KORG Minilogue. I dati indispensabili – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

KORG Minilogue. I dati indispensabili – Seconda parte

Esaurita la struttura del canale di voce, è il momento di capire come possano essere gestite le quattro voci di polifonia. Benvenuti nel Voice Mode del KORG Minilogue.

Di Enrico Cosimi

minilogue front draw

Un polifonico è un polifonico è un polifonico. Ma il patrimonio di voci simultanemanete disponibili può essere impiegato in diverse maniere, per svolgere compiti espressivi o performativi particolari; Minilogue offre otto diversi modi di gestione.

sche voice mode

Voice Mode

Due premesse: a) per ora,  le voci hanno tutte lo stesso suono, b) ogni modo ha la possibilità di modificare anche drasticamente il proprio funzionamento se il musicista interviene col parametro Voice Mode Depth. Detto questo, si può configurare la polifonia in modo da ottenere:

  • Poly; comportamento di base per usare Minilogue come synth polifonico monotimbrico a quattro voci; il Voice Mode Depth diventa un Invert che “interpreta e rivolta” in tempo reale l’accordo che state suonando fornendo voicing nuovi.
  • Duo; due coppie di voci in unisono; ogni volta che si preme una nota sulla tastiera, Minilogue impegna due voci; si possono suonare bicordi. Il Voice Mode Depth funziona come Detune regolabile.
  • Unison; tutte e quattro le voci sono innescate ogni volta che si preme una nota; il Voice Mode Depth agisce – anche in questo caso – come Detune.
  • Mono; Minilogue diventa un sintetizzatore monofonico, distribuisce le quattro voci per generare intonazione principale e suboscillatori; il Voice Mode Depth regola l’ingresso dei suboscillatori: voce 2 e 3 suonano un’ottava sotto, voce 4 suona due ottave sotto.
  • Chord; odiate il jazz e non volete sapere nulla di voicing; con questo modo, Minilogue distribuisce automaticamente le quattro voci di polifonia in uno dei possibili accordi disponibili ruotando il controllo Voice Mode Depth (5th, sus2, m, maj, sus4, m7, 7, 7sus4, Maj7, aug, dim, m7b5, mMaj7, Maj7b5).
  • Delay; è il vecchio “delay MIDI” delle macchine Anni 80.  Le voci 2, 3, 4 sono suonate “a raffica” dopo che i musicista suona voce 1. Il controllo Voice Mode Depth regola il delay time (da 1/192 a 1/4 calcolato sul BPM di sistema).
  • Arp; le quattro voci sono impegnate in arpeggio; Voice Mode Depth sceglie il tipo di pattern (Manual1, 2, Rise 1, 2, Fall 1, 2, Rise Fall 1, 2, Poly 1, 2, Random 1, 2, 3).
  • Side Chain; ogni nuova voce suonata abbassa il volume della precedente (ovviamente, ha senso con suoni “lunghi”); Voice Mode Depth regola l’attenuazione.

 

sche edit

Edit Mode

Anche se l’impostazione di pannello è ricca, non tutti i comandi trovano posto sulla plancia di comando: per questo motivo, occorre fare riferimento al display di bordo (lo stesso display che, normalmente, lavora come Real Time Oscilloscope) e controllare i numerosi parametri disponibili.

Il modo Edit è articolato in tre sotto sezioni relative “all’oggetto” che si intende colpire: Program Edit, Sequencer Edit, Global Edit.

