Apogee Digital Element 46

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording, Software

Il protocollo Thunderbolt ha rivoluzionato le abitudini di molti musicisti elettronici e, a fronte di un costo esagerato richiesto per il cavi di alimentazione, di fatto ha abbassato sensibilmente le soglie di latenza e la lentezza tipica dei sistemi precedenti. Non sappiamo quanto durerà e per quanto tempo sarò supportato il formato, ma fintanto che dura…

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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… fintanto che dura, prendiamo in considerazione l’interfaccia Apogee Element 46, una scatola in grado di offrire simultaneamente 12 in e 14 out (su formati diversi), con un prezzo di poco superiore ai 900 euro.

Straziami, ma di glitches saziami

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

O anche: quando la somma è molto più delle parti, e il divertimento corre lungo la griglia temporale.

Di Jacopo Mordenti

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Sviluppato artigianalmente da Kieran / Illformed, Glitch2 è un multieffetto in formato VST e AU che combina brillantemente tre cosucce mica da ridere:

  • Dieci algoritmi per processare il segnale, di per sé non esoterici ma nemmeno banali.
  • Una griglia temporale configurabile a puntino lungo la quale accendere o spegnere, in maniera indipendente l’uno dall’altro, i dieci algoritmi di cui sopra.
  • Una spiccata propensione alla randomizzazione dei numerosi parametri in gioco.

Nomad Factory’s Echoes. O “Del rullante fantasma”.

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Quello del ritardo è un concetto a dir poco elastico. Con un paio di accorgimenti e il processore giusto – tipo l’Echoes di Nomad Factory, giustappunto – il gioco di prestigio “a la Oronzo” è dietro l’angolo.

Di Jacopo Mordenti

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Alle prese con l’Invisibile Unicorno Rosa, capita di dover stendere una sorta di minimale accompagnamento ritmico a un parlato, optando per un semplice colpo di cassa sul primo quarto. Meno di un minuto dopo, capita di contraddirsi e di volere arricchire la densità ritmica del risultato: perché non contemplare, fra le varie strategie possibili, l’applicazione di un effetto di delay/echo sulla cassa di cui sopra?

Indent: distorci, filtra, modula. Con l’Unicorno.

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Distorcere è un’arte. E con Indent – sulle prime distribuito gratis da Unfiltered Audio sulla piattaforma Plugin Alliance – diventa un’arte raffinata: cesellare con l’accetta, perché no?

Di Jacopo Mordenti

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La formula vincente alla base di Indent, probabilmente, più che nei singoli, diversi stadi di trattamento del segnale sta nella logica semimodulare che permette di combinare questi stessi stadi: la somma è superiore alle parti, insomma, è soprattutto è fluida.

Little MicroShift: l’effetto subdolo dell’Unicorno

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Cosa c’è di meglio di un bell’effetto spudorato? Un bell’effetto subdolo, probabilmente: di quelli che non capisci esattamente come operino, ma di cui non puoi che apprezzare il risultato. Un nome a caso? Little MicroShift di Soundtoys.

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Acquistato – come già il Little PrimalTap di cui si è parlato tempo addietro – sulla scia di una campagna promozionale dello sviluppatore, Little MicroShift altro non è se non la declinazione minimale del più completo e onoroso MicroShift. Differenze quantitive a parte, i due mostriciattoli fanno perno sul medesimo, scivoloso concetto: quello del pitch-shifting, grazie al quale processare il segnale attraverso una combinazione di detuning e delay capace di inspessirlo e spalmarlo sul fronte stereo.

Digital Synsations by UVI: la madeleine e l’Unicorno

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

… E così tempo addietro è capitato che alla UVI siano impazziti e – per un breve lasso di tempo – abbiano regalato un prodottino da leccarsi i baffi quale Digital Synsations: un tuffo nei colori digitali degli anni Ottanta e Novanta sotto le mentite spoglie di quattro tastiere epocali.

Di Jacopo Mordenti

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… Perché poniamo di volere arricchire la propria palette sonora con i timbri di Korg M1, Yamaha SY77, Ensoniq VFX e Roland D50: “che fare?” (ipse dixit).

SoftTube Modular – Ultima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

E’ l’ultimo appuntamento dedicato a Softube Modular… dobbiamo verificare cosa altro c’e e fare un punto della situazione.

Di Enrico Cosimi

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Moduli HeartBeat

Qui, lo ammettiamo, stiamo giocando sporco: HearBeat è una batteria elettronica virtuale prodotta da Softube che è esterna a Modular e, come tale, deve essere acquistata a parte. Una volta proceduto all’acquisto, il musicista può sfruttarne le capacità di sintesi “modulare” inserendo uno o più blocchi percussivi dedicati all’interno della propria programmazione. Non è difficile costruire una analog kick pitchando una sinusoide e sommandole un transiente iniziale, ma budget permettendo, con HearBeat è tutto più veloce e più comodo.

Softube Modular – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Questa volta, la penultima, è il turno dei moduli originali sviluppati da Softube per fornire i comportamenti indispensabili all’interno della programmazione di Modular.

Di Enrico Cosimi

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Moduli Utility

Su questo, e sull’acquisizione di altri modelli virtualizzati, si combatterà la battaglia delle prossime espansioni Modular. Le Utility sono funzioni modulari sviluppate autonomamente da Softube per risolvere i problemi più classici del patching. C’è già molto, manca ancora qualche coserella, ma il primo impatto è assai buono.

Softube Modular – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Continuiamo con la nostra panoramica su Softube Modular. E’ il momento di capire come gestire i sistemi virtuali modulari e poi iniziare a vedere quali moduli sono disponibili per le clonazioni di rango.

Di Enrico Cosimi

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Controllare le manopole

Di solito, un modulare hardware ha tanti problemi, ma non certo quello relativo alla disponibilità di controller dedicati… con Softube Modular, invece il problema esiste e può essere aggirato parzialmente mappando un certo numero di controller fisici ai parametri ritenuti più indispensabili tra tutti quelli presenti nel cabinet virtuale. Esiste, comunque, un livello superiore di controllo che permette di raggruppare e ottimizzare i controlli virtuali di display utilizzando una serie di “moduli Performance” che, per loro natura, nascono ambiguamente generici – o, genericamente ambigui, se si preferisce – ma che possono essere personalizzati mappando loro parametri degli altri moduli.

Softube Modular – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Il campo dei virtual analog, e più recentemente quello dei virtual modular si fa sempre più affollato. Annunciato lo scorso anno e finalmente operativo, il sistema Modular targato Softube sembra essere partito col piede giusto per diventare un nuovo standard della programmazione, della performance elettronica modulare e della didattica. In queste righe, senza sostituirci al manuale operativo – la cui lettura rimane, come sempre, caldamente consigliata – cercheremo di capire i punti salienti dell’applicazione, evidenziandone le caratteristiche più indispensabili.

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Di Enrico Cosimi

Prima di tutto, l’idea di fondo: invece di costruire un proprio standard, invece di pensare solo ad un proprio standard, Softube ha preferito procedere sul doppio binario della rigorosa modellazione virtuale (sono stati presi a modello storici circuiti Doepfer e prestigiosi moduli Intellijel) e del recupero il più fedele possibile delle normali procedure di patching analogico.