Arturia KeyStep Controller & Sequencer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Fresco fresco, dall’ultima NAMM, il nuovo controller targato Arturia riunisce in un packaging assai snello funzioni di controller, master keyboard, step sequencer anche per macchine analogiche e arpeggiatore.

Di Enrico Cosimi

keystep-9 copy

I tasti sono di tipo slim, non piccoli come quelli delle mini keyboards nipponiche, ma neanche grandi come quelli delle tastiere “normali”, la meccanica è la nuova Slim Key Action messa a punto per Arturia, con aftertouch e key velocity.

La connettività offerta è ampia, sia sul versante analogico che su quello digitale: è possibile usare KeyStep attraverso cavo USB (naturalmente bidirezionale), MIDI e analog. Quest’ultimo fronte, forte dell’esperienza preventivamente accumulata con il modello BeatStep Pro, offre la gestione di Nota On/Off attraverso Pitch, Gate e Velocity (per la linea di sequencer e arpeggiatore), ma anche la gestione del Sync anaogico TTL, che può lavorare a 1, 2, 24 o 48 PPQ, garantendo compatibilità con una barca di vecchie apparecchiature del secolo scorso). La connessione di Gate può lavorare a 5 o 12 Volt, la porta Pitch può rispettare lo standard 1V/Oct o quello Hz/V tipico delle vecchie macchine Yamaha e KORG (e, anche, di qualche nuova macchina analogica KORG).

Sulla superficie di controllo, oltre alla tastiera vera e propria, trovano posto uno slider bend bidirezionale e un secondo slider modulation unidirezionale; sul pannello posteriore, è possibile collegare un Sustain Pedal con connettore standard 1/4”. In mancanza di Sustain Pedal, si può usare il tasto Hold presente sul pannello frontale. I comandi più importanti (Shift per velocizzare le programmazioni, Oct e Transpose, Rate, eccetera) hanno controlli dedicati.

Il sequencer può essere caricato inserendo le note direttamente dalla tastiera dopo aver deciso la loro densità ritmica, le pause e/o i legati; allo stesso modo, il motore di arpeggio può lavorare con densità ritmica, ottave e swing regolabili liberamente.

I tasti della tastiera agiscono anche come selettori veloci per i parametri di utilizzo meno comune (definizione del MIDI Channel, valore di Swing, percentuale di Gate On/Off).

Per 119 euro, sembra praticamente irresistibile, viste le triplici possibilità di impiego USB su computer, MIDI su hardware digggggitali, CV/Gate su hardware analogici.

Qui, per saperne di più.

 

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Comments (37)

  • Alessandro

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    Non mi è ancora chiaro se la sequenza di note del sequecer o la sequanza dell’arpeggio, escono dal cv out…

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  • Omar

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    Non ho capito se la funzione recording funziona anche utilizzandolo in MIDI con un daw… Voglio dire se la uso come controller midi registro al volo il suono che ho armato su ableton?
    Grazie

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  • Pierpaolo

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    Volendo ci si potrebbe collegare un Drone
    synth tipo……..WSG……. chissà cosa ci potrebbe uscire,,,,,!!!!!

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  • Lucio Leonardi

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    sarò un ignorantone ma non sto riuscendo a far sequenziare il korg ms20 mini dal keystep! ho cambiato il voltaggio ma non capisco le connessioni, maestro, mi può aiutare? grazie

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      • Steffff

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        Ho anch’io un problema con il cv/gate.
        Collegando le uscite sia a dei moduli eurorack che al dark energy mi dava in uscita dei suoni molto strani.. una volta settato il voltaggio dal software arturia si è avvicinato a un funzionamento normale, ma solo con alcuni tasti.. mentre con il dark energy non c’è stata alcuna differenza, con i moduli funziona correttamente solo un’ottava dei tasti. dei restanti, alcuni fanno la stessa nota e gli altri creano dei mostri sonori… non so più che pesci pigliare

