Volca Modular: quello che c’è da sapere…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

… per decidersi all’acquisto. Anche se il titolo può sembrare minaccioso, è un dato di fatto che il nuovo Volca Modular sia dotato di un fascino particolare che lo rende praticamente irresistibile per un’ampia platea di utilizzatori non convenzionali. A differenza delle strutture precedenti veicolate nella collezione di midiciali macchinette, in questo caso il musicista può riconfigurare pesantemente la struttura di sintesi intervenendo direttamente con il patching sul pannello frontale. Uniche avvertenze, a parte una buona vista per centrare le connessioni con i micro patch cables, è quella di ricordare che lo standard elettrico del prodotto non è del tutto direttamente compatibile – ma può sopravvivere – con altri apparecchi EuroRack. Insomma, occorre una certa cautela, ma le soddisfazioni possono diventare parecchie.

Di Enrico Cosimi

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Cosa è Volca Modular? E’ un piccolo sintetizzatore in formato West Coast, quindi afferente alla scuola timbrica di matrice buchlesca, che basa buona parte della propria espressività sulla resa progressivamente complessa delle sorgenti sonore, successivamente sottoposte a filtraggio dinamico Lopass Gate per l’articolazione e la caratterizzazione timbrica. I punti chiave della filosofia occidentale sono quindi: sorgenti sonore ben più complesse e articolate di quelle previste nei classici Minimoog o MS-20, filtraggio non risonante in configurazione integrata low pass & amplificazione, articolazione con inviluppi regolabili in modo transiente o in ripetizione ciclica. Di solito, il musicista che voleva allontanarsi dalla sicurezza del mondo East Coast per avventurarsi nella sperimentazione californiana era costretto a sobbarcarsi spese (molto) significative per acquisire materiali spesso costruiti con standard funzionali (molto) al di sotto delle aspettative.

Fino a ora.

Volca Modular offre otto moduli operativi, in parte normalizzati e pronti all’uso, in buona parte personalizzabili e riconfigurabili attraverso connessioni di pannello effettuate con il micro patch cabling. Il musicista poco esperto può accendere e iniziare a suonare, l’utilizzatore più navigato può accendere e iniziare a modificare il funzionamento dello strumento attraverso collegamento e ri-collegamento delle diverse funzioni. Nella scatola, oltre allo strumento, ci sono venti patch cables in codice colore per le lunghezze, un sync cable 1/8” compatibile EuroRack, un corredo di sei batterie AA, il manuale di istruzioni, una reference table per le connessioni e i funzionamenti dei singoli moduli, una patch example chart per programmare velocemente qualche timbrica di riferimento.

 

Avanti tutta…

Come deve essere organizzato l’approccio con Volca Modular? E’ necessario suddividere la massa di competenze in precisi blocchi o, se preferite, tappe di apprendimento:

  1. Motore di sintesi: un primo approccio ai formati dei segnali generati o presi in considerazione da Volca Modular: quanto è compatibile con il mondo esterno, dal punto di vista fisico ed elettrico?
  2. Motore di sintesi: la struttura  modulare, con le caratteristiche di ciascun circuito disponibile sul pannello comandi: funziona tutto in modo standard o è prevista qualche normalizzazione di segnale audio/controllo, per velocizzare le procedure di programazione?
  3. Sequencer: quale è l’architettura di sequenza? C’è una gerarchia Pattern/Song che deve essere rispettata?
  4. Sequencer: come si programma, edita e scrive il singolo Pattern?
  5. Sequencer: come si organizza la Song – o, se preferite – il pattern chaining?
  6. Volca Modular: ci sono livelli di programmazione/personalizzazione globale sull’apparecchio?
  7. Volca Modular: sincronizzazione con altre apparecchiature ed eventuale trasferimento dati (se disponibile).

Prima di partire, sarà bene allacciarsi le cinture di sicurezza…

01 VM Format

Standard meccanici ed elettrici

I segnali audio e di controllo viaggiano all’interno del Volca Modular usando semplici fili elettrici a singolo connettore, privi di schermatura e rifiniti all’estremità con guaina termo restringente (per capirci, è la stessa soluzione adottata nel vecchio Moog Werkstatt, nel modello SoundMachines NS-1, nel Bastl Kastle e nel Tinysizer, tanto per nominare le prime macchine tornate alla mente.

Con questo tipo di collegamento, le spese di gestione sono pressoché minime – facendo a meno della guaina termo restringente, da un semplice rocchetto di filo elettrico si possono ricavare tutti i patch cords necessari ad un esercito di utilizzatori. Ovviamente, viste le dimensioni e la relativa delicatezza del materiale, non si può pretendere dai tiny wires la stessa robustezza meccanica e precisione all’innesto di un classico jack 1/4” tip-sleeve. Ancora, per non ovalizzare le connessioni, è meglio non esagerare con la tecnica hot splitting che prevede l’inserimento di due terminali nella stessa presa; al limite, tanto vale preparare qualche sdoppiatore/multiplo esterno, da aggiungere al modulo SPLIT di pannello.

Dal punto di vista elettrico, una volta risolto il problema dell’alimentazione AC/DC, un sintetizzatore modulare ha bisogno di impulsi e tensioni logiche di controllo (cioè Trig e Gate), tensioni di controllo vere e proprie (cioè Control Voltage) e segnali audio (Audio Voltage); gli ultimi due tipi – ma, con un minimo di cautela, il discorso è estendibile a tutti e tre i sistemi – possono, è consigliato farlo, essere scambiati tra loro per ottenere risultati diversi dalla norma. Nel mondo EuroRack, e in buona parte del mondo modulare 5U, si sono stabiliti taluni formati elettrici che vedono l’uso di tensioni genericamente più elevate di quelle prese in considerazione all’interno di Volca Modular.

Questo significa che, anche se non si brucia nulla, prima di collegare direttamente il vostro Volca Modular a un Doepfer A-100 (o, ancora peggio, ad un sistema MakeNoise), dovrete preoccuparvi di attenuare in qualche modo l’ampiezza elettrica dei segnali di controllo esterni. Volca Modular è dotato di una porta TRS per il collegamento di Trig/Gate e CV provenienti dall’esterno; i segnali così ricevuti sono scalati e adattati automaticamente alle tensioni richieste dall’apparecchio – cautela maggiore deve essere usata per connessioni “dirette” agli ingressi dei moduli presenti con tensioni provenienti da strutture analogiche di altri fabbricanti.

Nel Volca Modular si usano i formati elettrici elencati qui sotto; paragonateli con quello che succede nel vostro sistema EuroRack e prendere le debite precauzioni:

  • Segnali Audio: i segnali audio sono di tipo bipolare, compresi tra -3.3V e + 3.3V
  • Segnali di controllo CV: possono essere unipolare o bipolare, a seconda delle sorgenti di modulazione e delle convenienze. Nel primo caso, il loro valore è compreso tra 0 e +3.3V; nel secondo caso, la bipolarità spazia tra -3.3V e +3.3V.
  • Tensioni e impulsi di controllo logici: le tensioni di Gate definiscono l’inizio e la durata di un evento con una tensione che alterna 0V a +3.3V sul fronte ripido positivo di Nota On e il contrario (da+3.3V a 0V) sul fronte ripido negativo di Nota Off. Gli impulsi di Trig indicano con chiarezza l’inizio di un evento o sono usati, sotto forma di treno d’impulsi, per allineare l’emissione degli eventi ad una necessaria sincronizzazione interna o esterna. Gli impulsi di Trig alternano i valori 0V/+3.3V e ritorno.

