VCVRack. Appunti di viaggio: i moduli SynthTech e Befaco

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Come promesso, continuiamo la nostra panoramica/wannabe-manuale concentrandoci sulle funzioni dei moduli clonati da altri produttori. È la volta di Cloud Generator, prodotto in hardware da Paul Schreiber di Synthtech.

Di Enrico Cosimi

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Nella sua versione hardware originale, il modulo Synthesis Technology E340 è un VCO doppia uscita (saw/sine) che contiene al suo interno otto generazioni VCO indipendenti. Gli oscillatori residenti possono essere scordati tra loro attraverso comando SPREAD (gestibile dall’esterno con una tensione non attenuata collegata alla porta omonima). In aggiunta, è possibile rendere turbolenta l’intonazione percepita dosando quantità variabili di rumore bianco filtrato passa band che viene applicato alla frequenza. In questo modo, la percentuale di CHAOS può cambiare da una semplice instabilità temporanea a una più grave turbolenza caotica. Il filtraggio passa banda permette di concentrare il comportamento di modulazione su un range operativo che non sia troppo rombante (come nel caso del low frequency noise) o troppo sbianciato sulle acute (white noise puro).

I parametri comprendono COARSE e FINE per la regolazione d’intonazione in un margine di 8 ottave e mezza ottava; SPREAD, per la deviazione d’intonazione tra gli oscillatori (2, 4 o 8) simultaneamente attivi attraverso traiettoria esponenziale (difficilmente, riuscirete ad ottenere intervalli consonanti… del resto, il modulo non è concepito per questo); DENSITY, appunto, il numero degli oscillatori simultaneamente attivi (cliccando a ripetizione sul controllo, si selezionano 2, o 4, o 8 oscillatori); CHAOS, la quantità di noise filtrato che viene applicato alla frequenza degli oscillatori come “generatore di turbolenza”; CHAOS BW, l’ampiezza di banda del segnale noise filtrato (a banda passante maggiore corrisponde maggior turbolenza… e, per certi versi, maggior banalità del trattamento). Il comando FM attenua la tensione di controllo eventualmente applicata alla porta omonima.

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Qui sopra, da sinistra verso destra, 2 poi 4 poi 8 saw/ramp in generazione simultanea.

Le connessioni comprendono: SAW OUT (i segnali delle 2, 4 o 8 onde rampa generate), SINE OUT (come sopra, con onde sinusoidi… se siete un fan della Musica Elettronica Anni 50, questa è la vostra connessione preferenziale); CHAOS CV IN (per dosare la quantità di noise applicato all’intonazione); SPREAD CV IN (per dosare la quantità di deviazione dall’intonazione nominale); SYNC (per forzare il ciclo degli oscillatori sulla frequenza di riferimento di un oscillatore master… ovviamente, quando gli oscillatori schiavi sono tanti, e tutti diversi come frequenza deviata in Spread, le cose diventano molto divertenti).

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Qui sopra, otto saw/ramp sotto SPREAD e sotto SYNC con un oscillatore master.

CHAOS BW IN (per modulare l’ampiezza di banda applicata al noise filtrato); IV CV IN (per controllare, con tastiera o sequencer, l’intonazione “melodica” dell’oscillatore).

 

I moduli Befaco

Qualche parola di introduzione: Befaco è tra le più interessanti, longeve e nobili aggregazioni di “evangelisti sintetici” attivi in terra spagnola: operativi tanto come didattica (workshop per la costruzione di moduli originali), quanto per la vendita DIY e full assembled, meritano profondo rispetto e gratitudine.
Nel loro (numeroso) catalogo, sono stati scelti moduli interessanti e piacevolmente complementari con quelli Fundamental forniti in dotazione nativa a VCVRACK.

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A+B+C

È un modulo che, come dice il nome, per ciascuna delle due sezioni contenute, permette di moltiplicare due segnali per poi sommarne un terzo (in funzione di offset) al prodotto ottenuto. Può essere usato tanto sui segnali di controllo (ad esempio, per sommare una quantità variabile di vibrato al voltaggio di tastiera… moltiplicando lfo A per amount B e sommando al segnale 1V/Oct C…) quanto sui segnali audio.

