Sequential Prophet-6. Finalmente

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Iniziamo dal titolo: finalmente il Prophet 6 perchè, in quest’epoca di spaccanasi, di raffinati duellanti, di spadaccini sempre pronti sull’anca (tanto per citare Teophile Gautier), c’era bisogno di un sintetizzatore polifonico analogico senza grilli per la testa, con tutto quello che serve per prendere accordi (analogici) godendo delle timbriche (analogiche) e delle classiche idiosincrasie (analogiche). E’ un bel parlare di prestazioni stellari, complessità operativa, completa interfacciabilità e “operatività a vasto raggio”, ma se quello che serve è prendere un accordo con due detuned saw filtrate low pass per voce, senza perdere quaranta minuti di navigazione con i sott menu edit, questa – anzi, questa è la macchina giusta. Punto.

Di Enrico Cosimi

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Sicuramente, nella valutazione ha molto peso anche il fattore nostalgia: anche se il nuovo Prophet-6 non è un remake del rivoluzionario P5 di tanti anni orsono (ci sono molte cose in più, rispetto al vecchio, ma anche qualcosina in meno), vedere di fronte e sentire nuovamente sotto le dita una buona tastiera, incorniciata da un bel cabinet in legno e laminato metallico pesante, con le classiche manopole Sequential (anche se in versione slim) ha la sua importanza. Diciamo che predispone benevolmente l’utente attempato (col pannolone appena cambiato dagli infermieri e pronto alla sua dose di minestrina senza sale) e incuriosisce in modo significativo il producer più giovane, ma meno storicamente esposto a questi vecchi dinosauri analogici.

Insomma, un bellissimo strumento, concepito con la consueta miscela di funzionalità, rapporto Q/P, suono, furbizia e praticabilità che è ormai il punto di forza nell’engineering di Dave Smith.

I suoni iconici di Vangelis – Blade Runner Brass

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear, Software, Tutorial

Io ne ho viste di cose che voi umani non potreste neanche immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e raggi B balenare nel buio presso le porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno persi nel tempo, come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire.”

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

Perdonate l’incipit così solenne, ma iniziando questa nuova serie di articoli parlando proprio di una delle timbriche costruite da Vangelis per la colonna sonora del film “Blade Runner”, mi sembrava giusto ricordare uno dei passi più celebri di questo capolavoro.

Genelec SAMT 8430

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording

Genelec ha presentato in anteprima all’ISE 2016 di Amsterdam il modello SAMT 8430 che, oltre a rappresentare un’importante novità in quanto ultimo modello della sua linea Smart Active Monitor, è di fatto il primo studio monitor al mondo a sfruttare il protocollo AoIP (Audio over Internet Protocol – ‘commercialy-ready’). Già sei anni fa, all’ISE 2010, Genelec aveva presentato il suo primissimo sistema audio-over-IP, suscitando grande interesse tra la stampa specializzata e gli addetti ai lavori. Da allora, un intenso lavoro di ricerca e sviluppo ha portato alla definizione di uno standard più evoluto per il protocollo audio-over-IP. In particolare, ha contribuito moltissimo alla diffusione mainstream lo standard AES67 relativo all’interoperabilità su audio-over-IP pubblicato nel 2015.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Il nuovo modello SAMT 8430 rappresenta il punto di arrivo di molti anni di lavoro in ambito AoIP da parte Genelec, e la società crede fermamente che i tempi siano maturi per introdurre questa soluzione avanzata. Ecco a tal proposito la dichiarazione di Siamäk Naghian, Managing Director di Genelec: “In Genelec crediamo fermamente che le reti audio-over-IP, basate su sistemi compatibili con standard aperti e globali, siano il modo più logico e affidabile per affrontare le future esigenze del mercato audio. Con il lancio del modello 8430 abbiamo fatto un importante passo avanti in questa direzione. Grazie ai progressi fatti in questo settore ed al coinvolgimento attivo dei principali broadcaster in ambito AoIP, riteniamo che ci siano tutti i presupposti per il successo di un monitor ben progettato in grado di sfruttare le altissime prestazioni garantite dalle reti IP. Siamo convinti che il modello 8430 sia esattamente quel monitor, e mi aspetto un’accoglienza entusiastica del prodotto nella community proaudio. Il protocollo Audio over IP non è più il futuro per gli studio monitor, è qui ora”.

Moon Modular M 505 Multi Mode Filter

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

E’ un modulo in formato 5U (come Synthesizers.com o COTK, per intenderci), largo due unità, che offre funzioni di filtraggio simultaneamente attive per i comportamenti Low, High e Band (tutti a 12 dB/Oct) e Notch a 6d/Oct.

Di Enrico Cosimi

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Ciascun modo ha la propria uscita dedicata e, in aggiunta, è disponibile un’uscita Mixed Signal Out sulla quale poter ascoltare il tipo di filtraggio scelto attraverso control voltage. In maniera simile al Morph implementato dentro Ableton Sampler (tanto per citare un esempio noto, o dentro i vecchi moduli Serge…), in questo caso si può configurare e ri-configurare a distanza il comportamento del filtro inviando al circuito un control voltage scalabile attraverso attenuatore unipolare.

Qualche aggiornamento su Intellijel MicroMidi

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Per gli amici: uMIDI. Il modulo, del quale abbiamo sommariamente parlato appena sono arrivate le prime frammentarie notizie, è un’interfaccia MIDI/CV particolarmente compatta e sfrutta interessanti cooperaazioni tra conversione nota pura e semplice con in più la gestione dei MIDI Real Time Message.

