Uso della Impulse Response (IR) per la chitarra acustica e custom IR da DRAPsound

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Software

Lungo preambolo

La risposta all’impulso è uno degli innumerevoli modi di rappresentare il comportamento di un sistema. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici, un “sistema” è un qualsiasi meccanismo che, sottoposto a uno stimolo, lo recepisce e ne elabora una risposta. Capirete che, con una definizione così ampia, dire “sistema” può voler dire tante cose. Un sintetizzatore è un sistema così come una chitarra. Anche l’evoluzione di una epidemia può essere rappresentata con un sistema (e infatti i modelli previsionali più affidabili lo fanno) così come una fabbrica o una nazione.

di Emiliano Girolami

La risposta all’impulso (che da ora in poi chiameremo IR mutuando l’acronimo dall’inglese) funziona particolarmente bene quando il sistema è lineare (e qui si potrebbe aprire un lungo dibattito ma non lo faremo) ed è parente stretta della funzione di trasferimento che è la madre della risposta in frequenza (modulo e fase).

 

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Questo è un concetto fondamentale della teoria dei sistemi: rappresentazione nel tempo e rappresentazione nella frequenza sono equivalenti. Cambia solo il punto di vista!

I chitarristi digitali sono abituati ad utilizzare le IR per rappresentare il comportamento delle casse degli ampli per chitarra. Queste (le casse) sono fortemente non lineari e quindi, come abbiamo detto prima, le prestazioni non sono eccezionali. In particolare se si vuole un suono distorto meglio modellare la cassa utilizzando un suono distorto al volume corretto. In modo analogo, se si vuole modellare un suono pulito, meglio partire da una situazione reale analoga. Una IR ripresa da un sistema in saturazione, mediamente, non funzionerà bene con un suono pulito (e viceversa).

Vista la generalità della definizione di “sistema” è possibile immaginare che anche una chitarra acustica lo sia e, in effetti, è così. Tra l’altro, a meno di non strapazzarla all’inverosimile, è anche un sistema abbastanza lineare e quindi candidata ideale alla rappresentazione tramite IR.

Altro problema… cosa vuol dire “impulso”? Questo è un bel problema perché chi ha sviluppato la teoria si è inventato una cosa che nella realtà non esiste. L’impulso (che è lo stimolo a cui deve essere sottoposto il sistema affinché la sua risposta sia uguale alla funzione di trasferimento) è (dovrebbe essere) un segnale che è sempre nullo tranne per un istante infinitesimo (di durata tendente a zero). Un segnale di questo tipo (cercate Delta di Dirac su Wikipedia) si può approssimare ma non si riesce ad ottenere in modo perfetto nella realtà e quindi bisogna ricorrere a metodi intelligenti per aggirare l’ostacolo.

Il più semplice è, appunto, approssimarlo con uno scoppio di un pallone o con un battito di mani ma la durata (per quanto breve) non sarà mai infinitesimale. Ostacolo invalicabile. Cosa si fa quando gli ostacoli sono invalicabili? Si aggirano.

Il modo per aggirarlo si chiama, con un parolone, deconvoluzione. Anche qui non scenderemo nei dettagli sappiate però che grazie alla deconvoluzione si possono utilizzare altri segnali di ingresso che consentono lo stesso di ottenere una ottima approssimazione della IR.

 

IR e chitarra acustica

Veniamo a noi e affrontiamo un altro problema che, questa volta, è molto più vicino alla musica. Il suono della chitarra acustica ripreso con un pickup piezoelettrico sotto il ponte è lontano dal suono che la stessa chitarra esprime quando non è amplificata. Di contro, il pickup piezoelettrico è molto pratico e quindi quasi universalmente impiegato nei live. Ci vorrebbe un modo di trasformare il suono del pickup nel bellissimo suono acustico della chitarra non amplificata ed è qui che la IR viene in nostro soccorso. Se consideriamo come stimolo il segnale che si ottiene dal pickup a seguito della sollecitazione delle corde e come risposta il segnale che, emesso dalla chitarra acustica a seguito dello stimolo di cui sopra, viene ripreso da un bel microfono a condensatore risolviamo il problema a patto di riuscire ad ottenere la IR del “sistema” chitarra che stiamo suonando.

 

DRAPsound e le IR custom

Per questo ci viene in soccorso DRAPsound. Tra i servizi offerti da questa nuova società c’è la realizzazione di IR custom realizzate ad hoc per le chitarre dei clienti. Si può passare da loro e procedere alla registrazione dei file che poi verranno utilizzati per la deconvoluzione o mandare i file delle registrazioni fatte nello studio che preferite (sia la ripresa diretta dal pickup che quella dal microfono) e ricevere le IR specifiche dei vostri strumenti da caricare su Helix, Fractal, Mooer e/o qualsiasi altro lettore di IR.

La cosa buona di questo approccio e che il risultato che otterrete è il modello specifico della vostra chitarra ripresa con il microfono di vostra scelta messo nella posizione che preferite.

 

La prova

Abbiamo provato con due acustiche Gibson (una J-45 e una L-00) effettuando la ripresa con un microfono Telefunken Cu-29 e un preamp Neve 1073LB seguendo le indicazioni di Riccardo D’Acunto (deus ex machina di DRAPsound) su cosa suonare per favorire la loro metodologia specifica di modellazione.

Dopo qualche giorno abbiamo ricevuto i file (prontamente caricati su Helix Floor e inseriti in una patch specifica per chitarra acustica) e fatto la prova.

Il sistema che usa Gibson è già molto buono (pickup e preamp sono di L.R. Baggs) e già da solo fornisce una risposta soddisfacente per il live.

Attivando la IR, però, il timbro si arricchisce di tutti i dettagli del suono naturale con le armoniche che si presentano con molta naturalezza e con una ottima approssimazione del suono acustico. Tenete presente che fanno parte del “sistema” anche il microfono e il preamp che, per questo test, non sono stati scelti per la loro neutralità ma per il loro contributo alla resa finale. La scelta di questi componenti è quindi fondamentale per la riuscita del prodotto e/o per assecondare i vostri gusti personali.

L’impressione che ho tratto dalla prova è estremamente positiva perché oltre alla correttezza timbrica è migliorata anche la risposta al tocco e la capacità di variazioni che si possono ottenere modulando l’energia della mano destra. Il suono è molto, molto vicino a quello che si ascolta quando si suona la chitarra al naturale.

 

 

Inutile dire che, variando le tecniche, il microfono e il punto di ripresa si possono ottenere innumerevoli sonorità che potrete portare con voi nel vostro lettore di IR preferito.

 

Disclaimer

A volte mi capita di collaborare con DRAPsound. Il test è stato comunque eseguito seguendo criteri di oggettività e riproducibilità.

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