In questo modo, il modulo lavora come doppio attenuverter (A*B), doppio ring modulator (sempre A*B) o mixer quadruplo.

Il segnale collegato alla porta B di ciascuna sezione è agganciato ad un attenuverter che lo scala tra -2 e +2, mentre il segnale collegato alla porta C è agganciato a un attenuverter unity gain che lavora tra -1 e +1. Le porte B e C sono normalizzate a tensioni di controllo disponibili in assenza di segnali esterni; in questo modo, il segnale A è sempre scalabile anche se la porta B è scollegata.

 Diagrama_de_bloques_AB-C

Attenzione! Il controllo B1 Level – che in assenza di segnali agganciati a B diventa generatore di tensione autonoma – è bipolare, cioè ha zero in posizione centrale, escursione negativa con l’andamento antiorario e escursione positiva con l’andamento orario.

L’uscita della prima sezione è normalizzata alla seconda. In pratica, si ottiene [(A1*B1)+C1]+[(A2*B2)+C2]. Tutti gli ingressi possono gestire segnali audio e di controllo, cioè sono normalizzati AC/DC.

Come già segnalato, i due segnali A e B di ciascuna sezione vengono moltiplicati tra loro con un operatore “x” (un moltiplicatore vero), che è assimilabile al modulatore bilanciato a quattro quadranti – in grado, cioè di tenere in considerazione le componenti bipolari di ciascuno dei due segnali collegati agli ingressi e, in questo modo, assimilabile al classico ring modulator ottenuto con il vecchio ponte a diodi.

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DUAL ATENUVERTER

Il duplice Atenuverter (occhio alla sola “t”…) è un modulo CV/Audio in grado di attenuare, invertire e spostare in offset due segnali diversi simultaneamente. Il controllo ATENUVERTER moltiplica il segnale in ingresso per un coefficiente compreso tra -1 e +1 (impostato al massimo nella direzione antioraria, può essere usato come invertitore di polarità – ad esempio, per duplicare il segnale di controllo inviato ad una coppia di VCA che costruiscono un Panpot modulabile).

Il controllo OFFSET aggiunge un valore costante, anche esso bipolare, applicabile al segnale in transito, e fornisce quindi al musicista la possibilità di lavorare interamente nel solo quadrante dei valori positivi, negativi o “a cavallo”, a seconda delle necessità. Anche in questo caso, modulazioni particolari, trilli con onde quadre applicate al pitch di un VCO possono essere potenziate con questo semplice modulo. Il LED di segnalazione si accende in rosso per i valori positivi e in verde per quelli negativi.

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EVEN VCO

E’ ancora un’altra utile sorgente sonora disponibile in RACK. L’oscillatore paro genera cinque diverse forme d’onda rappresentate qui sotto…

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Da sinistra verso destra, e dall’alto verso il basso:

  • sinusoide, pura per definizione con tutta l’energia nell’unica armonica generata (la fondamentale);
  • triangolare, con sole armoniche dispari in fase alternativamente opposta e decadimento energetico esponenziale;
  • rampa ascendente, con armoniche pari e dispare, in fase alternativamente opposta e decadimento energetico lineare;
  • impulsiva a simmetria variabile, con armoniche dispari (nella sola condizione di simmetria al 50%), in fase alternativamente opposta e decadimento energetico lineare; il contenuto armonico varia in rapporto alla simmetria PW, facendo decadere le armoniche la cui posizione numerica è multipla del rapporto di simmetria generato;
  • even, una forma d’onda composta privilegiando le armoniche pari; con decadimento energetico lineare e andamento alternativamente in fase e antifase.

Ogni forma d’onda ha la propria uscita dedicata; la simmetria dell’onda impulsiva può essere regolata con il comando di pannello PWM; l’eventuale controllo esterno collegato alla vicina porta d’ingresso CV per la modulazione di simmetria non è attenuato e richiede, quindi, uno stadio di controllo esterno per dosare l’effetto (ad esempio, si può usare metà ATENUVERTER).

