Doepfer A-190-8 MIDI Interface

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Doepfer A-190-8 MIDI Interface

Dieter Doepfer, il padre del formato Euro Rack, ha da tempo popolato il suo catalogo moduli con parecchie interfacce MIDI/CV e CV/MIDI; una delle più interessanti realizzazioni è il modello A-190-8, dedicato alla conversione di clock tra formato digitale e corrispettivo mondo analogico TTL.

Di Enrico Cosimi

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Le caratteristiche più interessanti del modulo sono auto esplicative: ingresso MIDI e/o USB per i segnali da convertire, gestione dei codici MIDI Realtime Start, Stop, Continue, Clock. L’apparecchio fornisce simultaneamente uscite convertite TTL con divisori già applicati – atti a rendere musicalmente gestibile il flusso d’impulsi pari a 96 impulsi a quarto; le uscite previste comprendono: 96 (cioè 24 impulsi per quarto su misura da 4/4), 32 (cioè 32 impulsi per misura, ovvero 8 impulsi a quarto), 16 (quattro impulsi per quarto), 8 (due impulsi per quarto), 1 (singolo impulso all’inizio della misura).

Elektron Analog Rytm – quarta parte

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Finalmente, la luce in fondo al tunnel: stiamo per terminare la lunga cavalcata che ci ha portato a conoscere le innumerevoli funzionalità offerte dalla potente batteria elettronica made in Sweden. Questa volta, è il turno delle ultime – ma non meno importanti – caratteristiche relative alle pagine di sintesi (compreso il motore di sampling) e a quelle degli effetti. Buona lettura.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato nelle volte precedente, il suono prodotto dalla AR è il risultato della coabitazione di una linea di sintetizzatore vera e propria con una linea di sample player; i due generatori confluiscono all’interno di un filtro multimodo, di un amplificatore, per poi terminare nei quattro effetti compressore, distorsione, delay e riverbero. Mentre la pagina di sample player è sufficientemente “stabile”, quella relativa al comportamento di generazione in sintesi analogica del suono è sottoposta alle “variazioni contestuali” offerte dalle diverse Machine, cioè agli algoritmi di comportamento generativo che – pur rimanendo nel dominio analogico – è possibile scegliere per realizzare al meglio la cassa piuttosto che il cowbell o l’open hat rispetto al floor tom; la volta scorsa, abbiamo fatto una full immersion nelle Machines. Ora, è il momento di passare alle finestre/pagine di sintesi e gestione.

Resident Audio T4

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L’interfaccia audio multicanale T4 è la prima interfaccia audio al mondo con connessione Thunderbolt™ che non necessita di alimentazione esterna. Con questo tipo di caratteristiche la Resident Audio T4 è particolarmente adatta a registrazioni in studio e live, garantendo la massima portatilità, il minimo ingombro e altissime prestazioni. L’interfaccia, compatibile Mac e PC, prevede per i suoi 4 canali in ingresso e in uscita convertitori a 24-bit/96kHz e latenza ‘near-zero’, grazie all’implementazione del protocollo Thunderbolt, per offrire registrazione e riproduzione virtualmente istantanee.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Thunderbolt è una tecnologia sviluppata da Intel in collaborazione con Apple, allo scopo di collegare una vasta gamma di dispositivi; offre due canali di comunicazione indipendenti, in teoria ogni singolo canale di comunicazione offre tre volte la velocità massima del protocollo USB 3.0. In pratica, la bassa latenza, nell’ordine degli 8 ns anche alla fine della catena di comunicazione, e il protocollo di comunicazione PCI Express (Thunderbolt equivale di fatto ad una connessione PCI-Express esterna) permettono di raggiungere prestazioni ancora superiori. Il risultato finale per il segnale audio è la possibilità di avere prestazioni elevatissime con un’interfaccia portatile senza alimentazione esterna. Resident Audio T4 introduce nuove funzionalità come Big Knob per il controllo del volume master in uscita, e lo Smart Monitoring, che consente di passare automaticamente da mono a stereo in base alla configurazione degli ingressi. L’interfaccia prevede poi 4 connessioni combo XLR / ¼” con alimentazione Phantom per tutti i 4 ingressi, e 4 uscite bilanciate TRS per la connessione a studio monitor o mixer esterni. Completano la dotazione i connettori MIDI e due uscite cuffia.

Molten Voltage OZ Looper Controller for TimeLine

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In tempi recenti, ci siamo occupati del potente Strymon TimeLine, uno tra i più sfiziosi digital delay attualmente sul mercato, per metterne in luce capacità, algoritimi, eccetera. Nel corso dell’esposizione, si era accennato velocemente alle possibilitù di looper che il TimeLine alloggia al proprio interno, ricordando come una serie significativa di parametri per il controllo di looping non fossero fisicamente alloggiati sul pannello del TimeLine. Ora, il problema è risolvibile grazie all’hardware dedicato prodotto da Molten Voltage.

Di Enrico Cosimi

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OZ è una periferica di controllo che dialoga via MIDI con il TimeLine e che offre, sulla sua superficie di comando, tutti i comandi dedicati alla gestione del loop.

Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Terza parte

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Una batteria elettronica, in base alla tecnologia con cui è costruita, mette a disposizione del musicista diversi circuiti (o diversi campioni) finalizzati alla produzione ottimizzata delle timbriche percussive che compongono il drum kit – se poi questo debba essere aderente all’idea tradizionale Ludwig, DW, Pearl, Sonor, o più sperimentale, è un discorso che ci riguarda fino ad un certo punto. L’ottimizzazione di funzionamento è antica quanto la tecnologia stessa applicata alle drum machine. Già nelle storiche SP-12 e SP-1200 targate Emu Systems, i canali di generazione erano differenziati per risposta in frequenza, presenza o meno di filtri inviluppati, eccetera. Lo stesso approccio variegato e ottimizzzato è presente oggi nella Analog Rytm, con i più il duplice vantaggio di un’oggettiva profonda ri-configurabilità di sintesi e, per corredo, di un ampliamento stilistico accettato e consolidato dell’oggetto “batteria elettronica”. Come dire: non c’è momento storico migliore per avere una drum machine analogica che, in realtà, è l’insieme di diversi sintetizzatori dedicati.

Di Enrico Cosimi

APERTURA MACHINES

Da questo punto di vista, per apprezzare fino in fondo le funzioni e le conseguenze timbriche sulla programmazione/produzione, non c’è niente di meglio che fare una bella immersione nel mondo delle Machines e delle strutture di sintesi dei Sound e degli FX o – se preferite – affrontare il come e quando che si cela dietro i singoli meccanismi timbrici previsti nella AR. Non sarà facile, ma – specie nei confronti delle numerose abbreviazioni utilizzate per comprimere il tutto all’interno del display di bordo – è la strada migliore per conquistare completamente il funzionamento della macchina. Andiamo per ordine.

Novation Launch Control XL

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Dotato di 16 tasti, 24 potenziometri e 8 fader, il nuovo Launch Control XL è studiato per integrarsi perfettamente con Ableton Live e le sue strutture di mixaggio, lancio delle scene e devices incorporati. I tastoni con led multicolore sono allineati e configurati per rispettare l’interfaccia di mixaggio Ableton in formato tre file da otto, ma è possibile riassegnarli liberamente, a seconda delle necessità.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Usato in combinazione con il modello Launchpad S, fornisce una superficie modulare in grado di gestire completamente le session view, il mixer, gli effetti e gli instrument simultaneamente. La struttura è comunque utilizzabile con qualsiasi programma Mac, PC iOs compatibile in grado di ricevere codici midi.

Ploytec Synthesizer  „πλ² Pi L Squared“ V 02.56

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Il piccolissimo sintetizzatore MIDI alimentato Ploytec è ora dotato di nuovo firmware che lo arricchisce di trattamenti per tratti vocalici, con gestione delle formanti e di una basica speech synthesis. Basato sul classico General Instruments SP0256-AL2 degli Anni 80, può funzionare come sintetizzatore bifonico tradizionale o come unità di “linguaggio artificiale”.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine.

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Ci sono diversi modi di generare speech synthesis: si possono suonare gli allofoni (elementi del parlato) sulla tastiera mentre si controllano le note via modulation wheel, o si possono assegnare gli allofoni alla mod wheel e intonare con la tastiera. Il Firmware PL02.56 prevede la scelta per ordine alfabetico o ordine di origine; è supportato l’uso del Launchpad MINi per accedere direttamente a tutti e 64 gli allofoni contenuti.

DSI DSM01 Curtis Filter Module

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Il debutto di Dave Smith nel mondo Euro Rack coincide con la presentazione del nuovo modulo 8U DSM01 Curtis Filter. Il modulo prende nome dal chip originale disegnato da Doug Curtis e usato in macchine classiche come il Prophet 5, il Pro-one  e – in epoche più recenti, i modelli Mopho, Prophet ’08 e Prophet 12.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Dotato di slope selezionabile a 2 o 4 poli, il chip Curtis è dotato del classico suono saturo, brassoso, potente, che è stato alla base non solo dei sintetizzatori prodotti da Dave Smith, ma anche di macchine altrettanto classiche come Oberheim Xpander, Rhodes Chroma, Polaris, PPG Wave, KORG MonoPoly, Waldorf Wave, Elka Synthex e tanti altri.

PreSonus Capture per iPad

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PreSonus ha presentato Capture for iPad e Capture Due, due nuove app per la registrazione audio che funzionano su iPad, ambedue basate sul sistema Capture live-recording messo a punto per i mixer StudioLive.

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Capture for Ipad  può registrare fino a 32 tracce simultaneamente, con definizione 24 bit/96 kHz. La app fornisce funzioni di mixaggio ed edit basic. Capture Duo gestisce due tracce stereo.

Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Seconda parte

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Continuiamo con la nostra panoramica sul funzionamento della, notevolissima, Elektron Analog Rytm, la batteria analog/sample based che sta riscrivendo i canoni di performance e interazione tra musicista elettronico in performance. E’ l’ora di approfondire l’organizzazione delle sequenze di programmazione, per Pattern, chain e song e le tecniche d’inserimento dati.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato altrove, la struttura della batteria elettronica è di tipo Pattern based, cioè organizzata per spezzoni di programmazione che possono avere lunghezza variabile fino ad un massimo di quattro battute. Il Pattern, come unità di programmazione, prevede la memorizzazione di una serie di argomenti relativi non solo all’incastro ritmico, ma anche correlati al funzionamento performativo della batteria stessa. Andiamo per ordine.