 

Program Edit Mode

Il menu racchiude otto gruppi di parametri raggiungibili usando gli otto tastoni di selezione frontale; in questo modo, è possibile agire su:

  1. Program Name; fino a 12 caratteri alfanumerici.
  2. Slider Function; lo slider di pannello può essere sintonizzato su 1 di 29 possibili destinazioni (pitch bend, gate time, vco1 pitch, vco 2 shape, vco 2 pitch, vco 2 shape, cross mod depth, vco 2 pitch eg int, vco 1 level, vco 2 level, noise level, cutoff, resonance, filter eg int, amp eg attack, decay, sustain, release, eg attack, decay, sustain, release, lfo rate, lfo intensity, delay hpf cutoff, delay time, portamento, voice mode depth). Se si sceglie, per lo slider, il funzionamento come pitch bend, è possibile regolare l’escursione bend + e bend – in modo indipendente (da 1 a 12 semitoni).
  3. LFO Setting; tre parametri importanti che non trovano posto sul pannello comandi: LFO BPM Sync (per sincronizzare la LFO rate al BPM di sistema); LFO Key Sync (per resettare il ciclo di modulazione al Nota On); LFO Voice Sync (per sincronizzare tra loro i cicli di LFO delle quattro voci e averli sempre “In passo”).
  4. Other Settings; comprende: Portamento Time e Portamento Mode (Auto-Legato/On-Full); Portamento BPM (per sincronizzare il Portamento Time col BPM.
  5. Amp Velocity; regola la sensibilità dell’amplilficatore alla Key Velocity: più forte premete i tasti, maggiore sarà il volume del suono.
  6. Program Level; permette di bilanciare il suono della patch/Program a quello delle altre. L’escursione è bipolare (+/-25).
  7. Initialize; per partire da zero nella programmazione.
  8. Dump; per innescare il trasferimento dati di sistema esclusivo verso PC o Mac.

 

Sequencer Edit Mode

OK, ancora non abbiamo parlato veramente del sequencer di bordo, ma qui ci sono le funzioni che permettono di impostare parametri talmente importanti da dover essere anticipati rispetto alla spiegazione vera e propria.

  1. BPM; permette di regolare la velocità metronomica del sequencer (10 – 300) in BPM. In seguito, vedremo come gestire la spinosa questione del Clock interno/esterno.
  2. Seq Parameter; comprende parametri di configurazione: Step Lenght (di quanti step avete bisogno nella vostra sequenza? Da 1 a 16, potete scegliere liberamente); Step Resolution (il valore ritmico degli step (1/16, 1/8, 1/4, 1/2, 1/1); Swing (orrore!!!); Default Gate Time (la percentuale staccato/legato 0-100%).
  3. Seq Clear; come fare pulizia con: All Clear, Motion Clear (cancella in un blocco solo tutte e quattro le linee di automazione per altrettanti parametri di pannello precedentemente scelti dal musicista).
  4. Motion Clear; permette di cancellare selettivamente la linea Motion 1, 2, 3 o 4 dei diversi parametri precedentemente automatizzati. Con il tasto Shift premuto, il display visualizza la miniatura grafica del profilo di automazione precedentemente memorizzato).
  5. Motion Enable; non volete rinunciare alla stupenda automazione di Cutoff e Resonance che avete realizzato? Volete provare a sentire come sarebbe il suono senza una di loro? Basterà disabilitare selettivamente l’automazione Motion indesiderata per fare tutte le prove possibili e immaginabili.
  6. Motion Smooth; la transizione tra un valore e l’altro catturati nella memorizzazione di Motion può essere immediata o sottoposta a integrazione di smussamento; il parametro accende e spegne l’integrazione.

 

Global Edit Mode

Contiene i parametri che influenzano il comportamento complessivo dello strumento.

