Roland SE-02 Studio Electronics – Prima parte

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Abbiamo avuto già modo di presentare, per sommi capi, il funzionamento del nuovo SE-02 Roland, sviluppato in collaborazione con Studio Electronics. Ora, grazie alla disponibilità di Roland (nella persona di Max Fattori, che pubblicamente ringraziamo), possiamo documentare più approfonditamente il funzionamento dell’apparecchio, anticipando la nostra assoluta soddisfazione.

Di Enrico Cosimi

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SE-02 condivide le impostazioni della Boutique Series di cui fa parte: dimensioni molto contenute (i pomelli dei potenziometri sono appena più larghi dei classici trimmer “nudi” di altre apparecchiature), predisposizione al montaggio nel dock per angolare il pannello comandi o nella tastiera passo mini a 2 ottave, buona implementazione di funzioni per la porta USB. Ma, a questi, accoppia una serie di soluzioni che sono esclusivo appannaggio del tandem Roland/Studio-Electronics: natura full analog del circuito audio, completa mappatura dei parametri su MIDI CC (possono essere trasmessi, letti e riscritti in automazione), implementazione di controlli CV/Gate con accesso ai parametri più  significativi. A questo, si aggiunge un layer multiplo di funzioni dedicate alla sequenza di bordo, all’automazione dei parametri, alla memorizzazione delle Song e alla gestione delle Patches memorizzabili. Per molti versi, questo apparecchietto è veramente irresistibile. Andiamo per ordine.

1010music Bitbox 1.2

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Come da felice tradizione del nuovo millennio, il mercato EuroRack continua a sfornare nuove unità che mettono a dura prova la tenuta dei nostri portafogli. Oltre al filone dell’ortodossia analogica, è molto viva la tendenza parallela che vede il collegamento trasversale tra i diversi mondi: interfaccia analogica, controlli duplicati con CV standard e coesistenza di processori dedicati che eseguono impeccabili set di comandi numerici. 1010music (nomen omen), recentemente importata in Italia da Midiware (che, come di consueto, ringraziamo per la solerte, squisita, disponibilità) ha sollevato ancora più in alto l’asticella. In questa occasione, ci occupiamo del modulo bitbox, un lettore/campionatore di audio con spiccate vocazioni ritmico/performative.

Di Enrico Cosimi

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Partiamo dai dati fondamentali: bitbox (rigorosamente scritto minuscolo) è un modulo EuroRack largo 26 HP, skiff friendly, che consuma 350 mA dal solo ramo +12V. Punti chiave della sua interfaccia utente sono il touch screen, i quattro potenziometri a funzione variabile agganciata alle pagine visualizzate, i venti ingressi di controllo Trigger/CV e la porta microSD card.
All’accensione, dopo un rapido check e il trasferimento del corredo di base dalla microSD card alla memoria interna, bitbox si configura come player di sedici possibili timbriche (non necessariamente percussive); ciascuna timbrica risiede in una delle sedici cell grafiche nelle quali risulta suddiviso il pannello frontale. L’apparecchio è in grado di trasferire bidirezionalmente file audio singoli, preset, mappature già confezionate per lavorare con Ableton Live. In aggiunta, grazie alle connessioni 2 In/4 Out, può registrare qualsiasi segnale audio esterno e favorirne il processing audio con apparecchi esterni (ad esempio, con l’altro modulo fxbox).

In dotazione, c’è una microSD card da 4 Gb.

Moog Minitaur v2.2

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Dopo anni di onorato servizio, il bass synthesizer più cattivo della storia moderna è stato significativamente potenziato, con l’aggiunta di nuove funzioni che lo rendono versatile come non mai. Rimane il limite a Nota MIDI 72 per la più acuta fondamentale raggiungibile, ma i risultati sono particolarmente interessanti.

Di Enrico Cosimi

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Come è ovvio, in un sistema senza display, ogni aggiornamento di funzioni corrisponde ad un livello di complessità aggiuntivo per l’utente: occorre farsi strada tra le combinazioni di tasti e comandi, ma con l’eloquente addendum del manuale – o con il nuovo editor – le cose possono andare avanti.

Vediamo le nuove caratteristiche.

Eventide Euro DDL

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Se ne era parlato in occasione della scorsa NAMM, lasciando aperte diverse ipotesi; poi, qualcosa si era visto al SuperBooth berlinese… ora, Eventide sembra intenzionata ad andare avanti sulla strada del digital delay carrozzato Euro Rack.

Il modello Euro DDL offre 10 secondi di ritardo a 192 kHz, con impiego della tecnologia numerica ridotta allo stretto necessario lungo il percorso audio.

Di   Enrico Cosimi

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Lungo il percorso di segnale, i comportamenti di soft saturation, clipping, low pass filter, feedback, insert loop, relay bypass e +20 dB boost sono ottenuti rimanendo all’interno del dominio analogico.

Sintesi modulare 04 – Le sorgenti “primarie” Make Noise

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In precedenza, ci eravamo occupati di Mark Verbos, evidenziando come le originali scelte Buchla fossero state mediate e filtrate attraverso l’esperienza e le necessità del (ri)costruttore per offrire un prodotto versatile e non privo di spunti creativi. Ora, è la volta di un altro grande classico della rivisitazione West Coast: Make Noise.