02 VM Connection format

Formato grafico-funzionale delle connessioni

Come al solito, con un sistema modulare – hardware o software che sia – la cosa più importante è capire quali sono gli ingressi e quali le uscite. Volca Modular adotta un formato grafico costante che, una volta interpretato, facilita la navigazione e la programmazione.  All’interno di ciascuna morsettiera, infatti, gli ingressi sono sempre su fondo bianco e le uscite sono sempre in inverse, cioè su fondo nero. Ovvero:

  • Audio In è sempre all’estremità sinistra della morsettiera, evidenziato graficamente da una protrusione circolare. La grafica è su fondo bianco.
  • Audio Out è sempre all’estremità destra della morsettiera, evidenziato graficamente da una protusione grafica circolare. La grafica è su fondo nero.
  • CV/Trig/Gate In. Trovano posto a sinistra nella morsettiera, immediatamente dopo l’eventuale ingresso audio. Le rispettive funzioni sono indicate con scritte e linee di rimando. La grafica è su fondo bianco.
  • CV/Trig/Gate Out. Trovano posto a destra nella morsettiera, immediatamente dopo l’eventuale uscita audio. Anche in questo caso, le rispettive funzioni sono indicate con scritte e linee di rimando. La grafica è su fondo invertito di colore scuro.

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Connessioni da e per il mondo esterno

Uno dei punti di forza della linea Volca, a parte dimensioni e prezzo, è l’offerta di un ecosistema indipendente, se richiesto, che può comunque dialogare con altre apparecchiature – nei limiti funzionali previsti dal costruttore. Anche se manca un MIDI Input (quasi sempre presente sugli altri apparecchi della collezione, Volca Modular può sfruttare una serie di predisposizioni bidirezionali per il dialogo con il mondo esterno.

  • L’alimentazione, oltre che con le batterie AA fornite in dotazione, può essere erogata con alimenttore esterno opzionale DC 9V center-positive collegabile all’apposito ingresso.
  • Il segnale audio stereofonico (la stereofonia è ricavata dal modulo di riverberazione/spazializzazione) è prelevabile dall’uscita Headphone in alto a destra nel pannello comandi; la connessione può essere utilizzata anche per collegare in modo line out l’apparecchio al mixer, a schede audio o ad altri dispositivi di acquisizione e registrazione audio.
  • La sincronizzazione, bidirezionale, Sync In-Sync Out sfrutta due porte 1/8”  TS sbilanciate perfettamente compatibili con gli standard EuroRack. L’ingresso può ricevere tensioni fino a 20V, l’uscita eroga impulsi alti 5V e larghi 15 millisecondi. In seguito, vedremo le caratteristiche funzionali e la trig rate adatta alla sincronizzazione con apparecchiature esterne.
  • Una coppia di eventuali segnali esterni CV/Gate (o Trig) sono collegabili alla porta CV-IN (connettore femmina 1/8” TRS) e convertiti di formato su morsettiera a due punti. Il canale sinistro (tip – il puntale del jack stereo in ingresso) viene prima clippato a +/-5V e successivamente attenuato a +/-3.3V per le funzioni di articolazione logica; il canale destro (ring – l’anello del connettore stereo) sfrutta lo standard 1V/Oct, prevede un’escursione massima 0/+6V e viene scalato internamente per il formato V/Oct usato nel circuito. Se si usa un patch cable mono, la struttura interpreta la tensione in ingresso come CV Pitch e la applica ai punti deputati per ricevere le informazioni di intonazione CV e Pitch Offset.

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In mancanza di MIDI In, un sistema veloce per controllare melodicamente Volca Modular come un sintetizzatore “normale” prevede l’uso delle classiche master keyboard analog equipped Akai, Arturia o Novation. You name it. 

02a VM Panel

Motore di sintesi – normalizzazioni e moduli 

Volca Modular contiene due oscillatori triangle core, collegati tra loro in regime FM Modulator/Carrier. Il segnale del Carrier è processato attraverso un WaveFolder e successivamente processato nel primo di due LoPass Gate. Da questo, il segnale passa nella riverberazione SPACE OUT e poi raggiunge l’uscita. Un secondo LPG  è sommato al primo all’ingresso del riverbero, ma deve essere patchato manualmente a una qualsiasi sorgente sonora. Le modulazioni e i controlli provendono dallo step sequencer e dalla tastiera cromatica interni, da una coppia di generatori AR e AD (il primo è normalizzato al controllo del primo LPG, il secondo può essere patchato ovunque), da un generatore random WOGGLE con uscite smooth/stepped. Il tutto può essere ulteriormente gestito da una sorgente di CLOCK regoabile in velocità, disponibile con diverse densità di trig, e da un processore A+BxC / A-BxC particolarmente divertente. Uno split doppio 1 In  / 2 Out completa il tutto.

In assenza di patch cable, Volca Modular suona con la struttura minima SOURCE – LPG 1 – SPACE già sotto controllo di tastiera e sequencer. Non è necessario collegare alcunché.

03 VM Source panel

SOURCE

E’ il doppio oscillatore triangle core usato per generare nel modo più semplice il segnale audio all’interno di Volca Modular. Si ascolta il segnale dell’oscillatore Carrier processato in FM dall’oscilatore Modulator e successivamente deformato attraverso Wavefolding a intervento variabile.

05 VM Wavefolder

In assenza di modulazione FM – quando il controllo MOD è al minimo – il Carrier produce una triangolare pura (nei limiti del circuito analogico) regolabile +/-50 cent di intonazione lavorando con la combinazione FUNCT+RATIO. Se si ruota il comando FOLD, si incrementa progressivamente la presenza di nuove armoniche ottenute per ripiegamento dell’onda triangolare originale. La quantità di FOLD è regolabile a distanza collegando una tensione di controllo alla morsettiera (in questo, come in tutti gli altri casi, l’identificazione della porta giusta è facile e immediata).  Il segnale di controllo esterno si somma al valore FOLD espresso sul pannello comandi; se risultasse necessario attenuarlo, occorrerà processare la tensione esterna nel modulo Utility A+BxC.

L’intervento del secondo oscillatore Modulator (che, ricordiamo, è comunque prelevabile all’apposita uscita audio sulla morsettiera) è regolabile in FM amount (attraverso comando MOD) per ottenere timbriche terribilmente complesse. Intervenendo sul rapporto di frequenza C:M (il parametro di pannello è denominato RATIO), si può prevedere – nei limiti analogici del circuito – il tipo di spettro armonico risultante; è possibile definire rapporti pari a 1:4, 1:2, 1:1, 2:1, 3:1. 4:1.

