Il grande gioco di fine Estate – Sveliamo i primi otto strumenti…

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L’idea era apparentemente innocua: registrare un fraseggio qualsiasi con sedici sintetizzatori diversi, realizzare altrettanti file wav indipendenti, privi di indentificativo, e vedere se – elenco dei sintetizzatori alla mano – fosse così difficile risalire, facendo i giusti accoppiamenti, agli strumenti utllizzati caso per caso. La delusione era dietro l’angolo.

Di Enrico Cosimi

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Prima di svelare gli altarini, iniziamo subito dalle conclusioni:

  • una prova del genere è difficilissima, perché se chi programma la timbrica non utilizza qualche caratteristica peculiare dello strumento (tetracordi nel MonoPoly KORG, per dire), alla fine, tutte queste macchine hanno un 80 o 90% di comportamento sonoro tranquillamente sovrapponibile. E’ chiaro, ci sono le eccezioni eclatanti, ma nella sintesi sottrattiva, molto spesso gli attori in gioco sono sempre quelli.
  • sedici contendenti sono tanti da valutare: nell’evoluzione della Musica Elettronica, ogni volta che si è ricorsi ai blind test per valutare un’apparecchio, si è capito come già una comparazione A/B sia sufficiente a mandare in crisi anche gli ascoltatori più esperti. Niente paura se il panico sale.
  • il sottoscritto, che ha fisicamente realizzato i file, riesce solo parzialmente a riconoscere all’ascolto – dopo una nottata di sonno – gli strumenti utilizzati; fatte salve alcune caratteristiche facilmente riconoscibili (più facilmente riconoscibili in quanto diretto esecutore), la difficoltà c’è tutta.

E le conclusioni? Eccole…

Simmons Stryke6 iPad Controller

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Il nuovo controller combina l’expertise Simmons nel campo delle batterie elettroniche con un simpatico design ergonomico. Dotato di sei pad dinamiche e due possibili pedali per la gestione di kick e hihat, lo Stryke6 è perfetto per programmare, studiare, esibirsi con il minimo ingombro e la massima facilità di trasporto.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Collegato alla free app Simmons Stryke Drum, il controller Stryke 6 dialoga con l’iPad attraverso connessione diretta con uno dei cavi in dotazione (lightning e 30 pin); in alternativa, si può usare un qualsiasi cavo USB per gestire tutte le DAW attualmente in circolazione.

Buchla Music Easel – Program card reali e virtuali

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Eccoci giunti, con fatica, all’ultima puntata di questa panoramica sul potente Buchla Music Easel. Non rimane che verificare le possibilità di programmazione e memorizzazione (e performance non convenzionale) offerte dalla Program Card.

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La Program Card è una scheda componenti che deve essere popolata dal musicista, armato di saldatore, per riprodurre in miniatura la circuitazione di pannello necessaria alla programmazione delle timbriche desiderate. Con lo strumento, vengono fornite cinque Program Card vergini.

Focusrite Scarlett Solo

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Scarlett Solo è l’interfaccia più economica e compatta tra quelle presenti nella famiglia Focusrite: alloggiata in un minicase particolarmente ridotto nelle dimensioni, fornisce tutto il necessario per la preproduzione musicale.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Le caratteristiche più importanti recitano: due ingressi e due uscite, con trasferimento dati su connettore USB; range dinamico pari a 106 dB; preamplificatori Focusrite; +14dBu di headroom sull’ingresso instrument; campionamento a 96 kHz/24 bit; monitoring diretto privo di latenza. L’alimentazione è desunta dal connettore USB; l’apparecchio è fornito con Ableton Live Lite, 1Gb di campionamenti Loopmaster, il virtual instrument Novation Bass Station e la suite di plug-in Focusrite Scarlett.

Giovanotti andiamoci piano – Beatstep non è una drum machine

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Il successo commerciale di Arturia BeatStep – un sequencer CV/Gate, MIDI, USB a meno di 100 euro… – ha risvegliato in molti musicisti il desiderio sopito di automazione esecutiva, sia essa applicabile in contesto melodico, sia in panorami ritmici. Il problema – ed ecco il perché stiamo evocando il parruccone giovanotti, andiamoci piano… - è relativo alla natura squisitamente monofonica e mono linea del Beatstep. Nulla di più lontano dalla normale programmazione ritmica pattern.

Di Enrico Cosimi

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Di fronte al prezzo irresistibile e alla presenza dei sedici tastoni retro illuminati, scatta l’equazione: BeatStep = Drum Machine, oppure: BeatStep = Drum Programmer. Non è così. Il limite insuperabile, nell’utilizzo ritmico/percussivo, è la natura squisitamente monofonica dell’apparecchio di controllo. Andiamo per ordine.

Tre nuove interfacce Thunderbolt targate MOTU

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I nuovi modelli 1248, 8M e 16A sfruttano in pieno la sfrenata potenza offerta dal formato Thunderbolt di trasmissione audio digitale, con una logica differenziazione nelle prestaizioni.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Il modello 1248 fornisce quattro ingressi microfonici, due ingressi hi-Z per chitarra elettrica, 8×12 balanced analog con  main e monitor separati, 2×8 Adat su connettore ottico, connessioni RCA/SPDIF con sample rate conversion. In totale, 32 ingressi e 34 uscite. Grazie ai convertitori ESS Sabre32 Ultra di ultima generazione, è possibile raggiungere i 123 dB di range dinamico pesato-A 20-20.000 Hz su tutte le uscite TRS analogiche.

