M-Audio AV42 e AV32

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M-Audio ha presentato le nuove versioni dei loro celebri monitor da scrivania, con un look rinnovato e caratteristiche ancora più interessanti; i modelli si chiamano AV42 e AV32 di M-Audio e, grazie al design a due vie con potenza di 20W (AV42) e 10W (AV32) per ciascun canale, bass reflex ottimizzato, tweeter con tecnologia a guida d’onda Optimage IV e al cabinet in MDF, garantiscono bassi estesi e alti cristallini, per una straordinaria esperienza di ascolto in ogni situazione, inclusi videogiochi, applicazioni multimediali e musica.
A cura della Redazione  di Audio Central Magazine
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I monitor AV42 e AV32 includono ingressi sia in formato jack stereo da 1/8”, sia RCA, perfetti per il collegamento di qualsiasi dispositivo, come tablet, smartphone e computer. In aggiunta, sul pannello frontale, trovano posto un pratico controllo del volume, l’uscita cuffie e un ingresso ausiliario.

Behringer rilascia X AIR per Android App 1.21

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Rilasciata praticamente ieri la Android App con la quale controllare il sistema X AIR Digital Mixer in tutte le sue funzioni.  X AIR 1.21 permette la gestione a distanza dei modelli X18, XR18, XR16 e XR12. L’interfaccia utente è configurabile sia per l’accesso semplificato che per un livello di utenza esperto.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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In questo modo, diventa facile gestire i 18 canali in ingresso, i 12 bus di assegnazione, i 4 processori effetti interni direttamente desunti dal motore X32.

Midiware e Cymatic Audio

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Ci siamo occupati settimane orsono di un interessante multi recorder Cymatic Audio ancora privo di distributore italiano. Ora, le cose cambiano.  MidiWare e Cymatic Audio hanno siglato un accordo di distribuzione per il territorio Italiano. Il dinamico marchio olandese Cymatic Audio realizza player e registratori multitraccia di ottima qualità, molto affidabili e con un’interfaccia estremamente intuitiva, caratterizzati da uno straordinario rapporto tra prezzo e prestazioni.

A cura della Redazione  di Audio Central Magazine

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Sono sempre di più i musicisti che in ambito live hanno l’esigenza di avere un sistema in grado di avviare e riprodurre le sequenze e/o di registrare le performance in multitraccia. Non sempre è facile però affidarsi ad un computer per questo tipo di esigenza, potendo sempre andare incontro al rischio di crash di sistema. Esistono già sul mercato prodotti dedicati ‘stand-alone’ in grado di garantire queste funzionalità, ma mai nessuno finora era riuscito a ridurre i costi di produzione mantenendo elevati standard di qualità. Con un team di ingegneri e sviluppatori di altissimo livello, il marchio Cymatic Audio è riuscito nell’impresa e rende al momento disponibili tre unità hardware per questo tipo di funzioni. Ecco tutti i dettagli…

Subpac una nuova dimensione di percezione per le basse frequenze ?

Written by Giancarlo Lanza on . Posted in Gear

L’anno scorso ho avuto modo di provarlo, la prima sensazione è stata di grande emozione, ma non l’ho usato a lungo ed in studio. Premetto che sono un amante delle basse frequenze e ho sempre cercato di sentire come si propagano le vibrazioni sul tavolo,  o mettendo dei pezzi di carta o plastica vicino al reflex degli speaker per vedere come reagiscono.

Di Giancarlo Lanza

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Poter, non ascoltare, ma sentire fisicamente il propagarsi delle frequenze per me è stata una rivelazione, è come aggiungere un nuovo senso all’ascolto, il tatto. Il Subpack emula la presenza di un sub senza tutte le problematiche legate a produrre musica con un sub, come il trattamento acustico della stanza, e da non sottovalutare, la guerriglia condominiale che si potrebbe scatenare per chi ha un home studio…

ARP ODYSSEY: ascoltiamo qualcosa

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

…poi, facciamola finita e passiamo ad un altro strumento.

Il quarto e ultimo appuntamento della saga Odyssey è destinato all’ascolto – e alla visione – di quello che esce fuori, in normali condizioni di utilizzo, dallo strumento.

Di Enrico Cosimi

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Come al solito, l’audio dello strumento è ripreso direttamente in digitale, senza correzioni.

KORG ARP Odyssey. Impressioni d’uso

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver sviscerato il funzionamento della macchina vintage, dopo aver analizzato le peculiarità che rendono il nuovo Odyssey by KORG uno strumento desiderabile, è il momento di ragionare con i cinque sensi sull’apparecchio, cercando di placare la GAS ove possibile.

Di Enrico Cosimi

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Il punto più critico della nuova realizzazione è la dimensione ridotta allo 86% dell’originale: per quanto la tecnica tastieristica sia oggi assai meno diffusa (in giro, gli emuli validi di George Duke, Patrizio Fariselli, Herbie Hancock, Tom Coster sono assai meno di quanto si possa credere…), l’impatto è forte e può rappresentare un freno significativo per un’ampia fascia di utenza.

