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OSCiLLOT 03 – verificare vibrato e hard sync

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

E’ il momento di verificare i comportamenti di modulazione esponenziale e lineare sulla frequenza dell’oscillatore “tipo” OSC A. Funzionerà tutto come nel mondo analogico?

Di Enrico Cosimi

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Il sistema non è difficile da verificare, funzione dopo funzione. Per analizzare la risposta operativa alla FM lineare, non c’è nulla di più semplice che collegare alla porta LIN dell’oscillatore portante, cioè di quello collegato in audio, l’uscita di un secondo oscillatore modulante. Ovviamente, ma non in maniera obbligatoria, sarà utile controllare tutti e due gli oscillatori con il Keyboard Control Voltage, portando l’uscita PITCH del modulo MIDI TO CV/GATE all’ingresso CV1 del nuovo oscillatore.

ME & MY MODULAR 08 – Configurazioni pre definite

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

La volta scorsa, avevamo verificato le opzioni di generazione e trattamento del suono presenti all’interno della struttura Foundation 3.1 elaborata da Pittsburgh Modular. Ora, è il momento di concentrarci sulle sorgenti di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Ovviamente, partiamo dal MIDI 3, cioè dall’interfaccia MIDI che è in grado di convertire i dati digitali in comportamenti CV/Gate monofonici o bifonici. Come è facile immaginare, il MIDI non deve essere visto come un nemico dell’analogico, ma come una comoda sorgente di Gate per innescare “in battuta” gli inviluppi (basta una traccia di note MIDI accuratamente programmata) o come un sistema per automatizzare comportamenti melodici. In tutti i casi, rappresenta la vostra porta di comunicazione con il PC.

ME & MY MODULAR 07 – Prendere ispirazione da qualche sistema preconfigurato

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Grosso modo, ora le idee dovrebbero essere più chiare, perlomeno per quanto riguarda pregi e difetti dei diversi sistemi modulari. Facendo astrazione sulle caratteristiche e sulle difficoltà di scelta tra sistema 5U e Frac Rack, facendo finta che il mondo sia buono, proviamo a ragionare su qualche configurazione precostituita, cioè analizziamo le logiche che sono dietro alle decisioni del costruttore per proporre un sistema ottimizzato per un compito piuttosto che per un altro.

Di Enrico Cosimi

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Per partire, useremo un sistema molto tradizionale, ma non privo di sorprese, come il Pittsburgh Modular Foundation 3.1. Quando il dollaro era buono, prima che – con ineffabile saggezza – si preferisse privilegiare chi vende piuttosto di chi compra, affrontare il Foundation 3.1 significava spendere solo 1999 dollari americani. Oggi, significa spendere ben 1999 dollari americani; la differenza non è tanto sottile. Sia come sia, concentriamoci sulle sue caratteristiche e vediamo di arrivare al perché certi moduli sono stati inseriti in un sistema che dovrebbe essere adatto a svolgere compiti molto differenziati, ma non eccessivamente caratterizzati.

 

Me & My Modular . I Formati – Quarta Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Nel 1996, il mondo era più buono: la comunità dei musicisti elettronici viveva sospesa nel protocollo MIDI, le DAW erano ancora un concetto relativamente fumoso, le grosse ditte nipponiche dominavano il pianeta con strumenti digitali infarciti di Linear Arithmetics, Advanced Wave Management e altre meraviglie… In quel di Ditzingen, Dieter Doepfer intraprendeva un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per i musicisti elettronici, riconfigurando parte dei circuiti analogici che aveva sviluppato in precedenza per adattarli meccanicamente ai cabinet rack da 3 + 3 unità di altezza. Era nato il formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

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Oggi, sembra impossibile pensare ad un mondo modulare senza Euro Rack, ma per l’epoca il nuovo standard meccanico ed elettrico passava in secondo piano, rispetto alla disponibilità di moduli analogici con i quali configurare, nuovamente, un sistema di sintesi personalizzato. Non dimentichiamo che – per l’epoca – la sintesi modulare sembrava un hobby snob per musicisti con tanto tempo libero e scarse necessità professionali (niente memorie, niente polifonia, comportamenti semplici, eccetera).

Me & My Modular 05. I Formati – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Si parla di sintetizzatori modulari e, ovviamente, si finisce sempre per parlare di Buchla… il più costoso, controverso, desiderato e odiato sistema di sintesi attualmente disponibile per i musicisti più avventurosi. E facoltosi.

Di Enrico Cosimi

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Archiviate velocemente le polemiche sulla tenuta societaria (BEMI ≠ Buchla & Associtates ≠ Donald Buchla…) e ancora più velocemente archiviate le contestazioni sulla scarsa qualità costruttiva (cfr. S.O.S. e altre recenti fonti d’informazione), si rimane di fronte ad un modo di interpretare la sintesi analogica che si compiace della sua incompatibilità con il resto del mondo o – se si preferisce – che afferma con orgoglio la propria assoluta auto sufficienza dal punto di vista strutturale, funzionale e musicale. Se scegli Buchla, vuol dire che ti serve solo quello.

