Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Continuiamo con la nostra panoramica sul funzionamento della, notevolissima, Elektron Analog Rytm, la batteria analog/sample based che sta riscrivendo i canoni di performance e interazione tra musicista elettronico in performance. E’ l’ora di approfondire l’organizzazione delle sequenze di programmazione, per Pattern, chain e song e le tecniche d’inserimento dati.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato altrove, la struttura della batteria elettronica è di tipo Pattern based, cioè organizzata per spezzoni di programmazione che possono avere lunghezza variabile fino ad un massimo di quattro battute. Il Pattern, come unità di programmazione, prevede la memorizzazione di una serie di argomenti relativi non solo all’incastro ritmico, ma anche correlati al funzionamento performativo della batteria stessa. Andiamo per ordine.

Il contenuto di un Pattern generico fa riferimento a:

  • regolazioni generiche per la gestione dei Trig da parte dei motori Synth e Sampler, subordinazione degli inviluppi e LFO
  • regolazioni di quantizzazione
  • incastro ritmico di nota on/off per ciascuna delle 13 tracce (i dodici strumenti e la traccia effetti)
  • memorizzazione dei Trigless Lock (cioè, nella bizarra terminologia Elektron, delle variazioni di valore per i parametri catturati in “motion controller”)
  • memorizzazione dei Sound Lock (ovvero, la possibilità di cambiare suono percussivo su ogni Trig/Step)
  • gestione dei Trig Mutes
  • gestione degli Accent Trig (in stile 808 e 303)
  • gestione degli Slide Trig (in stile 303)
  • gestione dello Swing
  • aggancio al Kit scelto per l’esecuzione
  • definizione di Pattern Lenght e Time Signature per le tracce

La regolazione metronomica di Tempo è globale e comune a tutti i Pattern; se si vogliono accoppiare – per esigenze di scaletta – velocità metronomiche differenti ai diversi Pattern, è il caso di ricorrere alla programmazione di Song.

La selezione dei Pattern può essere effettuata, come già detto, con una sola mano, usando gli otto tasti di banco A-H e i 16 Trig Button. L’inserimento in Playback del Pattern può avvenire immediatamente e riprendendo dall’inizio programmazione (Direct Start), immediatamente e riprendendo dal punto in cui ci si trovava (Direct Jump), dopo che il Pattern in uso ha terminato la sua corsa (Sequential). 

 

Lunghezza e programmazione del Pattern

Un Pattern può essere delimitato in lunghezza fino ad un massimo di 4×16 step; ogni blocco da 16 step è considerato una Page all’interno dell’implementazione di pannello; ogni Page ha diritto ai 16 Trig Button per le funzioni di programmazione in griglia (ulteriori particolari in seguito), ma – ovviamente – non potendo esistere 64 Trig Button fisici, diventa possibile “sintonizzare” i sedici tasti sulla prima, seconda, terza o quarta “scena” del Pattern stesso. Al momento della definizione di lunghezza, se si raddoppia da una a due battute, Analog Rytm duplica automaticamente il contenuto della prima battuta sulla seconda appena abilitata. E’ molto utile dal vivo, per evitare imbarazzanti “buchi” durante la performance, ma può diventare assai tedioso in studio, costringendo il musicista a ripetitive operazioni di cancellazione dei dati arbitrariamente duplicati. Il contenuto del Pattern può essere eseguito alla velocità nominale, o interpretato otto volte, quattro volte più lento, o a ¾ della velocità nominale, o al doppio o a 3/2 della velocità nominale. La presenza di moltiplicatori e divisori ha un effetto collaterale sulla densità percepita in playback, di fatto addensando o rarefacendo gli step in rapporto al BPM nominale.

Non è tutto: normalmente, tutte le 12+1 Track che compongono il Pattern hanno la stessa lunghezza (ci mancherebbe altro…); ma, sotto speciali sostanze psicotrope, potrebbe risultare utile avere lunghezze indipendenti per l’esecuzione dei diversi strumenti che compongono il drum kit. In Analog Rytm, la differenza di comportamento è contenuta nell’alternanza Normal/Advanced Trig Mode.