04 VM Source schema

Da sinistra verso destra, le connessioni sulla morsettiera comprendono:

  1. Pitch. Controlla simultaneamente l’intonazione di Carrier e Modulator, rispettando l’eventuale intervallo di frequenza precedentemente impostato tra i due oscillatori.
  2. Ratio. La tensione esterna si somma a quanto impostato con l’omonimo controllo di pannello e imposta il rapporto tra le due frequenze Carrier:Modulator.
  3. Fold. La tensione esterna si somma a quanto impostato con l’omonimo controllo di pannello e definisce la quantità di ripiegamento applicato al segnale Carrier attraverso processore Wavefolding.
  4. Mod. La tensione esterna si somma all’indice di modulazione FM impostata col comando MOD di pannello e stabilisce l’energia concessa al segnale modulante – quindi, la quantità di armoniche sideband create nel suono dell’oscillatore Carrier. Se il segnale di controllo viene inviluppato, si spalanca un esteso panorama di timbriche dinamiche.
  5. Modulator. E’ l’uscita audio diretta e non processata dell’onda triangolare generata dall’oscillatore Modulator.
  6. Carrier. E’ l’uscita finale della sezione SOURCE. Si ascolta l’onda triangolare prodotta dall’oscillatore Carrier, processata attraverso Wavefolding statico/dinamico e arricchita dalla FM statica/dinamica.

06 VM Dual LPG

DUAL LPG

La sezione comprende due LopassGate. Un LopassGate, come ci insegna Don Buchla, è l’unione di un filtro passa basso a -12dB Oct con un VCA (nella terminologia californiana originale, un Gate è un amplificatore – Dio abbia pietà di loro…). Nel circuito originale, ciascuna sezione LPG può essere configurata in modo Gate (semplice amplificatore) o LP (low pass non risonante a -12dB/Oct) o Combo (low pass a -6dB e amplificatore); nel circuito Volca Modular, la condizione è sempre quella “combo”, con attività simultanea della sezione low pass e del successivo stadio di ampllificazione “gate”. Non sappiamo (ma basterebbe una chiave a brugola) se il circuito adottato utilizzi le classic vactrol a foto resistenza degli storici strumenti californiani.

In assenza di Resonance, il circuito LPG produce un timbro particolarmente organico, che caratterizza piacevolmente la già personalissima resa timbrica dell’onda triangolare sottoposta a wavefolding. Se necessario, a vostro rischio e pericolo, potete costruire un rozzo sistema di Resonance inviando parte del segnale filtrato nuovamente all’interno del filtro previa attenuazione e inversione nel modulo A-BxC. Musicista avvisato…

07 VM Dual LPG schema

Il primo modulo LPG è collegato attraverso normalizzazione interna al segnale generato da SOURCE; allo stesso modo, il suo CUTOFF e il suo livello di uscita sono gestiti internamente dal generatore di funzioni ATTACK/RELEASE. Il secondo LPG è completamente libero e deve essere patchato dal musicista portandogli connessioni audio e di controllo, altrimenti non proferisce verbo.

Da sinistra verso destra, le connessioni in morsettiera del primo LPG e secondo LPG corrispondono a:

  1. Audio Signal Input. L’ingresso per il segnale esterno da filtrare; il primo LPG è normalizzato internamente all’uscita del doppio oscillatore SOURCE.
  2. Level Control Input. Il segnale di controllo (indifferentemente, CV o audio) collegato a questa porta è usato per aprire il filtro in somma con il valore di CUTOFF espresso sul pannello comandi e per regolare il livello dell’amplificatore. Quest’ultima destinazione è priva di attenuazione. Usando un controllo bipolare sul gain level, a seconda delle decisioni del costruttore si può ottenere silenzio in seguito a rettifica del segnale di controllo o inversione di polarità nell’uscita audio.
  3. Audio Signal Output. E’ l’uscita audio del Lopass Gate; produce il segnale audio filtrato e amplificato. Collegando in serie i due circuiti LPG – posti sotto controllo della medesima sorgente di controllo – si ottiene un trattamento audio con slope ripido il doppio (6+6=12 dB o 12+12 = 24 dB).

08 VM Space

SPACE OUT

E’ il modulo di uscita di Volca Modular; non corrisponde all’amplificatore classico dei sintetizzatori tradizionali perché, in questo tipo di circuito, l’amplificatore è incorporato nel Lopass Gate. Deve essere considerato come un semplice blocco di riverberazione – a tempo fisso – controllabile in quantità dell’effetto applicato.

Il percorso audio monoaurale di Volca Modular viene reso stereofonico dal riverbero digitale incorporato e il segnale così trattato è inviato all’uscita Headphone/Line Out sul pannello frontale e allo speaker amplificato alloggiato sul retro dell’apparecchio.

09 VM Space schema

Da sinistra verso destra, le connessioni sulla morsettiera corrispondono a:

  1. Audio Signal Input. Ingresso audio nel riverberatore. La connessione è normalizzata internamente con l’uscita del primo modulo Lopass Gate.
  2. Reverb Amount Control. La quantità di riverbero applicato al segnale è regolabile localmente con il comando AMOUNT di pannello e, in somma a questo, risponde alla tensione di controllo collegata all’ingresso Amount. Alternanze ritmiche Dry/Wet producono un interessante risultato timbrico.
  3. Audio Signal Out. E’ l’uscita del circuito di riverberazione. Il livello audio complessivo Dry+Wet è regolato con il comando di pannello VOLUME e inviato alle uscite Headphone/Line Out.

10 VM Functions panel

FUNCTIONS

Questa sezione comprende due circuiti indipendenti e paralleli; a sinistra c’è un generatore AHD Attack – Hold – Decay (internamente triggerato dalla sezione CLOCK e normalizzato al controllo del primo LPG) e, a destra, un secondo generatore d’inviluppo Rise-Fall che può essere mandato in loop per ottenere modulazioni cicliche da LFO; quest’ultimo circuito non è agganciato al resto dello strumento e, per essere utilizzato, richiede patching da parte del musicista.

Attack – Hold – Decay Generator 

Ogni volta che il circuito riceve un Gate dal generatore di CLOCK interno o da una sorgente esterna appositamente collegata, innesca uno stadio di Attack la cui velocità può essere regolata dal musicista con l’omonimo comando ATTACK di pannello. Esaurito il segmento iniziatle, l’inviluppo rimane in HOLD al massimo livello consentito fintanto che permane la tensione di Gate; quando questa termina – cioè al suo Gate Off – l’invilluppo innesca l’ultimo segmento di Release regolabile con l’omonimo comando RELEASE di pannello.