Di Enrico Cosimi

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Come è facile immaginare, la conversione dai codici MIDI digitali ai segnali analogici di CV e Gate è questione relativamente semplice, che però richiede due requisiti abbastanza importanti: a) una sufficiente definizione cioè una quantità di bit pari a garantire dettaglio sulle variazioni d’intonazione – se non ci sono numeri a sufficienza, specie sulle basse frequenze, l’orecchio avvertirà subito una inconsistenza nell’intonazione; b) una logica sufficientemente raffinata per assegnare il valore rilevato alla soglia più vicina o più correttamente identificabile.  Tutti e due i meccanismi sembrano bene incarnati all’interno del microMIDI.

Intellijel Polaris

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Tra i tanti produttori Euro Rack, Intellijel si è velocemente conquistata fama di solida affidabilità, condita con guizzi di originalità. Polaris è uno dei moduli previsti per l’infornata 2015-2016 e offre una elegante sintesi dei più utili comportamenti di filtraggio. Il tutto, impaginato con una soluzione chiara e facilmente gestibile anche in assenza di manuale operativo. Non è poco.

Di Enrico Cosimi

Intellijel Polaris

L’organizzazione del percorso audio è ormai classica per questo tipo di circuiti: il segnale audio viene sottoposto alla sezione di filtraggio vera e propria e il modulo fornisce un gruppo di uscite dedicate a trattamenti specifici, più un’uscita configurabie a discrezione dell’utente. I trattamenti di default disponibii come collegamento in uscita sono Low Pass 24 dB, Band Pass (ovviamente 12 dB)  e High Pass 24 dB; a questi, si aggiunge l’uscita Multi, che può essere configurata in modo, in slope e arricchita con uno stadio dedicato di distorsione.

Yamaha Reface YC

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

La terza Yamaha Reface è dedicata al mondo degli organi, elettronici, a transistor o elettrofonici, e prende – giustamente – nome dalla gloriosa famiglia YC degli strumenti Yamaha; quelli, per intenderci, che hanno fatto sognare generazioni di appassionati emuli di Terry Riley. Nalla sua fiammante livrea rossa, la Reface YC offre cinque diversi modelli di “organo” pronti per le più psichedeliche improvvisazioni.

Di Enrico Cosimi

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La struttura di base è sempre la sollita: costruzione in plastica, auto amplifcazione stereofonica, tastiera di passo mini lunga tre ottave, spring lever questa volta dedicato alla regolazione del rotary speaker. Come di consueto, le uscite audio sono di passo standard e il MIDI può essere gestito bidirezionalmente attraverso cavo a Y fornito in dotazione. L’apparecchio può essere alimentato a batteria.

KORG Minilogue. I dati indispensabili – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

KORG Minilogue. I dati indispensabili – Seconda parte

Esaurita la struttura del canale di voce, è il momento di capire come possano essere gestite le quattro voci di polifonia. Benvenuti nel Voice Mode del KORG Minilogue.

Di Enrico Cosimi

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Un polifonico è un polifonico è un polifonico. Ma il patrimonio di voci simultanemanete disponibili può essere impiegato in diverse maniere, per svolgere compiti espressivi o performativi particolari; Minilogue offre otto diversi modi di gestione.

TC Electronic Ditto X4 Looper

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un looper è per la vita; un looper buono, rende la vita meno triste; un looper buono e divertente può tirare fuori il meglio dal musicista elettronico in vena di sperimentazione. Recentemente presentato alla stampa, il TC Ditto X4 sembra soddisfare parecchi requisiti precedentemente desiderati.

Di Enrico Cosimi

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Rispetto ai modelli precedenti, Ditto X4 è dotato di due loop indipendenti e simultanei, un blocco effetti in grado di offrire sette loop FX differenziati, loop decay e MIDI Sync. Il loop time è pari a 5 minuti.

KORG Minilogue. I dati indispensabili – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Tatsuya Takahashi colpisce ancora. Il giovane ingegnere KORG, già attivo con i progetti Volca e con la miniaturizzazione del modello MS-20, questa volta ha concepito un sintetizzatore polifonico analogico che coniuga agilmente facilità d’uso, linearità di concezione e prezzo amichevole. Minilogue, questo il nome dell’apparecchio, non è sicuramente il polifonico analogico più potente del mondo, ma (tralasciando il fatto che ampie fasce di utenza non hanno bisogno di macchine troppo complesse) non ha un grammo di superfluo al proprio interno. Anzi, offre delle interessanti fughe in avanti – basterebbe citare il display OLED utilizzabile anche come oscilloscopio dinamico – che rendono l’apparecchio molto desiderabile anche in contesti didattici oltre che performativi.

Di Enrico Cosimi

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Intendiamoci: la complessità di uno strumento deve essere valutata su diversi piani di lettura. Da una parte, c’è l’aspetto più immediato, che è la lettura del pannello comandi – con l’identificazione delle funzioni disponibili e l’elenco delle possibilità operative; ma, in secondo piano, c’è la possibilità che sotto al coperchio ci sia tanta altra roba raggiungibile da display.  Insomma, rendere uno strumento semplice, ma non limitato, non è un compito poco impegnativo… renderlo immediato lasciandosi margini di crescita è ancora più difficile. Minilogue, nella sua fascia di prezzo, si difende molto bene e, grazie anche a precise scelte dimensionali/costruttive, può insegnare parecchio a diversi competitori.

Di seguito, riporteremo quelle che sono le caratteristiche fondamentali dell’apparecchio e le consapevolezze altrettanto fondamentali che il musicista deve avere nel proprio bagaglio culturale per poter usare al meglio lo strumento. Con un prezzo così contenuto, è molto facile che l’ipotesi diventi presto operativa…