Elektron Analog Rytm – quarta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Finalmente, la luce in fondo al tunnel: stiamo per terminare la lunga cavalcata che ci ha portato a conoscere le innumerevoli funzionalità offerte dalla potente batteria elettronica made in Sweden. Questa volta, è il turno delle ultime – ma non meno importanti – caratteristiche relative alle pagine di sintesi (compreso il motore di sampling) e a quelle degli effetti. Buona lettura.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato nelle volte precedente, il suono prodotto dalla AR è il risultato della coabitazione di una linea di sintetizzatore vera e propria con una linea di sample player; i due generatori confluiscono all’interno di un filtro multimodo, di un amplificatore, per poi terminare nei quattro effetti compressore, distorsione, delay e riverbero. Mentre la pagina di sample player è sufficientemente “stabile”, quella relativa al comportamento di generazione in sintesi analogica del suono è sottoposta alle “variazioni contestuali” offerte dalle diverse Machine, cioè agli algoritmi di comportamento generativo che – pur rimanendo nel dominio analogico – è possibile scegliere per realizzare al meglio la cassa piuttosto che il cowbell o l’open hat rispetto al floor tom; la volta scorsa, abbiamo fatto una full immersion nelle Machines. Ora, è il momento di passare alle finestre/pagine di sintesi e gestione.

La struttura è relativamente semplice. Una qualsiasi delle 12 Sound Track è articolata nelle pagine di:

  • Trig
  • Synth
  • Sample
  • Filter
  • Amp
  • LFO

 

Successivamente, avremo modo di verificare la struttura della tredicesima FX Track, organizzata in:

  • Delay
  • Reverb
  • Distortion
  • Compressor
  • LFO

 

Drum Track Synth Parameters

Il contenuto della pagina cambia a seconda della Machine selezionata per lavorare – andate a riprendere la puntata precedente e contestualizzate, caso per caso, le possibili conformazioni di parametro.

 

01 sample

Drum Track Sample Parameters

Il lettore di campioni può accedere a 127 samples simultaneamente residenti nel project; Analog Rytm devolve 64 Mb di RAM per ciascun carico di sample assegnati al singolo project; il tutto, caricabile bidirezionalmente da/per l’esterno (attraverso porta USB e freeware C6 reperibile sul sito Elektron) e depositabile sul +Drive da 1Gb già installato all’interno dell’apparecchio.

Una volta scelto il sample da utilizzare (SMP – Sample Slot) e dopo averlo confermato con il tasto Yes, se ne può regolare l’intonazione TUN(e) e FIN(e) per un’escursione pari a +/-24 semitoni e +/-63 centoventisettesimi di tono. La densità dati può essere severamente alterata ricorrendo al BR- Bit reducer, con il quale è facile scendere negli abissi più grunge e distorti che la macchina sia in grado di realizzare (a estrema riduzione della bit rate corrisponde un severo incremento del volume e della coda innaturale del segnale… un mondo di timbriche da scoprire e da usare, con cautela). La lettura del campione – quale che sia la sua dimensione originale (purchè contenibile nei 64 Mb disponibili) può essere trimmata lavorando con i controlli di STA(rt) ed END: con questi, si taglia in testa e in coda al sample, utilizzando solo la parte ritenuta necessaria.

 

Attenzione! Se i valori numerici di Start e End sono incoerenti, con End più bassa di Start, si ottiene il Reverse Playback del campionamento. Diabolici di tutto il mondo: unitevi!!!

 

Lo stesso, lungo, sample può essere caricato in diverse Track/Slot e letto da/in punti diversi della sua durata. Il segmento selezionato può essere ripetuto one shot o messo in Lo(o)P incondizionato, controllato solo dagli inviluppi di filtraggio e amplificazione. Infine, il controllo LEV(el) definisce il volume del Sample usato standalone o il bilanciamento del medesimo nei confronti dell’eventuale componente Synth programmato in precedenza.

