Moog Subharmonicon

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il Moog Subharmonicon appartiene a quella categoria di apparecchi (Werkstatt, BFAM, DFAM, Spectravox…) originalmente concepiti per essere realizzati durante le settimane dei MoogFest dai partecipanti all’evento e – in alcuni casi – successivamente commercializzati per dare seguito a una soverchiante domanda.

Di Enrico Cosimi

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Subharmonicon è un sintetizzatore analogico semi modulare poliritmico che si aggiunge alla famiglia già composta da Mother-32 e DFAM (non contando gli altri apparecchi, appunto, realizzati solo all’interno del circuito MoogFest).

Uso della Impulse Response (IR) per la chitarra acustica e custom IR da DRAPsound

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Software

Lungo preambolo

La risposta all’impulso è uno degli innumerevoli modi di rappresentare il comportamento di un sistema. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici, un “sistema” è un qualsiasi meccanismo che, sottoposto a uno stimolo, lo recepisce e ne elabora una risposta. Capirete che, con una definizione così ampia, dire “sistema” può voler dire tante cose. Un sintetizzatore è un sistema così come una chitarra. Anche l’evoluzione di una epidemia può essere rappresentata con un sistema (e infatti i modelli previsionali più affidabili lo fanno) così come una fabbrica o una nazione.

di Emiliano Girolami

La risposta all’impulso (che da ora in poi chiameremo IR mutuando l’acronimo dall’inglese) funziona particolarmente bene quando il sistema è lineare (e qui si potrebbe aprire un lungo dibattito ma non lo faremo) ed è parente stretta della funzione di trasferimento che è la madre della risposta in frequenza (modulo e fase).

 

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Questo è un concetto fondamentale della teoria dei sistemi: rappresentazione nel tempo e rappresentazione nella frequenza sono equivalenti. Cambia solo il punto di vista!

sE Electronics V7 con SSL SiX: il suono dello studio anche nel live

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

Avevo preso (grazie a Midiware) un microfono sE Electronic V7 da provare per alcune date in piccoli locali con un set acustico di sola chitarra e voce. Il lockdown legato al COVID19 ha fermato tutto e mi sono ritrovato “costretto” a rimanere nel mio home studio per qualche settimana. Il microfono era già con me e allora ho pensato di simulare quello che avrebbe potuto essere nel live approfittando della disponibilità del “piccolo” di casa Solid State Logic. Di SSL SiX abbiamo già parlato per il suo impiego in studio (home o, al massimo, project) ma, volendo portare precisione e pulizia anche nel live, per situazioni come quella che avrei voluto proporre (richiede solo due canali), si può fare. Per come è configurato, comunque, SiX potrebbe supportare anche un trio chitarra-tastiera-voce o DJ set.

Di Emiliano Girolami

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Torniamo al microfono. Il V7 è un super-cardioide con capsula dinamica realizzata attraverso una innovativa bobina in alluminio avvolta su un magnete di neodimio. Nella confezione, oltre al microfono, si trova una clip per l’asta, un adattatore per viti a passo stretto, una custodia morbida e un wind screen che (attenzione!) va montato all’interno della griglia protettiva. La costruzione è robusta e la forma è quella tipica dei microfoni usati per il live con il fronte appiattito. La capsula è dotata anche di uno shock mount interno che serve a ridurre i rumori derivati dagli urti e dai maltrattamenti del live.  Bello, comodo e robusto.

Nuova distribuzione MidiWare: Universal Audio

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording, Software

Riceviamo e pubblichiamo:  MidiWare è davvero molto lieta di poter annunciare la nuova distribuzione in esclusiva per l’Italia del prestigioso marchio Universal Audio.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Universal Audio è un marchio che non ha bisogno di grandi presentazioni. L’azienda americana fondata da Bill Putnam nel 1958 è uno dei marchi leader a livello mondiale nell’ambito dell’audio professionale. Da molti decenni il brand Universal Audio è sinonimo di innovazione e qualità e il suo fondatore Bill Putnam Sr è universalmente considerato uno dei padri e dei più importanti pionieri della registrazione sonora moderna insieme a Rupert Neve, Les Paul e pochi altri. Putnam è stato l’ingegnere del suono di artisti del calibro di Frank Sinatra, Nat King Cole, Ray Charles, etc. e molti dei suoi progetti originali dell’epoca per lo studio di registrazione sono ancora regolarmente in uso. In particolare, Bill Putnam è stato l’inventore della recording console moderna, dell’equalizzatore audio multi-banda, del vocal booth ed è stato il primo sound engineer ad utilizzare la riverberazione artificiale per le registrazioni professionali. Insieme al suo amico Les Paul, Putnam è stato anche artefice delle prime sperimentazioni di registrazioni in stereofonia.

