L’architettura elettro-acustica, ovvero…

Written by Luigi Agostini on . Posted in Tutorial

“…il ponte ologrammi di Star Trek (New Generation), almeno per la parte audio, adesso esiste davvero!” – Prima parte.

Riprendiamo i nostri appuntamenti dopo una lunga pausa (dovuta ai miei impegni di lavoro e per la quale mi scuso con voi) affrontando il tema dell’architettura elettro-acustica. Degna evoluzione del semplice concetto di riverberazione e gestione multi-canale dell’audio, che travalica il limite della semplice correzione acustica offrendo scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili, questa tecnologia ha in realtà origini a dir poco “antiche”.

DI Luigi Agostini

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Il concetto di controllo delle condizioni acustiche di un ambiente per mezzo di tecnologie elettro-acustiche, infatti, è vecchio quasi quanto l’idea della produzione del suono con mezzi elettronici. I primi esempi negli Stati Uniti comprendono gli esperimenti di Edison e quelli dei Bell Laboratories nel 1930. I progressi nelle apparecchiature di comunicazione elettronica sviluppati durante la seconda guerra mondiale (sic), aprirono la strada che avrebbe portato a una migliore fedeltà nei sistemi audio per il cinema e all’avvento della moderna industria discografica.

Arpeggiando l’Unicorno: il piccolo, grande Arpeggiator

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Tutorial

Stante l’impostazione data alle proprie apparizioni, l’Invisibile Unicorno Rosa tende a integrare nel proprio setup almeno un vattelappesca che concorra alla ritmicità della performance: tipicamente un arpeggiatore O uno step sequencer O il Moog MIDI MuRF. Diamo un’occhiata alla prima di queste tre soluzioni…

Di Jacopo Mordenti

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L’arpeggiatore di riferimento è da tempo quello integrato in Live! 9, subdolamente chiamato da quelle volpi di Ableton “Arpeggiator”. Perfettamente in linea con l’ergonomia di Live! – benché ripensare la distribuzione dei parametri non sarebbe un’eresia, probabilmente – Arpeggiator è in grado di produrre risultati minimali o, all’opposto, relativamente complessi, senza per questo costringere l’utente a una dose massiccia di analgesici.

Un semplice filtro Series-Parallel

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Il comportamento di filtraggio dinamico è il più potente attrezzo che un sintetizzatore in sintesi sottrattiva possa offrire al musicista: dalla semplice eliminazione delle armoniche indesiderate in avanti, la sua comprensione è indispensabile per capire come lavorare in maniera proficua alla programmazione timbrica professionale. In questo testo, analizzeremo un semplice meccanismo di filtraggio dinamico configurabile in serie e/o in parallelo, riemerso dalle nebbie di Avalon, ma non er questo meno attuale. Il lettore attento potrà immediatamente riconoscere comportamenti disponibili in ben noti hardware e software di sintesi.

Di Enrico Cosimi

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Un semplice sintetizzatore analogico offrirà quasi sempre la possibilità di filtrare il segnale prodotto dai suoi oscillatori attraverso un banale comportamento Low Pass: tutte le frequenze superiori al valore espresso come Frequenza di Taglio, saranno eliminate in uscita al filtro con un’efficacia direttamente proporzionale alla selettività del filtro stesso. Nelle macchine più evolute, e costose, possono essere presenti altri comportamenti di filtraggio relaitivi alla sottrazione delle basse frequenze (High Pass Filter), all’eliminazione delle medie frequenze (Band Reject Filter) o al loro isolamento (Band Pass Filter). Le cose diventano più interessante, ma più complesse nella gestione, quando lo strumento prevede la possibilità di collegare in serie o in parallelo due diverse strutture di filtraggio.

Qualche esperimento con l’External Audio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Con un segnale esterno, opportunamente collegato all’ingresso audio di un sintetizzatore, si possono fare diverse cose; in base alla completezza del circuito ospite, è possibile passare con progressione dal semplice ascolto additivo (sugli oscillatori residenti) all’estrazione di tensioni di controllo progressivamente più complesse. In questo video, ci siamo divertiti a mettere in piedi un percorso di trattamento che, appunto, parte dall’organizzazione più semplice fino ad arrivare alla configurazione analogicamente parlando più pericolosa.

Di Enrico Cosimi

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Siamo partiti dal segnale della Acidlab MIAMI, uno dei migliori – se non il migliore – meccanismi analogici in grado di riprodurre alla perfezione il suono 808, e lo abbiamo presentato prima all’ingresso External del Grp A4 Analog Synthesizer;  successivamente, abbiamo provato a controllare da audio a audio l’intonazione del KORG MS-20 Kit con una sequenza audio generica, facendola convertire alla sezione ESP contenuta nel monofonico giapponese.  Il divertimento è assicurato…

ABC del Sound Design – Parte 10

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Dopo una (lunga) pausa digestiva, riprendiamo il discorso relativo alla programmazione timbrica per classi operative. Ci eravamo lasciati con la minacciosa promessa di esportare un pad orchestrale all’interno di un sistema software, possibilmente massivo e, come direbbe Madoff, ogni promessa è debito…

Di Enrico Cosimi

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Dopo aver aperto Massive, siamo pronti per iniziare la personalizzazione di comportamento che ci porterà alla costruzione della timbrica orchestral pad, cioè di un suono ad andamento sufficientemente statico da poter sostenere l’armonia, ma sufficientemente micro modulato al suo interno da poter risultare “mosso”…

Moog Minimoog Model D old vs new

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Chi ci conosce sa bene con quanto ritegno ci siamo tenuti fuori dalle classiche discussioni “è meglio il nuovo riedizione o il vecchio sbidonato”… il paragone tra oggetto antico vintage e sua riedizione o clonazione o rimodellazione è, da sempre, uno dei topic più caldi che qualsiasi gruppo sociale possa mettere in campo per astiose discussioni. Tanto in ambiente hammondistico – per carità! – quanto in quello più sintetico, si sprecano pareri, opinioni e punti di interpretazione molto spesso viziati da un problema di fondo: l’impossibilità fisica, per la maggior parte delle persone di mettere insieme – nello stesso ambiente – due versioni dello stesso, pregiato, oggetto. Nuovo e vecchio.