Di Enrico Cosimi

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Il marchio, creatura di Anthony Rolando, si è fatto velocemente spazio tra i produttori Euro Rack della seconda generazione con una serie di moduli che, ampiamente imparentati con logiche Buchla e Serge, offrono un funzionale approccio alla sintesi, privilegiando il rapporto prestazioni/dimensioni in maniera molto conveniente per il musicista.

Elektron introduce Analog Four e Analog Rytm MkII

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Dopo quattro anni dalla loro presentazione – un periodo tecnologicamente lunghissimo… – è arrivato il momento di salutare i popolarissimi parallelepipedi neri e aspettare qualcosa di nuovo. La versione MkII riunisce interessanti aggiunte funzionali e ormai inevitabili miglioramenti hardware ad apparecchi che, piaccia o no, sono diventati lo standard per un certo tipo di produzione elettronica e che, ancora per molto tempo, continueranno a dettare la linea. Ora, le versioni MkII, rispettivamente disponibili a 1499 e 1699 euro, rimettono tutto in gioco – quantomeno, le quotazioni dei precedenti modelli.

Di  Enrico Cosimi

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Analog Four MkII  è un sintetizzatore table top a quattro voci, con sequencer incorporato che garantisce accesso immediato alla memorizzazione di note e di tutti i valori parametrici raggiungibili durante la programmazione timbrica. Oltre a gestire le quattro parti timbriche interne, il musicista può controllare quattro flussi di dati analogici CV/Gate configurabili V/Oct standard o Hz/Volt (per le vecchie macchine Yamaha e KORG). La circuitazione analogica, già migliorata con il modello a tastiera Analog Keys, è stato ulteriormente potenziato per accrescere ancora di più la risposta sulle basse frequenze; allo stesso modo, è stato riscritto il circuito di distorsione/overdrive.

Fine produzione per il Moog Minimoog Model D

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Era partita, lo scorso anno, come un’avventura da primato: ricostruire il monofonico più iconico degli Anni 70, convincendo i produttori originali a rimettere in piedi linee di costruzione per componenti ritenuti obsoleti… Dopo la prima pilot series di 20 strumenti, i Minimoog Model D produzione 2016 hanno continuato a macinare numeri su numeri – nella scala di dimensioni di uno strumento analogico interamente costruito a mano su quattro postazioni simultanee. Ieri, dopo un anno vissuto saldando, Moog ha annunciato la fine del periodo di produzione. Ora, per la seconda volta, il Minimoog è storia.

Di Enrico Cosimi

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In questo anno, ne sono stati prodotti più di 2000, attingendo alle comunque significative riserve di componenti originali – che rimangono disponibili per il servicing degli apparecchi. Molto è stato detto sulle nuove caratteristiche aggiunte, in maniera discreta e rispettosa, al design originale dell’apparecchio. Di fondo, da prove A/B, il Minimoog Model D del 1971 suona come il Minimoog Model D del 2016. Punto.

MAG Organ

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Da tempo, Massimo Ghirardi sta riscrivendo diversi parametri che, ormai dati per scontati, tengono in piedi il mondo che ruota attorno ai cloni Hammond e, in generale, agli organi doppio manuale da cinque ottave. I suoi strumenti, commercializzati sotto il marchio MAG Organ, usano una potente FPGA programmata in Germania e già oggetto di interesse da parte nostra. A fronte di tre modelli (un manuale, due manuali, due manuali con ottava preset) disponibili, i suoi strumenti hanno fatto breccia presso la top series degli utilizzatori; un nome per tutti: Don Airey dei Deep Purple. Abbiamo avuto modo di ascoltare il MAG Organ in occasione della recente giornata demo, ospitata da Your Music a Roma.

Di Enrico Cosimi

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I tre modelli, dicevamo, hanno identico cuore sonoro e differiscono per configurazione dei manuali: la versione più semplice è a singolo manuale cinque ottave, utile per il tastierista rock che voglia accesso ai drawbar, ma che non necessiti delle comodità esecutive del doppio manuale; immediatamente sopra, la versione upper/lower con cinque ottave secche offre un’ottima trasportabilità (manca l’ottava extra per il richiamo dei preset) a fronte di una dotazione standard di drawbar e controlli dedicati. Il modello top, quello qui sopra, ha l’ottava in più per il recall veloce dei preset e, ovviamente, ha dimensioni maggiori.

Sintesi modulare 03 – I controlli Verbos

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Chiudiamo la nostra navigazione Verbos affrontando i generatori di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Controlli

Rozzamente, tutto quello che non è generazione e non è modifica è controllo. Ovviamente, con le debite cautele. L’impostazione Verbos paga fino in fondo il debito con Buchla, offrendo riletture significative dei classici comportamenti Source of Uncertainty e paga un tributo agli inviluppi loopable. In aggiunta, non mancano realizzazioni originali di sofisticata configurazione.