Buchla Music Easel – le modulazioni

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Fatta la conoscenza con la sezione audio vera e propria del Music Easel, è il momento di capire cosa c’è in serbo per quanto riguarda le sorgenti di modulazione. Ricordiamo che Music Easel è un apparecchio full analog, riedizione 2012/13 di uno strumento concepito nei lontani Anni 70, da un produttore – Buchla – che, di sicuro, non era interessato a seguire strade già battute… Per questo motivo, molte delle scelte circuitali adottate possono risultare, oggi come allora, strane o diverse dalla norma. Ma, del resto, è proprio questo il motivo per il quale, oggi come allora, parecchi musicisti decidono di affrontare l’acquisto. Per tutto il resto, c’è Moog…

Di Enrico Cosimi

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Per ragionare con ordine, occorre dividere il “materiale di modulazione” nei due blocchi principali corrispondenti alle risorse native del sintetizzatore – il cabinet superiore dell’apparecchio – e le sorgenti di controllo raggruppate attorno alla tastiera – il cabinet inferiore.

Buchla Music Easel – la catena audio

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Dopo aver fatto la prima conoscenza con l’apparecchio, è il momento di affrontare la catena audio che, lo ricorderemo per chi si fosse posto in ascolto solo ora, è composta da un oscillatore principale Complex Oscillator, un oscillatore secondario Modulation Oscillator (nelle macchine antiche, lavorava solo in banda sub audio, ma ora è stato promosso al rango di sorgente sonora), una coppia di circuiti Lopass Gate (che agiscono tanto come filtri passa basso dinamici quanto come amplificatori controllati in voltaggio) e uno Spring Reverb. Tutto il resto è relativo ai controlli e alle modulazioni.

Di Enrico Cosimi

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La filosofia degli oscillatori analogici Buchla è impostata sulle capacità di arricchire il contenuto armonico, piuttosto che lavorare banalmente solo con la sintesi sottrattiva; per questo motivo, alla generazione di base delle forme d’onda, è affiancato un meccanismo di modulazione timbrica che può far raggiungere risultati molto distanti dal suono di partenza. Andiamo per ordine.

Expert Sleepers Disting

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Già il nome del modulo (disting come trascrizione fonetica di “this thing”) lascia capire che c’è qualcosa sotto… Ma è la lettura delle caratteristiche a lasciare incuriositi e pericolosamente ben disposti nei confronti dell’apparecchio.  Disting è un processore audio/CV che può essere configurato per lavorare con uno di sedici possibili algoritmi di trattamento.

Di Enrico Cosimi

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Il modulo, largo solo quattro unità Euro Rack, possiede tre ingressi Z, X e Y per le sorgenti e due uscite A e B per i trattamenti. Con due trimmer, è possibile selezionare l’algoritmo di trattamento desiderato e impartire un offset sul valore – caso per caso – ritenuto più significativo ai fini del funzionamento.

Buchla Music Easel – Primo approccio

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B.E.M.I. è la sigla che contraddistingue la nuova vita commerciale del marchio Buchla; l”abbreviazione deve essere sciolta come Buchla Electronic Music Instruments. Con la nuova vita, è finalmente giunto un nuovo standard costruttivo che, insieme a una conquistata solidità economica, garantisce il musicista sulla solidità dell’investimento. Parliamo di investimento perché, nonostante il Music Easel sia il Buchla più economico attualmente reperibile sul pianeta, è comunque uno strumento da quasi 4000 euro, cifre che è necessario muovere con una certa consapevolezza. In questo primo appuntamento, cercheremo di mettere a fuoco le competenze indispensabili, quelle senza le quali un sintetista anche esperto annaspa miseramente di fronte alla “filosofia Buchla”.

Di Enrico Cosimi

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Concepito nel lontano 1974, come apparecchio onnicomprensivo per la produzione di musica elettronica “in movimento”, il Music Easel è stato ripresentato nel 2012 e, dopo un’attesa durata un anno e mezzo abbondante, è finalmente disponibile per i fortunati musicisti che lo hanno ordinato all’epoca. La stessa Ditta produttrice è rimasta sorpresa dal successo riscontrato con il nuovo Easel, ormai prodotto ampiamente sopra il migliaio di esemplari. Nel corso della nostra povera vita ottuagenaria, abbiamo avuto modo di mettere le mani su cinque diversi Easel (tra manifestazioni fieristiche e acquisti di fortunati mortali), confermando quella che era un’impressione già forte al primo impatto: ogni macchina suona lievemente diversa dalle altre, è tarata con tolleranze vagamente diverse e ha, come dire, una personalità analogica che si riconosce. Del resto, come per le motociclette, anche i sintetizzatori analogici sono oggetti che nascono con un’anima e una serie di caratteristiche non necessariamente riproducibili alla perfezione tra un esemplare e l’altro: il 95% delle prestazioni è costante, ma quel 5% di variabilità produce storia a se. Non male…