Arturia MicroBrute Connection

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

Dopo aver passato in rassegna le funzioni “native” dello strumento, è il caso di gettare un sguardo anche sulle capacità addizionali contenute nel software MicroBrute Connection, l’editor gratuito Mac/PC che permette l’accesso al retrobottega.

Di Enrico Cosimi

microBrute-03

Il programma, liberamente scaricabile, è articolato in tre pagine indipendenti, Configuration, Firmware Update e Sequences, e prevede la navigazione dei parametri attraverso click multiplo sulle grafiche a schermo. Detto in maniera meno odiosa: non c’è da draggare in verticale o in moto circolare per spostare la manopla che vedete riprodotta nell’editor… basta cliccare più e più volte sul suo disegno per raggiungere, con incremento unitale, il valore desiderato.

Al momento del suo primo lancio, MicroBrute Connection entra automaticamente nella routine di verifica e aggiornamento del Firmware di bordo. Cosa è un Firmware? Detto in maniera non sufficientemente specifica per non suscitare le ire dei quotidiani soloni spacca capello in quattro, ma sufficientemente chiara per essere capita da tutti noi altri, il firmware è l’insieme dei comandi, delle righe di codice, che gestiscono il funzionamento digitale dell’apparecchio. All’accensione, lo strumento va a leggere quanto trova scritto nel suo firmware e apprende come gestire la porta MIDI, la trasmissione/ricezione dei codici, l’allineamento di alcuni parametri, eccetera. Tutto quello che non è sotto diretto ed estemporaneo controllo del pannello comandi e che risiede sotto al cofano dell’apparecchio è organizzato nel firmware che – più o meno periodicamente – il costruttore può aggiornare per risolvere piccoli problemi, arricchire il comportamento con nuove funzioni, eccetera.

MB Editor Configuration

La pagina Configuration

I parametri organizzati in questa pagina comprendono:

  • MIDI Channel Select; è possibile specificare indipendentemente il canale di trasmissione e di ricezione; ricordiamo che il transito bidirezionale dei dati di controllo è limitato alla sola porta USB; in mancanza di un MIDI Out, MicroBrute può solo ricevere attraverso connettore pentapolare DIN.
  • Keyboard Parameters; il funzionamento delle due ottave a passo mini è personalizzabile tanto nella Note Priority (lettura della nota più bassa, più alta o ultima eseguita), quanto nella lettura della Key Velocity (con andamento lineare, esponenziale o logaritmico). Attenzione! MicroBrute non gestisce direttamente da pannello la key velocity, che quindi non ha alcun tipo di riscontro come sorgente di modulazione per lo strumento; le capacità di letture dinamiche sono quindi limitate all’esclusivo dialogo, a colpi di USB, con il mondo esterno.
  • Module Parameters; in questo blocco, trovano posto diversi comportamenti di personalizzazione che meritano attenzione:
    • LFO Key Retrigger; la possibilità di forzare il ciclo modulante del LFO sul Gate On di tastiera (o di altro codice nota ricevuto dal sintetizzatore); in questo modo, ogni volta che si suona una nota, si avrà l’assicurazione che il ciclo di modulazione partirà sempre dallo stesso punto – comodo per usare il modulo LFO come una sorta di “inviluppo semplificato”.
    • Envelope Legato Mode; il generatore d’inviluppo può essere innescato con triggering singolo (cioè Legato Mode) in maniera simile a quanto avveniva nel vecchio Model D, oppure può essere innescato ad ogni nota on, che ci sia o meno il legato con altre note. Inutile dire che, nel secondo caso, l’esecuzione – specie di fraseggi veloci – è facilitata.
    • Bend Range; la regolazione è unica per le due escursioni positiva e negativa, compresa tra 1 e 12 semitoni.
    • Gate Lenght; permette di impostare, per il playback di sequenza, un andamento legato o staccato complessivamente regolabile con tre posizioni Long, Medium, Short applicate alla percentuale di programmazione 25, 50 e 75 %.
    • Sync, possibilità di far lavorare il sequencer di bordo tanto con il clock Internal, con un eventuale clock External MIDI o con l’alternanza automatizzata tra i due (posizione Auto). In quest’ultima regolazione, l’eventuale lacuna di sync esterno è compensata dal ritorno al clock interno… inutile dire che se le due velocità sono diverse, ci sarà un sobbalzo nella gestione del sequencer playbac.

