Eventide Euro DDL

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Se ne era parlato in occasione della scorsa NAMM, lasciando aperte diverse ipotesi; poi, qualcosa si era visto al SuperBooth berlinese… ora, Eventide sembra intenzionata ad andare avanti sulla strada del digital delay carrozzato Euro Rack.

Il modello Euro DDL offre 10 secondi di ritardo a 192 kHz, con impiego della tecnologia numerica ridotta allo stretto necessario lungo il percorso audio.

Di   Enrico Cosimi

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Lungo il percorso di segnale, i comportamenti di soft saturation, clipping, low pass filter, feedback, insert loop, relay bypass e +20 dB boost sono ottenuti rimanendo all’interno del dominio analogico.

Sintesi modulare 04 – Le sorgenti “primarie” Make Noise

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In precedenza, ci eravamo occupati di Mark Verbos, evidenziando come le originali scelte Buchla fossero state mediate e filtrate attraverso l’esperienza e le necessità del (ri)costruttore per offrire un prodotto versatile e non privo di spunti creativi. Ora, è la volta di un altro grande classico della rivisitazione West Coast: Make Noise.

Di Enrico Cosimi

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Il marchio, creatura di Anthony Rolando, si è fatto velocemente spazio tra i produttori Euro Rack della seconda generazione con una serie di moduli che, ampiamente imparentati con logiche Buchla e Serge, offrono un funzionale approccio alla sintesi, privilegiando il rapporto prestazioni/dimensioni in maniera molto conveniente per il musicista.

Elektron introduce Analog Four e Analog Rytm MkII

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Dopo quattro anni dalla loro presentazione – un periodo tecnologicamente lunghissimo… – è arrivato il momento di salutare i popolarissimi parallelepipedi neri e aspettare qualcosa di nuovo. La versione MkII riunisce interessanti aggiunte funzionali e ormai inevitabili miglioramenti hardware ad apparecchi che, piaccia o no, sono diventati lo standard per un certo tipo di produzione elettronica e che, ancora per molto tempo, continueranno a dettare la linea. Ora, le versioni MkII, rispettivamente disponibili a 1499 e 1699 euro, rimettono tutto in gioco – quantomeno, le quotazioni dei precedenti modelli.

Di  Enrico Cosimi

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Analog Four MkII  è un sintetizzatore table top a quattro voci, con sequencer incorporato che garantisce accesso immediato alla memorizzazione di note e di tutti i valori parametrici raggiungibili durante la programmazione timbrica. Oltre a gestire le quattro parti timbriche interne, il musicista può controllare quattro flussi di dati analogici CV/Gate configurabili V/Oct standard o Hz/Volt (per le vecchie macchine Yamaha e KORG). La circuitazione analogica, già migliorata con il modello a tastiera Analog Keys, è stato ulteriormente potenziato per accrescere ancora di più la risposta sulle basse frequenze; allo stesso modo, è stato riscritto il circuito di distorsione/overdrive.

Fine produzione per il Moog Minimoog Model D

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Era partita, lo scorso anno, come un’avventura da primato: ricostruire il monofonico più iconico degli Anni 70, convincendo i produttori originali a rimettere in piedi linee di costruzione per componenti ritenuti obsoleti… Dopo la prima pilot series di 20 strumenti, i Minimoog Model D produzione 2016 hanno continuato a macinare numeri su numeri – nella scala di dimensioni di uno strumento analogico interamente costruito a mano su quattro postazioni simultanee. Ieri, dopo un anno vissuto saldando, Moog ha annunciato la fine del periodo di produzione. Ora, per la seconda volta, il Minimoog è storia.

Di Enrico Cosimi

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In questo anno, ne sono stati prodotti più di 2000, attingendo alle comunque significative riserve di componenti originali – che rimangono disponibili per il servicing degli apparecchi. Molto è stato detto sulle nuove caratteristiche aggiunte, in maniera discreta e rispettosa, al design originale dell’apparecchio. Di fondo, da prove A/B, il Minimoog Model D del 1971 suona come il Minimoog Model D del 2016. Punto.

MAG Organ

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Da tempo, Massimo Ghirardi sta riscrivendo diversi parametri che, ormai dati per scontati, tengono in piedi il mondo che ruota attorno ai cloni Hammond e, in generale, agli organi doppio manuale da cinque ottave. I suoi strumenti, commercializzati sotto il marchio MAG Organ, usano una potente FPGA programmata in Germania e già oggetto di interesse da parte nostra. A fronte di tre modelli (un manuale, due manuali, due manuali con ottava preset) disponibili, i suoi strumenti hanno fatto breccia presso la top series degli utilizzatori; un nome per tutti: Don Airey dei Deep Purple. Abbiamo avuto modo di ascoltare il MAG Organ in occasione della recente giornata demo, ospitata da Your Music a Roma.

Di Enrico Cosimi

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I tre modelli, dicevamo, hanno identico cuore sonoro e differiscono per configurazione dei manuali: la versione più semplice è a singolo manuale cinque ottave, utile per il tastierista rock che voglia accesso ai drawbar, ma che non necessiti delle comodità esecutive del doppio manuale; immediatamente sopra, la versione upper/lower con cinque ottave secche offre un’ottima trasportabilità (manca l’ottava extra per il richiamo dei preset) a fronte di una dotazione standard di drawbar e controlli dedicati. Il modello top, quello qui sopra, ha l’ottava in più per il recall veloce dei preset e, ovviamente, ha dimensioni maggiori.

