Novation Launch Control XL

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Dotato di 16 tasti, 24 potenziometri e 8 fader, il nuovo Launch Control XL è studiato per integrarsi perfettamente con Ableton Live e le sue strutture di mixaggio, lancio delle scene e devices incorporati. I tastoni con led multicolore sono allineati e configurati per rispettare l’interfaccia di mixaggio Ableton in formato tre file da otto, ma è possibile riassegnarli liberamente, a seconda delle necessità.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Usato in combinazione con il modello Launchpad S, fornisce una superficie modulare in grado di gestire completamente le session view, il mixer, gli effetti e gli instrument simultaneamente. La struttura è comunque utilizzabile con qualsiasi programma Mac, PC iOs compatibile in grado di ricevere codici midi.

Ploytec Synthesizer  „πλ² Pi L Squared“ V 02.56

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Il piccolissimo sintetizzatore MIDI alimentato Ploytec è ora dotato di nuovo firmware che lo arricchisce di trattamenti per tratti vocalici, con gestione delle formanti e di una basica speech synthesis. Basato sul classico General Instruments SP0256-AL2 degli Anni 80, può funzionare come sintetizzatore bifonico tradizionale o come unità di “linguaggio artificiale”.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine.

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Ci sono diversi modi di generare speech synthesis: si possono suonare gli allofoni (elementi del parlato) sulla tastiera mentre si controllano le note via modulation wheel, o si possono assegnare gli allofoni alla mod wheel e intonare con la tastiera. Il Firmware PL02.56 prevede la scelta per ordine alfabetico o ordine di origine; è supportato l’uso del Launchpad MINi per accedere direttamente a tutti e 64 gli allofoni contenuti.

DSI DSM01 Curtis Filter Module

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Il debutto di Dave Smith nel mondo Euro Rack coincide con la presentazione del nuovo modulo 8U DSM01 Curtis Filter. Il modulo prende nome dal chip originale disegnato da Doug Curtis e usato in macchine classiche come il Prophet 5, il Pro-one  e – in epoche più recenti, i modelli Mopho, Prophet ’08 e Prophet 12.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Dotato di slope selezionabile a 2 o 4 poli, il chip Curtis è dotato del classico suono saturo, brassoso, potente, che è stato alla base non solo dei sintetizzatori prodotti da Dave Smith, ma anche di macchine altrettanto classiche come Oberheim Xpander, Rhodes Chroma, Polaris, PPG Wave, KORG MonoPoly, Waldorf Wave, Elka Synthex e tanti altri.

PreSonus Capture per iPad

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PreSonus ha presentato Capture for iPad e Capture Due, due nuove app per la registrazione audio che funzionano su iPad, ambedue basate sul sistema Capture live-recording messo a punto per i mixer StudioLive.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Capture for Ipad  può registrare fino a 32 tracce simultaneamente, con definizione 24 bit/96 kHz. La app fornisce funzioni di mixaggio ed edit basic. Capture Duo gestisce due tracce stereo.

Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Seconda parte

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Continuiamo con la nostra panoramica sul funzionamento della, notevolissima, Elektron Analog Rytm, la batteria analog/sample based che sta riscrivendo i canoni di performance e interazione tra musicista elettronico in performance. E’ l’ora di approfondire l’organizzazione delle sequenze di programmazione, per Pattern, chain e song e le tecniche d’inserimento dati.

Di Enrico Cosimi

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Come accennato altrove, la struttura della batteria elettronica è di tipo Pattern based, cioè organizzata per spezzoni di programmazione che possono avere lunghezza variabile fino ad un massimo di quattro battute. Il Pattern, come unità di programmazione, prevede la memorizzazione di una serie di argomenti relativi non solo all’incastro ritmico, ma anche correlati al funzionamento performativo della batteria stessa. Andiamo per ordine.

