Arturia BeatStep Pro Controller & Sequencer – Prima parte

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Dopo l’indiscusso successo del BeatStep, apparecchio esaltante anche se non privo di qualche peccatuccio di gioventù, Arturia rilancia con il più impegnativo e potente BeatStep Pro. Lo avevamo visto, in forma ancora seminale, al factory tour di Grenoble, lo abbiamo visto in azione al recente MusikMesse francofortino, finalmente (grazie al puntuale supporto di Midiware)  lo abbiamo a disposizione per un (ridotto) periodo di tempo prima di doverlo restituire. Sigh.

Di Enrico Cosimi

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Come già accennato in diverse occasioni, Arturia BeatStep Pro è uno step sequencer a due unità indipendenti (Seq 1 e Seq 2) affiancate da un drum/trigger sequencer a matrice 16×16. Tutto questo è accompagnato da otto uscite analogiche di Gate per la batteria elettronica, un completo corredo di funzionalità di controllo finalmente bidirezionali e una modalità Controller con la quale si può dare corpo alle più perverse astrusità. Certo, non ha ancora senso acquistare il BeatStep Pro come guitar controller – c’è chi lo ha fatto, per di più mettendosi di tigna per avere ragione… – ma la libertà operativa è veramente molto ampia. E ancora più ampia diventa quando si lavora con l’edizione rinnovata – ma non ancora definitiva – del MIDI Control Center. Insomma, c’è da divertirsi.

Synthesizers.com Q182-RP20 Ribbon and Pressure Controller

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Il dinamismo di un produttore si valuta con la costanza con cui aggiorna il proprio catalogo e, all’interno delle linee guida che si è preposto, cerchi di attualizzare le proprie realizzazioni. Da questo punto di vista, il modulare Synthesizers.com di Roger Arrick è l’esempio perfetto: nato all’inizio degli Anni 2000 come “tributo con variazioni” al classico Moog Modular, il sistema DotCom si è presto conquistato fama di solida prevedibilità dei risultati, con un catalogo dove la parte del leone è rappresentata dai comportamenti più rispettosi della tradizione East Coast statunitense.

Di Enrico Cosimi

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Da qualche tempo, tuttavia, le cose stanno diventando ancora più interessanti: ai classici moduli VCO-VCF-VCA, si affiancano ora diversi controller, modificatori di controllo, sistemi di quantizzazione intelligente e – finalmente – il nuovo Ribbon and Pressure Controller che farà battere più velocemente il cuore a chiunque volesse cimentarsi nelle Blues Variations di emersoniana memoria.

Roland JD-XA: ciò che è indispensabile sapere – Prima parte

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Complice la squisita cortesia di Roland Italy (con la dinamica disponibilità di Max Fattori/Roland Europe e Giovanni Mangione/Roland South Europe), abbiamo a tiro un raro esemplare di Roland JD-XA crossover synthesizer; in attesa di approfondire verticalmente il funzionamento della macchina, dipanandolo in una serie di articoli qui su Audio Central, mettiamo a fuoco le conoscenze indispensabili, tutto quello – insomma – che non può essere ignorato prima di affrontare un prodotto che, insieme agli altri dell’infornata 2015, sembra destinato a riportare alla grande il nome Roland in prima fila nel settore dei sintetizzatori e della produzione elettronica.

Di Enrico Cosimi

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Roland JD-XA è uno strumento oculatamente ibrido: al suo interno, trova posto tecnologia analogica di generazione audio e, in parallelo, tecnologia digitale organizzata con lo stesso scopo; il musicista, quindi, siede al centro di due mondi (digitale e analogico) che può usare in alternativa, in sovrapposizione split/layer o in crossover –  e questa è una delle cose interessanti… – facendo confluire, per dire, l’uscita della voci digital all’interno dei filtri analog o usando i segnali digital per modulare parametri significativi della sezione analog. Non è tutto: c’è un sequencer a sedici parti, otto delle quali lavorano con altrettante sezioni interne (4 Analog e 4 Digital, con diversa dotazione di polifonia) mentre le rimanenti otto escono sul mondo esterno attraverso connettore MIDI o USB. In aggiunta, due tracce/canale MIDI possono essere ruotati al controllo di apparecchiature vintage, dopo essere state convertite in CV Out e Gate Out. In egual misura, sono supportati MIDI Over USB e Audio Over USB. La dotazione di pannello, nero glossy (attenti alle ditate…) evidenziato in un indimenticabile rosso squillante, è logicamente organizzata per facilitare l’uso dell’apparecchio anche ai meno esperti.

