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Arturia SEM V: il piccoletto mena!

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Recording, Software, Tutorial

Guardate l’immagine appena sotto. Guardatela bene: è l’arsenale a cui mamma Arturia ha dato il nome di V-Collection, la pornografica incarnazione (software) dei desiderata tastieristici contemporanei. C’è (quasi) tutto, c’è (quasi) il meglio: il colpo d’occhio restituisce una distesa di tasti bianchi & neri, di sliders e knobs, di chassis e cavalletti. Ci vuole poco a lasciarsi tramortire prima di aver messo a fuoco quello scatolotto bianco panna all’estrema destra dell’ensemble: l’Oberheim SEM.

Di Jacopo Mordenti

SEM immagine 1

Dell’indimenticato Synthesizer Expander Module, progettato e prodotto da Tom Oberheim fra il 1974 e il 1979, si è già parlato qui su Audio Central Magazine: tempo addietro, per la gioia dei musicisti su piattaforma iOS, Antonio Antetomaso e Attilio De Simone hanno diffusamente chiamato in causa su queste pagine Arturia e il suo iSEM. Oggi affrontiamo la declinazione arturiana di questo piccolo gigante – o meglio la penultima declinazione, stante i rilasci delle ultime settimane – da un punto di vista squisitamente pratico, verificandone l’impiego nell’ambito di un concerto dell’Invisibile Unicorno Rosa e traendone – se possibile – un qualche bilancio.

XILS 3 LE V2.0: un piccolo mostriciattolo con cui divertirsi

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Qui su Audio Central Magazine si è più volte parlato dei prodotti sviluppati da XILS Lab. Oggi tiene banco il piccolo XILS 3 LE V2.0, oggetto tempo addietro di una campagna promozionale che mi ha permesso con pochi, pochissimi euro di mettere le mani su uno dei più divertenti sintetizzatori semimodulari in cui mi sia capitato di imbattermi.

Di Jacopo Mordenti

xils 1 def

Ispirato concettualmente e visivamente a due chicche d’altri tempi come VCS3 e AKS Synthi, in termini di generazione il mostriciattolo di XILS porta in dote tutti i pro e i contro di un’architettura di sintesi semimodulare. Il routing del segnale, stante la matrice di modulazione a pin e un gustoso step sequencer, è evidentemente più flessibile rispetto alla tipica architettura blindata VCO > VCF > VCA, il che – sommato alla presenza di moduli relativamente poco convenzionali: si prenda quel riverbero, per dire – consente un’ampia gamma di risultati sonori, anche atipici. Di contro – benvenuto, Monsieur Lapalisse! – con XILS non si ha la libertà di un sistema di sintesi modulare: esaurite le risorse a disposizione – ampie ma non sterminate, soprattutto ragionando di filtraggio – si è costretti a dichiarare conclusa la festa.

Bus Driver: comprimere e saturare. Con stile.

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in no-categoria, Software, Tutorial

Appena qualche giorno fa Nomad Factory ha rilasciato gratuitamente – benché per un periodo limitato – Bus Driver, un compressore ottico in formato VST che, per certi versi, può essere inteso come parte del testamento professionale di Bernie Torelli.

Di Jacopo Mordenti

 

nomad

Lo sviluppatore a capo dell’azienda che, negli anni, ha sfornato diversi plugin fra emulazioni e progetti originali – magari grandi nel risultato ma piccoli nel prezzo, anche grazie alle occasionali campagne sconto di Don’t Crack – ha perso la sua lunga, personale battaglia contro il cancro, ma ha voluto ripagare la vicinanza mostratagli da tanti utenti nel corso della malattia con un ultimo prodotto accessibile a tutti.

Resonator – suonare il rumore

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software, Tutorial

… E poi un giorno arriva Pensece – leggendario amico immaginario dispensatore di consigli non richiesti – e mi suggerisce di giocherellare con il Resonator diLive!. “Non di soli oscillatori vive l’uomo”, sentenzia: e ha ragione, perché con il dovuto trattamento anche il rumore riesce a prendere parte all’armonia di un brano.

Di Jacopo Mordenti

resonator

Armati di spirito pragmatico, procuriamoci un campione ambientale, magari di durata consistente e percorso da un certo numero di transienti: un lavandino che gocciola per qualche buon secondo, ad esempio, potrebbe essere un punto di partenza.

