Ma il mixer analogico serve ancora?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Recording, Tutorial

Sottotitolo: quando si ha una scheda audio? Il dubbio è meno peregrino di quanto si possa pensare e, prima o poi, assale chiunque produca musica elettronica principalmente attraverso un’interfaccia audio multicanale (ma non troppo) collegata al proprio PC. Come al solito, la risposta più corretta è: dipende…

Di Enrico Cosimi

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Dipende da tante cose: il tipo di interfaccia audio e il numero di canali simultaneamente disponibili in ingresso/uscita, il tipo di produzione che si vuole mettere in piedi (con o senza strumenti musicali esterni), il tipo di mixer analogico che si vuole collegare all’interfaccia. Anticamente, quando i dinosauri analogici regnavano sulla terra, il mixer era già oggetto di discussione per la differenza fondamentale tra le sue due possibili configurazioni: mixer recording e mixer da live. Il primo tipo era quello più adatto per gestire la registrazione multitraccia e, ancora oggi, risulta quello più comodo per indirizzare i segnali verso le diverse porte d’ingresso presenti nell’interfaccia audio; il secondo tipo era (ed è) quello più semplice, più economico e più diffuso sul pianeta. Per questo motivo, oggi, occorre imparare a fare i salti mortali adattando la propria metodologia di lavoro al limite del mixer live.

Se si produce musica elettronica usando anche strumenti hardware esterni al computer, è necessario collegarli alla scheda audio del computer stesso, ma – per questo compito – basterebbe semplicemente avere due cavi jack e risolvere il tutto attraverso passaggio diretto.

La cosa diventa più complessa quando:

  1. si vuole collegare più di uno strumento hardware al computer
  2. si vuole poter giocare o suonare con gli strumenti senza essere costretti ogni volta ad accendere il computer

Occorre fare qualche collegamento strategico.

 

Risolvere il problema dell’ascolto

La coppia di monitor che utilizziamo per l’ascolto nel nostro piccolo studio deve ricevere il segnale prodotto dalle nostre sorgenti musicali; se stiamo cercando di far convivere il mixer analogico con la scheda e con i sintetizzatori, è il momento di porsi la fatale domanda: conviene collegare il Monitor Out della scheda o la Control Room Out del mixer?

Mettiamola così: se collegate alle casse il Monitor Out della scheda/interfaccia, ogni volta che vorrete ascoltare i vostri strumenti sarete costretti ad accendere anche il computer, a meno di non usare qualche interfaccia particolarmente evoluta dell’ultima generazione (in grado, cioè, di poter lavorare anche come sistema stand-alone a prescindere dal computer stesso).

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Per i nostri esperimenti, abbiamo giocato con un mixer Mackie 1202 della vecchia scuola che proprio minimo minimo non è, come vedremo in seguito.

Si è deciso di collegare i monitor amplificati alle uscite Control Room del mixer Mackie, in modo da poter:

  1. usare il mixer per miscelare verso i monitor tutti gli strumenti hardware possibili e immaginabili tra quelli a disposizione nelle vicinanze: i 12 canali in ingresso, in questa fase, possono ricevere altrettante sorgenti hardware e, dopo opportuna miscelazione, possono così raggiungere i monitor
  2. regolare il volume di ascolto della Control Room, cioè della stanza in cui ci troviamo, in maniera del tutto indipendente dal livello eventualmente richiesto per inviare segnale verso altre destinazioni (di registrazione o meno).

 

L’ascolto del computer sui monitor

Come ricevere l’audio generato direttamente dagli strumenti plug-in presenti nel computer? Teoricamente, è semplice: basta collegare una coppia di uscite Main dell’interfaccia a due ingressi mono (o a un ingresso stereo) del nostro mixer analogico. A questo punto, prima ancora di affrontare l’argomento “smistamento di segnale”, siamo in grado di ascoltare in assoluta libertà di regolazione livelli i segnali prodotti dagli strumenti hardware e quelli prodotti internamente al computer – per dire, attraverso il Reason Rack o la suite di Ableton Instruments.