Roland System 500: un primo sguardo

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In occasione dell’ultimo MusikMesse, Roland ha gettato nel panico tutti i produttori Euro Rack entrando trionfalmente nell’agone a colpi di System 500: cinque (per ora) moduli ispirati pesantemente alle caratteristiche operative dello storico System 100m e realizzati con un occhio alle grafiche del vecchio System 700. La crema della crema, insomma.

Di Enrico Cosimi

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Se a questo si aggiunge che, per l’intera operazione (svolta sotto l’autorevole benedizione di Dieter Doepfer), hanno scomodato non solo i progettisti originali del 100m ma anche quel geniaccio dell’elettronica Euro Rack che risponde al nome commerciale di Malekko, è chiaro che le cose finiranno per divenire molto interessanti.

Dicevamo, in apertura, che i moduli diventeranno 10; per ora, sono solo 5 e già molto interessanti, recuperando le strutture tipiche della configurazione base del 100m. Ovvero…

ME & MY MODULAR 02 – Preliminari alla configurazione

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Le chiacchiere sono a zero: una volta deciso per il modulare non rimane che ordinare i moduli necessari. E, a questo punto, iniziano i problemi. La configurazione di un sistema modulare è un’operazione raffinata, densa di pericoli, non immediata, ma – per un certo tipo di utenza – altamente gratificante. Tutto sta nell’intensità della proiezione del desiderio, cioè nell’elaborare a priori le strategie che si intenderanno mettere in pratica quando il sistema sarà finalmente disponibile.

Di Enrico Cosimi

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Peggio ancora, parallelamente alle fasi di configurazione, occorre prendere un’altra enorme decisione: la scelta del formato hardware che si intende adottare per la propria struttura. Dal momento che, per ovvi motivi tipografici, non è possibile sviluppare i due argomenti simultaneamente, forzeremo il percorso logico affrontando prima le argomentazioni generiche per la configurazione (avremo modo più avanti di scendere nel dettaglio) e dopo i meccanismi che possono guidare la scelta verso Euro Rack piuttosto che Frac Rack, o far optare per il più impegnativo 5U piuttosto che per i formati proprietari Modcan, Serge e Buchla. Ogni caso, arbitrariamente, a suo tempo. Per ora, occupiamoci di come affrontare l’argomento configurazione. O, quanto meno, di come approcciare l’argomento…

AVID S3L & Midiware ProAudio Open Day

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Il 3 Luglio a Roma in collaborazione con Audiosales il MidiWare Pro Audio Open Day con la presentazione della Avid S3L.  Il seminario si terrà il 3 Luglio 2015 dalle ore 10.00 alle ore 17.00 ed illustrerà caratteristiche e funzionalità della console S3L, con focus sull’integrazione tra una postazione Avid Venue S3L pensata per il live ed una postazione pensata per lo studio con Protools HDX.

A cura della Redazione  di Audio Central Magazine

AVID

La console modulare Avid S3L è composta da una DSP engine HDX ad alte prestazioni dotata di plug-in AAX, moduli di I/O remoti e scalabili che possono essere posti sia sul palco che in rack ed una superficie di controllo compatta, pensata sia per l’utilizzo “on the road” che in studio come controller di ProTools. Tutti i dispositivi del sistema sono connessi mediante Gigabit Ethernet e gli standard AVB ed EuCon per massime prestazioni e flessibilità. Il pluri-premiato software VENUE anima il sistema. Grazie al Virtual Soundcheck e l’integrazione diretta di Pro Tools, ricreare “live” il suono dello studio non è mai stato più facile e più conveniente.