Mosche bianche. FireBird 2 

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software, Vintage

Diciamolo pure: il mondo dei VST e dei VSTi è talmente ampio che orientarcisi nel dettaglio è praticamente impossibile. Capita così che, disperse in un mare di prodotti mediocri, alcune chicche sfuggano alla nostra attenzione, e sì che fra gratuità e prestazioni potrebbero tornarci utili. Pronti a fare un giro sul  FireBird 2 di Tone2 ?

Di Jacopo Mordenti

firebird 01

A prima vista l’architettura del pupo sembrerebbe semplice, quando non banale: due oscillatori, un filtro e il suo inviluppo, un amplificatore e il suo inviluppo, un LFO, un arpeggiatore, un banco effetti e poco altro.

Mosche bianche (in estinzione). Inspector

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Il problema delle mosche bianche è che, di quando in quando, si estinguono. Capita così di doversi mettere all’affannosa ricerca di qualche archivio online che ci permetta di (ri)mettere le mani su quei plugin che, per la legge di Murphy, persino i loro stessi sviluppatori hanno per mille ragioni disconosciuto. È il caso, fra i tanti, di Inspector di Roger Nichols Digital.

Di Jacopo Mordenti

inspector

Tanto per essere chiari: Inspector NON genera né processa il segnale. Lo analizza…

La febbre del vintage: quale cura sostenibile? – Seconda parte

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software, Tutorial

 Si parlava di quei plugin – come Magnetic II di Nomad Factory – funzionali a un trattamento del segnale che richiami la dinamica, i colori e persino quegli adorabili difetti delle registrazioni d’altri tempi. Imbastiamo un primo esempio pratico applicando il pargolo al canale master della nostra DAW, così da intervenire globalmente sulla somma dei timbri impiegati nella demo di turno.

Di Jacopo Mordenti

magnetic 1

Ad una prima occhiata, quello che spicca del segnale di partenza – che di per sé non è altro che un banalissimo funky assemblato a colpi di clip in Live – è una gamma dinamica relativamente ampia. In effetti né le singole tracce né il master hanno subito un processo di equalizzazione e/o compressione; l’unico intervento operato, in fase di mixdown, è stata la normalizzazione a 0 dBfs. Analizzando il risultato con un editor (ad esempio Wavosaur), è possibile appurare come l’RMS media si attesti intorno a -22 dB, a testimonianza di un certo respiro percepibile anche all’ascolto.

La febbre del vintage: quale cura sostenibile? (parte 1)

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

La febbre del vintage si direbbe non riuscire a passare. Un po’ tutti noi, perennemente alle prese con acquisti, vendite, scambi di strumenti musicali, nell’approcciarci a un qualsiasi vattelappesca finiamo per avvertire un solletico alla base del collo, una vocina che sussurra melliflua: “… ma suonerà come i vattelappesca d’annata?”

Di Jacopo Mordenti

abbey road

 

Non c’è antipiretico che tenga: la risposta, accompagnata da un sospiro funereo, perlopiù sarà NO. Né a ben vedere potrebbe essere altrimenti, perché con fin troppa facilità ci dimentichiamo come il suono con la S maiuscola – quello marchiato a fuoco nella carne di noi musicisti, quello che ci fa adottare un atteggiamento fideistico al limite del ridicolo, per cui “solo se è vecchio è buono” – è stato ed è tuttora il prodotto non di una singola macchina, ma di una combinazione ragionata di macchine: ad esempio la combinazione fra il sintetizzatore X, il preamplificatore Y e il registratore a nastro Z.

Variphrase – Il dominio del tempo (terza parte)

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, no-categoria, Software, Tutorial

È il momento di quagliare, e di dare in pasto al V-Synth – meglio: al motore VariPhrase del V-Synth – il campione evolutivo realizzato a monte con Zebralette nel rispetto di alcuni semplici paletti: l’altezza del campione è quella del DO centrale, la durata è di 1 battuta a 120 bpm.

Di Jacopo Mordenti

vp1

Importato il campione all’interno del V-Synth, il primo passo che dovremo compiere sarà quello di affibbiargli i punti di loop start e di loop end: più difficile a dirsi che a farsi, non fosse altro in considerazione del fatto che abbiamo costruito il campione apposta per essere inesorabilmente riprodotto dall’inizio alla fine. In Sample > Edit l’inserimento della lettura in loop è evidentemente questione di un attimo.