Author Archive

Arpeggiando l’Unicorno: il piccolo, grande Arpeggiator

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Tutorial

Stante l’impostazione data alle proprie apparizioni, l’Invisibile Unicorno Rosa tende a integrare nel proprio setup almeno un vattelappesca che concorra alla ritmicità della performance: tipicamente un arpeggiatore O uno step sequencer O il Moog MIDI MuRF. Diamo un’occhiata alla prima di queste tre soluzioni…

Di Jacopo Mordenti

ableton arp1

L’arpeggiatore di riferimento è da tempo quello integrato in Live! 9, subdolamente chiamato da quelle volpi di Ableton “Arpeggiator”. Perfettamente in linea con l’ergonomia di Live! – benché ripensare la distribuzione dei parametri non sarebbe un’eresia, probabilmente – Arpeggiator è in grado di produrre risultati minimali o, all’opposto, relativamente complessi, senza per questo costringere l’utente a una dose massiccia di analgesici.

Buonasera, Monsieur Martenot

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Capitolo irrinunciabile della storia degli strumenti musicali del Novecento, l’Onde Martenot non si direbbe godere attualmente della popolarità di altri affascinanti strumenti pionieristici quali – a puro titolo di esempio – l’eterofono di Lev Sergeevič Termen o l’organo elettromeccanico di Laurens Hammond. Però, cercando con il lanternino…

Di Jacopo Mordenti

mart

… Qualcosa si trova. Qualcosa che, pur dovendo prescindere da quella specifica interazione fisica con lo strumento originale che non è affatto secondaria in termini di risultato, permette di farsi almeno un’idea di massima del funzionamento della creatura di Maurice Martenot: Vertigo Waves, un ensemble per Reaktor sviluppato – e distribuito gratuitamente: alleluja! – da Boscomac.

Straziami, ma di glitches saziami

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

O anche: quando la somma è molto più delle parti, e il divertimento corre lungo la griglia temporale.

Di Jacopo Mordenti

glitch210-screenshot

Sviluppato artigianalmente da Kieran / Illformed, Glitch2 è un multieffetto in formato VST e AU che combina brillantemente tre cosucce mica da ridere:

  • Dieci algoritmi per processare il segnale, di per sé non esoterici ma nemmeno banali.
  • Una griglia temporale configurabile a puntino lungo la quale accendere o spegnere, in maniera indipendente l’uno dall’altro, i dieci algoritmi di cui sopra.
  • Una spiccata propensione alla randomizzazione dei numerosi parametri in gioco.

Nomad Factory’s Echoes. O “Del rullante fantasma”.

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Quello del ritardo è un concetto a dir poco elastico. Con un paio di accorgimenti e il processore giusto – tipo l’Echoes di Nomad Factory, giustappunto – il gioco di prestigio “a la Oronzo” è dietro l’angolo.

Di Jacopo Mordenti

oronzobncarte

Alle prese con l’Invisibile Unicorno Rosa, capita di dover stendere una sorta di minimale accompagnamento ritmico a un parlato, optando per un semplice colpo di cassa sul primo quarto. Meno di un minuto dopo, capita di contraddirsi e di volere arricchire la densità ritmica del risultato: perché non contemplare, fra le varie strategie possibili, l’applicazione di un effetto di delay/echo sulla cassa di cui sopra?

Indent: distorci, filtra, modula. Con l’Unicorno.

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Distorcere è un’arte. E con Indent – sulle prime distribuito gratis da Unfiltered Audio sulla piattaforma Plugin Alliance – diventa un’arte raffinata: cesellare con l’accetta, perché no?

Di Jacopo Mordenti

1

La formula vincente alla base di Indent, probabilmente, più che nei singoli, diversi stadi di trattamento del segnale sta nella logica semimodulare che permette di combinare questi stessi stadi: la somma è superiore alle parti, insomma, è soprattutto è fluida.

Little MicroShift: l’effetto subdolo dell’Unicorno

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Cosa c’è di meglio di un bell’effetto spudorato? Un bell’effetto subdolo, probabilmente: di quelli che non capisci esattamente come operino, ma di cui non puoi che apprezzare il risultato. Un nome a caso? Little MicroShift di Soundtoys.

little-microshift-fullsize

Acquistato – come già il Little PrimalTap di cui si è parlato tempo addietro – sulla scia di una campagna promozionale dello sviluppatore, Little MicroShift altro non è se non la declinazione minimale del più completo e onoroso MicroShift. Differenze quantitive a parte, i due mostriciattoli fanno perno sul medesimo, scivoloso concetto: quello del pitch-shifting, grazie al quale processare il segnale attraverso una combinazione di detuning e delay capace di inspessirlo e spalmarlo sul fronte stereo.

