Posts Tagged ‘drum machine’

Qualche riflessione su Arturia DrumBrute – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Nelle ultime settimane (Ottobre 2016), il mondo della produzione musicale elettronica è stato scosso dalla disponibilità a sorpresa della DrumBrute targat Arturia: mentre tutti si aspettavano il già annunciato MatrixBrute Synthesizer, è arrivata la nuova drum machine analogica che riprende parte delle strutture pionierizzate nelle serie TR e KPR dello scorso secolo, con una forte implementazione di interessanti parametri operativi.

Di Enrico Cosimi

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La natura analogica del progetto e il target di prezzo previsto hanno eliminato, di fatto, la possibilità di automatizzare i valori parametrici relativi al synth engine: non è possibile, come su altre apparecchiature ibride, memorizzare intonazioni o altri parametri variabili. Si perde la comodità del trigless lock, ma si acquisisce tantissima velocità operativa negata a pur blasonate macchine della concorrenza; del resto, se un sistema senza memoria parametrica va bene a Jeff Mills e Carl Cox (quest’ultimo sembra essere un endorser del nuovo prodotto), chi siamo noi per lamentarci?

Brutemachine! – Come trasformare il MicroBrute in una drum-machine 

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Gear, Tutorial

Microbrute è un piccolo sintetizzatore monofonico prodotto da Arturia che sta incassando un discreto successo sia per la fascia di prezzo in cui si colloca che per il fatto di possedere, nonostante tutte le limitazioni del caso, una sua personalità vera e propria in grado di farlo “saltare fuori” dal solito sound. Credo che questo sia in larga misura merito del comparto di filtraggio, che suona “diverso” dal solito fin dalle prime pernacchie che si tirano fuori dallo strumento.

Di Francesco Bernardini

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Un’altra caratteristica saliente è la presenza di un essenziale – quanto efficace – sequencer interno. La possibilità di registrare pattern di note e (importantissimo) di pause ci consente da subito di giocare a fare Moroder a Berlino; un knob è dedicato al rate (velocità) del sequencer e tutti i controlli di segnale (inviluppo, frequenza del filtro etc.) sono sincronizzabili con il rate del sequencer stesso e/o con l’LFO (tramite selettore sull’LFO stesso + matrice CV), il quale  ci fornisce le tre classiche forme d’onda: pulse, saw e triangle.

Giovanotti andiamoci piano – Beatstep non è una drum machine

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Il successo commerciale di Arturia BeatStep – un sequencer CV/Gate, MIDI, USB a meno di 100 euro… – ha risvegliato in molti musicisti il desiderio sopito di automazione esecutiva, sia essa applicabile in contesto melodico, sia in panorami ritmici. Il problema – ed ecco il perché stiamo evocando il parruccone giovanotti, andiamoci piano… – è relativo alla natura squisitamente monofonica e mono linea del Beatstep. Nulla di più lontano dalla normale programmazione ritmica pattern.

Di Enrico Cosimi

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Di fronte al prezzo irresistibile e alla presenza dei sedici tastoni retro illuminati, scatta l’equazione: BeatStep = Drum Machine, oppure: BeatStep = Drum Programmer. Non è così. Il limite insuperabile, nell’utilizzo ritmico/percussivo, è la natura squisitamente monofonica dell’apparecchio di controllo. Andiamo per ordine.

Elektron Analog Rytm – quarta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Finalmente, la luce in fondo al tunnel: stiamo per terminare la lunga cavalcata che ci ha portato a conoscere le innumerevoli funzionalità offerte dalla potente batteria elettronica made in Sweden. Questa volta, è il turno delle ultime – ma non meno importanti – caratteristiche relative alle pagine di sintesi (compreso il motore di sampling) e a quelle degli effetti. Buona lettura.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato nelle volte precedente, il suono prodotto dalla AR è il risultato della coabitazione di una linea di sintetizzatore vera e propria con una linea di sample player; i due generatori confluiscono all’interno di un filtro multimodo, di un amplificatore, per poi terminare nei quattro effetti compressore, distorsione, delay e riverbero. Mentre la pagina di sample player è sufficientemente “stabile”, quella relativa al comportamento di generazione in sintesi analogica del suono è sottoposta alle “variazioni contestuali” offerte dalle diverse Machine, cioè agli algoritmi di comportamento generativo che – pur rimanendo nel dominio analogico – è possibile scegliere per realizzare al meglio la cassa piuttosto che il cowbell o l’open hat rispetto al floor tom; la volta scorsa, abbiamo fatto una full immersion nelle Machines. Ora, è il momento di passare alle finestre/pagine di sintesi e gestione.

Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Continuiamo con la nostra panoramica sul funzionamento della, notevolissima, Elektron Analog Rytm, la batteria analog/sample based che sta riscrivendo i canoni di performance e interazione tra musicista elettronico in performance. E’ l’ora di approfondire l’organizzazione delle sequenze di programmazione, per Pattern, chain e song e le tecniche d’inserimento dati.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato altrove, la struttura della batteria elettronica è di tipo Pattern based, cioè organizzata per spezzoni di programmazione che possono avere lunghezza variabile fino ad un massimo di quattro battute. Il Pattern, come unità di programmazione, prevede la memorizzazione di una serie di argomenti relativi non solo all’incastro ritmico, ma anche correlati al funzionamento performativo della batteria stessa. Andiamo per ordine.

Arturia SPARK 2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

Arturia ha annunciato la versione aggiornata della sua soft drum machine, SPARK 2, come la precedente dedicata alla produzione veloce ed efficace di groove ritmici facilmente configurabili e personalizzabili.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Nuovo look, nuovo feel e nuove caratteristiche per il meccanismo di produzione; il motore è in tecnologia Virtual Analog, con struttura completamente modulare.

MFB Tanzbär – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver esaurito le presentazioni, è il momento di fare conoscenza con le timbriche residenti all’interno della MFB Tanzbär cortesemente messaci a disposizione – come di consueto – da Alex Cecconi di NewGroove.  Dal punto di vista uditivo, le sorprese non mancano e, ancora una volta, MFB dimostra di saper spremere il massimo dalle risorse dedicate alle varie strutture.

Di Enrico Cosimi

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I suoni residenti

Lo spazio sul pannello comandi non è infinito e, per questo motivo, si è scelto di ospitarvi i parametri più significativi con comandi bene allineati, lasciando quelli meno di uso coerente alla gestione attraverso Data Control e Step Button.

MFB Tanzbär – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’orso che danza, questa la traduzione di Tanzbär, è una batteria elettronica analogica che rispetta la tradizione consolidata dalla storica TR-808 e giunta fino a noi attraverso diverse riedizioni, clonazioni e ispirazioni. Come al solito, la visione di Manfred Fricke privilegia le funzioni rispetto ai fischietti ed ai campanelli: per questo motivo, tutta l’impostazione Tanzbär è concentrata sull’operatività, lasciando poco spazio alla ricerca estetica o alla realizzazione al di fuori del classico standard AutoCAD-based che contraddistingue i propri prodotti.

Di Enrico Cosimi

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Come è tradizione, una analog drum machine divide i propri compiti tra la generazione timbrica vera e propria e l’organizzazione delle timbriche in pattern o song: strutture semplici di programmazione ritmica e loro organizzazione in concatenazione di pattern attraverso logica FIll. Tanzbär ripesca la gradevole organizzazione di Pattern A/B (tipica della vecchia TR-808), in grado di semplificare l’uso dei semplici groove ritmici. In aggiunta, è possibile usare l’apparecchio come expander MIDI, per la gestione dall’esterno, o – ancora – suonare gli strumenti residenti pilotandoli con i tastini di selezione organizzati sulla fascia inferiore del pannello comandi.

AKAI Rhythm Wolf

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events, Frankfurt MusikMesse 2012, Gear

In quel del Frankfurt MusikMesse 2014, Akai ha fatto sobbalzare il cuore di più di un musicista presentando la Rhythm Wolf Analog Drum and Bass Synt Module, una struttura analogica dotata di tanta cattiveria e di piacevoli caratteristiche operative. Nell’attesa di potervi mettere sopra le mani, spariamo velocemente in rassegna le sue caratteristiche principali.

Di Enrico Cosimi

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L’apparecchio, in formato tabletop, alloggia cinque voci analogiche dedicate alla produzione di timbriche percussive kick, snare, percussion, hihat open/close e bass synth. Ciascuna sezione timbrica ha la sua uscita dedicata.

DSI & RLD Tempest Analog Drum Machine – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Al dunque, la gestione di Tempest è suddivisa in almeno due momenti operativi: la costruzione/programmazione delle singole timbriche e la loro organizzazione in pattern ritmici successivamente concatenabili. Da che mondo è mondo, le batterie elettroniche di una volta privilegiavano pesantemente la seconda fase, lasciando ben poco margine alle sperimentazioni timbriche del musicista.

Di Enrico Cosimi

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Grazie al campionamento, le cose si sono abbastanza bilanciate, ma è oggi – attraverso Tempest ed altri hardware corrispondenti – che finalmente si può parlare di sintetizzatori dedicati alla programmazione ritmica. Ovviamente. occorre fare i conti con un raddoppio dei compiti da svolgere.