  1. Global 1; Master Tune e Transpose.
  2. Global 2; Knob Mode: il solito problema dei potenziometri (e c’è chi ancora si ostina nel preferli agli encoder…) nei sint con memorizzazione dei parametri. I pomelli possono lavorare in Jump, Catch e Scale, per cercare di funzionare al meglio nei rapporto posizione reale/valore memorizzato di patch. Audio In; abilitazione dell’ingresso audio verso il filtro. Local Switch, collega la tastiera al synth engine vero e proprio. Velocity Curve, otto possibili curve di risposta alla dinamica di tastiera.
  3. Global 3; Sync In Unit: definisce il rapporto tra impulsi ricevuti alla porta Sync In e il numero degli step di sequenza fatti avanzare; è possibile scegliere 16th e 8th; nel primo caso, gli impulsi fanno avanzare di un sedicesimo la sequenza, nel secondo caso l’avanzamento è pari a un ottavo. Sync Out Unit: determina la densità degli impulsi trasmessi dalla porta Sync Out in rapporto all’avanzamento di sequenza (16th produce un impulso ogni sedicesimo, 8th ne produce uno ogni ottavo); Sync In Polarity: scegliendo Rise o Fall, si risolvono tutti i problemi di tenuta e allineamento tra Minilogue e mondo esterno master (ma anche tra Volca e mondo esterno…); Sync Out Polarity: come il precedente, ma dedicato al segnale emesso dalla porta Sync Out dello strumento.
  4. Global 4; MIIDI Channel, Clock Source (Internal o Auto; MIDI o Auto USB nel secondo caso, il sistema rileva automaticamente la presenza di un Clock esterno alla porta MIDI o USB – eventuale sync external analogico ha la precedenza); Enable Rx MIDI; Enable Tx MIDI; MIDI Route (USB+MIDI, USB).
  5. Global 5; Parameter Display (Normal e All; nel primo caso, si filtra la quantità dei dati visualizzati a display, nel secondo caso… no); Oscilloscope Enable/Disable.
  6. Global 6; Brightness; Auto Power Off.
  7. Global 7; All Dump USB; All Dump MIDI.

sche sequencer

… ma lo Step Sequencer?

Minilogue ha uno step sequencer interno, che può memorizzare fino a 16 step; in aggiunta, è possibile sfruttare diverse caratteristiche interessanti di Motion Recording per automatizzare parametri selezionati.

Real Time Recording

Lo Step Sequencer può registrare dati in Real Time, suonando sulla tastiera, sovrincidendo e riascoltando; la natura mono timbrica dell’apparecchio non consente di andare molto lontano, ma la comodità è innegabile. Durante il Playback, è possibile cancellare selettivamente le note indesiderate tenendo premuto il tasto REST.

Step Time Recording

Si può caricare lo step sequencer un passo alla volta per lavorare con maggior accuratezza. Ereditata dal precedente Monotribe, è attiva la possibilità di usare gli otto tastoni numerati come quick insertion/recall per i primi otto step di sequenza (ovvio che, se vi servono più di 8 step nella sequenza, occorrerà fare qualche sacrificio: gli step 9-16 sono raggiungibili attraverso SHIFT + tasto 1-8).

Dopo aver abilitato la registrazione, si può inserire la nota suonandola direttamente sulla tastiera (il display conferma la nota inserita), si può inserire una pausa REST, ci si può basare sul Default Gate predisposto nel menu SEQ EDIT o modificarlo liberamente : nel secondo caso, basta usare il potenziometro PROGRAM/VALUE mentre si inseriscono le note.  L’articolazione di due step può essere saldata con il tasto TIE.

 

Motion Sequencer

Il Motion Sequencer è un meccanismo che registra/automatizza le variazioni di stato (leggi: rotazioni di potenziometro o accensione/spegnimento di interruttore) per poi proporre una possibile riproduzione in playback. Il motore del Motion Sequencer di Minilogue prevede la possibilità di specificare (prima) e catturare in movimento (dopo) fino a quattro parametri di pannello che il musicista reputa particolarmente significativi di automazione sequenziata. Esempi classici possono essere: la frequenza di taglio e la resonance del filtro, il tempo di decay sul filtro, l’envelope amount (sempre su filtro), la velocità del LFO, la quantità di modulazione per un oscillatore sotto sincronizzazione.