Attenzione! L’apparente discrepanza di nomenclatura Decay/Release è presto spiegata: quando il circuito è sotto controllo di una tensione di Gate, prevede lo stadio di Hold intermedio (= Max Sustain Level) e, al di fuori del Gate, usa l’ultima regolazione di tempo come Release. Quando, invece, l’inviluppo è innescato con un impulso di Trigger, il segmento finale parte immediatamente dopo il compimento dell’attacco e il suo comprotamento – saltando lo stadio intermedio di Hold/Max Sustain è assimilabile a quello di un Decay vero e proprio. Variando qualità e consistenza del segnale di innesco Gate/Trigger, si possono quindi ottenere risultati assai diversi. 

Quando il RELEASE time è terminato, il circuito emette un impulso di End Trigger che è utilizzabile tanto per innescare nuovamente il ciclo di modulazione (ma il comportamento, in assenza di Gate persistente sarà diverso da prima) quanto per far partire altri eventi nel sintetizzatore – ad esempio, per far partire a staffetta il ciclo di modulazione del secondo generatore di funzione Rise-Fall.

Da sinistra verso destra, le connessioni nella morsettiera superiore (ingressi) e inferiore (uscite) corrispondono a:

  1. Gate Input. E’ l’ingresso per la tensione di Gate – internamente normalizzato al modulo CLOCK – che innesca il ciclo di modulazione eseguendo la transizione di ATTACK e bloccando al massimo HOLD il livello di controllo fintanto che permane la condizione Gate On. Quando il Gate passa a Off, il circuito torna al minimo livello con la velocità definita dal parametro RELEASE time.
  2. Attack CV Input. La tensione di controllo applicata a questa porta è sommata al valore ATTACK del comando di pannello e può contrarre o elongare la durata della prima transizione da minimo a massimo livello di controlllo.
  3. Release CV Input. La tensione di controllo applicata a questa porta è sommata al valore RELEASE del comando di pannello e può contrarre o elongare la durata della transizione da massimo livello al minimo di quiescenza.
  1. Envelope Positive Output. E’ l’uscita normale dell’inviluppo. Internamente, è normalizzata al controllo Cutoff + Gain del primo modulo Lopass Gate.
  2. Envelope Inverted Output. Il segnale di controllo elaborato dal circuito di inviluppo viene invertito e reso disponibile a questa uscita per ottenere risultati di modulazione speculari a quelli del normale inviluppo. Da provare con filtraggi paralleli o in serie.
  3. End Trigger Output. Appena l’inviluppo termina la sua fase di RELEASE, questa porta emette un impulso di Trig che può essere usato per far partire altri eventi nel sintetizzatore o per mettere in ricircolo il funzionamento dello stesso AHD.

Usando l’uscita End Trigger per innescare il circuito AHD occorrerà fare i conti con la differenza di comportamento causata dalla mancanza di persistenza del Gate. In questo modo, manca la durata di Hold=Max Sustain prevista originariamente. 

11 VM Functions schema

Rise – Fall Generator

A differenza del precedente, in questo caso è possibile generare un segnale modulante con andamento triangolare a simmetria variabile. In pratica, con il comando SHAPE è possibile sbilanciare il profilo in uscita passando progressivamente da completa rampa ascendente a triangolare simmetrica a dente di sega discendente. La durata complessiva della traiettoria è regolata (in compressione o elongazione) con il comando TIME. Alla fine del segmento di caduta, il circuito emette un End Trig che può essere collegato alla porta di innesco del circuito per ripetere indefinitamente la modulazione; a quel punto, il comportamento transiente dell’inviluppo Rise – Fall è diventato un comportamento ciclico LFO simile a quello ottenibile con il vecchio Modulation Generato MG del KORG MS-20.

A differenza del primo generatore Function, in questo caso i due stadi sono semplici contatori di tempo e per partire necessitano di un semplice impulso di Trig: non è necessaria la persistenza di Gate perché ciascun segmento ha al suo interno tutte le informazioni di durata necessarie allo svolgimento, senza che il musicista rimanga con il tasto abbassato.

Da sinistra verso destra, le connessioni nella morsettiera superiore (ingressi) e inferiore (uscite) corrispondono a:

  1. Trigger Input. Un impulso collegato a questa porta (ricavato dall’altro generatore di funzioni, o dall’uscita End Trig dello stesso circuito, o dalla sezione CLOCK o da qualsiasi segnale esterno sufficientemente dotato di fronti ripidi ) innesca il ciclo di modulazione Rise – Fall, che viene generato in base al valore del comando SHAPE.
  2. Shape CV Input. La tensione CV collegata a questa porta si somma al valore di pannello del comando SHAPE e controlla la simmetria Rise-Fall del segnale generato. Un valore pari a 0 imposta un comportamento solo Fall, un valore pari a 100 imposta un comportamento solo Rise; valori intermedi portano a risultati più tendendi alla simmetria.
  3. Time CV Input. La tensione CV collegata a questa porta si somma al valore di pannello del comando TIME e modifica la durata complessiva della transizione Rise-Fall.
  1. Envelope Positive Output. E’ l’uscita normale dell’inviluppo Rise-Fall.
  2. Envelope Inverted Output. Il segnale di controllo elaborato dal circuito di inviluppo viene invertito e reso disponibile a questa uscita per ottenere risultati di modulazione speculari a quelli del normale inviluppo.
  3. End Trigger Output. Appena l’inviluppo termina la sua fase di Fall, questa porta emette un impulso di Trig che può essere usato per far partire altri eventi nel sintetizzatore o per mettere in ricircolo il funzionamento dello stesso circuito Rise-Fall.

12 VM Seq Clock panel

SEQUENCER – CLOCK

Da un certo punto di vista, è la periferica di uscita del sequencer presente all’interno di Volca Modular. Il sequencer di bordo controlla l’articolazione degli eventi attraverso tensioni di Gate e intona le frequenze dei due oscillatori Carrier e Modulator contenuti nella sezione SOURCE.

Di pannello, sono disponibili le uscite Pitch per l’intonazione contenuta in ciascuno step – è internamente normalizzata alla frequenza degli oscillatori (ma può essere usata per pilotare qualsiasi parametro sufficientemente significativo) e le uscite di Gate (con le quali innescare eventi diversi all’interno del sintetizzatore), disponibili con diverse densità e cadenze ritmiche. Il valore espresso con il comando CLOCK permette di alterare la velocità di esecuzione passando con continuità da 50 a 240 BPM; questo comportamento è modificabile dall’esterno attraverso tensione di controllo CV.

13 VM Seq Clock schema

Da sinistra verso destra, le connessioni nella morsettiera  corrispondono a:

  1. Clock Offset. La tensione di controllo CV applicata a questa porta può influenare la velocità di esecuzione in un margine compreso tra +/- 20 BPM di spostamento.
  2. /4 Gate Output. La densità originale del Gate Out (vedi sotto) è divisa per quattro e resa disponibile a questa uscita. In questo modo, si può innescare un qualsiasi evento ogni quattro step eseguiti in sequenza.
  3. /3 Gate Output. La densità originale del Gate Out (vedi sotto) è divisa per tre e resa disponibile per innescare eventi ogni tre step eseguiti in sequenza.
  4. /2 Gate Output. La densità originale del Gate Out (vedi sotto) è divisa a metà e resa disponibile per innescare eventi ogni due step eseguiti in sequenza.
  5. Gate Output. Questa porta emette una tensione di Gate ogni volta che lo step sequencer di bordo avanza di un passo.
  6. Pitch Output. La porta emette una tensione CV corrispondente al valore di intonazione contenuto nello step di sequenza eseguito.