 

02 filter

Drum Track Filter Parameters

La pagina contiene le regolazioni relative all’inviluppo ADSR dedicato al filtro, con tanto di ENV(elope Amount) regolabile, la selezione del modo di filtraggio desiderato (Lowpass 12, Lowpass 6, Bandpass 12, Highpass 6, Highpass 12, Bandstop 12 e Peak. Cutoff e Resonance sono gestibili attraverso encoder dedicati.

L’utente esperto noterà la mancanza di filtraggi drastici a 24 dB/Oct: nella pratica della produzione elettronica ritmica, il suono e le caratteristiche del 12dB/Oct sono in molti casi preferibili, così come alcuni comportamenti alternativi a 1 polo risulteranno maggiormente praticabili per la più lineare risposta spettrale e/o per riequalizzare staticamente/dinamicamente il segnale.

 

03 amp

Drum Track Amplifier Parameters

Oltre alla regolazione finale di VOL(ume), la pagina contiene i controlli di articolazione ATK (Attack Time), HLD (Hold Time), DEC(ay Time). La scelta dell’inviluppo è critica per il tipo di comportamento percussivo da realizzare; per questo motivo, si è optato per l’assenza del Sustain Level, sostituito dal contatore di Hold che, sempre con andamento orizzontale, permette di definire/progettare con accuratezza “quanto dovrà rimanere aperto” il canale prima di decadere naturalmente. Il segmento di staticità può anche essere parametrato direttamente sulla persistenza di Gate effettuata con le dita sulle 12 Pad: in questa maniera, selezionando il valore Auto per l’Hold Time, si regolerà la durata del suono direttamente con la durata della pressione sulla Pad; se. invece, si sceglie un valore numerico differente, il suono durerà quello che deve durare, a prescindere dal tipo di esecuzione portata sulle Pad. Il parametro OVD (Overdrive) fa riferimento allo stadio di distorsione posizionato a monte del filtro multimodo; è impaginato in questa schermata per esclusivi motivi di spazio.

Oltre alla regolazione di LEV(el), nella pagina è possibile definire la posizione di PAN e, ancora più importanti, le due mandate DEL(ay) e REV(erb) verso i processori effetti.

 

04 lfo

Drum Track LFO Parameters

A differenza di altre apparecchiature Elektron, Analog Rytm possiede un solo LFO con una sola destinazione di modulazione (se volete annegare nella complessità timbrica, potere prendere in considerazione un apparecchio a caso… diciamo Analog Four o Analog Keys…); in tutti i casi, la ricchezza di possibili destinazioni raggiungibili rende il meccanismo di modulazione assai sfizioso.

Oltre alle regolazioni di SPD (Speed – espressa in multipli/sottomultipli dell’unità singolo ciclo = BPM di progetto) e di MUL (Multiplier, per moltiplicare fino a x2048 la velocità di base… è facile raggiungere complessi comportamenti FM su oscillatori e filtro), si può definire il comportamento FAD(e) In/Out o la sua assenza – in quest’ultimo caso, la modulazione è costante. La modulazione può assumere forma d’onda triangolare, sinusoide, quadra, dente di sega, rampa esponenziale o randomica; di queste, si può definire la SPH (Start Phase – ovvero, il punto del ciclo di forma d’onda da cui partire in corrispondenza del nota on).

Non è tutto: il modulo LFO può generare il proprio ciclo in cinque diverse maniere concepite in rapporto al BPM e all’innesco di nota on: Free (nessuna correlazione); Trigger TRG (ogni nota on resetta il ciclo del modulo LFO); HLD (Hold – modulazione non sincronizzata in background, ma con valore campionato al nota on e trattenuto in hold fino al nota on successivo); ONE – One shot (il modulo LFO esegue un singolo ciclo, triggerato dal nota on, e poi interrompe le sue attività – lavora in maniera transiente, assimilabile al comportamento di un inviluppo semplificato); HLF (Half Cycle – al nota on, il modulo LFO parte dall’inizio della sua forma d’onda, raggiunge la metà ciclo e si ferma). La quantità di modulazione è regolabile, bipolarmente,  con il parametro DEP(th). Quali sono le destinazioni raggiungibili? Praticamente, tutti i parametri che compongono la struttura di sintesi…

