OSCiLLOT 02 – Iniziamo dalle sorgenti sonore

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Quasi sempre, per capire come funziona un sistema di sintesi, si parte da chi genera fisicamente il segnale audio. Possono essere oscillatori, lettori di campioni, versioni intermedie delle due tecnologie… in tutti i casi, le sorgenti sonore sono alla base del nostro funzionamento. Dopo aver recuperato i moduli a corredo della patch di Default che suggerivamo nel precedente appuntamento, siamo pronti per installare il nostro primo modulo “serio”: l’OSC A.

Di Enrico Cosimi

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Già dal primo sguardo, rivela interessanti caratteristiche operative. Premesso che, come per quasi tutti i moduli di OSCiLLOT, è possibile fare riferimento a una Info residente nel programma stesso, occorrerà passare in rassegna le prestazioni offerte, in modo da poterle poi apparecchiare con un corredo di moduli necessari alle successive investigazioni pratiche.

OSCiLLOT 01 – Fare amicizia

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Da quando è stato annunciato, fino alla sua diffusione, OSCiLLOT di Max4Cats ha fatto battere velocemente il cuore degli “addetti ai lavori didattici” e dei musicisti elettronici in cerca di un buon sistema modulare. Orfani del vecchi Clavia Nord Modular G2 Demo Editor, che una miope pigrizia ha lasciato sbattere fuori dal mercato per la feroce politica di upgrade Apple, molte persone stanno ancora cercando una piattaforma sufficientemente pratica per insegnare e imparare la sintesi del suono.

Di Enrico Cosimi

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OSCiLLOT non è gratuito, ma (a parte la curiosissima e discutibilissima politica di vendita, che nega l’esistenza di licenze educational multiple) può candidarsi naturalmente al ruolo ancora vacante; tutto questo, potenziato da due fenomenali attrattori culturali come Ableton LiveMax/MSP (scusate se è poco). Nel corso di questi appuntamenti, vedremo di capire quali sono le funzionalità e quali i limiti – ce ne sono, è inutile negarlo – del nuovo sistema di sintesi modulare.

ME & MY MODULAR 09 – Navigare tra i comportamenti

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Il titolo apparentemente sibillino cela una domanda angosciosa: ho veramente bisogno di tutto quello che il progettista si affanna ad infilare nel proprio circuito? Come faccio a isolare, nella massa di modelli offerti dal mercato, il tipo di modulo – cioè di comportamento – che mi serve?

Di Enrico Cosimi

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La domanda non è delle più facili e, se sottovalutata, può portare a spese folli, talida azzerare velocemente il budget più generoso. E’ vero che, per certi musicisti, la disponibilità funzionale diventa un motore irresistibile per la creazione e la composizione (come dire: compongo in un certo modo perché posso fare certe cose), ma è anche vero che maggior consapevolezza porta a maggior controllo sul risultato finale.

Per questo motivo, inizieremo ad interrogarci sulle funzioni più generiche dei circuiti più indispensabili, verificando – caso per caso – le possibili variazioni sul tema, le loro conseguenze sull’operatività e (ove applicabile) le condizioni ottimali di utilizzo. Tanto per non sbagliare, inizieremo dall’oscillatore.

ME & MY MODULAR 08 – Configurazioni pre definite

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La volta scorsa, avevamo verificato le opzioni di generazione e trattamento del suono presenti all’interno della struttura Foundation 3.1 elaborata da Pittsburgh Modular. Ora, è il momento di concentrarci sulle sorgenti di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Ovviamente, partiamo dal MIDI 3, cioè dall’interfaccia MIDI che è in grado di convertire i dati digitali in comportamenti CV/Gate monofonici o bifonici. Come è facile immaginare, il MIDI non deve essere visto come un nemico dell’analogico, ma come una comoda sorgente di Gate per innescare “in battuta” gli inviluppi (basta una traccia di note MIDI accuratamente programmata) o come un sistema per automatizzare comportamenti melodici. In tutti i casi, rappresenta la vostra porta di comunicazione con il PC.

Piccolo dizionario KORG MS-20 : Synth Generico

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Dicebamus… le differenze di terminologia e i funzionamenti del KORG MS-20 (macchina pionieristica, appartenente ad un’epoca di scarsa standardizzazione tecnica) nei confronti delle procedure di nomenclatura abituali. Ieri abbiamo parlato del Control Panel; oggi, passeremo velocemente in rassegna il Patch Panel.
Di Enrico Cosimi

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Per navigare attraverso il Patch Panel, procederemo per righe orizzontali, da sinistra in alto verso destra in basso. Buona navigazione.