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  • Tommen

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    Buongiorno, vorrei porle una questione, premettendo che potrei essere io a non aver compreso appieno alcune cose, a riguardo della funzione transpose del sequencer del Keystep: mi sono accorto che una volta registrato un sequencer, ipotizziamo a partire da un Mi e creando una sequenza ascendente, questa viene trasposta in modo piuttosto particolare, o almeno inaspettato secondo quelle che erano le mie conoscenze. In pratica la sequenza registrata in Mi, trasposta per esempio sul Sol superiore, suona più bassa di quella di partenza, e tornando a premere il Mi di partenza non sono le stesse note iniziali. Non capisco proprio, ma su un video, senza che il problema venga affrontato, ho trovato ciò a cui mi riferisco: https://youtu.be/GIGnfg9qEFo
    A12:04 viene registrata la sequenza a partire da un Mi, a 13:29 viene trasposta su Sol superiore e suona più bassa, a 13.35 viene trasposta sul Si e suona ad un semitono più basso rispetto a quella di partenza. Per tornare alla sequenza di partenza bisogna suonare il Do dell’ultima ottava. Questo l’ho verificato anche sulla mia Keystep in cui, dopo aver registrato una parte, se ribatto la nota di partenza cambia tonalità e per tornare alla tonalità iniziale devo premere il do dell’ultima ottava. Capisco che potrei essere io a non aver capito come funziona il Transpose e mi scuso per il post un po’ confuso. La ringrazio per un eventuale risposta.

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    • Enrico Cosimi

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      Carissimo,
      sulla mia KeyStep, la root key originale è un DO al di fuori della tastiera stessa, questo può provocare dei salti bruschi durante le fasi di trasposizione, perché pensando di tornare alla tonalità originale, in realtà si preme una nota all’ottava sopra.

      Non ho capito, però, alcune cose che mi sarebbero utili per identificare meglio il problema:

      – come è collegata la keystep? MIDI, o CV/Gate
      – cosa viene controllato dalla keystep?

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  • Scaleno

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    Ciao a tutti.
    Anche io ottengo lo stesso comportamento. Disastroso in situazioni live…
    L’ho provata com MiniBrute via midi e cv e con VolcaBass e Volcakey.
    Pur riconoscendo all’oggetto numerosi pregi, quali la immediatezza e intuitività d’uso, il non avere menù da scorrere bensì manopole da girare, la connettività quasi universale e tanti altri, trovo questo un limite che la rende difficilmente utilizzabile per chi suona live con altri musicisti.
    Ma non solo: io sento molto la mancanza di una fila di 16 led che mi indichi a quale step mi trovo sia quando programmo in step mode, sia quando registro una sequenza “live”. MI (ti…) chiedo se esista qualche altro dispositivo simile che non costi uno sproposito, in fondo voglio solo aggiungere un sequencer al mio Brute senza passare per forza da Ableton.
    Grazie per le sempre preziose informazioni, qui si impara parecchio!

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    • Enrico Cosimi

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      ci sono alcune cose che non capisco:

      a) perché acquistare una master con sequencer privo di “step fisici” se si è alla ricerca di uno step sequencer con pomelli, tasti e luci di segnalazione? Banalmente, se quelle sono le necessità, meglio prendere un Dark Time usato…

      b) durante l’inserimento dati, di solito si conta mentalmente il numero di step e/o le pause per essere sicuri di non perdersi per strada o di fare sequenze indesiderate da 15 step… chiaramente, esistono sistemi più comodi da usare (penso al Prophet 6 o al Sub 37, dove hai un contatore che aggiorna il numero dello step impegnato), ma devi essere pronto a spendere più del minimo sindacale richiesto per la KeyStep…

      c) se vuoi aggiungere una sequenza al Minibrute, vai sul sito di Yves Usson e scaricati il firmware alternativo per convertire l’arpeggiatore in Step Sequencer; in quel modo, acquisisci il motore di sequencer del MicroBrute e, probabilmente, risolvi tutti i problemi.

      Reply

      • Scaleno

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        Ciao Enrico,
        grazie della risposta, l’idea di modificare il Brute per avere il sequencer mi ha solleticato non poco…
        Però.
        C’è una combinazione meravigliosa tra il sequencer polifonico della Keystep e l’arpeggiatore del MiniBrute: inviando via midi una sequenza di accordi, se l’arpeggiatore è On, si ottiene una sequenza di arpeggi, anche estremamente lunga, visto che si può arrivare a 64 steps. Abbastanza impagabile a questi costi.
        Dunque mi rassegno alla mancanza di Led che mi indichino gli step (però, se li avessero messi, mannaggia l’avrei volentieri pagata 50€ in più!) e non sono ancora venuto a capo del problema della trasposizione delle sequenze. Magari allego un video per spiegare meglio il problema…
        Ad ogni modo ormai non me separerei più, veramente tante piccole cose gustose quando la si usa un po’
        Grazie e ciao
        PS: il darktime, anche usato, costa un botto! Gasp!