KORG ARP ODYSSEY. Le differenze tra vecchio e nuovo

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver visto come funziona un Odyssey “vero”, cerchiamo di approfondire i comportamenti che rendono unico il nuovo KORG ARP Odyssey e vediamo di stringere ancora più serratamente tutti i bulloni.

Di Enrico Cosimi

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Interazione Transpose/Portamento

Ad un certo punto, tra le diverse generazioni tecnologiche dell’Odyssey, è stato cambiato il percorso di controllo CV che dalla tastiera raggiunge gli oscillatori; le due possibilità prevedevano: a) tastiera – portamento – octave switch – oscillatori; b) tastiera – octave switch – portamento – oscillatori. Nel secondo caso, a nota premuta, agendo sul traspositore di ottava, si sente chiaramente l’intervento del Portamento che integra il salto. Non è questa la sede per definire quale dei due modi operativi sia migliore o preferibile. E’ importante notare che, nel nuovo KORG ARP Odyssey, tutti e due i comportamenti sono selezionabili dall’utente agendo sul mini switch posizionato tra Portamento slider e Transpose switch. Per cambiarlo, occorre agire con la punta di una penna biro o con un piccolo cacciavite, nulla di più.

Strymon Dig Dual Digital Delay

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il marchio Strymon si è conquistato una solida credibilità tanto nella comunità dei chitarrieri quanto nella ben più difficile congerie dei tastieristi e dei musicisti elettronici: un suono particolare, piacevolente non trasparente, costruzione a prova di bomba, connettività “stereo-minded”, algoritmi interessanti rendono i prodotti Strymon un’alternativa più che valida ai consueti nomi del floor processing. Pochi giorni orsono, Strymon ha presentato il nuovo Dig Dual Digital Delay.

Di Enrico Cosimi

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…e, ovviamente, visto il livello di accuratezza raggiunto con i precedenti modelli (basterebbe ricordare El Capistan e Brigadier), non potevamo che cedere all’accensione degli special, concendrando buona parte della nostra attenzione sul nuovo arrivato.  Vogliate gradire, signore e signori, una sneak preview, un’anteprima, un antipasto insomma, di quello che si può fare con il nuovo doppio delay digitale colorato in un fenomenale rosa shocking. Di base, la struttura è in grado di offrire due linee di ritardo organizzabili tra loro con sofisticati meccanismi di interconnessione. Il voicing prescelto, questa volta, non è quello del Tape Delay (rivolgetevi a El Capistan) o delle unità analogiche BBD (rivolgerevi a Bridadeer), bensì le algide, rumorose, personalissime timbriche dei rack processor che hanno fatto il suono degli Anni 80.

Questo non significa che Strymon lavori male o sia rumoroso: tutti i trattamenti audio sono ottenuti spremendo un DSP SHARK e facendolo lavorare a 24 bit / 96 kHz di conversion, con 115 dB di rapporto S/N, analog dry path per la latenza zero sul segnale diretto, risposta 20-20000 Hz e calcoli a 32 bit con virgola mobile. Non mancano il true bypass e il trail mode selezionabile per gestire al meglio la caduta delle ribattute al bypass.

KORG ARP ODYSSEY: Un gradito ritorno – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo mesi dall’annuncio iniziale, dopo le manovre di disturbo poste in atto da altri produttori, dopo una significativa presentazione alla NAMM e una corposa conferma al MusikMesse di Francoforte, finalmente sono arrivati anche da noi i nuovi esemplari ARP Odyssey riportati in pista dagli sforzi congiunti di KORG e David Friends.

Di Enrico Cosimi

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Si potrebbe discutere a lungo sulla deriva lunga che il mercato sta seguendo nei confronti di strumenti storici, oggi riprodotti in versioni offerte con diversi gradi di autenticità filologica, temperati da un incremento variabile di comodità della vita moderna: alla fin fine, la considerazione più corretta è che non c’è scandalo nel ricominciare a costruire cose “di una volta”; casomai, lo scandalo è averne interrotto la produzione.  Questo vale tanto per le numerose edizioni KORG MS-20, quanto per le interpretazioni dei grandi classici Moog, quanto per il nuovo/bentornato ARP Odyssey. De hoc satis.

RME Babyface Pro

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24 canali, 192 kHz bus-powered, USB 2.0; queste le caratteristiche più identificative della nuova – potente – piccola interfaccia targata RME. Realizzata in un unico blocco solido in alluminio, questa interfaccia audio professionale portatile integra circuiti analogici e digitali interamente ridisegnati e nuove tecnologie per il risparmio energetico che garantiscono un livello qualitativo ottimale in ogni condizione.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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La prima differenza  subito evidente rispetto alla versione precedente della Babyface (ora fuori produzione) è la dotazione ‘on board’ di tutte le principali connessioni, senza più necessità del cavo break out esterno non sempre pratico e funzionale. Per gli ingressi e le uscite principali RME ha progettato un nuovo socket XLR che si integra alla perfezione nello chassis, consentendo un buon risparmio di spazio. Le due uscite cuffia, una con connettore mini jack e una TRS in parallelo, garantiscono un livello di segnale ottimale per ogni situazione, a prescindere dalla cuffia utilizzata.