Digital Synsations by UVI: la madeleine e l’Unicorno

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

… E così tempo addietro è capitato che alla UVI siano impazziti e – per un breve lasso di tempo – abbiano regalato un prodottino da leccarsi i baffi quale Digital Synsations: un tuffo nei colori digitali degli anni Ottanta e Novanta sotto le mentite spoglie di quattro tastiere epocali.

Di Jacopo Mordenti

dig

… Perché poniamo di volere arricchire la propria palette sonora con i timbri di Korg M1, Yamaha SY77, Ensoniq VFX e Roland D50: “che fare?” (ipse dixit).

Little Primal Tap: il delay mattacchione

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in no-categoria

Un delay è per sempre: con la giusta regolazione di feedback, s’intende. E comunque, se l’eternità proprio non ci aggrada, è un attimo a impiegare il ritardo quale effetto di compagnia, capace alla bisogna di stravolgere con spensieratezza la più scarna delle parti: agli amanti dell’ambito software più spericolati consiglio in questo senso il Little Primal Tap di Soundtoys.

Little-PrimalTap-fullsize

Arturia SEM V: il piccoletto mena!

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Recording, Software, Tutorial

Guardate l’immagine appena sotto. Guardatela bene: è l’arsenale a cui mamma Arturia ha dato il nome di V-Collection, la pornografica incarnazione (software) dei desiderata tastieristici contemporanei. C’è (quasi) tutto, c’è (quasi) il meglio: il colpo d’occhio restituisce una distesa di tasti bianchi & neri, di sliders e knobs, di chassis e cavalletti. Ci vuole poco a lasciarsi tramortire prima di aver messo a fuoco quello scatolotto bianco panna all’estrema destra dell’ensemble: l’Oberheim SEM.

Di Jacopo Mordenti

SEM immagine 1

Dell’indimenticato Synthesizer Expander Module, progettato e prodotto da Tom Oberheim fra il 1974 e il 1979, si è già parlato qui su Audio Central Magazine: tempo addietro, per la gioia dei musicisti su piattaforma iOS, Antonio Antetomaso e Attilio De Simone hanno diffusamente chiamato in causa su queste pagine Arturia e il suo iSEM. Oggi affrontiamo la declinazione arturiana di questo piccolo gigante – o meglio la penultima declinazione, stante i rilasci delle ultime settimane – da un punto di vista squisitamente pratico, verificandone l’impiego nell’ambito di un concerto dell’Invisibile Unicorno Rosa e traendone – se possibile – un qualche bilancio.

XILS 3 LE V2.0: un piccolo mostriciattolo con cui divertirsi

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Qui su Audio Central Magazine si è più volte parlato dei prodotti sviluppati da XILS Lab. Oggi tiene banco il piccolo XILS 3 LE V2.0, oggetto tempo addietro di una campagna promozionale che mi ha permesso con pochi, pochissimi euro di mettere le mani su uno dei più divertenti sintetizzatori semimodulari in cui mi sia capitato di imbattermi.

Di Jacopo Mordenti

xils 1 def

Ispirato concettualmente e visivamente a due chicche d’altri tempi come VCS3 e AKS Synthi, in termini di generazione il mostriciattolo di XILS porta in dote tutti i pro e i contro di un’architettura di sintesi semimodulare. Il routing del segnale, stante la matrice di modulazione a pin e un gustoso step sequencer, è evidentemente più flessibile rispetto alla tipica architettura blindata VCO > VCF > VCA, il che – sommato alla presenza di moduli relativamente poco convenzionali: si prenda quel riverbero, per dire – consente un’ampia gamma di risultati sonori, anche atipici. Di contro – benvenuto, Monsieur Lapalisse! – con XILS non si ha la libertà di un sistema di sintesi modulare: esaurite le risorse a disposizione – ampie ma non sterminate, soprattutto ragionando di filtraggio – si è costretti a dichiarare conclusa la festa.