 

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Drum Track Trig Parameters

Più che di parametri “di suono”, in questo caso occorrerebbe parlare di parametri “di nota”, cioè di attributi personalizzabili Trig per Trig all’interno dei singoli Pattern programmati. La pagina, insomma, riunisce gli attributi – generici e non – che ciascun evento presente nel Pattern può prendere in considerazione per personalizzare il funzionamento del motore di sintesi/sample player vero e proprio, con tutto il blocco dei parametri analogici visti finora.

 

In questo modo, è possibile definire:

  • NOT(e), il valore di trasposizione +/-24 semitoni applicabile a ciascuna nota programmata a prescindere da quanto definito come intonazione nominale del Sound che si sta utilizzando; nel caso si stia utilizzando comportamento Chromatic, vincerà ovviamente la regolazione imposta “a colpi di Pad”;
  • VEL(ocity) definisce il valore di key vel applicabile nota per nota; anche in questo caso, ovviamente, se si registra il Pattern usando il Live Recording – che impiega le 12 Pad dinamiche – sarà il valore desunto dall’esecuzione in tempo reale ad avere il sopravvento su quanto definito nella pagina Trig;
  • LEN(ght), la lunghezza della singola nota – valgono anche in questo caso le considerazioni fatte sul Live Recording a proposito del parametro precedente;
  • SYN(th), abilita o disabilità la parte di sintesi alla ricezione del Trig di nota; come dire: “non voglio usare il sintetizzatore, ma mi serve solo il motore Sample Player, e preferisco disabilitarlo piuttosto che ricordarmi di tirare a zero il suo volume…”;
  • SMP- Sampler, come sopra: permette di sganciare il motore Sample Player dalla ricezione dei Trig di nota;
  • ENV, l’inviluppo del filtro deve o non deve essere innescato da Trig di nota? Non è una decisione che può essere risolta a colpi di Envelope Amount… in determinate condizioni, nello stesso Pattern, si potrebbe pretendere/evitare  l’articolazione di ampiezza/intonazione, ma non quella di filtraggio dinamico;
  • LFO, come sopra, ma in relazione al riallineamento del ciclo di modulazione prodotto dall’oscillatore a bassa frequenza.

 

05 delay

FX Track Delay Parameters

La linea di ritardo è costantemente agganciata al BPM di project, ma la sua velocità TIM(e) è regolabile tra 1 e 128 incrementi – laddove 32 incrementi corrispondono a ¼ al BPM corrente (in questo modo, il valore 64 corrisponderà a 2/4, il valore 128 a 4/4, il valore 16 a ⅛, eccetera…). Le ribattute possono essere dislocate sull’arco stereofonico usando il parametro WID(th) con escursione bipolare e/o sottoposte a PingPong (parametro “X”) selezionabile; in quest’ultimo caso, il parametro di ampiezza governerà la distanza/apertura stereo L-R tra le ribattute.

La quantità delle ribattute è regolabile con il parametro FDB – Feedback; valori elevati portano a condizione di piacevole instabilità (alla base di specifiche costruzioni ritmico/espressive) che possono essere interrotte, per emergenza, cliccando due volte sul tasto Stop. 

Il segnale del Delay (solo il segnale del Delay, non il diretto) è sottoposto alla coppia di filtraggi HPF passa alto e LPF passa basso per il dosaggio della basse e delle acute; con opportune regolazioni, si possono evitare fangosi intasamenti sulle basse o simulare comportamenti “più analogici” limitando gli acuti delle singole ribattute.

L’uscita del Delay è inviabile al Reverb attraverso mandata dedicata REV; in questo modo, anche le ribattute possono essere riverberate.

