Il ritorno della Sintesi Linear Arythmetic. Roland D-05

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Recentemente, in occasione del trentennale, Roland ha annunciato la commercializzazione del nuovo D-05 Linear Synthesizer che, sfruttando gli standard elettromeccanici della Boutique Series, riproduce le caratteristiche operative della storica Linear Arithmetic Synthesis pionierizzata, appunto, nel 1987 con il modello D-50.

Di Enrico Cosimi

roland D-05

Dopo il primo annuncio, l’aspettativa è cresciuta significativamente anche se, come sempre per ogni fenomeno che – a suo tempo – aveva monopolizzato il mondo della produzione elettronica, le opinioni sono equamente divise tra desiderio incontrastabile e perplessità per il ritorno di alcune abusate timbriche ormai iconiche. I più giovani, probabilmente, non hanno mai sentito parlare di Digital NativeDance, Pizzagogo, Fantasia, A D A M, eccetera, ma i più senescenti hanno ben viva una serie di “ricordi sonori” di quanto la storica D-50 abbia colonizzato le più disparate produzioni musicali. Ora, history’s repeating con la nuova D-05.

FingerSonic EXP-1

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EXPerimental unit 1 è uno strumento musicale che incorpora una batteria elettronica a 10 strumenti, una bassline di sapore vintage, un pianoforte dance oriented, un sintetizzatore virtual analog e uno step sequencer a 16 passi dotato di traccia ausiliaria per la gestione di strumenti esterni.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

exp-1_gold

L’apparecchio può essere alimentato a batteria ed è autoamplificato, per poter suonare ovunque; in aggiunta, si possono installare le porte USB e MIDI opzionali (Xpansion 1) per l’interfacciamento veloce con altri apparecchi. La tastiera switch di bordo permette la programmazione di arpeggi, l’esecuzione live e la programmazione del sequencer. Una seconda espanzione Xpansion 2 contiene tre potenziometri per il controllo del bass filter, master volume, treble filter.

Intellijel Plonk

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Il modulo Plonk, frutto dello sforzo congiunto di Intellijel e Applied Acoustics Systems/AAS, è in grado di offrire timbriche interessanti e poco analogiche attraverso l’impiego della sintesi per modelli fisici. In coda a questo testo, trovate diversi link a risorse dove approfondire l’argomento. Per ora, basterà evidenziare grossolanamente come, con questa tecnica, sia possibile emulare un comportamento acustico (corda pizzicata o confricata, membrana percossa, eccetera) modellando – appunto – un meccanismo matematico che reagisce nel modo più accurato possibile. Come è facile immaginare, se un modello matematico raggiunge un livello di complessità analogo a quello del modello reale, il suo impiego potrebbe risultare altrettanto complesso… insomma, un fagotto modellato numericamente (come nel vecchio Yamaha VL-1) potrebbe essere difficile da suonare quasi quanto un fagotto “vero”. Nel caso di Plonk, l’interesse è concentrato sulla produzione timbrica di sonorità (inizialmente) percussive, ma – come sempre quando i sistemi sono flessibili – è facile allontanarsi e raggiungere comportamenti diversi.

Di Enrico Cosimi

PLONK panel

Dal punto di vista fisico, Plonk è largo 12 HP, ha profondità skiff friendly pari a 44 millimetri, assorbe 170 mA dall’asse +12V e 6mA dall’asse -12V dell’alimentazione. Come tradizione Intellijel, organizza la superficie di comando in parametri principali con comando dedicato e attenuverter per la gestione bipolare delle tensioni di controllo. In aggiunta, un irresistibile display OLED a due righe permette la navigazione dei parametri; la polifonia sviluppata è pari a due voci, da non intendersi in senso bachiano del termine, quanto per garantire la giusta sovrapposizione tra le code di decay/release degli eventi percussivi programmati.

Sempre secondo tradizione Intellijel, si può iniziare a smanettare da subito – e i risultati non tardano – ma una letta al manuale operativo è caldamente consigliata.

Frap Tools Sapèl in azione…

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Come minacciato in precedenza, ecco un video senza pretese nel quale valutare il comportamento del modulo Frap Tools Sapèl.

Di Enrico Cosimi

Nel video, l’uscita 2^n (cavo blu) controlla l’intonazione dell’oscillatore, l’uscita n+1 (cavo nero) controlla la frequenza di taglio del filtro per salti stepped, l’uscita fluctuating /(cavo rosso) controlla la frequenza di taglio del filtro in modalità smoothed, l’uscita stepped (cavo verde) controlla l’intensità della fm esponenziale -in banda audio- sull’oscillatore.

apertura sapel

Il cavo giallo porta la frequenza di clock all’innesco dell’unico inviluppo di articolazione/filtraggio.

Buona visione.

Frap Tools Sapèl Tamed Random Source

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In origine, quando il mondo era più buono e sembra ci fossero solo Est Coast e West Coast, la produzione di tensioni randomiche era concentrata su due uniche, antagoniste, scuole di pensiero: per Moog, il Random Voltage Generator 903 era la fonte di rumore bianco o rosa utilizzabile per destabilizzare il comportamento degli altri circuiti; per Buchla, la Source Of Uncertainty 265 era, appunto, la sorgente di possibili comportamenti imprevedibili, ma più influenzabili di quelli Moog, per navigare sulle onde dell’alea. Dopo molti anni, Frap Tools di Simone Fabbri è approdata alla Tamed Random Source Sapél (in dialetto modenese, corrisponde più o meno a caos…) scrivendo un nuovo modo di gestire l’incerto… Il tutto, nella robustezza del formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

sapel front

In breve, Sapèl è una sorgente di tensioni cv randomiche costituita da due sezioni principali che interagiscono tra loro; la prima produce rumore in quattro diverse colorazioni e densità, la seconda – completamente duplicata –  estrae comportamenti randomici con diverse pesature, densità e sbilanciamenti. Le tre sotto unità (noise, random 1 giallo e random 2 verde) convivono pacificamente nel modulo che, dotato della consueta grafica Frap Tools, richiede un periodo minimo di appprendistato, la costruzione è a prova di bomba, le prestazioni sono di prima classe.