Se li lavora in Advanced Mode, ogni traccia ha il proprio numero di Trig indipendente dalle altre (espresso in frazione di xx/xx liberamente impostabile fino a un massimo di 64/64); per tenere sotto controllo il playback, è comunque necessario definire il numero massimo di step eseguibili prima del restart forzato di Pattern; come dire che una durata da 7 contro una durata da 13 contro una durata da 8 possono continuare a “girare” e a ricomporsi ritmicamente per i tre strumenti/Track corrispondenti, ma passati i 32 step abilitati, tutte le tracce saranno forzatamente riallineate sullo step #1 per garantire una sincronizzazione esecutiva.

Allo stesso modo, se si accetta la possibilità di far partire un secondo Pattern quando il primo ha finito il proprio playback, diventa importante decidere quando il pattern di lunghezza indefinita possa essere considerato “clinicamente terminato”: se si lavora in Advanced Mode, se non si pone un freno di ri-sincronizzazione forzata dopo “n” step, il secondo Pattern che scalpita ai blocchi di partenza potrebbe non entrare mai in playback. Attenzione a non indulgere alle lusinghe dell’INFINITE Repeat. (La scala di valori comprende escursione numerica tra 1- e 1024, poi INFINITE).

Ci sono due modi di programmazione denominati Grid Recording e Live Recording.

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Grid Recording

Con la programmazione in griglia, si lavora come nelle storiche macchine Roland, selezionando (uno alla volta) gli strumenti che si vuole scrivere – cassa, rullante, eccetera – e accendendo i Trig Button corrispondenti. Una cassa in quattro è facilmente realizzata selezionando la Track che contiene il suono di BD, per poi accendere i Trig Button 1, 5, 9 , 13; l’eventuale rullante sul due e sul quattro, previa selezione della Track SD, corrisponde all’accensione dei Trig 5 e 13… procedendo in questo modo, se la griglia di sedici sedicesimi per battuta è di sufficiente dettaglio, si arriva al risultato desiderato. Se necessario, si possono spostare gli eventi di Trig (le note, insomma), agendo col MicroTiming per trascinare indietro o spingere avanti gli eventi allontanandoli dall’allineamento di griglia; c’è una finestra a scomparsa che permette di valutare con accuratezza al 384esimo lo spostamento. Purtroppo, le operazioni di programmazione in griglia sono fatte “a memoria”: a differenza di quanto succedeva con le vecchie Linn 9000 o con le MPC, navigando all’interno della micro programmazione (o spostando gli eventi), non si è confortati dal playback dei medesimi. Questione di scelte, ma – per un utenza più antica e panciuta – potrebbe essere un problema…

 

Intendiamoci, non si chiede un comportamento di scrub mode, ma – semplicemente – la conferma timbrica del suono che è innescato dalla Track selezionata…

 

Il contenuto della programmazione in griglia può essere traslato avanti e indietro di posizione/step lavorando con Function + Left/Right, in modo simile a quanto si faceva, anni orsono, col Matrix Sequencer di Reason.

 

Live Recording

Se vi piace “suonare mentre programmate” o se, più semplicemente, costruite il vostro Pattern ritmico ragionando real time come un batterista, probabilmente vi troverete a vostro agio con la programmazione Live: le 12 pad dinamiche sono pronte a fornire quello che vi serve per incastrare cassa, rullante, eccetera, nel numero di battute predisposto per la durata di Pattern. L’importante – attenzione… – è ricordarsi di accendere il metronomo, altrimenti non avrete un riferimento ritmico su cui suonare. L’esecuzione sulle pad è valutata per Track di appartenenza, suono assegnato, key velocity, durata dell’evento, comportamento di trasposizione cromatica.