Piccolo dizionario KORG MS-20 : Synth generico

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In uno dei più popolari social network, sta girando da qualche ora uno scambio di opinioni relativo alla terminologia seminale (e, per certi versi, non standardizzata) adottata da KORG sullo storico sintetizzatore KORG MS-20. Per questo motivo, complice il blocco forzato da 35° esterni e la comoda vicinanza di un ventilatore Marelli degli Anni 20, eccoci a stendere un dizionario KORG MS-20 : Synth generico.

Di Enrico Cosimi

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Vogliatelo prendere come un divertissement innocuo. Buona lettura.

ME & MY MODULAR 07 – Prendere ispirazione da qualche sistema preconfigurato

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Grosso modo, ora le idee dovrebbero essere più chiare, perlomeno per quanto riguarda pregi e difetti dei diversi sistemi modulari. Facendo astrazione sulle caratteristiche e sulle difficoltà di scelta tra sistema 5U e Frac Rack, facendo finta che il mondo sia buono, proviamo a ragionare su qualche configurazione precostituita, cioè analizziamo le logiche che sono dietro alle decisioni del costruttore per proporre un sistema ottimizzato per un compito piuttosto che per un altro.

Di Enrico Cosimi

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Per partire, useremo un sistema molto tradizionale, ma non privo di sorprese, come il Pittsburgh Modular Foundation 3.1. Quando il dollaro era buono, prima che – con ineffabile saggezza – si preferisse privilegiare chi vende piuttosto di chi compra, affrontare il Foundation 3.1 significava spendere solo 1999 dollari americani. Oggi, significa spendere ben 1999 dollari americani; la differenza non è tanto sottile. Sia come sia, concentriamoci sulle sue caratteristiche e vediamo di arrivare al perché certi moduli sono stati inseriti in un sistema che dovrebbe essere adatto a svolgere compiti molto differenziati, ma non eccessivamente caratterizzati.

 

Me & My Modular . I Formati – Quarta Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Nel 1996, il mondo era più buono: la comunità dei musicisti elettronici viveva sospesa nel protocollo MIDI, le DAW erano ancora un concetto relativamente fumoso, le grosse ditte nipponiche dominavano il pianeta con strumenti digitali infarciti di Linear Arithmetics, Advanced Wave Management e altre meraviglie… In quel di Ditzingen, Dieter Doepfer intraprendeva un piccolo passo per l’uomo, ma un grande balzo per i musicisti elettronici, riconfigurando parte dei circuiti analogici che aveva sviluppato in precedenza per adattarli meccanicamente ai cabinet rack da 3 + 3 unità di altezza. Era nato il formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

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Oggi, sembra impossibile pensare ad un mondo modulare senza Euro Rack, ma per l’epoca il nuovo standard meccanico ed elettrico passava in secondo piano, rispetto alla disponibilità di moduli analogici con i quali configurare, nuovamente, un sistema di sintesi personalizzato. Non dimentichiamo che – per l’epoca – la sintesi modulare sembrava un hobby snob per musicisti con tanto tempo libero e scarse necessità professionali (niente memorie, niente polifonia, comportamenti semplici, eccetera).