14 VM Woggle panel

WOGGLE

E’ un modulo Sample & Hold internamente normalizzato ad un generatore di rumore rosa. Ogni volta che il circuito riceve un impulso di trigger, campiona il valore del rumore rosa e prolunga la lettura del valore campionato fino alla lettura successiva. L’uscita superiore stepped produce la sequenza di letture con transizioni brusche e non smussate in alcun modo (ad alto impatto ritmico, se applicato come segnale di controllo CV su destinazioni significative – ad esempio, la frequenza di taglio del filtro o l’intonazione di un oscillatore); l’uscita smooth processa le transizioni di valore con uno stadio di filtraggio/integrazione che rende fluido e progressivo il variare dei valori generati. L’effetto ritmico diminuisce, ma è possibile ottenere una maggior espressività nei (micro)cambiamenti.

A discrezione del musicista, è possibile interrompere la normalizzazione con il generatore di rumore rosa e campionare qualsiasi sorgente (interna o esterna al circuito); ad esempio, lavorando in collegamento con le uscite Gate a densità variabile, si può campionare la sequenza interna estraendo una nota ogni due, ogni tre o ogni quattro tra quelle programmate…

15 VM Woggle schema

Dall’alto verso il basso, e da sinistra verso destra, le connessioni nella morsettiera comprendono:

  1. Sample Input. Normalizzato con il Pink Noise Generator interno. A discrezione del musicista, è possibile inserire il segnale di un’altra qualsiasi sorgente (audio o di controllo) che si intende campionare; analizzando un segnale in banda audio, è più facile raggiungere – in base alla densità degli eventi di trigger – un pattern melodico/sequenziale ripetibile e utilizzabile in contesto “quasi-melodico”.
  2. Trigger Input. L’impulso collegato a questa porta innesca la cattura, il campionamento, del valore estratto dal segnale analizzato. Il valore così ottenuto rimane attivato in hold fino alla lettura successiva. Se il treno di impulsi trig è diradato nel tempo, gli eventi casuali proposti all’uscita del modulo saranno lenti e cadenzati; accelerando la velocità degli eventi (se preferite, incrementando la sampling rate), si otterrà un addensamento progressivo nell’uscita del circuito.
  3. Stepped SH Output. A questa uscita è possibile prelevare la sequenza di valori campionati ed emessi senza alcun tipo di integrazione nelle transizioni tra un valore e l’altro. La componente ritmica è significativa – a fronte di una cadenza negli impulsi di trig – e può facilitare la costruzione di patch particolarmente espressive.
  4. Smooth SH Output. Il segnale emesso dalla porta Smooth è, appunto, addolcito con un blando filtraggio LP, che permette di ottenere una morbida transizione tra i diversi valori emessi.

Se il circuito emette una sequenza di valori 5, 9, 4 alla porta Stepped, la stessa sequenza di valori prelevata alla porta Smooth diventa 5 (6, 7, 8), 9 (8, 7, 6, 5), 4.

16 VM split panel

SPLIT

Più spesso di quanto non si possa credere, nella programmazione con i sintetizzatori modulari è necessario distribuire lo stesso segnale su due o più destinazioni; a seconda dei contesti, si può usare uno split multiple (come in questo caso) o usare i vecchi Banana Plug o, in ambiente EuroRack, lavorare con i cavi TipTop Stackable. Volca Modular prevede due SPLIT in grado di ricevere ciascuno un segnale e fornirlo in duplice copia – ad esempio, per raggiungere due LPG o altre destinazioni che devono ricevere lo stesso tipo di controllo.

Anche se non si dovrebbe – per pura precauzione elettrica – è possibile usare lo SPLIT in modo inverso, cioè per sommare due segnali (audio o di controllo) e inviarli, senza attenuazione o alcun tipo di regolazione, verso la destinazione prescelta. Perché viene sconsigliato quest o tipo di comportamento? Perché se la somma dei due segnali supera il valore massimo di tensione previsto per l’ingresso del circuito destinazione (e se il costruttore non ha previsto protezioni interne), può verificarsi un sovraccarico elettrico non consigliabile. Musicista avvisato…

17 VM split schema

Da sinistra verso destra, in modo identico per le due righe inferiore e superiore, le connessioni nella morsettiera corrispondono a:

  1. Signal Input 1. E’ l’ingresso per il segnale che deve essere duplicato e inviato a due diverse destinazioni.
  2. Signal Output A. E’ la prima uscita dello sdoppiatore; il segnale è virtualmente identico a quello disponibile a…
  3. Signal Output B. E la seconda uscita dello sdoppiatore.

La descrizione è identica per il sistema sottostante.

18 VM Utility panel

UTILITY

In cauda venenum… Il modulo UTILITY è un punto molto importante all’interno della gestione audio/controllo prevista da Volca Modular; considerarlo simile ad un coltellino svizzero è abbastanza realistico e il suo uso consapevole permette di ottenere risultati di estrema flessibilità. Come è facile immaginare, quando si parla di “estrema flessibilità”, è realistico iniziare a preoccuparsi per la curva di apprendimento che il circuito impone al musicista.

La struttura prevede tre ingressi di segnale (indifferentemente audio o controllo, o controllo logico) A, B e C, che possono essere combinati tra loro ottenendo i due comportamenti A + BxC e A – BxC. Detto in questo modo, l’utilità del modulo non balza agli occhi, ma le cose diventano più chiare quando si inizia ad approfondire.

Attenuare un segnale

Qualsiasi segnale collegato alla porta B può essere scalato in livello usando il controllo di pannello. Basta lasciare ovviamente libere le porte A e C e usare solo il piccolo potenziometro “C” nel modulo UTILITY.

Sommare due segnali

Il segnale A viene sommato al segnale B con la possibilità di regolare, attraverso controllo di pannello il livello di B fino a raggiungere il risultato desiderato. L’uscita sommata è la porta superiore A + BxC. Può essere più chiaro paragonare questa condizione a quella di un mixaggio tra un canale unity gain senza attenuazione e un secondo canale dotato di attenuazione (in questo caso, l’attenuazione è il controllo di pannello – o l’eventuale valore C rilevato alla terza porta d’ingresso).

Somma di due segnali con controllo a distanza del livello B

Il segnale A viene sommato al segnale B; un terzo segnale di controllo è agganciato alla porta C e permette di gestire, con amount regolabile via controllo di pannello, l’intensità di B nel tempo. Anche in questo caso, l’uscita sommata dinamicamente è la porta superiore A + BxC.