Rimane un piccolo problema: come invio gli strumenti hardware agli ingressi di registrazione dell’interfaccia audio? 

 

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Smistare l’audio in uscita

Normalmente, un mixer invia la somma dei segnali in ingresso verso il bus stereo Left-Right; altrettanto normalmente, può essere possibile prevedere, per qualche canale, la possibilità di essere smistato/inviato verso una coppia di uscite alternative, utili (ad esempio) per gestire un ascolto premixato di tutti i microfoni del drum kit, o (sempre procedendo per macro esempi) per inviare un missaggio diverso in un’altra sala del locale.

Nel caso del Mixer Mackie 1202, è possibile sottrarre i canali dal bus stereo Left-Right mettendoli in Mute e inviandoli alla coppia di uscite Alt Out 3-4… 

Quello che ci serve, per inviare selettivamente gli strumenti alle porte in ingresso dell’interfaccia audio, è una coppia di cavi con cui collegare le uscite Alt Out 3-4 del mixer agli ingressi 3-4 (o, a scelta, 1-2, dipende da quanto volete giocare con i trucchi mnemonici) sulla vostra interfaccia. 

Il vantaggio è evidente: possiamo avere tre sintetizzatori diversi collegati al mixer (più il ritorno audio out dal computer stesso) e decidere di mandare uno, due o tutti e tre gli strumenti alla pista di registrazione aperta nel computer senza dover staccare alcun cavo. Basterà commutare, sul canale desiderato, il comportamento Mute/Alt-Out 3-4 per indirizzare in maniera automatica il segnale agli ingressi dell’interfaccia.

Ovviamente, per poter registrare (e per ascoltare qualcosa), sarà necessario realizzare le due condizioni qui sotto:

  1. armare in registrazione una traccia della DAW che stiamo usando, mettendola in Monitor dopo averla sintonizzata sugli ingressi dell’interfaccia dove arrivano fisicamente i due cavi provenienti dal mixer
  2. sul mixer, alzare il livello del segnale audio proveniente dall’interfaccia – il “ritorno macchina” – in modo da avere un riferimento audio durante le procedure di registrazione.

Rimangono invariate, rispetto alla pratica standard, le procedure di bilanciamento tra le tracce in playback e quella in registrazione interne alla DAW.

 

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Che succede se si debbono registrare su più canali simultaneamente?

Se l’interfaccia ha – per dire – quattro ingressi, è teoricamente possibile registrare quattro segnali simultaneamente (due coppie stereo o quattro sorgenti mono aurali)… a patto che le si possa gestire in trasmissione dal mixer.

Si possono prendere in esame diverse soluzioni, non tutte comodissime, ma realizzabili con un minimo di pazienza:

  1. i segnali 3-4 sono emessi dal mixer attraverso le uscite Alt Out 3-4; entrano nella scheda audio alle porte 3-4 e da quelle sono poi prelevate per entrare in una traccia stereo (o due mono) armate per la registrazione; i segnali 1-2 sono emessi dal Main Out del mixer, collegati agli ingressi 1-2 della scheda (posteriori, come nell’immagine qui sopra, o frontali, a seconda dei casi) e, da questi, ruotati ad altre piste di registrazione. Ovviamente, l’ascolto di riferimento durante la registrazione deve essere effettuato attraverso la cuffia collegata alla scheda audio; sul mixer, il ritorno audio del computer sarà rigorosamente chiuso.
  2. i segnali 3-4 sono prelevati dal bus Alt Out 3-4 e i segnali 1-2 sono inviati direttamente dalle uscite dello strumento che si intende registrare. Non si passa per il mixer, occorrerà fare qualche salto mortale con i livelli, serviranno cavi volanti, ma si può continuare a lavorare con la Control Room del mixer per avere l’ascolto di riferimento sui monitor “di sala”.

 

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L’immagine qui sopra riproduce i cavi – diretti dalle uscite della tastiera – collegati alle porte 1-2 sull’interfaccia audio; non si passa per il mixer, ma si gestiscono comunque quattro flussi audio indipendenti in registrazione.