Di Enrico Cosimi

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Per questo motivo, complice la squisita cortesia di Midiware, finalmente, siamo riusciti a fare una prova A/B tra il nostro vecchio Minimoog Model D SN 1845E (approssimativamente 1971-72… non chiedeteci di svitare il blocchetto delle wheel per andare a controllare esattamente la data) con il nuovo Minimoog Model D SN 007 orgogliosamente rimesso in produzione da Moog Music nel 2016. I risultati, come ampiamente prevedibile, sono assolutamente lusinghieri nei confronti del nuovo esemplare. Tra i due, c’è la stessa differenza riscontrabile tra due macchine vintage; una differenza, insomma, fisologica qua

ndo si parla di due sintetizzatori analogici non realizzati in tecnologia SMD.

Di seguito, qualche video e qualche considerazione riassuntiva.

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Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Finalmente, affrontiamo il misterioso problema del MIDI OVERFLOW, i tragici momenti nei quali il Sub 37 sembra esplodere, gli strumenti smettono di suonare o – peggio – agganciano una nota che rimane ininterrotta fino al giorno dopo.

Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

Tunnel with lightspot

La causa di tutto è un feedback di dati che si innesca tra sintetizzatore e computer, tra computer e sintetizzatore… un gorgo infinito che congela l’intero sistema. Per evitarlo, già dall’anno zero, si è fatto ricorso al Local On/Off.

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Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Ogni promessa è debito, ma prima di approfondire il curioso meccanismo del Local On/Off – come promesso – è il caso di perdere ancora qualche minuto sull’inquietante interrogativo MIDI: come mi conviene collegare le cose? In modo “stellare” o usando la catena di Thru? La questione è scottante, specie se il budget non è dei più pingui e sono già stati fatti degli acquisti non troppo ponderati.

Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

Tunnel with lightspot

Un collegamento tra due apparecchi MIDI è la norma prevista da Dave Smith fin dal lontano 1983; un terzo apparecchio MIDI può essere collegato ai primi due (li chiameremo, rispettivamente, A, B e C) usando la porta Thru del Synth B. In ogni caso, qualsiasi apparecchio collegato in catena introduce un ritardo minimo ma percepibile nella ricezione dei dati. Se la catena diventa molto lunga, più di cinque apparecchi, il musicista può percepire un flam significativo tra segnali ad elevato valore ritmico. Che fare?

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Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

In un mondo perfetto, si entra nell’elegante personal studio, si accendono le macchine, si arma la traccia nella DAW e, mentre le idee fluiscono copiose, si stende una traccia appresso all’altra, scrivendo capolavori immortali che ci assicurano fama, immortalità, fortuna.

Poi, uno si sveglia tutto sudato tra le lenzuola stropicciate.

Di Enrico Cosimi

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La vita reale definisce una delle più crudeli verità: la tecnologia crea problemi. La tecnologia non ci aiuta.

Accendi le cose, e non funziona niente: il Sub 37 si impalla appena armi la traccia MIDI, il KORG MS2000 sembra suonare dentro un flanger, la polifonia sparisce, le note MIDI rimangono agganciate e non finiscono più, tutto sembra non avere senso, come i soldi che sono finiti fuori dalla finestra.

La colpa è di un mostro mitologico che, periodicamente, emerge dalle nebbie del tempo per fare danni: stiamo parlando del terribile transito di dati MIDI.

Una luce in fondo al tunnel – 01

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Oppure no. Complice una convalescenza più fastidiosa del previsto, eccoci ad affrontare il normale e benvenuto question time grafico che, da epoche immemori, è alla base di qualsiasi rapporto di reciproca crescita. Di solito, da che rivista tecnologica è rivista tecnologica, chi risponde tende e a cogliere – nella massa delle richieste – veri e propri filoni ricorrenti, storicizzati, contestualizzati o meno, che rispecchiano i punti critici delle diverse tecnologie mano mano che esse appaiono come novità, diventano irresistibili, si ergono a standard, sono superate da nuove addizioni, diventano heritage e, successivamente, assurgono al livello di esperienza storica. Sia come sia, ci sono problemi ricorrenti e problemi più rari, ma sempre c’è un livello minimo di competenza che, laddove non rispettato, finisce solo per rendere più complicate le cose a chi, dall’altra parte dello schermo, del telefono o della pagina manoscritta, si trova nel difficile compito di dover aiutare.
Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

 

Come dire: aiutami ad aiutarti, perché altrimenti non si capisce niente e certi dialoghi finiscono per diventare autentici capolavori nonsense. In queste righe, e nei prossimi – viscerali – appuntamenti, cercheremo di chiarire quali sono quei concetti indispensabili, basilari, irrinunciabili alla base di qualsiasi procedura operativa che possa avere a che fare con la tecnologia musicale. E’ chiaramente un inferno. Non è garantito alcun successo all’iniziativa.