Sottrarre due segnali

Sommare due segnali invertendo la polarità di uno di essi corrisponde a sottrarre un segnale all’altro. Ad esempio, si può realizzare un comportamento high pass sottraendo l’uscita del low pass al segnale originale non filtrato. E’ necessario collegare sulla porta A il segnale originale non filtrato, collegare a B l’uscita del lowpass, centrandone il valore richiesto col controllo di pannello “C”, e poi prelevare l’uscita alla porta inferiore A – BxC.

Se la porta B rimane scollegata, cioè se non si presenta alcun segnale al suo ingresso, il circuito genera una costante elettrica di valore 3.3V che può essere scalata a discrezione con il controllo di pannello, per essere usata come comando in tutti i casi dove il circuito non preveda un controllo dedicato di pannello (ad esempio, per “fare danni” con il Pitch degli oscillatori SOURCE).

Sommare o sottrarre un offset di valore

Il segnale collegato alla porta A può essere sommato a B (o sottratto, se si preleva il risultato dall’uscita inferiore del modulo); se non si collega nulla alla porta B, la tensione costante 3.3V generata è – a tutti gli effetti – un offset regolabile in valore con il controllo di pannello “C” o con l’eventuale segnale collegato a C. Si può “far salire di valore” l’escursione di un Rise-Fall mandato ciclicamente, o lo si può “far scendere nel quadrante negativo” sommando alla sua uscita il valore negativo della tensione offset.

Ring Modulation

Il modulatore ad anello produce un timbro nuovo partendo da due componenti note (carrier e modulator) dei quali somma e sottrae i valori di ciascuna armonica. Il modulo UTILITY può essere usato come ring modulator collegando due segnali audio agli ingressi B e C, mettendo il controllo di pannello al massimo e prelevando l’uscita mdoulata ad anello dalla porta A + BxC.

18 VM Utility schema

Da sinistra verso destra, e dall’alto verso il basso, le connessioni sulla morsettiera corrispondono a:

  1. Ingresso A. Il segnale collegato ad A può essere indifferentemente controllo o audio, unipolare o bipolare. Viene portato al punto di somma (positiva o negativa) con il segnale B il cui valore è scalato dal controllo di pannello “C” o dalla tensione eventualmente collegata in C.
  2. Ingresso B. Con eguale configurazione unipolare/bipolare, la porta riceve il segnale da sommare (o sottrarre) ad A. Il circuito permette la regolazione d’ampiezza di B in base al valore di pannello del controllo dedicato “C” o al valore della tensione eventualmente collegata in C. In assenza di segnali collegati all’ingresso B. il circuito produce autonomamente una tensione costante pari a 3.3V.
  3. Ingresso C. Sempre in modo unipolare o bipolare, il segnale presente alla porta C è usato per attenuare o amplificare il valore di B. Il suo intervento può essere scalato con il controllo di pannello “C”.
  4. Uscita A + BxC. A questo terminale, è disponibile la somma di A (sempre unity gain non attenuato in alcun modo) con il segnale B moltiplicato per il valore di C.
  5. Uscita A – BxC. A questo terminale, è disponibile il segnale A cui viene sottratto il valore di B che è stato precedentemente moltiplicato per il valore di C.

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Tastiera di bordo e Step Sequencer

Ogni Volca che si rispetti basa buona parte del proprio funzionamento sulla stretta interazione tra struttura di sintesi, tastiera e sequencer di bordo: Come al solito, attraverso una combinazione di tasti, le piazzole capacitive di step diventano anche un modo per raggiungere funzioni di comportamento e parametri globali; padroneggiare il funzionamento è relativamente semplice, a patto di non dedicarsi troppo salutariamente alla pratica con lo strumento.

20 VM Scale

Tastiera, scale e microtuning

Le sedici piazzole permettono di suonare cromaticamente note che vanno da A1 a C2; quali intonazioni dovranno comunque essere gestite dipende dalle scelte che si fanno come scala, scelta della tonica e eventuali deviazioni di microtuning. In aggiunta, lo vedremo in seguito, le sedici piazzole permettono anche di raggiungere altrettante locazioni di memoria all’interno delle quali è possibile memorizzare pattern indipendenti di sequenza.

Per scegliere le scale, la tonica e i comportamenti microtuning che personalizzano le intonazioni eseguibili, è necessario accedere al menu Function, usando la combinazione di tasto FUNC e tastino Step da 1 a 16. 

 

Menu FUNC(tion)

Tutti i parametri che non trovano posto sul pannello principale di caratterizzazione timbrica sono organizzati nel menu a sedici voci (non a caso, il numero delle voci corrisponde alla disponibilità di step/piazzole capacitive utilizzate per la loro selezione).

  1. Scale Selection. Anche se di default Volca Modular lavora in temperamento equabile, è possibile scegliere una di quattordici possibili scale (che riducono il numero dei semitoni e degli intervalli possibili e forzano la tonica sulla nota C1, corrispondente alla quarta piazzola Step #4 a partire da sinistra. Dopo aver selezionato il modo Scale Selection, è possibile usare uno dei quattordici tastini step a partire dal terzo in avanti per scegliere quale scala utilizzare (cromatica, maggiore, minore, minore armonica, minore melodica, dorica, frigia, lidia, esotica 1 o 2, giapponese, minore pentatonica, maggiore pentatonica, cromatica invertita – c’è da divertirsi). Il manuale riporta gli intervalli e i semitoni attivati scala per scala. Premendo FUNC, si esce dalla selezione di scala.
  2. Tonic. Dopo aver scelto una scala diversa dalla cromatica, è necessario specificare la tonica, cioè la nota dalla quale si vuole partire come primo grado. E’ possibile usare i primi 12 step per specificare qualsiasi semitono dell’ottava. Premendo nuovamente FUNC, si esce dal modo Tonic.
  3. Micro Tuning Edit. Si può alterare anche drasticamente la correttezza dei semitoni, facendoli deviare (crescenti o calanti) con un’escursione regolata attraverso azione combinata della nota di tastiera e del potenziometro SPACE AMOUNT che, per l’occasione, diventa il regolatore di MICROTUNE. L’escursione concessa è pari a +/-100 centesimi di semitono di deviazione. premendo nuovamente FUNC, si esce dal modo Micro Tuning.
  4. Micro Tuning Clear. Con questo comando, si cancellano tutte le eventuali deviazioni impostate alla normalità delle intonazioni.
  5. Octave Down. Abbassa l’intonazione di un’ottava.
  6. Octave Up. Alza l’intonazione di un’ottava.
  7. Randomize Note. Il contenuto della sequenza viene randomizzato. Se siete a corto di ispirazione, questo farà al caso vostro.
  8. Randomize Active Steps. La variazione casuale è applicata al numero e alla scelta degli step attivati in sequenza.
  9. Randomize Micro Tuning.
  10. Gate. Alterna due lunghezze prestabilite (lunga e corta) per la tensione di Gate. Ci sarebbe da discutere, ma facciamo finta di nulla…
  11. Bounce Mode. In Bounce Mode, la sequenza viene eseguita normalmente, da sinistra verso destra, e poi viene ripetuta da destra verso sinistra (a partire dall’ultimo step utile).
  12. Stochastic Mode. In Stochastic Mode, si innesca un motore di valutazione che decide arbitrariamente se, dopo aver eseguito uno step: a) si avanza allo step successivo e lo si suona; b) si salta uno step e si esegue quello due locazioni avanti; c) si torna indietro di uno step e lo si esegue; d) si ripete lo stesso step. Le combinazioni cambiano di volta in volta.
  13. Motion On/Off. Lo step sequencer di bordo può registare le note, con le informazioni di pitch e la condizione Gate On/Off, ma può anche scrivere variazioni applicate ai valori di pannello di praticamente tutti i parametri di bordo (rimangono immuni dal Motion Recorder i controlli di Clock, Utility e Volume). La registrazione dura un giro di sequenza e permette di catturare i cambiamenti nei valori dei parametri. Con un poco di pratica, le cose possono diventare molto interessanti. Per semplificare le procedure, non è possibile sovrapporre due passaggi con la registrazione dello stesso parametro: a fine giro, il meccanismo esce automaticamente dal modo Motion Recorder per quel controllo.
  14. Motion Clear. Come è facile immaginare, si può esagera nell’automazione dinamica dei parametri e, con questo controllo, è possibile pulire completamente la memoria delle automazioni del pattern in esecuzione. Occorre fare attenzione: una volta che la movimentazione dei parametri è stata cancellata, non c’è modo di recuperarla se non registrandola nuovamente.
  15. Clear Active Step. La condizione Active Step permette di isolare in esecuzione solo gli step desiderati, uscendo dalla normale esecuzione 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16 (ulteriori particolari passim). Ovviamente, se le cose diventano insostenibili, è sempre possibile spianare ogni cosa e tornare al buon vecchio, classico modo di scansione step da sinistra verso destra.
  16. Clear All. Con questa funzione si cancellano tutti i dati di sequenza.