 

Ed eccoci finalmente al…

 

Sequencer Control

Solo per la presenza dello Step Sequencer, MicroBrute sarebbe giustificato come acquisto in una produzione elettronica: sessantaquattro eventi, otto sequenze indipendenti e concatenabili (a mano), mantenimento della memoria con motore spento, tempo tap, sincronizzazione e trasmissione sul CV/Gate in uscita (ma non su USB/MIDI) fanno un bel sistema di automazione.

 

L’editor esterno inserisce altre voci significative:

  • Play Mode; permette di scegliere tra Note On o Hold; nel primo caso, il playback della sequenza è prolungato fintanto che il musicista tiene premuto un tasto sulla tastiera – dal momento che la tastiera serve anche per la trasposizione della sequenza, il gioco è fatto. Nella condizione Hold, la durata di playback è incondizionata e la sequenza continua a suonare anche quando il musicista ha levato le mani dalla tastiera; rimangono invariate, come nell’altro caso, le funzioni di real time transpose.
  • Next Sequence; tre diversi comportamenti per rispondere alla domanda: come gestire la partenza ed il rispetto della durata delle sequenze programmate? Supponiamo che, a playback di sequenza 1 in corso, il musicista chiami la sequenza 2 come next playback; se ha scelto….
    • End; il sequencer esegue fino in fondo la sequenza attuale, prima di passare alla successiva pre-opzionata dal musicista. Un comportamento utile per alternare intro, strofa, ritornello, eccetera durante la scansione delle otto memorie di bordo…
    • Instant Reset; il sequencer passa immediatamente alla sequenza successiva e ne inizia la lettura dal primo step programmato. Senza alcuna pietà, si abbandona la vecchia programmazione per intraprendere la nuova.
    • Instant Continous; il sequener passa immediatamente alla sequenza successiva, ma questa volta salderà il playback leggendo la nuova sequenza dal numero di step corrente. Se, per dire, la prima sequenza era stata letta fino a step 8 di 16, la seconda sequenza sarà eseguita a partire dallo step numero 9. Ovvio che, se le programmazioni sono armonicamente incompatibili, l’ascoltatore farà comunque un salto sulla poltrona.
  • Sequence Retrig; durante il playback di una sequenza, il musicista lascia la nota che stava tenendo premuta, e ne suona un’altra. Come deve comportarsi il sequencer di bordo?
    • in Reset, il nuovo Gate On di nota corrisponderà al brusco re-start di playback, con ripresa dal primo step programmato; ovviamente, suonando una nota “diversa dalla precedente”, la tastiera agisce come traspositore in tempo reale sulla sequenza.
    • in Legato, il nuovo Gate On di nota non resetta il conteggio al primo step, ma si limita a impartire un valore di real time transpose; altrettanto ovviamente, se il musicista non suona legato, la sequenza sarà resettata al primo step in corrispondenza del nuovo Nota On.
    • in None, il playback interrotto alzando il tasto (avete regolato il parametro Play sulla posizione Hold, vero???) riprenderà dal punto in cui ci si era fermati.
  • Step On (Advance); cosa fa avanzare la lettura dei diversi step programmati in sequenza? Il generatore di clock (interno o esterno) scelto a priori, oppure la sequenza più o meno ritmica di Gate On ricevute dalla tastiera, dalla porta Gate In analogica o dalla porta MIDI/USB? La domanda è meno peregrina di quanto possa pensare, perché – con un minimo di accuratezza – permette di sfruttare lo Step Sequencer interno sotto il controllo non solo di sorgenti di clock “glorificate”, ma anche di tutto il mondo analogico rappresentato dalle vecchie batterie elettroniche, o dai vecchi step sequencer di terze parti, o di altri meccanismi più o meno trasversali.

