ME & MY MODULAR 02 – Preliminari alla configurazione

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Le chiacchiere sono a zero: una volta deciso per il modulare non rimane che ordinare i moduli necessari. E, a questo punto, iniziano i problemi. La configurazione di un sistema modulare è un’operazione raffinata, densa di pericoli, non immediata, ma – per un certo tipo di utenza – altamente gratificante. Tutto sta nell’intensità della proiezione del desiderio, cioè nell’elaborare a priori le strategie che si intenderanno mettere in pratica quando il sistema sarà finalmente disponibile.

Di Enrico Cosimi

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Peggio ancora, parallelamente alle fasi di configurazione, occorre prendere un’altra enorme decisione: la scelta del formato hardware che si intende adottare per la propria struttura. Dal momento che, per ovvi motivi tipografici, non è possibile sviluppare i due argomenti simultaneamente, forzeremo il percorso logico affrontando prima le argomentazioni generiche per la configurazione (avremo modo più avanti di scendere nel dettaglio) e dopo i meccanismi che possono guidare la scelta verso Euro Rack piuttosto che Frac Rack, o far optare per il più impegnativo 5U piuttosto che per i formati proprietari Modcan, Serge e Buchla. Ogni caso, arbitrariamente, a suo tempo. Per ora, occupiamoci di come affrontare l’argomento configurazione. O, quanto meno, di come approcciare l’argomento…

ME & MY MODULAR -01- Perché un sintetizzatore modulare

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Premessa. In origine, negli Anni 60 del secolo scorso, i sintetizzatori erano solo modulari, costuiti cioè da circuiti meccanicamente indipendenti, alloggiati nello stesso contenitore (il cabinet) che forniva loro alimentazione; all’interno dello strumento, il musicista costruiva fisicamente le connessioni ritenute necessarie alla realizzazione del circuito desiderato. In assenza di collegamenti (con cavi schermati patch cords, spinotti patch pins o altri sistemi proprietari), semplicemente, il sintetizzatore modulare non suonava.

Di Enrico Cosimi

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La struttura modulare era la più semplice da gestire dal punto di vista del costruttore (circuiti di ridotte dimensioni, facili da ingegnerizzare e produrre con sufficiente costanza qualitativa, economia di scala relativamente favorevole, eccetera) che del musicista (possibilità di configurare – consapevolmente – il proprio strumento in base alle necessità, privilegiando i circuiti/comportamenti ritenuti più importanti, elevato impatto visivo tanto durante le fasi di progettazione timbrica quanto di produzione sonora); solo in un secondo momento, la diffusione su larga scala dello strumento elettronico impose, commercialmente, l’esistenza di strutture semi integrate e semi modulari (con seriazioni e ricadute diversificate per mercati e ambienti culturali).

LINUX – Seconda parte: Plugin ed effetti

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Tutorial

Abbiamo visto nella precedente puntata come funziona l’audio sotto Linux e dato una veloce occhiata agli ambienti di produzione più diffusi, Ardour su tutti. Una volta messa su la nostra DAW, però, sarebbe il caso di equipaggiarla con qualche effetto e qualche strumento: in questo secondo appuntamento ci dedicheremo, per l’appunto, a tutto l’armamentario che possiamo montare a mo’ di plugin sulla nostra workstation.

Di Francesco Bernardini

Prima di passare alla rassegna del software, però, solo un breve accenno chiarificatore sui vari formati di plugin che incontreremo nel nostro smanettare con l’audio sotto Linux: com’è tipico in ambiente open source, i vecchi formati (quando funzionano bene) sono “duri a morire” e ancora oggi è possibile trovare lo stesso plugin in versione LADSPA/DSSI o LV2… che vuol dire?

LINUX – Prima parte

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Tutorial

Un giretto nell’universo open source: guida all’audio su Linux.  Prima parte: la gestione dell’audio e le principali DAW in ambiente Linux.

Ricordo benissimo la faccia del commesso del negozio di strumenti musicali al quale, rigirandomi per le mani una Focusrite Scarlett che avevo intenzione di buttare nel setup per un progetto elettroacustico (lo so, mi merito la derisione eterna e 100 frustate per questo), ho chiesto con totale candore: “…ed è compatibile con Linux, vero?”

di Francesco Bernardini

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Lui si è tirato indietro come gli avessi chiesto se ne esistesse una versione a benzina, ha sgranato gli occhi e mi ha sussurrato: “Eh, questo non possiamo dirlo”. Così, come se gli avessi chiesto di dirmi se Dio esiste, o cosa c’è dopo la morte, o se i buchi neri aprono davvero nuove dimensioni come in Interstellar. Poi si è ripreso e mi ha spiegato: “Eh, sai, cioè, nel senso, funzionare so che funziona, ma non esiste una certificazione per Linux ufficiale. Con Linux è tutto un po’ così”.