 

Gestione dello Step Sequencer

Il sequencer di bordo ha memoria sufficiente per registrare sedici pattern da sedici step ciascuno; ogni step memorizza intonazione di nota (mediata attraverso applicazione della maschera di scala/tonica), condizione Gate On/Off, attivazione dello step in playback, motion recording sui parametri di pannello abilitati alla scrittura dinamica.

La registrazione può avvenire in tempo reale o differito (in step by step mode); per registrare in tempo reale, basta premere i tasti REC e poi PLAY e iniziare a suonare; la registrazione può essere abilitata in qualsiasi punto del playback e, premendo nuovamente REC, si tornerà alla semplice esecuzione senza inserimento di nuovi dati.

La registrazione step by step avviene premendo la combinazione di tasti FUNC e REC; in questo modo, si possono inserire con maggior precisione le singole note avanzando passo dopo passo nelle locazioni di sequenza; l’avanzamento è monitorato dall’accensione del LED step corrispondente. Lo step registra il valore di nota corrispondente alla piazzola che si tocca con le dita e rimane su quello step fintanto che il dito tiene attivo il contatto; quando si alza il dito, il meccanismo passa allo step successivo. Si può cancellare lo step corrente con REC e sostituire il suo contenuto.

La sequenza programmata può essere salvata in una delle 16 locazioni disponibili. Per salvare la sequenza, occorre premere il tasto FUNC, premere il tasto MEMORY/WRITE e poi premere uno dei 16 tasti step corrispondente alla locazione che si vuole impegnare con la scrittura. 

Per caricare in lettura una delle 16 sequenze precedentemente salvate, occorre tenere premuto il tasto MEMORY/WRITE e premere il tasto step (da 1 a 16) corrispondente alla sequenza che si vuole ascoltare. La differenza nelle procedure di scrittura e lettura è esclusivamente nell’impiego del tasto FUNC all’inizio della procedura. 

 

Se sedici step non bastano

E’ possibile linkare in chain mode due o più pattern tenendo premuto il tasto MEMORY e toccando i tasti step (sequenze da 1 a 16) che si vogliono concatenare; premendo 5, 6 e 7, si avrà l’esecuzione concatenata e ripetuta delle tre sequenze senza soluzione di continuità.

 

Esecuzione della sequenza

Dopo aver scelto la sequenza giusta, il playback parte semplicemente premendo il tasto PLAY sul pannello comandi. La sequenza viene letta dal primo all’ultimo step e poi viene ripetuta automaticamente. Se è stato impostato il parametro Function Bounce Mode o Stochastic Mode (tasti step/funzione 11 o 12), l’ordine di lettura può cambiare anche drasticamente.

Per bloccare l’esecuzione, basta premere nuovamente il tasto PLAY.

 

21 step active

Il modo Active Step

Disponibile anche su piccolo sequencer SQ-1, il modo Active Step permette di accendere o spegnere individualmente gli step di sequenza a seconda delle necessità; può essere considerato come un “super skip mode” con il quale eliminare fisicamente un numero variabile di passi precedentemente programmati. La differenza fondamentale tra skip e off è che uno step che non trasmette articolazione di gate viene comunque considerato come pausa e contribuisce alla consistenza ritmica della traccia; uno step saltato, cioè messo “in skip mode” viene eliminato dalla durata e quindi comporta un’accorciamento anche drastico della sequenza. Se la sequenza – come sempre – è programmata con valori melodici, eliminando gli step si riesce a cambiare il senso musicale del fraseggio ottenendo risultati particolamente dinamici.

Per abilitare il comportamento, si tiene premuto FUNC e il tasto PLAY che assume il comportamento shift Active Step. A questo punto, durante il playback, le sedici piazzole di step sono utilizzabili per accendere/confermare o spegnere/negare l’esecuzione dello step.

Una normale sequenza di step compresi tra 1 e 16 può essere personalizzata spegnendo 3, 5, 8, 11, 13 e 16; in questo modo, il playback comprenderà solo gli step 1, 2, 4, 6, 7, 9, 10, 12, 14, 15.

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Parametri globali

Come lascia intendere la dicitura, il blocco dei parametri globali influenza l’intero funzionamento di Volca Modular, facilitandone l’inserimento all’interno di un network di produzione già avviato.  La procedura di selezione dei parametri è comune a tutti i modelli Volca: si accende l’apparecchio tenendo premuto il tasto FUNC e, successivamente, si usano i diversi tasti Step per scegliere il parametro desiderato e per accenderlo/spegnerlo; si torna al modo normale, uscendo dalla procedura di programmazione, premendo il tasto REC.

