central Magazine

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L’Engine può essere montato a rack e il sistema prevede il trasferimento dati attraverso porta SD. All’interno dell’Engine, trova posto un processore quad core Cortex A17 @ 1.8 gHz che fa girare un kernel Linux v4, con processing a 64 bit parallel; c’è un displa 1660×480 pixel full color, Midi In, Out e Thry, SD Card, USB Slot (HID Support) e stereo digital out.

Eve Audio PMR 2.10

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Quasi sempre, il musicista “normale” ignora l’esistenza di una serie di apparecchi appositamente sviluppati per risolvere i problemi a monte dell’impiego musicale vero e proprio. Così come, alla fine degli Anni 70, gli espositori per tastiere migrarono nell’attuale forma commerciale dei “supporti per tastiera”, abbandonando l’esistenza esclusiva all’interno dei negozi, altre apparecchiature si trovano oggi nel periodo di transizione da “oggetto per gli addetti ai lavori” a “oggetto per la produzione e la pratica musicale”. E’ il caso di Eve Audio PMR 2.10, un Passive Monitor Router particolarmente intelligente nella gestione a prova di idiota.

Di Enrico Cosimi

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Cosa è un Passive Monitor Router? Semplicemente, è un meccanismo che permette di smistare una coppia di sorgenti sonore (anzi, in questo caso, due coppie di segnali audio) alla volta di un certo numero di possibili uscite; il modello 2.10 (come è facile immaginare dalla sigla) offre due coppie di ingressi e dieci coppie di uscite. selezionabili con un remote control.

Enzym al MainOFF di Palermo

Written by Angelo Barraco on . Posted in Events

Enzym è il nome dietro il quale si cela Louis Pierre-Lacouture, musicista parigino classe 1987, che in data 7 gennaio ha calcato con grazie ed eleganza il prestigioso palco del Teatro Santa Cecilia di Palermo per la terza e ultima giornata del MainOFF. Un corpo esile quasi fanciullesco, barba incolta, zaino in spalla e occhi puntati costantemente in alto per scrutare con silenzio e attenzione lo splendido Teatro con le sue pareti in pietra antica e la sua maestosa eleganza fatta di un’architettura che si intreccia perfettamente con il classicismo atipico proposto dal musicista parigino.

Di Angelo Barraco

Enzym

La musica di Enzym spicca in originalità e versatilità grazie ad elementi di carattere tecnico-compositivo che rendono il prodotto sorprendentemente unico poiché i classicismi prodotti con il pianoforte e/o un organo, ispirati a Chopin, si miscelano con i tappeti sonori dei synth e creano una mistura che lentamente assume forme e colori diversi. Ritmiche e melodie che inaugurano le suite con giri in loop, costituiti da una navata centrale classicheggiante –proprio come le antiche cattedrali- che lentamente vengono frammentate in architetture sonore che smussano gli angoli con innesti elettronici e numerosi campionamenti de “Il Gattopardo”, in lingua italiana. Tali intro hanno fatto da apripista per i brani presentati nel corso dell’esibizione al MainOFF.

Massimo Ruberti al MainOFF

Written by Angelo Barraco on . Posted in Events

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” disse il famoso pittore tedesco Paul Klee. Un concetto di una profondità d’animo indefinibile poiché rappresenta la trasposizione del microcosmo dell’Io in un macrocosmo in cui l’interazione con il prossimo, mediante una linea comune, rappresenta l’elemento essenziale che si frappone tra gli imperscrutabili labirinti interiori e l’ascoltatore passivo. La rassegna musicale MainOff organizzata a Palermo da Brusio Netlabel, il 5/6/7 gennaio, ha ospitato numerosi artisti provenienti da tutto il mondo che hanno piacevolmente messo in atto il sopracitato concetto di Paul Klee, ovvero la riproduzione in musica di una forma artistica resa visibile attraverso le vibrazione, come la musica appunto e la manipolazione del suono, rendendola oggettivamente concreta grazie alle immagini che nel corso delle tre serate hanno accompagnato le piacevoli esibizioni live degli artisti, adornando il tutto con colori e suggestioni.

Di Angelo Barraco

Massimo Ruberti

Encomiabile il lavoro dell’organizzazione e soprattutto di etichette come la Nostress Netlabel, che ha portato sul palco artisti del calibro di Tau Ceti, Massimo Ruberti ed Enzym. Synth, pedali, testiere, pianoforte, batteria con effetti: sono questi gli elementi che hanno colorato un suggestivo contenitore a cui hanno piacevolmente partecipato artisti come Massimo Ruberti, che si è esibito il 5 gennaio all’Old School, locale situato poco distante al Teatro. Con la valigia in mano e un grazioso cappellino in testa è arrivato da Livorno il “trafficante di suoni e immagini”, come ama definirsi, portando in Sicilia un live set dinamico ed energico in grado di far ballare simultaneamente un locale stracolmo di gente, attraverso vibrazioni e suoni dove l’amalgama perfettamente equilibrato tra briose linee di basso e sintetizzatori ha entusiasmato i presenti. Massimo Ruberti ci ha concesso un’intervista dove ha raccontato la sua esperienza al MainOFF.