In pratica, se si vuole sincronizzare lo Step Sequencer di MicroBrute con una TR-808, basta prelevare l’Accent Out (o un altro buss di trigger programmabile) e inviarlo alla porta Gate In del sintetizzatore. Dopo aver selezionato l’opzione di avanzamento “Gate”, la sequenza avanzerà con la velocità (e il ritmo) impartiti dal treno d’ìmpulsi ricevuti alla porta Gate In analogica.

Stesso discorso, per una sincronizzazione brutale da parte di una qualsiasi sorgente di Note MIDI: potrebbe essere una drum pad del batterista (suona i sedicesimi e fa avanzare a tempo la sequenza) o una programmazione “mono nota” gestita in una daw semplicemente per agganciare il playback del MicroBrute. 

Cool!

Una segnalazione: nell’esemplare in nostro possesso, la sincronizzazione a colpi di Gate non funziona dalla tastiera di bordo; il treno d’impulsi preso in considerazione è solo quello inviato da altre strutture di CV/Gate o MIDI/USB esterne. Ma è possibile usare, come sorgente di Gate, il tastone Tap/Rest presente sul pannello comandi. Bene a sapersi.

 

Ma che dimensione devono avere gli step di sequenza? Dipende dal valore assegnato al parametro:

  • Step (size); in condizioni di default, lo Step Sequencer del MicroBrute definisce una dimensione pari a 1/16 per ciascuno step; ma a discrezione del musicista, si possono scegliere passi da un quarto, un ottavo, un sedicesimo o un trentaduesimo.

Uhmmm: come si concilia la dimensione dello step con la possibilità di avanzamento sotto Gate esterno? E, ancora, cosa significa dare una dimensione allo step in un contesto di esecuzione priva di riferimenti metronomici esterni?

Le risposte sono interessanti: come è facile immaginare, definire una dimensione di step significa – in realtà – applicare un coefficiente di divisione piuttosto di un altro nei confronti del treno d’impulsi sincronizzazione trasportato dal protocollo MIDI/USB. Di base, il protocollo prevede 24 impulsi per ciascun quarto; se si definisce una Step Size pari a ¼, i 24 impulsi saranno considerati nella loro intera sequenza prima di far avanzare la sequenza al passo successivo. Ma se il musicista imposta una Step Size pari a ⅛, il meccanismo farà avanzare lo step di sequenza in corrispondenza degli impulsi 1 e 13 interpretati dal Clock MIDI/USB. E, per lo stesso motivo, se si opta per una Step Size da 1/16, il contatore aggiornerà l’avanzamento in corrispondenza degli step 1, 7, 13, 19. E se la Step Size fosse pari a 1/32? L’avanzamento corrisponderebbe a 1, 4, 7, 10, 13, 16, 19, 22.

Ovviamente, un conto del genere ha senso solo quando la sorgente di Clock è interna o esterna MIDI/USB; non può essere adottata nei confronti di una sequenza di impulsi analogici ricevuti alla porta Gate In del pannello posteriore. 

 

MB Editor Firmware

La pagina FIrmware Update

Come lascia presagire il titolo, da questa pagina si può verificare la versione attuale del Firmware – ad oggi, l’ultima release rilasciata è la 1.0.3.2.

Inoltre, è possibile fare ricerche in rete per scaricare eventuali aggiornamenti più freschi e, nel caso, installarli a colpi di Update Firmware.

MB Editor Sequences

La pagina Sequences

Il contenuto della memoria di bordo può essere cancellato in un colpo solo (attraverso comando Reset All Sequences). Recenti contatti con Arturia parlano di 64 eventi programmabili per sequenza; ma, con estrema spudoratezza, siamo riusciti a programmare anche sequenze molto più lunghe di 64 eventi… probabilmente, la valutazione è dinamica e fa riferimento ad una dimensione generica, elasticamente assegnabile in base alle richieste di ciascuna delle otto locazioni.