 

Trigless Lock

Durante la programmazione real time, se modificate in qualche modo le regolazioni di parametro – agendo, pagina per pagina, sugli otto encoder alla destra del display, potrete registrare il motion control effettuato, memorizzando negli step di sequenza i nuovi valori di parametro. Come è facile immaginare, durante la registrazione occorre stare attenti a non sovrapporre i nuovi valori ai valori di partenza contenuti all’inizio del Pattern, altrimenti durante il playback non troverete più la regolazione iniziale; con un occhio alla durata del Pattern e con la disciplina acquisita in anni di Punch In/Out, si può portare a casa il risultato.

Quanti parametri si possono automatizzare in movimentazione di pattern? Fino a 72 diversi, tra tutti quelli previsti nella struttura di Synth, di Sampler e di FX. Non male.

La quantizzazione può essere applicata durante la registrazione; ulteriori funzioni – come, ad esempio, il valore di quantizzazione da adottare, non siamo riusciti a reperire con i nostri poveri mezzi…

 

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Retrig

Anticamente, in linguaggio AKAI o Roland, si chiamava “Roll” e permetteva di ripetere automaticamente una nota/suono rispettando la maschera di quantizzazione precedentemente impostata; sfruttando la pressione esercitabile sulla pad, poniamo, di Kick Drum, con una quantizzazione a sedicesimi, si poteva generare un “rullo di cassa” ai sedicesimi la cui ampiezza era proporzionale alla pressione esercitata. Migliaia di rulli a vento che hanno piagato le produzioni dance dei primi Anni 2000 sono stati realizzati in questo modo. Nell’implementazione Elektron, il comportamento di Retrig può essere assegnato a qualsiasi Track tra le 12 disponibili e può essere personalizzato per densità delle ribattute (da 1/1 a 1/80), curva di velocità fade in/out applicabile alle ribattute (con estensione in contrazione/elongazione della variazione dinamica in rapporto al numero delle ribattute), allineamento ai valori di quantizzazione e abilitazione selettiva o costante. Molto flessibile, ma anche molto complicato…

 

Gestione dei Trig in rapporto ai parametri di sintesi

In una normale batteria elettronica, lo strumento suona o non suona, tertium non datur… nella Analog Rytm, è possibile personalizzare la risposta al Trig (cioè al Gate On) ricevuto dal motore di sintesi che genera – per dire – il colpo di cassa, in maniera da rendere più particolare il comportamento risultante. Trig per Trig, nella griglia che compone la lunghezza di Pattern, si può decidere l’intonazione della nota (ma se registrate in Live Recording, eventuali comportamenti Chromatic avranno il sopravvento), la risposta alla key velocity (idem come sopra per il sopravvento Live Recording della lettura di pad playing), la lunghezza dell’evento (ancora, idem come sopra). Inoltre, si definisce se il Synth e/o il Sampler devono rispondere al Nota On (se tutti e due sono disabilitati alla risposta, avete degradato il vostro Trig a evento Trigless Lock, nel quale scrivere solo variazioni di valore parametrico, ma non note eseguite), l’innesco degli inviluppi e la sincronizzazione degli LFO.

 

La “filosofia Elektron” privilegia – nel caso della programmazione in griglia – la definizione Trig per Trig degli attributi di funzionamento decisi per ciascuna nota attraverso la pagina Trig; gli utenti abituati alle altre batterie elettroniche, potrebbero trovare astruso il comportamento, o potrebbero rimanere sconcertati dalla procedura “timbricamente al buio” applicata alla programmazione senza avere un riscontro uditivo. Basta essere chiari nelle proprie strategie operative. 

 

 

Parametri di comportamento assegnabili agli step su base individuale

Cosa si può far fare allo step, per rendere Analog Rytm diversa dalla classica batteria elettronica (o, se si preferisce, per farla funzionare in maniera simile a altri apparecchi storici)? Diverse coserelle:

  • Grazie a Sound Lock, si può cambiare timbrica sullo step desiderato, facendo puntare il Trig/Nota On ad uno dei tanti suoni residenti nell’apparecchio. Questo, da un certo punto di vista, può rendere ingovernabile la gestione delle singole Track/Sound (immaginate un colpo di rullante programmato sulla traccia della cassa!), ma – per fortuna – c’è un limite fisico oltre al quale non è possibile andare. In pratica, l’architettura per machines di AR non permette di usare indistintamente una struttura di sintesi ottimizzata alla generazione dei piatti per tirare fuori, ad esempio, un colpo di cassa. Quindi, con le debite cautele, il Sound Lock permette la variazione di instrument recall all’interno della stessa “famiglia di sintesi”.
  • Usando i Trig Mute, si possono spegnere temporaneamente (e estemporaneamente) note già programmate (Trig) o variazioni di parametro (Trigless Lock) per alterare in maniera parziale o drastica l’effetto del Pattern in esecuzione.
  • Si può usare l’Accent (inteso come variazione di livello) per rendere meno monotona una programmazione ritmica; con l’encoder Level, si definisce l’entità dell’aumento di livello e, con i tasti Trig, si identifica le note che devono essere accentate. La quantità di Accento impartita può essere elevata a destinazione di modulazione.
  • Si può usare lo Swing per alterare la simmetria ritmica nei gruppetti di note; il passaggio progressivo è compreso tra 50 e 80% di simmetria. Un mondo di funky drummer si spalanca di fronte alle nostre orecchie.
  • Si può collegare attraverso integrazione di Slide il valore parametrico contenuto in due Trig/Note scelte dall’utente; come per lo Slide della TB-303 (che era dedicato alla sola intonazione dell’oscillatore), anche in questo modo è possibile avere variazioni progressive nei livelli dei parametri precedentemente sottoposti a Lock e aggiornati con una velocità decisa dalla macchina. Non è possibile alterare la Slide Speed, ma solo “collegare” due valori di step.

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Chain e Song

La Song é l’articolazione in lista di diversi Pattern, con ripetizioni eccetera, organizzata in maniera da coprire tutte le esigenze di accompagnamento ritmico. La Chain è una versione semplificata della Song, composta da due o poco più Pattern, che può essere inserita direttamente all’interno della Song. Dentro AR, è possibile organizzare 256 possibili Pattern entries per costruire un totale di 64 Chains; la catena tipica può essere realizzata con due o quattro parametri, ma una singola catena particolarmente complessa – di fatto, una Song a tutti gli effetti… – potrebbe assorbire tutte e 256 le entries disponibili.

Improvvisando dal vivo, o lavorando sulla furia dell’ispirazione, la disponibilità delle Chain è fondamentale per non perdere l’ispirazione: si può creare una Chain e suonare con l’alternanza di Pattern richiamati; uscendo dal modo Chain, il Pattern in playback viene ripetuto all’infinito.

Ad un livello più complesso di assemblaggio, la Song permette di listare tutti i Pattern desiderati (da A01 a H16) indicando ripetizioni necessarie e loop nidificati sotto forma di Chain inserite nel listato.

 

Parametri di intervento Globale

Se non si trova una cosa, a parte i motori di sintesi (ne parleremo la prossima volta…), è probabile che sia all’interno del menu Global. E’ possibile configurare:

  • la quantizzazione in ingresso, durante le procedure di Live Recording
  • la gestone del MIDI Sync in ricezione e trasmissione, dei comandi di Transport e dei Program Change applicati ai Pattern
  • la gestione delle porte MIDI in uscita (MIDI, Din 24, Din 48) e sulla presa Thru, in entrata (MIDI, USB, MIDI+USB)
  • i canali MIDI delle Pad (per l’esecuzione standard e per la trasmissione della pressione di Performance), la trasmissione dei NNPR e/o dei CC MIDI sui parametri di sintesi
  • la trasmissione dati dagli otto encoder, dal Level control, dalla pressione
  • il routing audio delle singole Track/Sound (con inibizione all’uscita Main)

 

La prossima – e ultima – volta, ci occuperemo dei meccanismi di sintesi del suono, di configurazione dei campionamenti e delle Machine disponibili all’interno dell’apparecchio.

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Comments (2)

  • Chris Faux

    |

    In pratica si può improvvisare con il Roll legato alla velocity con i 12 pad?

    Come accade con la modalità Note Repat di Maschine e Ableton Push.

    Reply

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