 

Un caso estremo: tastiere multitimbriche

Se nei paraggi c’è un Clavia Nord Modular G2, o un altro apparecchio in grado di produrre simultaneamente quattro flussi audio indipendenti per timbro e articolazione, può essere interessante verificare la possibilità di prelevare segnale direttamente dalle quattro uscite dello strumento.

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In questo modo, gli slot A, B, C, D del Clavia sono collegati, con quattro cavi, agli ingressi 1-2 (sul frontale) e 3-4 (sul retro) dell’interfaccia audio; da questa, sono ruotati ad altrettante tracce mono (o stereo simulato… è indifferente) nella DAW che, previa sintonizzazione sugli ingressi corrispondenti della scheda, è pronta a ricevere i segnali per registrarli accuratamente.

 

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Inutile dire che, se necessario, la scheda audio può trasferire il Clock MIDI Out verso la tastiera esterna, per garantire la sincronizzazione con la DAW.

In conclusione, se avete un mixer analogico per casa, a patto che vi permetta di smistare i segnali almeno su quattro uscite, perché non dargli una seconda possibilità usandolo come gestore di segnali a favore della vostra interfaccia audio?

Buon divertimento.

 

 

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Comments (44)

  • synthy

    |

    presumo che prossimamente considererai l’ipotesi di mixer con convertitori incorporati e connessione FW o USB verso la DAW.
    io, come sempre seguendo i tuoi preziosissimi consigli, ho risparmiato e preso un mixer analogico con convertitori, il mackie 1640i, e ho risolto tutti i problemi di indirizzamento, switching, ascolto diretto o da DAW o tutte le possibilità intermedie. come sempre i buoni consigli di Enrico valgono e tanto.

    Reply

  • Fabrizio

    |

    Grazie Enrico! Questo articolo cade proprio “a fagiuolo” come si dice. Proprio in questi giorni sto valutando la possibilità di sfruttare appieno la mia interfaccia audio RME Fireface UCX e saziarne tutti le entrate analogiche. Addirittura ho messo il Chorus RE 301 in send e return e sto gestendo il tutto all’interno del computer. A questo punto mi chiedo: ci sono controindicazioni in una situazione “live” a “farsi i suoni” con l’interfaccia e a dare al mixerista il canonico out 1/2 per il mixer?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      nessuna contro indicazione… :-)
      basta fare le cose per bene

      Reply

  • mirko

    |

    Buongiorno,
    ho una domanda:
    se lavoro solo nel dominio digitale e quindi creo ed esporto in file audio solo suoni provenienti da plugin, a che mi può giovare avere una scheda da 4.000 euro piuttosto che una da 400?
    Il risultato non sarà uguale?
    E’ vero che a differenza tra due schede audio interverrà solo nel momento in cui lavorerò nel dominio analogico e quindi con processi di conversione A/D?

    Grazie e perdonate la confusione

    Reply

    • Antonio Antetomaso

      |

      Ciao Mirko,

      è vero che la differenza la fanno quasi sempre i convertitori A/D, ma non sono da sottovalutare anche i seguenti aspetti:

      1) Numero di ingressi ed uscite (audio e midi)
      2) Stabilità dei drivers e supporto multi piattaforma
      3) Bitrate e frequenza di campionamento massime supportate

      Antonio.

      Reply

  • fabrizio

    |

    Grande articolo per capire come organizzare il proprio set up! Io ho risolto con una L’accoppiata Saffire pro 40 + octopre mkii con 16 in e sedici out analogici posso indirizzare i più synth e credo anche gestire gli effetti creando dei send e return con il mixcontrol della scheda (credo perchè ancora non ho effetti hardware esterni). é corretta come impostazione? Grazie prof. Cosimi.