Di seguito, l’elenco dei parametri globali; il numero progressivo corrisponde al tasto Step che deve essere premuto per richiamare il parametro:

  1. Auto Power-Off. Abilita o disabilita lo spegnimento dell’apparecchio se inutilizzato per un periodo di tempo significativo; considerando l’alimentazione a batterie, il parametro può rappresentare un vero life saver.
  2. Battery Type Selection. Permette di scegliere tra pile Alkaline o Nickel-metal hydride. Ci sono conseguenze sulla durata delle batterie e sulla valutazione dell’operatività nel tempo.
  3. Sync Out Polarity. Il segnale di sincronizzazione emesso dalla porta Sync Out (lungo 15 msec e con valore pari a 5V) può essere configurato come positivo (da zero a +5V) o negativo (da +5V a zero).
  4. Sync In Polarity. Il segnale di sincronizzazione ricevuto dal mondo esterno e collegato alla porta Sync In (può raggiungere i 20V di tensione) può essere configurato come positivo (da zero a +20V max) o negativo (da +20V max a zero). Sbagliando la polarità, nei confronti del segnale esterno, Volca Modular suona “in levare”.
  5. Tempo Range Settings. La regolazione del comando CLOCK può coprire la piena escursione (da 10 a 600 BPM) o un range di valori più ridotto e utile (da 56 a 240 BPM).
  6. Sync Input/Output Unit. Permette di regolare la densità degli impulsi emessi per ogni avanzamento di step del sequencer interno o necessari per far avanzare di uno step il sequencer. Si possono scegliere densità pari a 1 impulso a step o un impulso ogni due step.

L’apparente nonsense del “mezzo impulso” a step è facilmente chiarito considerando il modo con il quale la serie Volca interpreta gli impulsi di sincronizzazione. Invece di usare solo il fronte ripido positivo (cioè, l’inizio della transizione di sync on/off), il meccanismo legge sia il fronte ripido positivo “a salire” che quello negativo “a scendere”, considerandoli due avanzamenti indipendenti – per questo motivo, in alcune macchine esterne (ad esempio Arturia BeatStep Pro), è necessario impostare uno speciale modo Sync “2” per garantire il corretto avanzamento delle eventuali Volca collegate in sincronizzazione. Praticamente, il parametro numero 6 potrebbe essere interpretato come scelta tra l’interpretazione standard “prendo in considerazione solo il fronte ripido positivo dell’impulso di sincronizzazione” (un impulso a step – condizione non di default) o “faccio a modo mio e avanzo ogni volta che intercetto un fronte ripido, indifferentemente a salire o a scendere (condizione di default Volca).  Musicista avvisato…

 

24 Volca Modular BLANK PANEL 2

Considerazioni

Fatte salve le debite differenze di blasone e di budget, l’utente che volesse affrontare la sintesi West Coast senza impegnarsi nell’acquisto del Buchla Music Easel, può contare fattivamente sulla dotazione circuitale offerta da Volca Modular. Confrontando velocemente la disponibilità di moduli presenti nei due strumenti, è facile riscontrare piacevolli corrispondenze.

Buchla Music Easel

Complex Oscillator, Modulation Oscillator, LoPass Gate 1, LoPass Gate 2, Reverb, Out Mixer, Envelope ASD, Pulser, 5-Stage Sequencer, Random Generator, Inverter, memorizzazione meccanica dei preset. MIDI In. Arpeggiatore.

KORG Volca Modular

Complex Oscillator & Modulation Oscillator, LoPass Gate 1, LoPass Gate2, Reverb & Out Level, Envelope AHR, Envelope Rise/Fall, 16 Step Sequencer, Woggle Smooth/Stepped generator, Clock, multiple, memorizzazione dei parametri. Niente MIDI. Amplificazione incorporata.

C’è da divertirsi. Lo strumento è caldamente consigliato.

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Comments (13)

  • Davide

    |

    Una domanda per il professore, sto costruendo un modulare e mi chiedo se avere solo mixer con base moog cp3 possa in qualche modo influenzare in maniera negativa l’utilizzo del sistema. è necessario anche avere almeno un mixer “normale” ?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      il CP3 è, abbastanza “normale” come funzionamento, a parte la disponibilità dell’uscita in polarità invertita…
      non penso che ci possano essere problemi ad usare un tipo di mixer di quel genere, a patto di non esagerare con l’escursione dei livelli di canale – che nel design originale è abbastanza “generosa”

      Reply

      • Davide

        |

        Mi interesserebbe la sua possibilità di clippare i segnali se spinto oltre un certo limite…. è utile ?

        Reply

        • Enrico Cosimi

          |

          entro certi limiti, quando fai wavefolding sulla forma d’onda prodotta dal complex oscillator, raggiungi un comportamento vagmente simile a quello ottenibile per schiacciamento del segnale attraverso clip estremo; in alternativa, puoi prelevare il segnale del volca modulare e pomparlo esternamente…

          Reply

          • federico

            |

            Salve, sono sempre stato affascinato dal mondo modulare, specialmente quello sperimentale in stile Morton Subotnik… Ho deciso di iniziare ad esplorare con questo Volca ma un dettaglio non mi è chiaro.
            L’ Arturia Keystep ha un pitch output massimo di 12V, cosa ne consegue in compatibilità? La sovratensione in eccesso è un problema? Viene gestita in qualche modo o devo attuare qualche accorgimento?

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            per arrivare a +12V sull’uscita pitch della keystep è necessario trasporla al massimo dei massimi dei massimi delle note acute – ogni ottava produce un volt in più, quindi +12V sono DODICI OTTAVE DI ESCURSIONE SULLE ACUTE… può andare bene per i pipistrelli.

            in ogni caso, il volca modular applica una limitazione alla tensione in ingresso pari a 3.3 V, quindi non c’è pericolo di bruciare nulla

            Reply

  • Hunnytheurry

    |

    Bellissimo articolo! Un lavoro enorme e tantissime spiegazioni. Complimenti!

    Reply

  • Paolo Conti

    |

    Ci sarebbe un certo prodotto di Arturia……

    Reply

  • Federico

    |

    Grazie, è quello che speravo di sentire, sapevo che oltre le 6 ottave il volca va in clipping, ma appunto volevo una conferma che non si corrono rischi nel caso in cui per errore un segnale estremo venisse inviato al sistema.
    Grazie.

    Reply

  • Davide Terranova

    |

    Ciao Enrico, da possessore del nuovo volca, nel tentativo di farlo suonare con altri compagni sintetizzatori ho notato che di base il modular sembra essere accordato a 432/433 (complotto) e anche quando digito “clear” nella sezione microtuning lui torna di base a quella impostazione generale.
    Il problema fino ad ora l’ho raggirato creando un microtuning ad hoc per ogni nuova sequenza, però oltre ad essere noiosa come operazione, spezza il workflow sul sequencer nel cambio di scale e memory on the fly, che è proprio un punto di forza del mondo volca in generale.
    Mi chiedevo se c’è un modo per tunare lo strumento in qualche modo generale e non scala per scala e se qualcun’ altro oltre me ho notato questa cosa (magari ce l’ha solo il mio).
    Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      non ho avuto modo di verificare sul mio strumento; posso farlo appena trovo un attimo; calcola che, di solito, le macchine analogiche prevedono un trimmer interno di regolazione per il tuning che viene impostato in fabbrica prima di “chiudere” lo strumento; contatta l’assistenza KORG – in Italia, puoi fare riferimento a EKO Music Group – per vedere se c’è documentazione tecnica (difficile) o se c’è un’assistenza cui portare lo strumento

      Reply

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