Sintesi modulare 03 – I controlli Verbos

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Chiudiamo la nostra navigazione Verbos affrontando i generatori di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Controlli

Rozzamente, tutto quello che non è generazione e non è modifica è controllo. Ovviamente, con le debite cautele. L’impostazione Verbos paga fino in fondo il debito con Buchla, offrendo riletture significative dei classici comportamenti Source of Uncertainty e paga un tributo agli inviluppi loopable. In aggiunta, non mancano realizzazioni originali di sofisticata configurazione.

Roland SE-02 Analog Synthesizer

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La notizia è di quelle bomba: Roland, in collaborazione con Studio Electronics, commercializza un monofonico tre oscillatori all’interno del suo format Boutique Series. Niente più modellazione fisica, niente artifici DSP… pure analog dal primo all’ultimo condensatore.

Di Enrico Cosimi

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Non è la prima volta, in questa generazione, che Roland ricorre all’expertise esterno per mettere in catalogo materiale di pronto impatto (basterebbe pensare ai moduli della Series 500, realizzati in collaborazione con Malekko), ma è la prima volta che ad un prezzo appena inferiore alla soglia psicologica dei 500 euro, vengono offerti tre oscillatori, filtri, modulazioni dense, inviluppi, step sequencer con memorizzazione dei parametri, memorie di bordo e delay sincronizzabile. L’aria di famiglia è quella in stile Model D, ma a differenza di altre clonazioni annunciate a Berlilno, questa volta ci sono le memorie, il sequencer, i parametri mappati e diversi giri di modulazione che, semplicemente, lo rendono uno strumento oltre la semplice emulazione dell’iconico Minimoog.

Sintesi modulare 02 – I trattamenti Verbos

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Continuiamo con la nostra carrellata di possibili comportamenti estraibili da una struttura Euro Rack volutamente mono marca. Questa volta, è il turno dei trattamenti audio Verbos Electronic.

Di Enrico Cosimi

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Trattamenti audio

Al pari della generazione, anche il trattamento di segnale assume connotazioni diverse a seconda della scuola di pensiero adottata dal costruttore: chi afferisce alla “scuola Moog” offre di solito filtri energicamente attivi, oscillatori ricchi di armoniche e… poco altro. Chi, invece, segue la “scuola Buchla” lavora con oscillatori complessi e, a confronto, filtri Lopass meno seletttivi, spostando la complessità del segnale sulla generazione sonora.

Sintesi modulare 01 – Le sorgenti Verbos

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Quando il mondo era più giovane, e i dinosauri regnavano sulla terra, configurare il proprio sistema modulare era semplice: gli oscillatori oscillavano, i filtri filtravano e – fatte salve le solite differenze tra californiani e newyorkesi, ogni cosa andava facilmente al proprio posto. Poi, dopo una glaciazione particolarmente funesta, piombarono sulla terra i fabbricanti Euro Rack, e la pace finì…

Di Enrico Cosimi

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Le cose hanno iniziato a diventare sempre più confuse quando, attirati dall’ampiezza del bacino d’utenza, sempre più costruttori hanno fagocitato e rigurgitato concetti eterogenei sulla costruzione modulare, mischiando ogni cosa in un calderone tanto entusiasmante quanto potenzialmente portatore di confusione: specie se l’utente ha poca esperienza, specie se si avvicina per la prima volta alla sintesi modulare con la testa piena di discorsi lurkati sui classici luoghi di aggregazione sociali, è facile cadere nelle trappole tecnologiche disseminate nel catalogo analogico.

In questi incontri, con cadenza volutamente non regolare, cercheremo di mettere a fuoco alcuni problemi della sintesi e della configurazione, prendendo a spunto le condizioni virtuali di configurazione monotematica o, se preferite, di configurazione mono marca. Immaginate un mondo nel quale esista, come nel 1995, un unico fabbricante Euro Rack e, all’interno del suo catalogo, immaginate di dover spremere tutto il possibile dall’offerta dei suoi moduli.

Il primo cliente è Verbos Electronic, creatura di Mark Verbos.

Moog Music Subsequent 37 CV

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Era nell’aria da tempo e, superata la fine dell’embargo – coincidente con l’inizio del MoogFest, arrivtano le prime informazioni sul nuovo sintetizzatore Moog destinato a prendere il posto che, finora, il Sub 37 aveva occupato in catalogo.

Di Enrico Cosimi

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Il Subsequent 37 CV è una versione particolare del futuro Subsequent, che andrà a regime – rispettando tutte le classiche variazioni Tribute/Stage già sperimentate (quindi, fianchetti in resina al posto del legno, pannello chiaro invece che nero, eccetera). La versione Subsequent 37 CV è dotata di sei uscite analogiche per la trasmissione di quattro tensioni CV e due tensioni Gate liberamente indirizzabili dal musicista, scegliendo tra quelle generate internamente al corredo di modulazioni di bordo.