Kenton Pro CV to MIDI Converter

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Kenton Electronics ha annunciato l’immediata disponibilità de Pro CV to MIDI, un apparecchio in grado di convertire qualsiasi tensione analogica CV – pitch, pitch bend, modulation, eccetera – in codici MIDI. Pro CV to MIDI è particolarmente utile per quanti lavorano con strutture analogiche di fabbricanti diversi che devono essere messe nella conduzione di poter gestire moduli MIDI o software.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

pcvmidi

PRO CV to MIDI è un’interfaccia CV-to-MIDI completamente configurabile, in grado di tracciare le tensioni di pitch con accuratezza significativa. Supporta gli standard industriali V/Oct, il 1.2V/Oct di Buchla, Hz/Volt di Korg e Yamaha. Gestisce il Pitch Bend, Modulation, tracking non quantizzato e due ingressi CV assegnabili dall’utente.

La risposta è super veloce, con un convertitore 16 bit AD e un selettore di MIDI channel, CV scaling, V-Trig/S-Trig. Le altre caratteristiche comprendono: auto tune, fine tune regolabile, transpose +/-24 semitoni, pitch bend range regolabile (+/-48 semitoni), conversione Clock-To-MIDI.

Sul pannello connessioni, sono disponibili gli ingressi CV/Gate, Aux 1 e Aux 2 su prese mono 1/8” e la porta MIDI Out. Le programmazioni vengono scritte nella EEPROM e rimangono in memoria a macchina spenta.

Qui, per ulteriori informazioni.

JoMoX Alpha Base

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Grande attesa per la quintesseniziale drum machine Alpha Base prodotta da Jürgen Michalis, a.k.a. JoMoX. Le caratteristiche sono entusiasmanti e quando sarà disponibile, auspicabilmente verso il terzo quarto del 2017, potrebbe riscrivere diverse regole del suo settore merceologico.

Di Enrico Cosimi

Schermata 2017-08-20 alle 17.23.57

Alpha Base è una drum machine con undici strumenti che utilizzano tutte le tecniche di sintesi padroneggiate con disinvoltura da JoMoX, per offrire il meglio della palette timbrica applicabile al mondo percussivo (analog, samples, sampling input, membrane modeling, fm, eccetera). Andiamo per ordine con le anticipazioni disponibili. Ciascuno strumento risponde al MIDI con pitch e velocity.

Moog Sub 37/Subsequent 37: approfondiamo lo Step Sequencer

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Lo Step Sequencer condivide una serie di comandi hardware in comune con l’arpeggiatore di bordo. In più, per garantire accesso alle nuove funzioni di Step Edit, usa combinazioni di comandi il cui funzionamento, purtroppo, non ha riscontro sulle serigrafie di pannello. Per questo motivo, si è voluto condensare in queste righe tutti i comandi dei quali è necessario avere conoscenza.

Di Enrico Cosimi

Schermata 2017-08-18 alle 11.14.28

Questo testo sarà disponibile, nella versione completa di illustrazioni e schemi, nell’area Utenti registrati del sito Midware, cui va il nostro ringraziamento. 

Prima di continuare, è necessario ricordare che lo Step Sequencer dello strumento viene visto come triplice possibile sorgente di modulazione: oltre alla sequenza vera e propria (che impegna la frequenza degli oscillatori e l’articolazione degli inviluppi), è infatti possibile eleggere a sorgente di modulazione il flusso dati della key velocity e quello della modulation wheel scritti per ciascuno Step di sequenza.

Roland SE-02 Studio Electronics – Ultima parte

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Ora, come promesso, ascoltiamo qualcosa.  I tre video permettono un ascolto, sicuramente parziale e viziato dalle preferenze dell’autore, delle potenzialità offerte da SE-02. Come è facile immaginare, ogni aspetto dell’apparecchio potrebbe essere approfondito in ore e ore di girato.
Buona visione

Di Enrico Cosimi

Schermata 2017-08-11 alle 21.52.28

Patch program from scratch

Schermata 2017-08-11 alle 21.52.52

Patch editing

Schermata 2017-08-11 alle 21.52.09

Sequencing Capabilites

Roland SE-02 Studio Electronics – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Ora, è il momento di affrontare tutte quelle funzioni che, a prescindere dalla sintesi vera e propria, permettono di gestire l’apparecchio SE-02 facendolo diventare strumento musicale. Come è facile immaginare, tutto passa attraverso la fascia bassa del pannello comandi, con la fila di tastini retroilluminati e le diverse funzioni accoppiate ai tre modi operativi PLAY, SEQ e SONG.

Di Enrico Cosimi

panel

Gestione delle Patches

SE-02 offre quattro banchi di patches timbriche, tre già popolati e pronti all’uso (A, B e C) e il quarto USER dedicato alle sperimentazioni del musicista; ciascun banco ha 128 locazioni. Come al solito, alcune factory patch sono belle e utili, altre sono da dimenticare; meglio prendere un respiro profondo e partire con delle sane programmazioni timbriche personalizzate.