    Reply

  • Dario

    |

    Salve Enrico,avrei una domanda off topic .
    Avrei bisogno di una scheda con 8 out analogici per fare qualche sperimento ( quindi non vorrei spendere molto). Cosa ne pensa della behringer fca 610 ?
    la qualità audio in uscita è buona ? ha notato qualche fruscio generale?
    posso utilizzare tutti gli ingressi/uscite a 24 bit 48hz ?
    scusi le tante domande ma ho bisogno di un parere credibile :)

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      per quello che costa, a me sembra stupefacente…

      ovviamente, pagando di più, il mercato offre MIGLIAIA di alternative, ma se serve solo una prova veloce… 😉

      Reply

  • domi

    |

    articolo,molto ma moolto interessante e credo che il mixer sarà il prossimo step della hype di chi soffre la GAS,dovrò rileggerlo ancora quando compro più avanti un bel mixer analogico vintage,da 2 giorni e notti che navigo nel web,interessante il Lombardi,Amek Tac,una versione della Tascam degli anni 70,ci vorrebbe un bell’articolo dove si ripercorre le marche dei mixer analogici ormai quello digitale non so se avrà vita come il synth bhò…

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    molto in breve, non vale la pena comprare vecchi scassoni analogici solo perché sono analogici… specie quando li colleghi a un’interfaccia digitale, DEVONO essere silenziosi, con un sacco di headroom e con prestazioni professionali

    questo riduce molto la rosa dei possibili nomi; personalmente, mi trovo bene con il mio mackie, sia il piccolo 1202 che il più grosso onyx 1640i; ma rimpiango la mia vecchia angela amek 32 canali vasca lunga – :-)

    quantomeno, il mixer analogico dovrebbe essere un mixer “recording”, non P.A. – per questo motivo, mi terrei alla larga da Lombardi (per anzianità e impostazione) e dai primi modelli Tascam (per impostazione consumer)

    però, specie con le macchine analogiche, ogni esemplare può fare storia a se…

    Reply

  • mattia

    |

    anche io mi ricollegherei a una richiesta per ulteriori consigli su mixer analogici recording (ad esempio qualcuno consiglia vecchi soundcraft per qualità e pulizia)..ma a parte questo..assimilati i concetti esposti in questo interessantissimo articolo.. è possibile, senza rimanere ingarbugliati in decine di cavi e fruste, gestire dal mixer anche il ritorno delle schede audio per poter “mixare” dal mixer appunto, ciò che si è precedentemente registato? o si complica tutto troppo..e a quel punto meglio optare un Mackie i1640? Grazie …

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      io andrei paro paro su un Mackie Onyx 1640i; volendo proprio lavorare con un analogico di fascia medio alta, partirei da Soundcraft, ma tirerei a raggiungere qualche classico tipo TAC Scorpion, Amek e roba del genere… pur consapevole della scomodità oggettiva del formato Bantam per la patchbay…

      Reply

  • nicola

    |

    salve stavo per comprarmi un mackie onyx 820i
    ma ho letto da poco che l’interfaccia firewire non si puo connettere con un normale cavo usb, pensavo che si potesse connettere con un semplice cavo usb-frw
    come si potrebbe risolvere il problema?
    esistono interfacce dedicatee solo per usb to firewire ?
    mi piaceva così tanto sto mackie onyx 820i :(

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    purtroppo, USB è USB e FireWire è FireWire…

    comunque, ormai esistono MOLTI mixer analogici dotati di USB

    prova a fare una ricerca con Google su “analog mixer with USB” e vedi quanti ne escono fuori…

    Reply

  • Luca

    |

    Ciao Enrico,
    a me manca proprio l’ABC…
    Possiedo un mac con garageband (e ableton Live 8 ma non ancora installato), una tastiera muta midi axiom , un korg microsampler e una consolle traktor.
    Avrei piacere di creare qualche traccia e registrarla attareverso il mac.
    Xchè cio avvenga mi sembra che manchi solo un mixer e un’interfaccia.
    Vorrei approcciare con apparecchi entry level, dammi un consiglio e cosa ancora più importante spiegami cortesemente come devo collegare il tutto!
    Grazie 1000 in anticipo.
    Luca

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      prendi un mixer hardware mackie non troppo costoso, lo attacchi all’interfaccia midi/audio che comprerai e inizi a lavorare 😉

      Reply

  • Pierpaolo

    |

    Buongiorno professore….tornando al discorso del mixer usb che avrei intenzione di acquistsre…..ho pensato invece che a un mixer usb, a uno passivo, cioe non usb?…. cisi ci potevo collegare la mia scheda audio? …Professore tecnicamente si puo fare???