E aveva straragione: con Linux è tutto un po’ così. Ed è bellissimo.

Ah, per la cronaca, la Scarlett funziona da dio sotto Linux :-)

MIDI RPN & NRPN – Capiamoci qualcosa

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Dopo una serie di appuntamenti di carattere prettamente recensivo, vorrei “rompere un po’ le righe” proponendovi una chiacchierata dal sapore più squisitamente didattico (mamma mia che parolona…) incentrata su di un tema che abbiamo già affrontato in passato, ovvero il protocollo MIDI.
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Di Antonio Antetomaso

Nel dettaglio, durante lo scorso appuntamento, si è discusso brevemente della storia e delle caratteristiche del protocollo MIDI e si è spostato decisamente il focus sullo standard GENERAL MIDI, che ha provato a fare un po’ di ordine nell’universo delle possibili implementazioni della specifica da parte dei costruttori di strumenti musicali.

Per una storia dell’audio – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Tutorial

Tanto per non perdere l’allenamento, e senza alcuna velleità di completezza o originalità, pubblichiamo la prima parte di una possibile timeline dedicata all’evoluzione della registrazione audio. Magari, potrebbe nascere qualcosa…

Di Enrico Cosimi

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Come dire che, per capire chi siamo e dove andiamo, è necessario avere la giusta prospettiva di tutta la strada percorsa. Quella che segue è una time line assolutamente non completa che raccoglie alcuni tra i più significativi steps evolutivi delle tecniche e delle tecnologie applicate alla registrazione. Ovviamente, non c’è alcuna pretesa di originalità: sono solo informazioni di diversa provenienza organizzate in sequenza cronologica…

Sintesi granulare 3 – Facciamo un po’ di rumore 

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Tutorial

Nelle precedenti puntate dedicate alla grainsynth abbiamo avuto modo di compiere un breve excursus storico/tecnico di questa particolare forma di sintesi, partendo dalle origini delle teorie di Dannis Gabor per poi passare al lato pratico della faccenda, e programmando un essenziale pitch-shifter, basato per l’appunto sulla granulazione audio, con il quale eravamo già in grado di modificare durata e frequenza di un campione mantenendo indipendenti tra loro questi due parametri (ovvero modificando l’uno senza variare l’altro).

Di Francesco Bernardini

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Questa volta cercheremo di mettere in pratica quanto finora esposto nel tentativo di estrapolarne una qualche forma di musicalità, e tentando dunque di utilizzare la sintesi granulare come un vero e proprio “strumento” invece che come mero “effetto speciale audio”.

Qualche divagazione a seguito di “Whiplash”

Written by Francesco Bernardini on . Posted in no-categoria, Tutorial

“Ma d’un tratto capii che pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti s’affidano all’ispirazione”Alex – Arancia Meccanica (1971)

Di film che parlano di musica – o che di musica si nutrono – ce ne sono tanti, ma si tratta sempre, per lo più, di opere che vedono alla questione da un punto di vista inesorabilmente cinematografico: la musica, la sua storia ed i suoi meccanismi sono visti – al più – come una sorta di metafora. Che si tratti di chitarre, pugilato o karate poco cambia: il meccanismo narrativo che viene esposto è per lo più quello che sta alla base di gran parte del cinema di arti marziali (per non citare Rocky): c’è l’allievo, il maestro, e una sezione di allenamento che preluderà al successo finale contro le forze del male.

Di Francesco Bernardini

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E’ molto raro il caso in cui, invece, la musica stessa sia il fulcro narrativo dell’opera: accade solo quando il progetto è concepito da chi possiede un’autentica nozione di causa su ciò di cui si sta parlando, e quando costui è mosso dall’unico intento di riferire al pubblico ciò che ha visto in prima persona e che conosce meglio: simile ad un reportage di guerra, “Whiplash” (esce in questi giorni) è probabilmente il migliore (se non l’unico) film a tema “integralmente” musicale degli ultimi dieci anni.