Novation Components Standalone

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear

Dopo alcuni mesi di sviluppo il team Novation rende disponibile un nuovo update per la vasta community di utenti Circuit: Components Standalone. Circuit è lo strumento ideale per sviluppare ispirazione e creatività: due polysynth Novation e una drum machine a quattro parti, integrati in un sequencer basato su griglia estremamente intuitivo, il tutto in un unico box standalone con alimentazione a batterie e altoparlanti inclusi. Già al momento della sua presentazione era chiaro da subito che il Novation Circuit avrebbe avuto presto nuove importanti funzionalità grazie ad update via software. Si trattava di una versione 1.0 destinata a crescere e migliorare nel tempo. Ora, con il nuovo aggiornamento Components Standalone, Novation mette a disposizione gratuitamente altre importanti migliorie alla sua groove box ‘all in one’.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Già con Circuit Components erano stati introdotti Sample Import, Synth Editor e Session Librarian per creare e personalizzare al meglio ogni aspetto del suono. Ora il nuovo Components Standalone consente agli utenti di utilizzare il sistema su Mac o PC anche offline senza dover necessariamente fare il login via Facebook o Google. Se gli utenti hanno già effettuato la registrazione di un hardware Novation, possono accedere facilmente al nuovo Components Standalone tramite il loro account Novation. Components Standalone presenta agli utenti anche una navigazione molto più semplice, che consente di visitare rapidamente le aree dei Components visitate più di frequente. Come novità c’è anche la possibilità di eliminare i suoni in un’apposita cartella Trash che viene svuotata dopo 14 giorni, insieme ad altre migliorie alla gestione dei colori dei pad e del testo, così come ai pulsanti al di sopra della griglia.

Pin Electronics Dual Random Voltage Generator

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Anche se, al grande pubblico, Pin Electronics potrebbe dire poco, agli happy few potrebbe risultare interessante sapere che è parte della ricostruzione Hornet dedicata alla realizzazione potenziata del popolare monofonico EMS Synthi A. Nella versione Hornet, non proprio economicissima, di sicuro più conveniente della valutazione vintage originale, brillavano alcune piacevoli addizioni circuitali che rendevano ancora più efficace lo strumento; tra queste, la possibilità di sfruttare il classico meccanismo Random Voltage Generator. Ora, il circuito è stato convertito in formato Euro Rack ed è disponibile per chiunque voglia effettuare il pre-order da 399 euro.

Di Enrico Cosimi

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Il Random Voltage Generator è uno degi ancillary modules originariamente previsti da EMS insieme a Triple Slew Limiter, Pitch To Voltage Converter ed Eight Band Equalizer. La sua caratteristica principale era un’originalità progettuale che privilegiava la distribuzione rettangolare degli eventi senza utilizzare alcun tipo di copertura gaussiana. Il circuito attuale ripesca in pieno le funzioni del tempo.

System 80 808 Euro Rack clone

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Sono passati poco più di due mesi da quando System 80 ha lasciato trasparire qualche informazione sulla 808, un clone della storica TR-808 in formato Euro Rack. Finalmente, arriva qualche altra informazione.

Di Enrico Cosimi

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La System 80 808 ricostruisce esattamente la circuitazione analogica della TR-808, riformattandola nello standard Euro Rack, con un ingombro pari a 60 HP, quello del Mother 32, per intenderci. L’apparecchio offre 16 voci analogiche identiche all’originale e un sequencer interno con le stesse funzioni.

Nord Stage 3

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Squadra che vince non si cambia – o, perlomeno, si cambia il minimo indispensabile. Giunta ormai da anni nelle posizioni più alte della classifica, Nord Keyboards conferma la propria esperienza nel campo delle stage keyboard presentando alla ultima edizione del MusikMesse la nuova Nord Stage 3. Una stage keyboard è uno strumento che non è solo sintetizzatore, non è solo organo, non è solo piano elettrico/digitale, ma incorpora tutti questi comportamenti offrendoli in un contenitore sufficientemente compatto e trasportabile per facilitare la vita del musicista itinerante. Lo standard è presto identificato, le prestazioni sono quelle da sempre richieste e da molto tempo confermate sui palchi di tutto il mondo.

Di Enrico Cosimi

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La quinta generazione Nord Stage 3 dimostra, da un certo punto di vista, come sempre più spesso le industrie seguano il doppio binario dell’innovazione e della conferma: innovazione con prodotti anche anni avanti al loro periodo (basterebbe pensare al mai troppo rimpianto Nord Modular G2) e conferma con l’aggiornamento/integrazione di tecnologie già acquisite in precedenza; da questo punto di vista, Nord Stage 3 offre ora il synth engine del Nord Lead A1 con tanto di Sample Playback, il motore di organ simulation messo a punto per il Nord C2D Organ, più un complessivo revamping di quanto precedentemente pionierizzato. Il risultato – disponibile in tre tagli commerciali ben diversificati (ci sono anche i drawbar fisici) – promette molto bene.