Saint Louis: 40 anni suonati bene

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Tutorial

Riceviamo e pubblichiamo volentieri. Il Saint Louis, nel cuore di Roma, avvia il quarantesimo anno accademico. Un successo dietro l’altro per la storica scuola di musica moderna romana, ormai al vertice di rapporti internazionali di grande rilievo. E’ infatti la prima e unica Istituzione privata di Alta Formazione Artistica in Italia autorizzata dal Ministero del’Istruzione e dell’Università a rilasciare titoli accademici di primo e secondo livello, quindi laurea triennale e specialistica, uunicum in Italia
A cura della Redazione  di Audio Central Magazine
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Un primato che ha destato grande interesse in tutti i Conservatori europei tanto che in soli 2 anni il Saint Louis ha stipulato ben 40 relazioni bilaterali stabili con 40 diversi Conservatori in Europa per progetti Erasmus, progetti di scambio di allievi, docenti musicisti in visita nelle rispettive Istituzioni per seminari e workshop, concorsi internazionali ideati e promossi dal Saint Louis e veicolati nei più svariati Paesi europei.
Recentissima la notizia che il Saint Louis, con il proprio progetto “Italian Jazz on the road“,  è fra i 9 vincitori del bando straordinario per il Jazz del Ministero per i Beni culturali, su un totale di oltre 100 domande presentate da Enti di tutta Italia, un progetto innovativo che porterà 50 musicisti giovani talenti italiani e la loro musica originale in tutta Europa, coinvolgendo attivamente anche musicisti e studenti europei.
Lo sviluppo del Saint Louis negli anni è stato straordinario. Fondato nel 1976, ha ospitato artisti del calibro di Pat Metheny, Jack Dejohnette, Jim Hall, Joe Pass, Dominic Miller, John Patitucci, Enrico Pieranunzi, Stef Burns, Paolo Fresu, Niccolò Fabi  e centinaia di altri grandi personaggi.  Si è sviluppato fino alla fine degli anni ’90 con una sola sede a Roma che contava 7 aule e circa un centinaio di allievi ogni anno, una realtà di nicchia ma di alta qualità nel Rione Monti di Roma.
Poi, negli ultimi 18 anni, sotto l’impulso della nuova direzione del M° Stefano Mastruzzi, divenuto direttore appunto alla fine del 1998, l’attività è stata rivoluzionata e portata a livelli di eccellenza e avanguardia mai conosciuti prima, sviluppando non solo il Jazz ma aprendo nuovi dipartimenti di Popular Music, Musica per Film, Musica eletttronica e Sound engineering.
Oggi, nel 2015, il Saint Louis ha un corpo stabile di 110 docenti, solo negli ultimi 5 anni sono stati creati altri 24 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e ospita ogni anno 1.600 allievi provenienti da tutta Italia e da molti Paesi europei ed extra-europei, con un trend di crescita del 6% annuo, incremento costante negli ultimi 8 anni, persino nel periodo di piena crisi internazionale.
Un chiaro segnale che le famiglie italiane credono ancora nella Cultura come migliore forma di investimento per il futuro dei propri figli e non rinunciano pur nelle difficoltà a una formazione di alto livello che possa offrire opportunità lavorative in Italia e all’estero.
Il Saint Louis dispone di 48 aule, 3 studi di registrazione, 3 collane discografiche, una collana editoriale didattica, un’agenzia di Management e produzione, un Centro studi e ricerca all’avanguardia.
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Ora, alla soglia dei 40 anni il Saint Louis apre la quarta sede su Roma, sempre nel rione Monti che verrà inaugurata il prossimo 24 settembre 2015; altri spazi, altri orizzonti, altri 800 metri quadri costruiti sopra una domus di epoca romana visibile e visitabile, con studi di registrazione, aule e sale prova a testimonianza di un fermento culturale e artistico in continua ebollizione che per generazioni di ragazzi rappresenta il luogo dove coltivare la propria arte e costruire il proprio futuro, dalla formazione alla produzione fino all’inserimento nel circuito lavorativo.
Guardando al futuro.
Il Saint Louis ha definito gli obiettivi dei prossimi 3 anni, con progetti ambiziosi:
  • aprire un dipartimento dedicato alla musicoterapia, sia come formazione di operatori che come vero e proprio centro per la terapia, che possa portare giovamento nella cura di particolari disabilità e ritardi. Un investimento importante da parte del Saint Louis per una finalità sociale di grande importanza.
  • potenziare Radio Saint Louis per portarla a 3 canali, uno già attivo dedicato al Jazz, uno dedicato alla popular music e un canale interamente concepito per la musica elettronica.
  • internazionalizzare ulteriormente la propria attività, portando 50 giovani talenti in tour per l’Europa e tutto il proprio corpo docente a tenere saggi, concerti e lectio magistralis nei Conservatori di tutta Europa.
  • creare 30 nuovi posti di lavoro per i propri diplomati.
  • supportare 3 orchestre stabili oltre alle formazioni residenti già esistenti.
  • potenziare il dipartimento JUNIOR dedicato ai giovanissimi allievi, parliamo della fascia dai 5 ai 16 anni, attualmente a numero chiuso per soli 100 iscritti, portandola a 300 posti disponibili ogni anno.

La sezione junior del Saint Louis sviluppa già dai 4-5 anni le potenzialità e le attitudini musicali dei bambini con metodologie moderne e attraverso un attento equilibrio fra musica classica e musica jazz-pop, tra studio e divertimento, favorendo in particolar modo da subito il concetto di musica di gruppo, in piccoli Ensemble di giovanissimi musicisti in erba, ensemble che si esibiscono in club e festival, nonostante la tenera età e che sono stati anche ospitati recentemente in note trasmissioni Rai.

Qui, per ulteriori informazioni.

 

Altre quattro chiacchiere sul sintetizzatore

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Dunque dicevamo: cosa occorre tenere presente prima di entrare nel negozio (reale o virtuale)? Di sicuro, occorre sapere con certezza ciò di cui si ha bisogno…

Di Enrico Cosimi

 

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Comportamenti timbrici dedicati

Comprare un sintetizzatore per fare groove di batteria significa volersi del male, a meno di non scegliere dei sintetizzatori appositamente concepiti per questo scopo. DSI Tempest, Elektron A4 e tanti altri sono dei sintetizzatori, ma sono concepiti per ottimizzare la produzione di timbriche ad andamento percussivo.