Le otto locazioni di bordo possono essere salvate in blocco con il comando Save Sequences e, altrettanto in blocco, possono essere ricaricate da Mac/PC con il comando Load Sequences.

Schermata 12-2456632 alle 15.31.04

Il salvataggio produce un file .mbseq (l’estensione significa MicroBrute Sequences) e, a richiesta del musicista, otto file .mid numerati da 1 a 8, ciascuno contenente la sequenza corrispondente. I file .mid possono essere gestiti, editati e risalvati attraverso qualsiasi DAW disponibile sul mercato; il file .mbseq è quello che invece sarà preso in considerazione per il trasferimento “in blocco” previsto dall’operazione Load Sequences.

Schermata 12-2456632 alle 15.31.37

Ma cosa contiene un file .mbseq?

 

Eh eh, è possibile aprire il file in questione con un qualsiasi editor di testo, magari meno invasivo del classico programma di zio Bill…

Al suo interno, il data format è evidente; lo riportiamo qui sotto

 

1:48 60 48 60 58 55 53 55

2:41 41 48 48 53 53 48 48

3:48 60 48 60 48 60 63 51 48 60 48 60 63 51 67 55 48 60 48 60 48 60 63 51 48 60 48 60 63 51 67 61

4:60 48 x 72 60 x 72 x 60 48 x 72 60 x 72 x 60 48 x 72 60 x 72 x 63 51 x 63 51 x 65 xì

5:48 60 72 70 48 67 60 55 48 x 65 72 48 62 72 62 51 58 63 72 51 70 63 58 51 x 62 72 51 72 62 64

6:48 x x 60 48 x 60 x 60 x x 72 60 x 60 x 48 x x 60 48 x 60 x 65 x x 65 x x 68 x 48 x x 60 48 x 60 x 60 x x 72 60 x 60 x 48 x x 60 48 x 60 x 53 65 52 64 51 63 50 49

7:60 72 48 60 60 x x 48 60 72 x 60 60 x x 73 48 72 60 61 60 x 72 84 72 48 79 82 48 77 81 70

8:48 48 x x 72 60 48 48 x x 48 x 72 x 82 x 48 48 x x 72 60 48 48 x x 48 x 72 x 75 x 48 48 x x 72 49 48 48 x x 60 x 72 x 82 x 48 48 x x x x 48 48 x 48 48 x x 48 x x

 

Come si legge? Come se ne può creare una versione da zero o attraverso semplice modifica?

  • i numeri progressivi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, seguiti dal doppio punto “:” identificano la locazione di sequenza corrispondente al selettore di pannello;
  • le cifre successive, separate da uno spazio, corrispondono al numero di nota MIDI (il Do centrale è la nota numero 60, quello all’ottava superiore è il numero 72);
  • alla fine della sequenza, cioè dell’elenco di numeri separato da spazio, c’’è un carattere di Return (cioè di “a capo”) che termina la stringa di step;
  • se uno step contiene (o deve contenere) una pausa, al posto del numero MIDI, basta scrivere una “x” minuscola, sempre separandola con uno spazio dalle cifre precedente e seguente.

 

Facile, no?

A questo punto, fatta salva la restituzione a doppia cifra, perché non provare a programmare una sequenza melodica con tutti i numeri di telefono dei nostri conoscenti? Magari, si potrebbe far cadere le pause in corrispondenza dei valori numerici “extra MIDI”…

Buon divertimento.

