Air XPand!2: l’arsenale tascabile

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Ci sono dei plugin blasonati. E poi ci sono dei plugin in cui inciampi per caso. Tempo addietro – per dire – l’Unicorno inciampò su un’offerta di Plugin Boutique: alla folle cifra di 1 dollaro ci si portava a casa l’XPand!2 di Air. Come resistere?

Di Jacopo Mordenti

xpand 02

Originariamente sviluppato in ambito ProTools, giunto alla versione 2 XPand! risulta in grado di fare breccia anche nelle DAW più refrattarie, in virtù di due concetti facili facili: immediatezza e buon suono. In che cosa consiste, a conti fatti, il piccoletto di Air? In un arsenale tascabile, multitimbrico a 4 parti, dove: navigare per categoria alla ricerca del timbro desiderato > smussarlo alla bisogna intervenendo su non più di una manciata di parametri strategici > lavorare di layer & split , se proprio proprio, e impreziosire con due mandate effetti. Fine dei giochi. O quasi: diamo un’occhiata più da vicino.

xpand 01

L’interfaccia del piccoletto risulta ben congegnata, impilando in maniera inequivocabile le parti A, B, C e D, del tutto equivalenti fra loro. Ognuna di esse, in maniera indipendente:

  • può essere accesa e impostata su uno dei 16 canonici canali MIDI
  • può essere regolata in volume e pan
  • può essere spedita agli effetti A e B
  • può essere modulata via modulation wheel e velocity, peraltro in maniera nemmeno tanto dozzinale: prego notare, al di là delle destinazioni del caso, la possibilità di scegliere fra le forme d’onda dell’LFO implicitamente correlato al control change 01.
  • può essere trasposta, stonata, limitata a uno specifico range di note, fatta lavorare in polifonia (con numero di voci regolabile: la CPU ringrazia), monofonia, ecc. ecc.
  • può essere pilotata da un arpeggiatore che si frappone fra essa e, a monte, i messaggi di nota del caso: non si è al livello dell’Arpeggiator di cui si parlava appena pochi giorni fa, ma ci si difende.

Fino a qua tutto bello, tutto giusto: ma quale motore sonoro adotta XPand! per generare gli oltre 2500 timbri – suddivisi in 28 categorie – messi a disposizione dell’utente? Qui la cosa si fa interessante: Air dichiara che, sotto il rassicurante ancorché blindato cofano del nostro, si celano PIU’ motori sonori, letteralmente everything from wavetables and FM synthesis to sample playback: all’atto pratico l’utente deve solo scegliere un timbro di suo gradimento, senza preoccuparsi di come esso sia generato, e al più ritoccarlo per cucirlo sul pezzo a cui sta lavorando. Ritoccarlo come? In primo luogo attraverso i sei smart knobs di cui è dotata ognuna delle quattro parti: sei smart knobs che – significativamente – NON si ripetono uguali, ma cambiano di timbro in timbro individuando, quanto meno nelle intenzioni dello sviluppatore, i punti nevralgici della programmazione del timbro medesimo. Praticamente, un appuntamento al buio con la sintesi…

Un esempio sul campo? L’immagine più sopra si riferisce a una parte di XPand! che, pilotata dal Mono Sequencer di M4L, si intreccia con il clavinet del fido Motif in un estratto da un concerto dell’Invisibile Unicorno Rosa:

Schermata 2017-05-30 alle 21.31.44

Quali parametri di The Ape+, categoria Percussive, sono interessati dagli smart knobs? Sample start, delay mix, cutoff, reso, attack, decay/release. A un livello gerarchicamente superiore di tweaking – indicato come easy – troviamo peraltro ulteriori sei smart knobs di respiro più generale: attack, decay, release, cutoff, env. depth, fine tune. Il tutto, manco a dirlo, automatizzabile: non c’è il cesello, con tutta evidenza, ma gli interventi del caso non sono preclusi in toto; l’Unicorno, per dire, nello specifico alterna due diversi valori del decay di easy (che, si desume, afferisce l’inviluppo che modula l’amplificatore generale). Ulteriormente a valle, i due blocchi effetti A e B – del tutto equivalenti – forniscono quella pletora di riverberi, ritardi, modulazioni che, in maniera più o meno puntuale, possono fare comodo.

Ora, sia chiaro: l’XPand!2 non farà la gioia del programmatore smaliziato, perché semplicemente NON SI PROGRAMMA, se non per sommi capi. Però… però… la resa sonora è buona, la palette vasta, l’adattabilità razionale, il costo accessibile: quanto meno per delle parti di rinforzo può essere una carta intelligente da avere in mano.

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