Behringer Model D. Hype, Spleen and Ideal

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Da qualche settimana, a seguito del news bombing messo in atto da Uli Behringer, si fa un gran parlare della nuova ondata di clonazioni low cost promesse dallo spregiudicato imprenditore. Dopo una falsa partenza – tutti ricorderanno il nulla di fatto rappresentato dall’annunciata clonazione Arp Odyssey – e dopo una conferma, tutto sommato in linea con i prezzi di mercato, del polifonico DeepMind 12, Behringer ha sparato con alzo zero una bordata di notizie relative a future clonazioni di Minimoog Model D, Oberheim OB-Xa, Oxford Synthesizers Company OSCar, e ARP 2600. Non è questa la sede per analizzare le ricadute legali e i margini operativi di operazioni effettuate contro proprietà intellettuali acclarate e tutelate – il web è già tutto un fuoco di community dove si discute spaccando il condesatore e il codicillo in quattro… in questa sede, ci limiteremo ad analizzare le informazioni finora in nostro possesso. Ovvero: è possibile attendersi un clone del Minimoog Model D per un prezzo annunciato di 400 dollari?

Di Enrico Cosimi

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A questa risposta non si può arrivare prima di chiarire alcuni aspetti non secondari della questione:

  • chi scrive è un convinto utilizzatore di prodotti originali Behringer (interfacce audio USB e Firewire, patchbay audio con estese capacità di riconfigurazione, eccetera); simultaneamente, siamo tra i primi a renderci conto della tendenza cromosomica di questo marchio – perlomeno in un periodo risalente a qualche anno addietro – a trattare in maniera spregiudicata progetti e realizzazioni altrui, che spesso usate come base di partenza per successive rielaborazioni commerciali. A suo tempo, chiedemmo a Greg Mackie come si sentisse nei confronti della proliferazione di mixer Mackie-wannabe targati estremo oriente e ricevemmo una risposta tanto sconsolata quanto venata di pragmaticità imprenditoriale…
  • il Minimoog Model D è uno strumento tuttora in produzione, il cui aspetto e marchio sono tutelati legalmente in molti paesi del pianeta; tra l’altro, Mike Adams – l’attuale presidente della Moog Music – non è quello che a Roma si direbbe un personaggio dolce di sale (vi siete mai chiesti perché, ad un certo punto, dai prodotti software Arturia sia sparito il brand “Moog”?). Insomma, per quanto la diseguaglianza commerciale tra i due marchi sia evidente (Moog Music è una ditta di artigianato elettronico dove lavorano una trentina di tecnici/comproprietari, Behringer è un enorme contenitore di marchi mollteplici, con ettari e ettari di sterminate fabbriche nella Cina profonda…), andare a colpire direttamente il piccolo Davide indifeso potrebbe risultare più complesso del previsto per il Golia di turno.
  • Sia come sia, non dimentichiamoci che viviamo in un epoca di spiccato utilitarismo, dove siamo tutti pronti a gridare contro la distruzione del piccolo commercio Km Zero, per poi tornare ad acquistare velocemente in e-commerce dal solito gigante GAFA che sta influenzando il futuro dell’intero pianeta… 😛

Moog Minimoog Model D old vs new

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Chi ci conosce sa bene con quanto ritegno ci siamo tenuti fuori dalle classiche discussioni “è meglio il nuovo riedizione o il vecchio sbidonato”… il paragone tra oggetto antico vintage e sua riedizione o clonazione o rimodellazione è, da sempre, uno dei topic più caldi che qualsiasi gruppo sociale possa mettere in campo per astiose discussioni. Tanto in ambiente hammondistico – per carità! – quanto in quello più sintetico, si sprecano pareri, opinioni e punti di interpretazione molto spesso viziati da un problema di fondo: l’impossibilità fisica, per la maggior parte delle persone di mettere insieme – nello stesso ambiente – due versioni dello stesso, pregiato, oggetto. Nuovo e vecchio.

Di Enrico Cosimi

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Per questo motivo, complice la squisita cortesia di Midiware, finalmente, siamo riusciti a fare una prova A/B tra il nostro vecchio Minimoog Model D SN 1845E (approssimativamente 1971-72… non chiedeteci di svitare il blocchetto delle wheel per andare a controllare esattamente la data) con il nuovo Minimoog Model D SN 007 orgogliosamente rimesso in produzione da Moog Music nel 2016. I risultati, come ampiamente prevedibile, sono assolutamente lusinghieri nei confronti del nuovo esemplare. Tra i due, c’è la stessa differenza riscontrabile tra due macchine vintage; una differenza, insomma, fisologica qua

ndo si parla di due sintetizzatori analogici non realizzati in tecnologia SMD.