Zoom F8 Field Recorder

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La cattura di segnali audio da processare attraverso risintesi e campionamento è alla base dell’originalità sonora in ambiente elettronico. Da questo punto di vista, smartphone a parte, è possibile andare in giro con tanta tecnologia in poco spazio e tornare in studio con le SD Card piene di segnali interessanti. A patto di avere l’harwdare giusto; Zoom scompiglia il mercato presentando il nuovo F8 Field Recorder.

Di Enrico Cosimi

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L’apparecchio, prezzo a parte (di poco superiore ai 1000 dollari) è evidentemente dedicato ad un’utenza professionale, in grado di apprezzare le comodità offerte da 8 tracce indipendenti, più una coppia stereo mix, preamplificatori indipendenti, gestione sostenibile del 24 bit / 192 kHz.

Contour Design Shuttle PRO v2 e Shuttle Xpress

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Come in tanti altri aspetti dell’attività umana, anche nella Computer Music – e nella gestione della tecnologia musicale – il controllo è tutto. Per questo motivo, dagli Anni 80 dello scorso secolo, diverse ditte hanno cercato di affinare e potenziare il risultato operativo ottenibile con il classico mouse singolo tasto. Da questo punto di vista, i due apparecchi Contour Design di cui ci occupiamo oggi, rappresentano un gran bel passo avanti dedicato allo spostamento e all’inserimento veloce.

Di Enrico Cosimi

Shuttle Xpress

I due Shuttle PRO V2 e Shuttle Express sono hardware USB che, opportunamente dotati di driver Mac/PC mettono letteralmente sotto le dita del muscista una sensibile jog/shuttle wheel indirizzabile (ovvero, una corona a torsione per gli spostamenti avanti/indietro più veloci e un encoder centrale per gli spostamenti più controllati).  In aggiunta, l’apparecchio PRO v2 offre quindici tastoni indirizzabili, mentre la versione Xpress ne ha solo 5; in tutti e due i casi, dopo aver aperto l’Editor scaricabile a gratis, si può procedere con le personalizzazioni dei comandi.

ME & MY MODULAR -01- Perché un sintetizzatore modulare

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Premessa. In origine, negli Anni 60 del secolo scorso, i sintetizzatori erano solo modulari, costuiti cioè da circuiti meccanicamente indipendenti, alloggiati nello stesso contenitore (il cabinet) che forniva loro alimentazione; all’interno dello strumento, il musicista costruiva fisicamente le connessioni ritenute necessarie alla realizzazione del circuito desiderato. In assenza di collegamenti (con cavi schermati patch cords, spinotti patch pins o altri sistemi proprietari), semplicemente, il sintetizzatore modulare non suonava.

Di Enrico Cosimi

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La struttura modulare era la più semplice da gestire dal punto di vista del costruttore (circuiti di ridotte dimensioni, facili da ingegnerizzare e produrre con sufficiente costanza qualitativa, economia di scala relativamente favorevole, eccetera) che del musicista (possibilità di configurare – consapevolmente – il proprio strumento in base alle necessità, privilegiando i circuiti/comportamenti ritenuti più importanti, elevato impatto visivo tanto durante le fasi di progettazione timbrica quanto di produzione sonora); solo in un secondo momento, la diffusione su larga scala dello strumento elettronico impose, commercialmente, l’esistenza di strutture semi integrate e semi modulari (con seriazioni e ricadute diversificate per mercati e ambienti culturali).

XAOC Ostakino

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Il modulo XAOC Ostakino è un sequencer aid concepito per lavorare con due sequencer Moskwa (ce ne siamo occupati mesi orsono…). I due sequencer collegati a Ostakino possono lavorare in maniera indipendente o essere linkati per produrre sequenze da 16 note indipendenti. Durante la performance, il primo o il secondo sequencer può essere disabilitato a discrezione attraverso intervento manuale sul pannello comandi o inviando tensioni di controllo.

Di Enrico Cosimi

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In aggiunta, Ostakino fornisce CV Input per gli step, adatti a definire – a distanza – lo step di partenza per le sequenze. Le uscite di clock indipendente e le uscite Gate/Trigger individuali per ciascuno dei 16 step permettono raffinate combinazioni tra le strutture Euro Rack.