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          purtroppo, la trasposizione realtime delle sequenze è un criterio che sembra sfuggire a molti progettisti…
          Mario Maggi, nel suo Synthex, ci aveva pensato; allo stesso modo Dave Smith col P6 e Moog col Sub 37, ma molti altri hanno trascurato la cosa…

          Reply

  • fede

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    Caro Enrico,
    intanto complimenti per la tua competenza. E’ veramente molto affascinante starti a sentire parlare di questa cose (anche da youtube).
    Avrei bisogno di chiarirmi una cosa:
    io ho la seguente dotazione:
    mac mini
    novation impulse 61
    ipad air
    arturia sparkLE
    STEINBERG UR22 mkII
    iConnectMIDI2+
    vorrei usare l’iPad come strumento per registrare direttamente nella DAW tramite per esempio KORG Gadget e vorrei suonare l’iPad tramite una tastiera fisica
    Andrebbe bene se facessi così:
    collego usb l’Pad all’iConnectMIDI2+
    collego usb l’iConnectMIDI2+ al macmini
    collego una tastiera tramite MIDI OUT alla porta MIDI IN dell’iConnect Midi2+
    eventualmente come tastiera andrebbe bene il keystep dell’arturia?
    probabilmente non ci hai capito niente e mi scuso.
    se mi puoi aiutare dandomi magari anche qualche consiglio te ne sare molto grato
    grazie ancora e saluti
    federico moi

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      caro Federico,
      suonare “da fuori” l’iPad è il problema minore; non ho capito se vuoi far marciare in passo KORG Gadgets con la tua DAW nel Mac Mini, o se vuoi trasferire audio da iPad a Mac; nel primo caso, devi solo verificare che, dopo aver programmato le cose con i Gadgets, la app preveda un clock esterno da seguire; nel secondo, controlla se c’è maniera di trasferire flussi di audio corposi – meglio ancora non in tempo reale…

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  • Alberto

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    Buongiorno Enrico, posso chiederti una conferma? Cercando un controller/sequencer che mi consentisse di aumentare gli step del mio Volca Bass da 16 a 32 step (o 64) ho trovato la Keystep, ma la mia domanda è: attivando il sequencer i led di indicazione del volca “camminano” lo stesso? Mi sarebbe fondamentale per l’utilizzo che devo farne.
    L’alternativa sembra essere solo la beatstep pro (ma non ha tastiera). Cosa potresti consigliarmi?

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    • Enrico Cosimi

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      in che senso gli step del controller Arturia possono aumentare la durata di pattern del volca bass? l’unico modo per avere pattern più lunghi consiste nel mandare al volca bass direttamente le note midi che si vuole fargli eseguire, ad esempio, da una qualsiasi traccia midi… ma, a quel punto, non è necessario il KeyStep: tanto vale usare direttamente una traccia di Ableton, o di Cubase, o di Logic o di quello che vuoi…

      Reply

  • Alberto

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    Grazie per la risposta Enrico, e mi scuso per lo “strafalcione” dato dall’inesperienza. Quindi se ho ben capito non esiste una soluzione hardware per fare questo? (aumentare gli step a 32 o 64 avendo un’indicazione visiva degli step che avanzano?)

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    devi per forza ricorrere a uno step sequencer esterno, ma finisci per spendere TANTI soldi, sicuramente “n” volte quanto hai pagato la Volca

    Reply

  • Antonio

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    Salve prof.Enrico
    Possiedo una keystep e mi domandavo come potessi collegare un effetto a pedale a tale strumento, so che esiste l’ingresso sustain ma mi sfugge il collegamento corretto. Grazie.

    Reply

    • Attilio De Simone

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      Non puoi collegare alcun effetto a pedale, gestendo il keystep esclusivamente informazioni midi. Dato che la tastiera dispone di ingresso sustain, puoi utilizzare un semplice pedale di switch, per tenere premute delle note suonate anche se tu hai alzato le mani dalla tastiera, e/o, ipotizzo non conoscendo a fondo il keystep, per gestire alcune funzioni on/off liberamente assegnabili.

      Reply

      • Antonio

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        Perdonatemi sig. Attilio , ma secondo quello che avete detto voi potrei collegare anche un effetto perché se uso uno switch che mi switcha le note di un determinato strumento stabilito dalla mia daw allora può anche distorcermi lo stesso suono o qualsiasi altro effetto , potrei sbagliarmi non essendo un esperto in materia ma la rispondo in questo modo secondo quello che ho capito dal vostro ragionamento. Grazie.

