Minimoog D: adesso, ricostruiamolo – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Dopo aver perso molto tempo a ragionare sulle prestazioni dello strumento, è il momento di ricostruire il suo comportamento utilizzando un linguaggio di programmazione virtual modular di medio livello, come dire non troppo semplice e non troppo complicato, ma in grado di fornire sufficiente soddisfazione al programmatore volenteroso. I lettori più pazienti avranno già capito che ci riferiamo all’omnipresente Clavia Nord Modular G2…

Di Enrico Cosimi

Per prima cosa, occorre scegliere un tipo di oscillatore che non sia troppo costoso in termini di CPU; gli oscillatori del Model D sono privi di hard sync, non prevedono la FM lineare e non lasciano la possibilità di lavorare con onde impulsive a simmetria variabile (limitando la fruizione a soli tre “tagli” assimilabili con buona volontà al 50%, al 25% e al 10% di simmetria… more or less).

Da questo punto di vista, tre copie dell’Oscillator A Clavia possono andare benissimo.

Ovviamente, in previsione delle esperienze portate avanti a colpi di Demo Editor, saremo costretti a tralasciare la possibilità di ricevere segnali dall’esterno; dovremo farci bastare i tre oscillatori e il Noise Generator. Osserviamo lo schema a blocchi dello strumento e verifichiamo alcune caratteristiche funzionali…

Colorati in giallo, i moduli che compongono il percorso audio sono facilmente identificabili; sulla sinistra dell’immagine ci sono i cinque generatori (External Input, Oscillator 1, 2 e 3, Noise Generator); il loro segnale è raccolto in un mixer – che non è materializzato nello schema a blocchi, con possibilità individuale di regolazioni separate per Volume e On/Off. Dal mixer, si raggiunge il filtro e la coppia di amplificatori per l’articolazione d’inviluppo e la gestione statica del livello d’uscita di pannello e dinamica attraverso tensione esterna.

Non rimane che collegare il Noise Generator al quarto ingresso di un possibile mixer audio a quattro canali (meglio se dotato di un interruttore On/Off per ciascun canale d’ingresso).

Qualche considerazione:

  • il Noise Generator del Minimoog Model D è dotato di selettore per la gestione White/Pink; il Noise Generator Clavia è invece dotato di un controllo continuo con cui si può regolare il colore del rumore, ovvero il suo contenuto armonico; per restituire un comportamento più attinente alle prestazioni dell’hardware originale, saremo costretti a splittare il segnale generato dal Noise, mandandone un ramo all’interno di un blando modulo di filtraggio low pass a -6 dB/Oct che, pur non essendo filologicamente corretto (il vero filtraggio del Pink Noise dovrebbe essere a -3 dB/Oct…), può garantire una sufficiente attenuazione delle acute senza rendere troppo sordo il risultato finale. Se proprio fosse necessario, si può rendere ancora più blando il filtraggio sommando, all’uscita del low pass, parte del segnale originale…
  • il livello sonoro del Pink Noise così realizzato è molto più basso del livello White Noise originale; meglio procedere a una sua ri-amplificazione moltiplicandone l’ampiezza per un coefficiente “significativo”. Nel nostro esempio, utilizziamo una costante a 2.62X, ma altri valori potrebbero risultare adeguati – basta raggiungere la parità di livello tra White e Pink, una volta collegati al selettore di rumore.

I quattro segnali (Osc 1, 2, 3 e Noise) raggiungono i rispettivi canali del Mixer Audio e, da questo, sono temporaneamente collegati all’uscita audio di sistema, per verificare il corretto funzionamento del sistema.

Il percorso finora seguito è disponibile, come patch, cliccando qui sopra.

Ovviamente, siamo ancora MOLTO lontani dalla fine…

Quali sono i prossimi problemi da affrontare? Non pochi, non facilissimi; eccovene un elenco sommario:

  • gli oscillatori del Model D prevedono, oltre alla regolazione d’intonazione continua, la possibilità di procedere “per ottave”, decidendo con il selettore Range il piedaggio desiderato, compreso tra 32′, 16′, 8′, 4′, 2′; è necessario prevedere un sistema con cui far saltare l’intonazione per intervalli di +12 o -12 semitoni ogni volta…
  • ogni oscillatore ha un selettore d’ottava individuale, che deve poter lavorare in maniera indipendente pur facendo riferimento alle  costanti di riferimento specificate in ottava;
  • il solo Oscillator 3 deve poter lavorare in modalità LOW, quindi con intonazione molto più bassa, per poter essere utilizzato come LFO (di questo, ci occuperemo più avanti).

Iniziate a mettere a fuoco il problema… :-)

 

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Comments (2)

  • Antonio Antetomaso

    |

    Interessantissimo ma….sniff….Reaktor?
    AriSNIFF

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