La febbre del vintage: quale cura sostenibile? – Seconda parte

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software, Tutorial

 Si parlava di quei plugin – come Magnetic II di Nomad Factory – funzionali a un trattamento del segnale che richiami la dinamica, i colori e persino quegli adorabili difetti delle registrazioni d’altri tempi. Imbastiamo un primo esempio pratico applicando il pargolo al canale master della nostra DAW, così da intervenire globalmente sulla somma dei timbri impiegati nella demo di turno.

Di Jacopo Mordenti

magnetic 1

Ad una prima occhiata, quello che spicca del segnale di partenza – che di per sé non è altro che un banalissimo funky assemblato a colpi di clip in Live – è una gamma dinamica relativamente ampia. In effetti né le singole tracce né il master hanno subito un processo di equalizzazione e/o compressione; l’unico intervento operato, in fase di mixdown, è stata la normalizzazione a 0 dBfs. Analizzando il risultato con un editor (ad esempio Wavosaur), è possibile appurare come l’RMS media si attesti intorno a -22 dB, a testimonianza di un certo respiro percepibile anche all’ascolto.

Un ascolto…

Proviamo a spingere sull’acceleratore, ricorrendo a Magnetic II. Cominciamo con lo scegliere uno dei modelli di registratore a disposizione: ATR-102, ispirato allo storico Ampex ATR-102 dotato di due tracce su nastro da ½ pollice. Fatto ciò, passiamo a:

  • REEL SPEED, che lasciamo a 30 inchs per second.
  • SATURATION, che regoliamo a +50 a partire dall’algortimo tape.
  • COLOR (+50, algoritmo modern).
  • LOWS (+25, body) e HIGHS (+25, brilliance)
  • GAIN BOOST (+6), e OUT CEILING (appena sotto lo 0)
  • WOW & FLUTTER (di default a ore 12).

Cosa restituisce, già anche solo visivamente, il processamento del segnale di partenza con queste impostazioni?

 Un secondo ascolto…

 

L’escursione dinamica è evidentemente ridotta; l’analisi ci conferma che l’RMS è salita a -17 dB circa. All’ascolto cosa notiamo? Che il segnale è compresso, come emerge in particolare dal transiente del rullante. In termini di frequenze, gli estremi dello spettro risultano relativamente enfatizzati; sullo sfondo, una certa saturazione da nastro va a colorare – si potrà dire irruvidire ? – il tutto. Le imperfezioni – posto il mancato intervento su WOW & FLUTTER – sono minime; peraltro, aver mantenuto la velocità di trascinamento del nastro a 30 ips vuol dire essersi garantiti il maggior range dinamico e la maggiore linearità di frequenza possibili.

 

magnetic 2

Non contenti, vogliamo strafare. Cambiamo modello di registratore: ATR60, modellato sul Tascam ATR60 dotato di sedici tracce su nastro da 1 pollice. A seguire:

  • REEL SPEED, 7 ½ inchs per second.
  • SATURATION, +62.5, algoritmo tube.
  • COLOR, +62.5, algoritmo vintage.
  • LOWS (ancora +25, ma sulla frequenza warm) e HIGHS (ancora +25, ma sulla frequenza focus)
  • GAIN BOOST (ancora +6), e OUT CEILING (ancora appena sotto lo 0)
  • WOW & FLUTTER (incrementato a ore 15).

Il colpo d’occhio ci racconta una storia di forme d’onda sotto stress:

 

Un terzo ascolto… 

 

Il segnale risulta molto compresso: non notare lo schiacciamento dei transienti è impossibile, a fronte di un valore di RMS che però non ha subito un’impennata (siamo ancora intorno a  -17 dB). L’enfatizzazione delle frequenze c’è, ma ha abbandonato gli estremi dello spettro. La ruvidezza della saturazione è più evidente, e lavora in modo diverso (andando nelle intenzioni a imitare una circuitazione valvolare d’altri tempi). Le imperfezioni fanno qua e là capolino, nel quadro di un orizzonte dinamico e di frequenze che risulta ridotto anche dalla scelta di far procedere il nastro a una velocità inferiore rispetto a prima.

Fino a qui, nulla di metodologicamente anomalo: al netto delle esasperazioni a cui cediamo con fin troppa facilità, collocare un processore come Magnetic II sul master della nostra DAW significa  schierarsi a favore dell’ortodossia, vale a dire a favore della ricostruzione – virtuale – di una catena del segnale che fino a pochissimi decenni fa rappresentava la norma. Cosa succederebbe se ci votassimo all’eterodossia, applicando un’istanza di Magnetic II per ognuna delle tracce in gioco? Ne parleremo nella terza parte di questo articolo…

 

 

 

 

 

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