AKAI presenta MPC X e MPC Live

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo decenni di attesa (non stiamo scherzando), finalmente AKAI si ricorda di quanto fossero potenti, facili, immediate ed epocali le macchine originali della MPC Series concepite insieme a Roger Linn. In un’epoca nella quale non c’erano laptop da sbatacchiare sul palco, la MPC originale offriva sampling percussion oriented, programmazione ritmica, 64 tracce di MIDI su 4 porte indipendenti, sincronizzazione SMPTE per il multitraccia analogico, uscite audio dedicate per i suoni residenti, mixer send/return indipendente, uscita metronomica dedicata (non ha mai funzionato, ma questo è un altro discorso), connettività RS422, salvataggio dati su dischetto. Un paradiso della produzione musicale pronto da afferrare e portare sotto braccio. Poi, è arrivato il laptop che ci hanno trasformati in premitori di barra spaziatrice…

Di Enrico Cosimi

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Ora, finalmente, dopo una falsa partenza a colpi di remote control per software residenti, AKAI ha spremuto il proprio blasonato e sferragliante know-how per fornire due hardware di produzione completamente stand-alone (ma in grado di lavorare con un laptop esterno a richiesta) con i quali portare la propria musica in giro per il mondo. Ovviamente, i tempi sono cambiati, le aspettative anche. The heritage è quella, fortunatamente.  Di seguito, le prime informazioni sugli apparecchi, che non mancheranno di stordire quanti avranno la fortuna di partecipare alla prossima Winter NAMM tra una decina di giorni.

Il Saint Louis College of Music si regala un sistema modulare Moog

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Events

La prestigiosa scuola di musica romana ha fatto un importante investimento per ampliare la sua offerta formativa acquistando un Model 15 Moog per i corsi di sintesi del suono. Il sistema modulare verrà presentato il prossimo Sabato 14 Gennaio presso la nuova sede di Via Baccina con un evento pubblico pomeridiano (dalle 14.30 alle 18.30) che vedrà  la partecipazione del Prof. Luca Proietti della Saint Louis, affiancato (indegnamente) da Enrico Cosimi.

A cura della Redazione di Audio Central  Magazine

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Dal 1976 il Saint Louis è fra le più rinomate realtà didattiche musicali di eccellenza di respiro europeo, con oltre 1.800 allievi ogni anno provenienti da ogni Paese. Vanta un corpo docente stabile composto da 120 docenti di fama nazionale, diretto dal 1998 dal M° Stefano Mastruzzi. Ha 4 sedi nel cuore di Roma (nel Rione Monti, tra il Colosseo e Via Nazionale). È dotata di 50 aule multifunzione, 5 studi di registrazione per la didattica e per le produzioni discografiche. Il Saint Louis è la prima e unica Istituzione privata di Alta Formazione Artistica Musicale in Italia autorizzata a rilasciare diplomi accademici di I e II livello, in Jazz, Popular Music, Musica Elettronica, Regia e Tecnico del suono e Composizione, con lo stesso identico valore legale dei diplomi di Conservatorio, pertanto equivalenti a lauree di I e II livello. Artisti di tutto il mondo hanno contribuito negli ultimi 35 anni alla didattica del Saint Louis con incontri e seminari, fra cui Pat Metheny, Dizzy Gillespie, Jack De Johnette, John Patitucci, Frank Gambale, Marcus Miller, Dave Holland, Peter Erskine, Scott Henderson, Mike Stern, Robben Ford, John Abercrombie, Bob Mintzer e numerosi altri.

Modular Synth Masterclass with Gino Robair

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Events, no-categoria

Il workshop prenderà in esame una serie di tecniche da utilizzare durante l’improvvisazione con sintetizzatori modulari in un contesto di gruppo e pone le basi per un concerto la sera stessa, con i partecipanti al workshop. Il workshop si concentrerà sulla sensibilizzazione e l’ascolto globale durante l’ improvvisazione, esplorerà strategie di patching per ottenere la massima varietà ed evitare la stagnazione.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Verranno presi in esame concetti come primo piano / sottofondo, solista / supporto, controllo gestuale, e intenzione / non-intenzione. Particolare interessante per i musicisti che utilizzano sintetizzatori modulari perché spesso la tentazione con lo strumento è quello di sovrapporre semplicemente suoni. Gino utilizza strategie, concetti e spunti basati sul suo lavoro e sul lavoro di John Zorn, Butch Morris, ROVA Sax Quartet, Anthony Braxton e Frank Zappa. I partecipanti devono portare un loro strumento. Possono utilizzare qualsiasi synth analogico, anche se il workshop è prevalentemente incentrato sui sintetizzatori modulari.