Moog Music MF-104M Super Delay

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Ad un prezzo parametrato sulla classe dell’apparecchio (799 dollàri) e con una produzione contingentata a soli 560 pezzi, torna il classico, cremoso, inimitabile analog BBD delay prodotto da Moog per la sua serie Moogerfooger. Dopo il 104Z da un secondo, dopo il 104M da 800 millisecondi con possibilità MIDI, è il momento del MF-104M Super Delay, letteralmente rimpinzato da ben sei integrati BBD vintage, con i quali raggiungere 1.2 secondi di ritardo full analog.

Di Enrico Cosimi

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All’interno dell’apparecchio, trovano posto sei celle Panasonic NM3008 in serie, che raggiungono i 1200 msec, contro gli 800 della precedente versione MIDI equipped. La qualità timbrica è potenziata, nei limiti strutturali della tecnologia BBD, grazie all’adozione di un circuito Emphasis/De-Emphasis ottenuto devolvendo altre due unità BBD all’insieme; la tenuta sonora permette quindi di migliorare il rapporto S/N e la risposta in frequenza. Anche l’alimentazione è stata ridisegnata, per garantire maggior linearità; dal modello 500 Series, è stato estratto il comportamento di Delay Loop Level Matching, per garantire consistenza di livello nella gestione del percorso audio in feedback eventualmente sottoposto a trattamenti esterni.

Future Retro 1x4x2 Thru Box

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In un periodo di ritorno al MIDI, la disponibilità di hardware dedicato, come il thru box, diventa fondamentale per mettere in piedi network di trasmissione dati che possano garantire allineamento temporale e coerenza di funzionamento. Future Retro 1x4x2 è l’ultima, graditissima entry nel settore.

Di Enrico Cosimi

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Cosa è una thru box? Il protocollo MIDI originale definisce obbligatoriamente la presenza del MIDI In (per ricevere) e dell’Out (per trasmettere – se previsto dalla logica di funzionamento), lascia a discrezione del costruttore la presenza del Thru, cioè della porta che echeggia in uscita i dati MIDI ricevuti all’ingresso dello strumento. Perché è necessario rimbalzare fuori quello che si riceve? Perché il flusso di dati trasmesso sul pentapolare DIN MIDI è serialmente omnicomprensivo di tutti i 16 canali originariamente previsti; in questo modo, l’uscita del sequencer manda un unica trasmissione su cui viaggiano le parti di basso (ch 1), accordi (ch 2), ritmica (ch 10), solo (ch 5) e poi, in ricezione, ciascuna macchina opportunamente sintonizzata sul canale MIDI scelto dal musicista, prenderà in considerazione solo i dati che le competono, passando alle successive macchine il resto del contenuto.

Elektron Analog Rytm 8 Voice Drum Computer – Prima parte

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Lungamente attesa, è arrivata la drum machine analogica – ma non solo – che Elektron affianca ai suoi strumenti; come sicuramente è noto a chiunque abbia a che fare con la produzione elettronica contemporanea, Elektron ha – di fatto – creato uno standard timbrico e funzionale che si è imposto senza fatica; non privo di aspetti poco comodi, il funzionamento delle macchine nere è, di base, quasi sempre quello, ma questa volta l’intera struttura è concentrata sulla programmazione/produzione di pattern ritmici che sfruttano a fondo le capacità del motore di sintesi ottuplo.

Di Enrico Cosimi

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Analog Rytm produce otto voci indipendenti che possono essere usate per dare suono ad altrettante timbriche percussive generate con diverse modalità di sintesi; il tutto, organizzabile in pattern ritmico attraverso le 12 pad retro illuminate, sensibili alla dinamica e alla pressione, o con la consueta fila di 16 Trig Button. Per chi ha già avuto esperienze di programmazione sulla Analog 4 (con o senza tastiera), il percorso di apprendimento risulterà significativamente semplificato; per tutti gli altri, sarà necessario mettere in preventivo una serie di grattacapi che potranno essere superati con pazienza, lettura concentrata dello scarno manuale e un minimo di sacrificio.

