Posts Tagged ‘step sequencer’

KORG SQ-1

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In principio era il KORG MS-20, poi venne lo step sequencer dedicato SQ-10, con tre belle file da dodici step ciascuna… Oggi, dopo la resurrezione del KORG MS-20 in formato Mini, Kit e Module, KORG ha tirato fuori dal cilindro anche un interessante apparecchio che, per certi versi, condivide le impostazioni del vecchio sequencer, modificando – anche in modo significativo – il suo meccanismo di funzionamento. Mentre le prime informazioni, compreso un essenziale manuale utente, iniziano a trapelare sulla rete, proviamo a stendere un preliminare stato di fatto della nuova apparecchiatura.

Di Enrico Cosimi

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L’apparecchio è alimentabile a batterie o attraverso porta USB; non è previsto power pack “tradizionale”. Fornisce due linee A e B da otto step ciascuna, che possono essere organizzati in diversi modi di lettura.

Arturia MicroBrute Connection

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

Dopo aver passato in rassegna le funzioni “native” dello strumento, è il caso di gettare un sguardo anche sulle capacità addizionali contenute nel software MicroBrute Connection, l’editor gratuito Mac/PC che permette l’accesso al retrobottega.

Di Enrico Cosimi

microBrute-03

Il programma, liberamente scaricabile, è articolato in tre pagine indipendenti, Configuration, Firmware Update e Sequences, e prevede la navigazione dei parametri attraverso click multiplo sulle grafiche a schermo. Detto in maniera meno odiosa: non c’è da draggare in verticale o in moto circolare per spostare la manopla che vedete riprodotta nell’editor… basta cliccare più e più volte sul suo disegno per raggiungere, con incremento unitale, il valore desiderato.

Intellijel Metropolis Step RYK M-185 Sequencer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Con “step sequencer”, ci si riferisce ad un apparecchio in grado di memorizzare – in diverse tecnologie – un numero ridotto di note (una per ciascun passo) che sono poi ripetibili a discrezione del musicista. Lo step sequencer “classico” è, quindi, una macchina con 8, 16 o 24 note facilmente gestibili nel loro valore isoritmico e ipnotico. Generazioni di musicisti elettronici hanno affinato le loro unghie su apparecchi ormai mitizzati in decenni e decenni di pratica. Ora, nel panorama Euro Rack, è il momento di accogliere il nuovo Intellijel Metropolis, che incarna diverse idee sfiziose…

Di Enrico Cosimi

Intellijel Metropolis

In origine, c’era una customizzazione RYK M-185 costruita per dotare lo storico Roland System 100m di un nuovo step sequencer meno banale di quello “ufficiale”… successivamente, le idee del M-185 sono confluite nel progetto Metropolis, portando il tutto a un livello di complessa interazione.

MFB Urzwerg Pro Mk II Step Sequencer – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Parlavamo di Urzwerg Pro, l’edizione potenziata (in base alle precise richieste degli utenti) dello step sequencer prodotto da Manfred Frick – Berlin. L’apparecchio, un 32 step organizzabili in 16×3 o 8×4, è stato sufficientemente sviscerato in un nostro precedente incontro. Ma, inevitabilmente, viste anche le discussioni delle scorse settimane, si affaccia alla mente un dubbio amletico.

Di Enrico Cosimi

Urzw Pro MkII

Con buona pace di Polonio, ci si chiede: dovendo acquistare un primo step sequencer analogico, magari senza cadere nelle grinfie dei soliti spacciatori di vintage… ma è meglio Urzwerg o il Dark Time?

Leggere per decidere.

MFB Urzwerg Pro Mk II Step Sequencer – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In diverse occasioni, grazie alla solerte cortesia di Alex Cecconi from New Groove, ci siamo occupati della produzione MFB; aspettando Tanzbar e il nuovo sintetizzatore monofonico a tastiera, ci siamo concessi un (lungo) giro di danza con lo step sequencer Urzwerg Pro che, come il nome lascia presagire, è una versione assai potenziata del precedente sequenziatore.