Modellare il Roland Juno 106 – Quinta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Chiudiamo l’anno concludendo le parti ancora mancanti della ri-programmazione applicata al Roland Juno 106. Eravamo rimasti alla struttura timbrica quasi completa; ora, è il momento di inserire il meccanismo High Pass e il doppio Chorus selezionabile. Dovremo fare qualche acrobazia…

Di Enrico Cosimi

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Il problema più grosso, per ciò che riguarda la sezione HPF, è la sua natura squisitamente monofonica; cioè, un unico filtro passa alto che influenza simultaneamente tutte e sei le voci di polifonia. Per questo motivo, sarà necessario installare i moduli di filtraggio (e anche quelli di Chorus) nella sezione del NMG2 naturalmente dedicata alla monofonia, ovvero la FX Area.

Straziami, ma di glitches saziami

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

O anche: quando la somma è molto più delle parti, e il divertimento corre lungo la griglia temporale.

Di Jacopo Mordenti

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Sviluppato artigianalmente da Kieran / Illformed, Glitch2 è un multieffetto in formato VST e AU che combina brillantemente tre cosucce mica da ridere:

  • Dieci algoritmi per processare il segnale, di per sé non esoterici ma nemmeno banali.
  • Una griglia temporale configurabile a puntino lungo la quale accendere o spegnere, in maniera indipendente l’uno dall’altro, i dieci algoritmi di cui sopra.
  • Una spiccata propensione alla randomizzazione dei numerosi parametri in gioco.

Modellare il Roland Juno 106 – seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Dopo aver passato rapidamente in rassegna le caratteristiche operative del Roland Juno-106, siamo pronti per iniziare la ri-modellazione.

Di Enrico Cosimi

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Ovviamente, partiremo dalla generazione sonora. L’oscillatore DCO produce quattro segnali simultaneamente: onda rampa, onda impulsiva a simmetria variabile, onda quadra in suboscillazione all’ottava inferiore, rumore bianco.

Modellare il Roland Juno 106 – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Ogni tanto, è necessario fare esercizio di programmazione prendendo uno strumento qualsiasi e provando a riprogrammarlo nelle sue funzioni principali. Questa volta, è il turno del classico Roland Juno 106, sintetizzatore polifonico (in origine) di fascia medio bassa, oggi assurto a notevole valore commerciale.

Attenzione! Quando diciamo “riprogrammare” una struttura di sintesi, intendiamo “costruire una struttura di sintesi che sia in grado di fare le stesse cose del modello preso in esame”; nulla garantisce che il nuovo strumento suonerà tale e quale all’apparecchio vintage; per questo genere di equivalenze, è sempre necessario procedere ad una fase successiva di confronto A/B.

Di Enrico Cosimi

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Come è ormai tradizione, useremo per questo esercizio di ri-programmazione il classico dei classici Clavia Nord Modular G2 (si sarebbe potuto utilizzare anche Reaktor 6.x, ma da un certo punto di vista le cose sarebbero state meno divertenti).

Behringer DeepMind 12. I dati indispensabili

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Finalmente, sono comparse le documentazioni tecniche Behringer  sul tanto atteso DeepMind 12 Analog Synthesizer. In attesa di poter mettere fisicamente le mani sull’apparecchio, ne approfittiamo per immagazzinare informazioni e caratteristiche indispensabili alle successive valutazioni. Buon marzapane a tutti!!!

Di Enrico Cosimi

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DeepMind12 è un sintetizzatore analogico a 12 voci, ispirato al classico dei classici Roland Juno-106, ma molto più potente della macchina originale; la disponibilità Behringer di prestigiosi marchi dedicati al sound processing ha reso facile inserire all’interno dell’apparecchio quattro processori effetti particolarmente succulenti. Le novità accattivanti non mancano, gli spunti di discussione non tarderanno ad arrivare; centotrentacinque pagine di manuale devono pur contentere qualcosa