La procedura di registrazione è semplice: dopo aver messo in realtime recording il sequencer (tasti PLAY e REC), si muove il comando corrispondente al parametro che si vuole automatizzare. A disposizione, avete quattro desideri: potete cioè toccare quattro diversi parametri. Superata questa quantità, il display di bordo segnalerà “Motion Full” e vi dovrete accontentare. La durata della registrazione Motion Sequencer è calibrata sulla durata della sequenza di step: non può durare di più e, quando il playback degli step ha fine, si ferma automaticamente. E’ possibile sovrincidere i movimenti di parametro. Come specificato in precedenza, si può cancellare selettivamente uno dei tracciati Motion, li si può cancellare tutti in blocco, si può decidere di metterli in mute o di “dargli il portamento” su base individuale.

 

Editing degli step precedentemente registrati

Se ci fosse qualcosa, nella sequenza appena registrata, che non va bene, è possibile intervenire a posteriori sul suo contenuto, modificando gli step individualmente. La procedura di modifica è guidata dal display che visualizza alternativamente il nome della nota e la percentuale di Gate Time.

 

Implementazione MIDI

Minilogue è tutto spalmato sul MIDI: ogni controllo di pannello è regoarmente mappato come control change e il manuale utente riporta con accuratezza le mappature. Sarebbe bello se anche altri fabbricanti seguissero questo modo ordinato di lavorare; certo, quando i controlli sono pochi è tutto più facile… per macchine più ricche di dotazione on board, la cosa può essere complicata.

Insomma, per la cifra richiesta, se non dovete impazzare in lungo e in largo sulla tastiera full range, Minilogue potrebbe essere un gran bel “polifonico analogico semplice”, privo di eccessive complicazioni. 

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Comments (20)

  • lucio

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    veramente sorprendente…!! a quel prezzo ne venderanno una marea! sarà il microkorg analogico! ahahah

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  • Nico

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    ho visto decine di video e tutorial su questo synth, ma questa recensione mi ha chiarito cose ulteriori. solo una cosa non ho ben chiara:

    Knob Mode: il solito problema dei potenziometri (e c’è chi ancora si ostina nel preferli agli encoder…) nei sint con memorizzazione dei parametri. I pomelli possono lavorare in Jump, Catch e Scale, per cercare di funzionare al meglio nei rapporto posizione reale/valore memorizzato di patch.

    il problema classico è di avere pomelli in posizione sbagliata quando si cambia da una patch all’altra. come agisce questa regolazione?

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    • Enrico Cosimi

      |

      in realtà, il problema non è risolvibile… allo stato attuale delle cose, la tecnologia offre solo due o tre COMPROMESSI

      a) il pomello non funziona fino a quando non “incrocia” il valore memorizzato

      b) il pomello funziona da subito, incrementando o diminuendo il valore memorizzato A PRESCINDERE dalla sua posizione fisica

      c) variazioni più o meno funzionali delle due logiche

      in tutti i casi, indicatore VISIVO a parte, non c’è nulla di più comodo degli encoder, per questo genere di cose; ma il mercato è il mercato, baby, e tu non puoi farci niente…

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  • Nick

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    Sembra essere uno strumento versatile e performante; l’unico mio dubbio è, come per l’Odyssey, la possibile difficoltà nel fraseggio veloce con i tasti a passo ridotto. Non avendo ancora avuto modo di recarmi al negozio per provare, chiederei un parere a chi abbia già messo le mani su questo strumento o su altri con tastiera analoga, come appunto l’Odyssey.

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  • Enrico Cosimi

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    è solo questione di pratica, alla fine “ci prendi le misure”…

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  • Vinz P

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    Salve e buonasera, sono in procinto di acquistare il minilogue, purtroppo potrò acquistarlo solo online e non sono riuscito ad ascoltarlo da vicino ma mi son fatto un’idea solo in base alle demo che ho trovato online. Ora supponendo che lei l’abbia provato con le sue mani volevo chiderlo se il suono del minilogue è quello che si aspetta da un suono analogico “caldo” che riesce a distinguersi dai vst vari e dai synth a modello analogico come gli Aira.