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    certo che si può!
    colleghi TUTTE le tastiere e gli espander al mixer analogico, prendi le uscite del mixer analog e le colleghi agli ingressi della scheda audio; le uscite della scheda audio le mandi alle casse

    Reply

  • Pierpaolo

    |

    Buonasera Prof…. grazie come sempre dei preziosi aiuti….!!!!!

    Reply

  • Pierpaolo

    |

    Buonasera Professore… grazie come sempre dei preziosi aiuti….!!!!!

    Reply

  • Pierpaolo

    |

    Buongiorno prof….e una settimana che sto provando a collegare il MIXER YAMAHA mg10 ad una scheda audio tascam 2×2………….help!!:!!!!!!!!!

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      non dovrebbe essere difficile:

      prendi le uscite della Tascam e le mandi ALLE CASSE

      prendi le uscite degli strumenti e le mandi agli ingressi DEL MIXER

      prendi le uscite del mixer e le mandi agli ingressi DELLA TASCAM

      in questo modo, dall’interfaccia regoli il volume di monitor e dal mixer regoli – uno alla volta – il livello che mandi alla Tascam per registrare

      ovviamente, gli strumenti devono/possono ricevere il MIDI dalla Tascam per poter suonare le tracce MIDI che programmi

      😉

      Reply

  • Pierpaolo

    |

    …Professore!la scheda ha due ingressi..trs. ho preso un cavo , 2 rca._- jack stereo6.3 che ho inserito in una sola entrata della scheda… sul mixer il cavo in uscita verso la scheda lo devo inserire sul…… main stereo. O sull uscita della casse monitor?

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    prendi la coppia di uscite STEREO OUT dello yamaha mg10 e entri negli ingressi IN 1 e IN 2 della tascam

    poi prendi le uscite line out della tascam e vai alle casse

    Reply

  • Pierpaolo

    |

    Grazie Professore come sempree!!!!!:-)

    Reply

  • valerio

    |

    ciao enrico,volevo un parere perché sono un po confuso,faccio musica elettronica (techno.ecc) come piattaforma uso ableton ed ho vari setup nel mio studio ,a volte lavoro con una scheda audio rme 800 ed un sommatore spl mixdream,a volte uso la scheda audio con un mixer analogico mackie 24-8bus ,da poco ho comprato un elektron analog rytm e poi comprerò un altra drum machines usando sempre vari loop e campioni in ableton ,il mio problema e’ se entrare direttamente con le drums nella scheda audio ed usare sempre il sommatore oppure entrare con le drums nel mixer e poi registrare il tutto con lla daw, avendo sempre una buona qualità audio…grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      dipende dalla qualità che ottieni caso per caso; non c’è una regola fissa… 😉

      Reply

  • Marco M.

    |

    Buongiorno Enrico, può essere utile secondo lei usare il mixer analogico per miscelare out of the box, mandando:
    Synth analogici agli ingressi della scheda
    Synth digitali già provvisti di effetti e drum machine agli ingressi del mixer
    Uscite della scheda nel mixer, avendo cura di smistare su percorsi diversi strumenti in ingresso e plugin dal computer.

    Sto infatti valutando l’acquisto di una saffire pro 26 e mi chiedevo se mi convenisse usare il mixer analogico collegato alle casse, sfruttando quindi sia le uscite multiple della scheda sia il mixing analogico.

    Scusi la domanda contorta, ma un suo suggerimento sarebbe sicuramente illuminante in prospettiva dell’acquisto.
    Grazie in anticipo, Marco

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      si si, ha senso

      ovviamente, occorre prendere un mixer sufficientemente FLESSIBILE, in grado cioè di smistare i segnali su almeno quattro buss/gruppi di uscita, un 16.04.02, per dirla in termini numerici, tipo il vecchio VLX1604 Mackie andrebbe benissimo

      Reply

      • Marco M.

        |

        Grazie per la risposta, incredibilmente tempestiva!
        Ma più precisamente flessibile per cosa? Domanda forse ingenua.