Di seguito, qualche video e qualche considerazione riassuntiva.

Kinetik Laboratories DAO

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Andrea Reali e Claudio Granzieri, come una coppia di Clark Kent, vivono una doppia vita: di giorno raffinati musicisti elettronici estremi, di notte progettisti per i loro laboratori cinetici. Uno degli ultimi oggetti realizzati con questo esoterico brand – che ormai si è conquistato un posto di rilievo nel cuore dei più estremi sperimentatori – è DAO, uno slicer hardware in grado di estrarre selvaggi comportamenti ritmici ai danni di qualsiasi segnale venga ad esso collegato.

Di Enrico Cosimi

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DAO  è, letteralmente, un pattern controlled gater, in grado di articolare per modulazione di ampiezza – leggi: per intervento secco sul livello di uscita – qualsiasi segnale audio collegato all’ingresso del circuito, producendo sequenze ritmiche gestibili dall’utente con due parametri piacevolmente esoterici.

I processori Warm Audio utilizzati nel tracking

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear

Questa non è una prova in senso stretto. È più un resoconto di quanto scoperto in qualche mese di utilizzo dei processori recentemente messi sul mercato da Warm Audio. L’azienda frequenta da qualche anno il mondo dell’audio e ha trovato la sua collocazione a metà strada tra l’audio high end e i project studio.

Di Emiliano Girolami

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La metodologia, ormai consolidata, è quella di prendere a riferimento i mostri sacri degli studi di produzione e renderli disponibili in forma più abbordabile senza togliere nulla alla qualità della proposta.

MakeNoise  0-Coast

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Partiamo dal nome: 0-Coast dichiara la propria indipendenza, o la voluta commistione di idee, nei confronti dei due classici poli timbrici della sintesi riferiti a East Coast/Moog e West Coast/Buchla, con tutte le conseguenze performative e filosofiche che ne derivano. Insomma, contrariamente a molte altre realizzazioni precedenti, questa volta Toni Rolando di MakeNoise ha preferito progettare un apparecchio che si muove in un territorio timbrico intermedio, fornendo il meglio dei due mondi, ma con una visione personale. Come dire: una terza strada timbrica che può risultare irresistibile – specie con un occhio al listino prezzi…- per chiunque non ne possa più di Transistor Ladder e di Vactrol.

Da questo punto di vista, l’oggetto è irresistibile.

Di Enrico Cosimi

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Lo strumento contiene un oscillatore dual wave triangle core (produce triangolare e quadra – ovviamente, interpretate in stile MakeNoise), con due sezioni di trattamento audio denominate Multiply e Overtone, e un filtro/amplificatore non risonante che controlla le Dynamics. In aggiunta, è possibile produrre modulazioni transienti (attraverso Contour Generator), cicliche/transienti (attraverso Slope), randomiche (con un Random/Clock generator). E’ presente una comodissima doppia interfaccia MIDI/CV, con possibilità di convertire il funzionamento di una delle due sezioni in generazione LFO triangle/square addizionale. L’apparecchio viene fornito di alimentatore dedicato, connettore audio altrettanto dedicato, sei jack TS 1/8” euro rack e un convertitore TRS 1/8” to MIDI del quale è dichiarata la piedinatura.

Case Study: Arturia MatrixBrute Analog Synthesizer – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un case study è un meccanismo per rinforzare la conoscenza di un determinato fenomeno. Useremo il soon to be reachable Arturia MatrixBrute per mettere a punto quanto è chiaro il funzionamento di un sintetizzatore analogico e, nell’analisi puntigliosa di quanto scritto sul manuale utente, per verificare se ogni possibile dubbio possa trovare – con l’esperienza diretta – una risposta univoca.

Di Enrico Cosimi

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Parliamo di esperienza diretta, perché appena terminato l’esaltante Festival di Sanremo, complice la cortesia di Midiware – importatore italiano Arturia – avremo a disposizione il MatrixBrute per una prova su strada e, last but not least, per il synth day torinese prossimo venturo. In questo modo, la sfida diventa doppia: cosa capiamo di una macchina, attraverso il “semplice” studio del manuale? Come riusciamo a confermare, o a negare, eventuali punti oscuri quando – finalmente – mettiamo le mani sull’apparecchio? Accendete la vostra lanterna, intabarratevi nel mantello pesante e partiamo per un’escursione notturna sulle oscure colline del MatrixBrute.