La frequenza dell’oscillatore è controllabile attraverso regolatore OCTAVE (da 32′ a 1/16′ – dieci ottave complessive) e regolatore TUNE con escursione pari a +/-7 semitoni. Due porte V/OCT parallelate permettono il controllo simultaneo da parte di tastiera e sequencer, ad esempio, o tastiera e vibrato/LFO. Anche in questo caso, la mancanza di attenuazione locale, implica l’impiego – almeno sulla CV 1V/OCT non melodica di un dosatore/attenuatore esterno.

L’ingresso FM permette il controllo di frequenza dell’oscillatore in regime di Linear Frequency Modulation. Può essere usato come risorsa alternativa alla FM Exp implementata nel Fundamental LFO, specie per modulazioni in banda audio.

Attenzione!! La FM Lineare emulata dal modulo è quella ottenibile con il circuito analogico originale Befaco: chi si aspetta un’efficienza e una definizione “da Yamaha DX7” rimarrà deluso…

Ancora: per ottenere un indice di modulazione sufficientemente energico, si può sfruttare una di queste due tecniche: 

  • usare un ATENUVERTER per  portare a 2x l’intensità del segnale modulante;
  • splittare in tre rami (con un Multiple) lo stesso segnale modulante e collegarlo ai tre ingressi del VC MIXER Fundamental, avendo cura di mettere al massimo i tre livelli in ingresso e il MIX OUT finale. 

(A questo punto, perché non provare a splittare per quattro il segnale modulante e a sommarlo in un Mixer Befaco?)

Il segnale audio ricevuto alla porta HSYNC forza il ciclo di forma d’onda generata al restart incondizionato.

 

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MIXER

“non solo mixer”… Non lo considerate semplicemente come un sommatore 4:1, perché la possibilità di invertire la polarità del segnale in uscita apre interessanti capacità di sottrazione tra segnali diversi – tanto per i controlli CV quanto per i segnali audio veri e propri.

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Ad esempio, sottraendo un segnale Low Pass Output a una sorgente sonora, si ottiene un comportamento High Pass… d’accordo, il passa alto ce l’abbiamo già, ma vuoi mettere il divertimento?

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SLEW LIMITER

Può essere usato come blando filtro low pass a un polo (-6dB Oct) sull’eventuale segnale audio collegato alla porta IN o, più comunemente, come generatore di LAG per integrare il keyboard control voltage ricevuto dall’uscita Pitch dell’interfaccia MIDI (o da una fila dello Step Sequencer).

L’integrazione di portamento è regolabile indipendentemente nei tempi di transizione dal basso verso l’alto (inteso nel senso di intervallo melodico sulla tastiera) e dall’alto verso il basso. I due tempi sono regolabili a distanza attraverso altrettante tensioni di controllo presentate alle due porte RISE CV e FALL CV.

Le cose possono diventare interessanti quando una fila dello Step Sequencer controlla l’intonazione dell’oscillatore e una seconda fila controlla il tempo di portmento tra uno step e l’altro. Instant TB-303…

 

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SPRING REVERB

Due ingressi indipendenti IN 1 e IN 2, regolabili localmente in livello attraverso i due cursori rossi o, a distanza, usando altrettante tensioni di controllo applicate alle porte CV IN 1 e CV IN 2. La somma dei due segnali raggiunge il controllo HPF High Pass Filter (per togliere rombo sulle basse) e entra nella simulazione di Spring Reverb vera e propria.

Diagram_Reverb

Il reverb Time è regolabile con il grosso manopolone superiore; il risultato è disponibile all’uscita MIX (wet+dry) ed è controllabile a distanza attraverso tensione presentata alla porta MIX CV. L’uscita WET è sempre disponibile per comportamenti prefader di notevole charme timbrico, specie in contesto drone/ambient.

La prossima volta, vedremo la numerosa famiglia dei moduli “ispirati” a Mutable Instruments.

Stay Tuned.

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