Il parametro VOL(ume), infine, definisce il livello di uscita al modulo di ritardo.

 

06 reverb

FX Track Reverb Parameters

L’algoritmo di riverbero messo a punto da Elektron (e già sperimentato sulle ultime strutture hardware in catalogo) è di notevole densità e flessibilità timbrica; i suoi parametri comprendono quello che ci si aspetterebbe da un’implementazione professionale, senza perdere di vista la semplicità d’utilizzo. Si possono regolare: PRE(delay) time, cioè la distanza tra il segnale diretto e l’inizio della coda di riverberazione vera e propria; DEC(ay), il tempo di riverberazione vero e proprio, con tanto di posizione INFinite per effetti particolari; FRE(q), la shelving frequency selezionabile sulla coda di riverberazione, sottoposta ad attenuazione progressiva con il parametro GAI(n) shelving gain.

In aggiunta, i due filtri HPF e LPF permettono di processare il segnale all’ingresso del riverbero. Il controllo VOL(ume) definisce l’uscita del modulo Reverb.

 

07 distortion

FX Track Distortion Parameters

Il distorsore può essere regolato in AMT – Amount, SYM(metry – la quantità di trattamento differenziata tra valori positivi e negativi del segnale in ingresso); il segnale del Delay può essere saturato con amount indipendente DOV (Delay Overdrive). Due selettori permettono di spostare il ritorno del Delay  pre o post stadio di distorsione o il ritorno del Reverb pre o post stadio di distorsione.

 

Attenzione! Si parla del ritorno effetto, cioè – di fatto – della gestione del punto di somma che raccoglie i segnali processati nel distorsore, nel ritardo e nel riverbero, non del collegamento in serie degli effetti..

 

08 compression

FX Track Compressor Parameters

La dotazione dei parametri è particolarmente ricca e permette di configurare il comportamento a seconda delle necessità: THR (Threshold), è la soglia di ampiezza del segnale superata la quale interviene il meccanismo di compressione – una barra verticale sulla sinistra del display visualizza la quantità di trattamento applicato al segnale in ingresso; ATK e REL regolano rispettivamente Attack e Release Time per le velocità di applicazione e rilascio della compressione in rapporto ai transienti più forti del segnale in ingresso; l’attacco può variare tra 0 e 30 millisecondi, il rilascio può durare fino a 2 secondi). Le eventuali perdite di livello in uscita, dovute alla compressione, possono essere recuperate con il parametro MUP (MakeUp Gain); il rapporto di compressone è gestito con RAT(io), per definire se ingresso/uscita cambierà 2:1, 4:1, 8:1 o sarà schiacciato al massimo della limitazione. Grazie alla Sidechain Equalization SQ, si può sensibilizzare l’intervento del compressore con maggior rilevanza nei confronti delle basse frequenze (per tener sotto controllo la cassa e il timpano) o delle alte frequenze, per tenere sotto controllo la parte più ariosa del mixaggio senza intervenire sulle basse; in alternativa, si può applicare indifferentemente la compressione a tutto il range di frequenze.

Le regolazioni di MIX wet/Dry e VOL(ume) permettono la personalizzazione dell’ascolto del trattamento in percentuale rispetto al segnale originale e del livello generale d’uscita.

 

09 fx lfo

FX Track LFO Parameters

L’oscillatore a bassa frequenza presente nella pagina degli effetti serve a modulare (ciclicamente o con determinati comportamenti transienti) i parametri ritenuti significativi nel comportamento degli effetti stessi. Come osservato in precedenza per il modulo LFO della sezione di sintesi, c’è una sola destinazione simultaneamente raggiungibile, selezionabile all’interno di un’ampia gamma di possibilità.

I parametri sono gli stessi già incontrati a proposito del modulo LFO della sezione di sintesi: SPD (Speed, velocità di modulazione), MUL(tiplier, coefficiente di modulazione applicato alla velocità), FAD(e in/out dosabile), DST (destination), WAV(eform select), SPH (Start Phase), MOD (Trig Mode) DEP(th, quantità di modulazione).