        Possiedo già un vlz1402 e pensavo di cambiarlo con un profx12, sempre Mackie, per poter avere un minimo di effetti di buona qualità anche per situazioni live. Credevo che il formato potesse essere sufficiente a gestire le sei uscite della saffire (con monofonici e plugin) e le uscite stereo di drum machine e polifonico, anche per una questione di portabilità.

        A quel punto bestione per bestione non converrebbe andare su un onyx firewire per sfruttare una libertà di routing sicuramente maggiore o sacrificherei qualcosa in termini di qualità rinunciando ad una scheda dedicata?

        Grazie per la pazienza e scusi le infinite domande, ma sembra che questa questione sia meno peregrina di quanto ci si potesse aspettare!
        Marco

        Reply

  • Giuseppe napolitani

    |

    Salve prof avrei alcune domande sul mio set up ho appena deciso di fare un upgrade e di conprare attrezzature piú professionali e che mi diano piú spazio per creare e miscelare, Vi elenco la lista dela spesa e vorrei sapere cosa ne pensa al riguardo e se ha da consigliarmi alternative.
    Mixer mackie onyx 1640i un allen&heath zed 24
    Scheda audio saffire 40 o motu 828 mkIII hybrid

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      sulle schede audio, direi direttamente la motu senza pensarci troppo;

      il mixer onyx 1640i può funzionare ANCHE come scheda audio firewire, a patto che abbia compatibilità con il tuo sistema – controlla sul sito mackie. comunque, anche usato come “semplice” mixer analogico, è una macchina molto soddisfacente

      Reply

  • Antonio

    |

    Salve sig. Cosimi. Per connettere ableton ad un mixer passivo e controllare ogni canale del software con ogni singolo canale del mixer ( ad esempio 8 canali ) devo possedere una scheda audio ad 8 canali output oppure esiste un altra soluzione ? Grazie.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      non solo, il mixer dovrebbe essere dotato di otto uscite individuali, una per segnale… alla fine, la cosa risulterebbe molto meno pratica o vantaggiosa di quanto si potrebbe pensare… meglio dotarsi di una superficie di controllo “dummy mixer” con la quale controllare il missaggio di ableton, a quel punto…

      Reply

      • Antonio

        |

        Perdonate la mia ignoranza ma cos’è una “dummy mixer” ? Grazie.

        Reply

  • Enrico Cosimi

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    ah ah ah, è un modo di dire con il quale si indica un “controller a forma di mixer” che manda fuori midi CC per pilotare il software

    Reply

  • Antonio

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    se ad ogni singolo canale del mixer ci faccio entrare ogni singolo canale di ableton (tramite la scheda audio) e il main out lo collego alle casse , non riesco normalmente a controllare ogni singolo canale del mixer ?

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    si, se vuoi mixare

    se invece vuoi registrare otto tracce alla volta, devi avere un mixer che possa tirar fuori simultaneamente otto canali indipendenti, uno per traccia…

    alla fine, la cosa potrebbe risultare meno utile di quanto si pensi

    Reply

  • Antonio

    |

    Grazie, ho ereditato un vecchio mixer fit evolution 10x e vorrei utilizzarlo per un ipotetico live.

    Reply

  • enzo

    |

    Ciao Enrico, un consiglio: ho trovato un mackie 1202 old school ottime condizioni, ad un prezzo commuovente.

    penso di prenderlo. volevo chiederti come poter usare effettistica sulle mandate aux del mixer. Con uno yamaha mg 166cx che posseggo con la band, anzichè usare il Send/return, uso un canale aux e un line in, ad esempio l’aux 3/fx.

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    nel mackie – ottimo acquisto – colleghi l’uscita SEND 1 all’ingresso del mixer e le uscite dell’effetto al RETURN 1 :-)

    ti lasci il SEND 2, che è pre fader, per il monitor

    Reply

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