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      • Vinz P

        |

        La ringrazio della risposta, sto valutando anche il pulse due che anche se monofonico si adatterebbe alle mie esigenze, domani andrò a provarlo e deciderò di conseguenza :)

        Reply

  • Emilio

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    Salve Prof,
    ho un dubbio: ho provato il Minilogue a fianco di un Minibrute, con il polifonico non sono riuscito ad ottenere la “botta” del monofonico.
    Lo chiedo in vista di un prossimo acquisto. Il Minibrute mi piace, suona benissimo, ma è monofonico.
    Il Minilogue, però, pur essendo molto più completo, sembra suonare un po’… “meno”. E’ un problema che ho avuto soltanto io (che sono un chitarrista e magari non riesco a settare al meglio il Minilogue) o in effetti c’è una reale differenza tra questi due synth?
    Grazie mille

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      non tutti gli analogici suonano con la stessa pasta e la stessa “botta”; ciascun progettista insegue il suo obiettivo timbrico privilegiando questo o quel carattere che ha in mente; comunque, nel Minilogue prova a togliere il delay, tieni gli oscillatori accordati “stretti”, metti un inviluppo corto sul filtro e togli la resonance… dovrebbe raggiungere timbriche sufficientemente percussive.

      Reply

      • Emilio

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        Grazie, proverò.
        Complimenti per il sito, è una miniera d’oro

        Reply

  • Adam

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    Salve Prof,
    Non ho ben capito una cosa riguardo questo sinth.
    Sarebbe possibile registrare il suo suono analogico del synth sfruttando il codice midi.
    Da quello che ho capito è possibile avere una traccia midi e una traccia audio ma in questo modo perderemmo la possibilità di lavorare in midi il suono del synth no?

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      no no, il Minilogue non ha “Audio Over MIDI”… occorre per forza usare un cavo jack normale per trasferire l’audio :-(

      Reply

  • Enrico G.

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    Salve,
    leggo sempre con entusiasmo i vostri articoli e seguo le recensioni su youtube nel tentativo – per ora vano – di districarmi nel mondo dei sintetizzatori per me, primitivo chitarrista, assai oscuro e devo ringraziarvi per gli strumenti che mi avete fornito, preziosi e ricchi di spunti.
    Stavo pensando di evolvermi abbandonando (o meglio, accantonando) il mio microkorg per una macchina più immediata e capire così meglio il funzionamento della sintesi sottrattiva; grave pecca del microkorg sono i vari submenù e il dover richiamare dei parametri tramite più passaggi perdendo immediatezza e chiarezza nella programmazione)
    Mi chiedevo dunque se questo bel minilogue possa essere una buona macchina per iniziare e per avere una vasta gamma sonora. considerando che eseguo spesso accordi e che sono affezionato a suoni “vecchi” e quasi richiamanti gli organi o i primi wurli
    Dalle recensioni pare faccia al caso mio ma approfitto della Sua cortesia per avere un piccolo consiglio

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      si si, il minilogue è sufficientemente immediato da risultare utile anche a chi ha poca esperienza… ci sono menu anche al suo interno, ma niente di insopportabile :-)

      Reply

      • Enrico G.

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        grazie mille! sempre gentile
        appena finisco di studiare un minimo considererò l’acquisto, sempre funzionalmente alla mia musica!

        Reply

  • Luca

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    Salve, sono Luca. Domanda: ma non hanno pensato ad un “interruttore” e ad un “pomello” per inserire e regolare il “glide”! Nei synth storici era uno dei primi parametri con cui andavi a “giocare”; qui invece devi entrare nell’edit mode: perché?? Ma è possibile salvare un suono appena creato su uno degli otto “favourite” con intervento immediato in “real-time” sul “glide” e poi richiamarlo e averlo sempre pronto? Tenkiù!!
    Luca

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      su un polifonico, il portamento è visto con maggior “sospetto” ed è già tanto se viene messo a pannello il controllo di glide time… 😀

      non so se sia possibile salvare un suono lasciando “aperta” la regolazione interessata; alla peggio, puoi salvare DUE VOLTE lo stesso suono, una volta col portamento e un’altra volta senza… poi, alterni le due memorie durante l’esecuzione

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