 

Conclusioni

Come tutte le macchine Elektron, anche Analog Rytm non è “facile” nel senso comune dato all’aggettivo: richiede impegno da parte del musicista – se non altro, per padroneggiare impiego della terminologia e approccio gerarchico alla programmazione; superato lo scoglio, per fortuna, tutto scorre con facilità ed emerge prepotente la vocazione alla performance. AR è nata per essere suonata sul pannello comandi, interagendo con la struttura e modificando fluidamente la programmazione originale. Per uno strumento musicale elettronico, qualcuno aveva detto essere dinamicità, controllo, espressività, qualità e ripetibilità dei risultati i parametri più significativi da raggiungere. In questo caso, non ci si può proprio lamentare.

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Comments (26)

  • nicola

    |

    che lavorone che hai fatto enrico!
    bellissima macchina
    bellissimo prodotto
    ma bellissima recensione!!
    incominciamo a mettere i soldini da parte !!!

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    io non ho fatto nulla di speciale: ho solo riportato i fatti :-)
    la macchina è spaventosa… non priva di cose da migliorare, ma è pazzesca!!!

    Reply

  • Diego

    |

    grazie mille per la semplificazione del manualone..O_o
    comunque quando inizi a capirla, da belle soddisfazioni!!!

    Reply

  • manuel

    |

    Ciao Enrico, grazie come sempre del tuo splendido lavoro.Mi chiedevo quale fosse la drum per te migliore, se potrebbe essere questa ad esempio, quella piu´ completa che ti sentiresti di consigliare come qualita´ di suoni e versatilita´.Grazie ancora !

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      dipende dal tipo di suono che hai in mente: personalmente, i pochi lavori che faccio con la ritmica al di fuori della didattica li svolgo con i moduli Hexinverter nel mio sistema Euro Rack; la Analog Rytm è molto potente e molto complicata; sul versante tradizionale, mi trovo benissimo con la MIAMI – che suona meglio delle 808 vintage, a mano bassa… – e, per le cose più storte, con la Nord Drum 2

      Reply

      • manuel

        |

        La MIAMI suona meglio della 808 addirittura essendo un clone ?
        Non sono un po´ datati questi suoni ?
        Il mio genere si puo´ estendere a varie direzioni.Dalla tech house, alla trip hop, al rock, al down tempo, dovendo lavorare anche per dei video.
        Beh se e´ complicata per te(se posso darti del tu)dev´essere un inferno in terra per me.Io cerco delle ritmiche semplici di qualita´ per tagliare le collaborazioni con i djs, essendo musicista(chitarra, piano)mi darebbe una sorta di indipendenza.Ma piu´ immediatezza riesco ad avere senza rinunciare alla qualita´ meglio e..mi basta avere dei bei suoni per limitare l´editing sul beat, canali indipendenti, poi per chitarre e synth ecc ci sono meno problemi.

        Reply

        • Enrico Cosimi

          |

          la MIAMI sfrutta il progetto originale della 808, lo riprende con componenti che non sono cotti da 40 anni di accensione/spegnimento e offre punti di taratura che non sono andati a ramengo (tipo l’intonazione di cassa e rullante); se fai una prova A/B, ti sembra che la 808 abbia il rullo più grande perché suona un semitono sotto; poi, vai a vedere il manuale di servizio roland e ti rendi conto che quella giusta è l’intonazione della MIAMI

          😉

          Reply

          • manuel

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            Si la MIAMI mi aveva stuzzicato, l´unica perplessita´ e che sei limitato a quei suoni, a livello di versatilita´ hai un raggio molto ristretto o sbaglio ?

            Reply

  • manuel

    |

    Piu´ che altro quello che a me serve e´ avere una drum che mi permetta di comporre il piu´ possibile con essa evitando quanto piu´ si possa l´uso del computer e che abbia ogni canale indipendente per facilitare ed abbellire il tutto .