 

 

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Comments (15)

  • Enrico Cosimi

    |

    cara eminenza, premesso che il monopoly potrebbe avere problemi standard analogico, il MicroBrute trasmette sulle porte CV/Gate le cose che suoni dalla tastiera o quelle programmate nel suo sequencer di bordo, NON quelle ricevute al MIDI/USB…

    Reply

    • Mirko

      |

      Noo Peccato… Grazie reverendissimo :)

      Reply

  • Glenn Oxel

    |

    Dott.Cosimi, mi corregga se ho capito male… quindi la velocity di tastiera non ha nessun effetto sui suono del microbrute, ma solo su strumenti esterni collegati tramite usb? Grazie in anticipo e Buona Pasqua.

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    si si, la velocity non ha riscontro all’interno dello strumento. Auguri!!! :-)

    Reply

  • Glenn Oxel

    |

    La sua gentilezza è pari alla sua professionalità… grazie per avermi chiarito questo ennesimo dubbio : )

    Reply

  • Robino Giacomo

    |

    Maestro, una questione riguardo al piccolo Bruto, spero possiate illuminarmi :) : qualora abbia due microbrute, è possibile far eseguire due sequenze di sequencer differenti per note e lunghezza ma sotto lo stesso clock, quello di uno dei due bruti? Grazie mille e complimenti per l’ottimo sito 😀

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      Santità!
      Si possono programmare due sequenze diverse, in ciascuno dei due Bruti, e farle avanzare per ottavi contro sedicesimi – o, comunque, per figure ritmiche diverse – tenendo ambedue sotto il controllo di un MIDI clock ESTERNO.

      Il Micro Bruto, di suo, NON trasmette clock e non ha neppure una porta MIDI Out; quindi, occorre fare riferimento ad una sorgente di clock esterno che trascini tutti e due i motori.

      A margine, occorre verificare – scrivendo direttamente ad Arturia – cosa succede con l’editor esterno del Micro Brute quando ci sono DUE sintetizzatori? Non so, avendone uno solo, se si è costretti a collegare ed editare una macchina alla volta o se l’editor sia in grado di differenziare/discriminare tra diverse macchine simultaneamente attive nel sistema…

      Reply

      • Giacomo Robino

        |

        Grazie mille per la risposta, immaginavo non sarebbe stato immediato ma la strada è indicata 😀

        Reply

  • Claudio

    |

    Grazie per le info sul formato dei file .mbseq
    Ho verificato che i file con quel formato funzionano perfettamente anche sul MiniBrute SE.
    Con qualche esperimento ho scoperto che il limite di una sequenza, creando il file ad hoc con un editor è di 64 tra note e pause.
    Inoltre ho scoperto che si può mettere un commento prima dei 2 punti, ad esempio:

    5 Tubular bells:57 62 x 64 x 60 62 x 57 65 x 67 x 64 65 x 57 62 x 64 x 60 62 x 57 65 x 67 x 64 65 x 57 64 57 62 x 64 x 60 62 x 57 65 x 67 x 64 65 x

    saluti …

    Reply

  • Marco

    |

    Salve, innanzitutto grazie per le preziose informazioni. Volevo sapere : la possibilità di memeorizzare i pattern è possibile solamente collegando il synth al Microbrute connection ? è possibile richiamare i pattern direttamente dalla tastiera del Microbrute?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      no no, niente recall diretto da tastiera; l’unico modo è girare “al volo” la ghiera di selezione 1-8

      Reply

  • Marco

    |

    Grazie mille. Approfitto ancora della vostra competenza e cortesia: se premo il selettore di ottava spostandomi verso quelle più basse, l’indicatore non si ferma nella posizione “-2” ma procede scendendo ancora di ottava. E’ come se ci fosse la posizione “-3”. La stessa cosa non accade se selezioni ottave più alte.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      non ho capito: non si accende il led, ma c’è il comportamento corrispondente o non si riesce proprio a raggiungere l’ottava desiderata? nel secondo caso, potrebbe essersi deteriorata una resistenza…

      Reply

  • marco

    |

    si accende tutto: non capisco se il fatto che scenda ancora di un’ottava rispetto alla posizione “-2” sia un’anomalia

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    tutto normale: avevano finito i colori… 😀

    Reply

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