        Reply

        • Attilio De Simone

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          Ti stai sbagliano. Lo strumento non produce suoni, invia solo informazioni midi, non puoi processare le informazioni midi con un distorsore. il disorsore lo devi applicare alle uscite audio e non all’ingresso di un pedale di controllo. il keystep non ha uscite audio, gestisce solo informazioni.

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  • Enrico Cosimi

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    carissimo Antonio,
    che effetto vuoi collegare? Calcola che la Keystep NON produce alcun segnale audio, e può essere usata solo per “suonare a distanza” altri strumenti elettronici; è probabile che l’effetto debba essere collegato sull’uscita di questi ultimi…

    Reply

    • Antonio

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      vorrei collegare un distortore, ma fatemi capire, se riproduco un suono dalla libreria della mia daw sulla keystep, a sua volta il pedale non dovrebbe modificarmi il suono che sta riproducendo virtualmente ?

      Reply

  • Antonio

    |

    Prof. Cosimi, vorrei chiederle due cose. la prima, sapete dirmi quali sono le soluzioni/combinazioni per poter collegare un Pocket Operator alla keystep?. La seconda, quale strumento , secondo il vostro parere è migliore tre un TB3 (aira) e un arturia MicroBrute ?. So che è una domanda un pò fuori dalle righe ma sarei grato del vostro giudizio. Grazie.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      Se non ricordo male, l’unica capacità di controllo esterno prevista per i Pocket Operator è relativa alla sincronizzazione. Nulla di più.

      E’ possibile sperimentare dal sync out della Keystep, con un cavo mini jack stereo ⅛” se il segnale di sincronizzazione “a1” o “a2/volca” è adatto a trascinare il sequencer interno degli Operator. La tensione è a +5V, quindi non dovrebbero esserci problemi; si tratta solo di indovinare (e regolare, attraverso MIDI Control Center) la densità di impulsi giusta.

      TB3 e MicroBrute non sono direttamente paragonabili; conviene trovare n negozio che li abbia tutti e due, per fare prove dirette – in tutti i casi, sono apparecchi MOLTO diversi.

      Reply

      • Antonio

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        Grazie sig. Cosimi.

        Reply

  • Dino Tagliaferri

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    Ciao a tutti. Vorrei sapere se è possibile assegnare un canale MIDI dedicato al sequencer ed uno differente alla tastiera. Cioè in pratica se è possibile sequenziare una macchina e nel mentre suonare con la tastiera un’altra su un canale MIDI differente.

    Grazie!

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    è possibile; la procedura è spiegata chiaramente nel manuale!!!
    :-)

    Reply

  • Simone Fantacci

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    M° Cosimi,
    chiedo udienza per strigare il mio intrigo di (a)sincronie:
    gli ingredienti in gioco sono 5: Volca Beats + Volta Bass + Volca Keys
    e Arturia BeatStepPro + Keystes…provo a spiegare come ho cablato il tutto; dopo varie soluzioni per far correte tutti gli step a tempo alla fine ho impostato il BSP come master MIDI e i Volca Beats e Bass prendono note e clock dal midi-in; altro discorso per il Keys che trasmette il synch dal bass alla Keystep; quest’ultima suona via midi la Keys.
    Così tutto funziona…apparte che mi perdo la possibilità di suddividere tutta la sincronia con TimeDiv e Rate tipici dell’arpeggio della Keystep…elemento principale per cui me ne sono presa una.
    Spero di essermi spiegato…il tutto per chiedere…
    Con gli stessi ingredienti Lei come si approccerebbe alla preparazione di questa “torta sonora” ???

    Grazie in anticipo, buon suono!
    s.

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      personalmente, invece di fare porcellezze con tutti i rimandi di sync e le sue reintrpretazione tra BSP Pro e KS, comprerei UNA BELLA THRU BOX, magari di quelle con due ingressi selezionabili e quattro uscite – per poter gestire tutto senza fatica… è vero che, oggi come oggi, una thru box sta diventando “vintage” al pari di altri strumenti, ma si può sempre tentare.

      questa

      http://www.jefflaity.com/studio/studios_large/87_tb1.jpg

      ad esempio, è una di quelle che permettono di scegliere tra due sorgenti per le macchine collegate.

      questa

      http://www.midisolutions.com/qth.jpg

      è una di quella a sorgente singola.

      anche questa

      https://www.perfectcircuitaudio.com/midi-router-2×8.html

      potrebbe andare bene

      Reply

      • Simone Fantacci

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        M° alla fine ho trovato una bella unità Roland A-880… 8in…8out…0usb!!!
        Grazie del consiglio…ora la BeatStepPro mette tutti in “riga”!!!

        Reply

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