Dal punto di vista hardware, l’impostazione è quella – ottima – delle macchine Elektron: cabinet metallico di dimensioni contenute, finitura a prova di graffio, connessioni ben allineate sul retro e chiaramente etichettata sul margine superiore, per non annaspare alla cieca durante i collegamenti. L’impostazione della scheda connessioni è ben configurata: oltre all’uscita per la cuffia e alla coppia di Main Out Left/Right, ci sono altre quattro prese TRS di diametro standard ¼” che supportano ciascuna due segnali individuali, accoppiati tra loro in modo da non creare problemi nel caso il musicista avesse solo cavi sbilanciati. In questo modo, la prima uscita TRS supporta BD e BT (cassa e timpano), la seconda SD e LT (rullante e tom basso), le altre due supportano ciascuna due coppie timbriche: CH/OH (hat chiuso e aperto) in coabitazione con MT/HT (tom medio e acuto); CY/CB (piatto e cowbell) in coabitazione con RS/CP (rim shot e clap). Si consiglia caldamente l’acquisto di quattro cavi ad Y, del tipo con connettore TRS da una parte e due connettori TS dall’altra.

Acusmatiq 9.0-Onde. 25/26/27 Luglio 2014. Mole Vanvitelliana di Ancona

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Quest’anno, Acusmatiq giunge alla sua nona edizione ripresentandosi come un festival in continua trasformazione che cerca in maniera trasversale e libera di raccontare i possibili rapporti tra musica e tecnologia, soffermandosi spesso su esperienze di confine e mettendo a confronto gli strumenti e le estetiche del presente con quelle del passato e quelle (possibili) del futuro.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Senza preclusioni, Acusmatiq si è sempre mosso tra vari mondi musicali: esperienze della musica contemporanea, ibridazioni elettroacustiche e derive elettroniche tra sperimentalismo, arte sonora e musica pop di sintesi. Sempre seguendo un filo rosso il cui scopo è quello di evocare un’immagine evolutiva della creazione sonora “moderna”. Di recente, poi, si è rafforzata  l’attenzione verso la didattica e la formazione, con la proposta di workshop, seminari e tavole rotonde sugli aspetti della tecnologia musicale sviluppata nella (storicamente) feconda regione Marche, lasciando che il genius loci tecnologico fosse la struttura portante di nuove produzioni del festival. Fondamentale è quindi il potenziato rapporto di collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, autentico propulsore tecnologico che quest’anno renderà possibile la performance Waterfront.

Il sottotitolo dell’edizione 9.0 di Acusmatiq è “ONDE”, un termine che vuole evocare la miriade di scale di ampiezza dei fenomeni vibratori sonori e non che ci circondano e che sono, quest’anno, alla base della riflessione del festival.

Ancora sulla parafonia…

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L’introduzione sul mercato del Roland AIRA System-1 ha nuovamente innescato, in diversi forum, l’antica diatriba tra polifonico e parafonico: il nuovo sintetizzatore targato Roland permette l’esecuzione con quattro note simultaneamente impegnate e, da un ben noto recensore, è stato (a torto) etichettato come parafonico. Quale migliore occasione per ritornare sui due concetti, verificando come, per il System-1, si debba parlare di polifonia?

Di Enrico Cosimi

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Per prima cosa, abbozziamo due definizioni. Polifonia: la capacità, in uno strumento musicale, di generare simultaneamente un certo numero di voci tra loro indipendenti per intonazione e articolazione. Così come nel pianoforte, la polifonia non prevede automaticamente la capacità generativa di timbriche diverse (in questo caso, si parlerebbe di poli timbricità), ma considera come capacità evidente la possibilità di far intonare individualmente le note eseguite (basta premere sui tasti giusti) e di articolarle in maniera altrettanto controllabile indipendentemente (basta avere una sufficiente tecnica pianistica).

Parafonia: nell’antico mondo analogico dei primi strumenti elettronici, la possibilità di generare voci di polifonia, limitando lo sforzo tecnico alla sola generazione e facendo confluire le voci parafoniche all’interno di un singolo canale di articolazione (amplificatore più inviluppo) e trattamento timbrico (filtro).

Continuiamo a ragionare.