Di Enrico Cosimi

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Diciamo subito che l’apparecchio è inzuppato di trovate interessanti, con le quali diviene facile coniugare una small footprint (maniera anglofona per identificare il ridotto ingombro) con tante prestazioni utili alla programmazione e alla performance. Come è facile immaginare, tante funzioni condivise in uno spazio ridotto portano ad una densità operativa che, superato un certo limite, può divenire di ostacolo alla rapida fruizione dell’apparecchio; da questo punto di vista, gli utenti MFB hanno imparato da anni a navigare tra le classiche “grafiche AutoCAD” e la forte standardizzazione degli ingombri. Il (notevole) risparmio è sempre un volano irresistibile…

BOTPF: Step Sequencer Ratchet – Quarta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Nelle puntate precedenti, ci siamo occupati di rendere funzionale lo step sequencer evitando che il Gate di tastiera potesse in qualche maniera danneggiare l’andamento ritmico dell’esecuzione: attraverso un complesso, ma non difficile, meccanismo di interruttori controllati, i generatori d’inviluppo presenti nel sintetizzatore sono sottoposti alla gestione del keyboard gate (quando il clock è in stop) o del sequencer stesso (quando il clock è in on).

Di Enrico Cosimi

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Ora, è la volta di approfondire le possibilità di ratcheting – cioè di “rimbalzo” – ottenibili alternando al controllo degli inviluppi il normale flusso di dati provenienti dallo step sequencer oppure da una sorgente di gate alternativa, opportunamente regolata su una densità di eventi maggiore.

Doepfer MAQ 16/3: edizione del ventennale

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Nel lontano 1993, Dieter Depfer progettava e commercializzava il suo MIDI Analog Sequencer MAQ 16/3, un hardware alto quattro unità rack che offriva sofisticate – e, per certi versi, ancora insuperate – funzionalità di sequencer step utili tanto in ambiente MIDI che, con qualche limitazione, in ambiente CV/Gate. Quest’anno, in occasioen del ventennale, verrà presentata la versione nuovamente in livrea nera uniformata alla grafica dei modelli Dark Energy e Dark Time.

Di Enrico Cosimi

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L’apparecchio, sviluppato in collaborazione con i Kraftwerk, riuniva e riunisce ancora oggi visionarie funzionalità di controllo, generazione e automazione strettamente collegate all’implementazione MIDI: rischiando la programmazione di configurazioni prive di utilità pratica, MAQ 16/3 permette(va) una libertà di manovra oggettivamente ampia. Quale migliore occasione per ripercorrerne insieme i passi salienti?

Detachment 3 Archangel Analog Sequencer

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Proseguiamo nel nostro itinerario alla ricerca della bestia perfetta segnalando lo step sequencer/touchplate controller Archangel, prodotto – in quantità ancora limitata – da Detachment 3 e, per funzionalità ed ascendenze, assolutamente interessante.

Di Enrico Cosimi

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Archangel è uno step sequencer analogico, con estese capacità di memorizzazione, in configurazione 16×4 che integra nel suo pannello comandi un touchplate controller simile, nel comportamento, a quello integrato negli storici modelli Serge TKB e Buchla 122 (tanto per nominare i primi a portata di mano…). L’apparecchio può lavorare generando clock in maniera autonoma o uniformandosi a informazioni di sincronizzazione ricevute dall’esterno.

BOTPF: Step Sequencer – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Ci eravamo lasciati dibattendoci nell’angoscia: come evitare che, ogni volta che si suona una nota sulla tastiera, la tensione di Gate On/Off distrugga la densità ritmica dei Trigger che lo step sequencer invia al generatore d’inviluppo? …essò probblemi, dicono nei quartieri periferici della Capitale…

 

Di Enrico Cosimi

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Il meccanismo da adottare, se non si vuole faticare troppo, è semplice e immediato: nel modulo EnvADSR, c’è un tastino KB che, di default è selezionato – la selezione operativa è evidenziata da un acceso color verde smeraldo.

BOTPF: Step Sequencer – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Che significa BOTPF? Con il massimo rispetto per Don Henley, l’acronimo deve sciogliersi come: Building Of The Perfect Beast, in questo caso la ricerca del meccanismo più cattivo, più complesso, più performante che possa essere assimilato alla categoria degli Step Sequencer. Nel corso di questi appuntamenti, cercheremo di capire come e perchè talune apparecchiature che rientrano in questa categoria possano o non possano funzionare secondo i desideri del musicista e – peggio ancora – perchè vengano prese talune decisioni al momento del loro progetto.

Di Enrico Cosimi

CHADABE

Come dicevamo tempo addietro, a proposito dello splendido ARP Step Sequencer, un sequencer analogico è un apparecchio che permette la memorizzazione “analogica” di un ristretto numero di valori con cui controllare parametri ritenuti significativi all’interno della catena di sintesi; se la sequenza di 8, 12, 16 o più valori è inviata all’intonazione dell’oscillatore, diventerà una sequenza di note; se è inviata al guadagno di un amplificatore, diventerà una sequenza di accenti e così via.