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      da sola, la AR non ti basta… devi avere anche qualche altra cosa per gestire le parti di sintetizzatore, i pad, e tutto il resto

      Reply

  • manuel

    |

    FAcciamo cosi´ stringo il raggio tra le tre Electron machinedrum, Octatrack, e la rytm qual e´ la tua favorita e perche´ ? grazie Enrico !

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      la Octatrack mi sembra infernale nella sua complicazione; la Machinedrum è un progetto vecchio e ha un suono molto più aggressivo/digitale/datato… la Analog Rytm mi sembra più “rotonda” – è sempre troppo complicata, per i miei gusti, ma suona TANTO

      Reply

  • manuel

    |

    Comunque meno complicata la Rytm rispetto alla Octatrack mi sembra di capire ?
    La cosa positiva, forse unica cosa veramente chiara; ho ben presente i suoni che mi piacciono e i suoni che non mi piacciono.Comunque se sei a conoscenza di qualcosa di piu´ semplice che si avvicini a qualita´ e versatilita´ saro´ lieto di valutarla dietro tuoi preziosi consigli ! grazie ancora !

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      la octatrack è stata abbandonata anche da electron stessa: sarà praticamente l’unica macchina “moderna” nel loro catalogo a non poter avere Overbridge per limiti insormontabili…

      Reply

  • manuel

    |

    ultima questione ma la Octatrack quanti suoni di drum possiede ? E´ in grado di svolgere egregiamente il lavoro di una drum ? oppure come tu stesso dicevi sono molto bravi a non fare prodotti che si sovrappongono 😉

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    in rete, trovi sicuramente tutte le informazioni che ti servono; è passato molto tempo da quando mi è capitata sotto mano una octatrack

    Reply

  • manuel

    |

    ok, ti volevo chiedere giuro ultima cosa, la rytm ha anche la possilibilita´di fare le bassline ?

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    puoi automatizzare l’intonazione del motore di sintesi che usi per fare un suono “pitchato” e, tramite trigless lock, scrivere diverse automazioni negli step che compongono la battuta…

    sinceramente, faresti prima con cose fatte apposta per fare i bassi… 😉

    Reply

  • manuel

    |

    cosa mi consigli per i bassi ?
    a me piacciono i bassi non acid tanto per capirci ma belli gonfi e rotondi.
    Non so se la acidlab de bassline arrivi a fare bassi del genere.trovo tutta roba acid su tb 303 , de bassline e minitaur

    Reply

  • matteo

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    Ciao Enrico sono un tuo studente di fonderie sto pensando di comprarmi una drum macchine e mi interessa molto la elektron machinedrum volevo sapere se secondo te ne vale la pena e come posso mandare i suoni separatamente su singoli canali in ableton grazie in anticipo maestro

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    ciao Matteo,
    la Machinedrum – che mi risulti – non è più supportata da Elektron, quindi se non presenta FISICAMENTE le uscite separate sul pannello posteriore, non ha alcun modo per pescare i segnali individuali e assegnarli a tracce separate; controlla su qualche fotografia.
    In ogni caso, è una macchina eccezionale, che ha fatto scuola per le timbriche e per il modo di lavorare. Se la trovi a buon prezzo, vai tranquillo…

    Reply

  • Matteo

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    Infatti la timbrica mi piace assai,trovata praticamente nuova a 500 euro non mi sembra male come prezzo credo proprio di prenderla grazie mille prof

    Reply

  • alex

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    ciao Enrico, ho una domanda facile facile: sul minimoog D è possibile regolare l’escursione della pitch bend oppure è fissa? Grazie mille

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      l’escursione è fissa e non può essere modificata
      (non c’è neanche il ritorno a molla… è uno strumento per uomini duri)

      Reply

  • alex

    |

    scusate, ho postato la domanda nel posto sbagliato

    Reply

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