Qualche riflessione su Modal Argon8

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Modal Argon8 è un sintetizzatore polifonico a otto voci che, annunciato nel Settembre 2019, è finalmente disponibile sul territorio nazionale; ne abbiamo avuto un esemplare in prova e, dopo il consueto ringraziamento all’importatore Midiware, possiamo tracciare un primo bilancio frutto di giorni di uso intenso.

Di Enrico Cosimi

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La costruzione dell’apparecchio è molto buona: metallo solido per il pannello, scocca in metallo e pesante materiale plastico, meccanica Fatar sensibile a dinamica e ad aftertouch (tre ottave di passo standard); il peso rende giustizia alla solidità e, unito alle dimensioni compatte, facilita il trasporto del’apparecchio; l’alimentatore esterno potrebbe avere un filo più lungo; i pomelli sono in plastica: è facile rimpiangere le manopole fresate dal pieno dei modelli Modal di fascia più alta, ma Argon8 si rivolge sicuramente ad un pubblico più ampio e il prezzo d’acquisto ha la sua importanza; praticamente tutti i comandi rotativi del poannello frontale sono encoder a corsa continua.

Per i dettagli “serrati”, potete consultare il precedente articolo su Argon8 pubblicato in Audio Central Magazine: http://www.audiocentralmagazine.com/modal-argon8/

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Al momento di andare in macchina, apprendiamo la futura disponibilità di una versione con tastiera 5 ottave passo standard (con spazio per poggiare il laptop che ospita l’editor gratuito) e una terza versione standalone, con pannello appena leggermente ridotto nella disponibilità dei comandi operativi per rientrare nel montaggio rack standard da 19”. I prezzi, afaik, dovrebbe differenziarsi di un +100 e qualcosa e un -100 e qualcosa nei confronti della versione intermedia a tre ottave.

Nord Wave 2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Nel generale recupero della sintesi hardware wavetable-based (Modal Argon8, ASM HydraSynth, KORG Wavestate rappresentano più di un caso fortuito…), anche Nord Keyboard aka Clavia si aggancia al filone e introduce sul mercato il modello Nord Wave 2.

Di Enrico Cosimi

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Il primo Nord Wave, ancora marcato Clavia, era un sintetizzatore in grado di caricare una significativa quantità di file audio/sample e usarli come sorgente sonora all’interno di un canale di sintesi tutto sommato tradizionale per Clavia: a parte la possibilità di fare Linear FM sopra audio sample carrier, il resto non si discostava particolarmente da quanto era raggiungibile attraverso Nord Lead 2 e 3. Lo strumento, all’epoca, venne inglobato in diversi keyboard rig grazie alla relativa facilità con la quale era possibile leggere librerie sonore di uso professionale.  Oggi, il Nord Wave 2 è molto di più.

Ashun Sound Machines Hydrasynth Keyboard

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Prodotto da ASM-Ashun Sound Machines (cioè, da Glen Darcey – il padre del MiniBrute – in collaborazione con Dominic Au, Chen Jiejun e Bob Liao), HydraSynth è uno di quei casi nei quali le attese confermano le aspettative. Annunciato, in tono pacato, nella Primavera 2019, e finalmente reso disponibile nel Dicembre dello stesso anno, lo strumento disponibile nella doppia versione tastiera e desktop è l’esempio classico di quanto sia proficuo per il musicista imbattersi in un team che viaggia orgogliosamente contro corrente, rifiutandosi di accodardi al filone waporwave e facendo uscire il proprio prodotto solo quando è finito, solido, a prova di errore. L’etica professionale di Glen e dei suoi compagni dovrebbe essere seguita più spesso da parecchi altri produttori hardware.

Di Enrico Cosimi

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A parte la bontà del prodotto, le condizioni storiche hanno contribuito al successo annunciato di Hydrasynth: una palpabile saturazione per maturità del turbine full analog (pochi ci hanno fatto caso, ma il mondo EuroRack – ad esempio – ha compiuto una significativa frenata), la conferma di quanto il modo digitale di fare produzione timbrica sia comodo, alternativo e complementare (basterebbe pensare a quanto l’accoppiata Massive/Serum continui a dimostrarsi indispensabile nella creazione veloce di timbriche cinematiche, e non solo), la disponibilità di una keybed con aftertouch polifonico che permette, in totale indipendenza, di aprire tasto per tasto e voce per voce l’espressività timbrica semplicemente premendo con il singolo dito nell’accordo, la promessa – mantenuta – di un motore di sintesi versatile, profondo ma affrontabile anche dopo solo poche pagine di manuale utente. Insomma, il prodotto c’è tutto, è arrivato nel momento giusto, maturo al punto giusto come è lecito attendersi da un pezzo di tecnologia complessa come questa.

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