ME & MY MODULAR 04. I Formati – seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Siamo ancora nelle fasi preliminari del nostro viaggio all’interno della galassia modulare; per la precisione, ci stiamo occupando di capire in che modo sia possibile realizzare meccanicamente un sistema di moduli aderendo ad uno standard piuttosto che ad un altro. Il problema dei formati, appunto… Ancora qualche parola sul formato 5U, prima di passare ad altro argomento.

Di Enrico Cosimi

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Dicevamo: le ultime quisquilie e pinzillacchere relative al 5U… Anche se MOTM è alto 5U, non può essere installato a cuor leggero dentro un sistema che già sia stato configurato per lavorare con Moon Modular, COTK e DotCom: la cadenza delle forature di pannello e le larghezze dei moduli finiscono per lasciare una serie di spazi morti inutilizzabili all’interno del cabinet. Intendiamoci, tutto è possibile, ma se l’occhio vuole la sua parte, bisogna prendere decisioni anche basandosi su queste minuzie.

E, ora, passiamo al Frac Rack

Cotk C1621 Morphable Wavefront Oscillators

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Due oscillatori indentici tra loro, ma indipendenti come comportamento, che possono essere controllati in frequenza e range. Ciascuno può diventare sorgente di modulazione per l’altro. Il solo oscillatore 2 può essere schiavizzato in hard sync all’oscillatore 1.

Di Enrico Cosimi

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Il comportamento morphable, gestito dalla coppia di manopole Morpheus, è possibile alterare/combinare le forme d’onda prodotte allontanandosi anche significativamente dal corredo di base.

THE HARVESTMAN annuncia…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Aggiornamenti, revisioni software e potenziamenti vari sull’interessante catalogo Harvestman dedicato ai moduli Euro Rack. Dopo aver portato a termine la riedizione filologico/modulare del Polivoks di Kuzmin, il colore arancione si estende a…

Di Enrico Cosimi

double andore Mk II

Double Andore MkII Il Dual VCA and Digital Envelop Generators (notare il plurale…) è ora dotato di: maggior qualità nella traiettoria di Attacco/Decay, ingombro ridotto a 19HP, possibilità di variare con continuità la curvatura dei segmenti in maniera log-lin-exp attraverso controllo dedicato. La Cross Modulation è stata potenziata; il circuito di inviluppo possiede un’uscita indirizzabile EOA/EOC (end of attack/end of cycle) utilizzabile per far lavorare gli inviluppi in quadratura o in cascata, sfruttando la concatenazione; l’envelope amount sui due VCA è regolabile in maniera indipendente. E’ stato potenziato il meccanismo di Voltage Follow/Slew Mode.

OSCiLLOT by Max for Cats

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Insidiato, ma non messo in discussione, il primato di Ableton Live nel mondo della Empro militante, e della performance laptop-based, è stato recentemente confermato dall’alleanza stretta con Cycling ’74, che ha portato alla disponibilità di Max/MSP all’interno di Live, sotto forma di “ambiente parallelo” Max4Live. Oggi, Max for Cats sfrutta le capacità di programmazione low level per fornire una suite di moduli pre configurati, con cui assemblare le più personalizzabili strutture di sintesi. Benvenuti nell’era del modulare virtuale.

Di Enrico Cosimi

OSCILLOT 01

Praticamente impossibile da digitare senza incombere in errori grossolani, OSCiLLOT è una collezione di moduli, anzi un device assemblato in Max4Live, che possono essere usati dal musicista per fare tutto quello che si ritiene necessario; le connessioni avvengono attraverso cavi virtuali e non c’è altro da imparare se non una rapida panoramica delle funzioni “di genere”; poi, non rimane che tuffarsi nella programmazione…

Moog torna ai modulari?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo l’exploit invero fortunato della Keith Emerson Edition (dieci modulari fatti tali e quali quello di Emo, compresi i fischietti e i campanelli…), Moog Music ha segnalato – in maniera invero laconica – la messa in commercio di una quantità limitata di System 15System 35System 55 realizzati con componenti N.O.S., in maniera del tutto fedele agli originali.

Di Enrico Cosimi

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Ovviamente, si parla di strumenti non economici – ma neppure dal prezzo proibitivo come la K.E. Edition – destinati ad un ristretto numero di fortunati. Le (scarse) notizie in nostro possesso, cortesemente fornite da Midiware, importatore italiano del nobile marchio, parlano chiaro: la disponibilità numerica è contingentata (il Model 35 sembra, ad esempio, già completamente Sold Out), i prezzi sono allineati con quelli dei listini originali – fatte salve le differenze di svalutazione. Pertanto, il System 55 costerà approssimativamente 35.000 dollari, il System 35 costerà approssimativamente 22.000 dollari, il sistem 15 costerà approssimativamente 9500 dollari.