NORD DRUM Virtual Analog Drum Synthesizer

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Nella notte dei tempi, quanto tutti erano più buoni, quando il pop/rock era principalmente conti del parrucchiere e camicie con gli jabots, la svedese Clavia monopolizzava il suono delle electro drum machine raccogliendo il testimone passatogli da Dave Simmons: le famiglie ddrum (fino alla quarta versione) dimostrarono, in modo inequivocabile, come fosse possibile muovere l’aria utilizzando strutture di sintesi analogiche e/o campionamenti messi sotto il controllo di un sofisticato sistema di trigger. Poi, calò l’oscurantismo degli Anni 2000, con l’ortodossia talebana della doppia divinità Mac/PC, assetata di sangue e di monte ore dei musicisti. Oggi, Nord Drum by Clavia ritorna su quei (gloriosi) passi e, forte di un progetto elaborato esternamente, ripropone le antiche funzionalità viste alla luce dell’esperienza attuale.

Di Enrico Cosimi

Che significa progetto esterno? Semplicemente, che Nord Drum è stata concepita esternamente al gruppo di geniacci svedesi capeggiati da Hans Nordelius, per poi essere ottimizzata e messa su strada con la consueta classe che ci si aspetterebbe da parte di uno strumento che riveste la rossa livrea… Anche se, a volerla dire tutte, questa volta l’ingegnerizzazione è stata molto concentrata sull’economicità di scala, con alcune decisioni che -inevitabilmente – faranno discutere. Andiamo per ordine.

Studiologic Sledge Polyphonic Synthesizer – In action

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Ogni volta che un nuovo sintetizzatore vede la luce, i musicisti – e non solo quelli elettronici – dovrebbero accendere una candela e innalzare preghiere di ringraziamento: l’impegno strutturale, economico, progettuale e culturale che c’è dietro questa (apparentemente) semplice operazione è una conferma della salute del mercato. Come si diceva negli Anni 80: alive and kickin’. Se poi lo strumento in questione – pur con un cuore tedesco – nasce nei patrii lidi, le cose diventano ancora più interessanti.

Di Enrico Cosimi

Ci eravamo già occupati di Sledge in occasione del Winter NAMM e della presentazione europea tenutasi in concomitanza con la Frankfurt Musikmesse 2012; le caratteristiche sono note e, da questo punto di vista, basterà un veloce riassunto prima di tuffarci nella materia viva. Sledge è un sintetizzatore polifonico virtual analog, che sfrutta il motore di sintesi prodotto da Waldorf per il ben noto Blofeld Synthesizer. Da questo a dire che Sledge sia uguale a Blofeld, alla luce dell’esperienza diretta, ce ne corre e – con il capo cosparso di cenere – anche noi dobbiamo fare ammenda di diverse imprecisioni frutto delle (all’epoca) scarse informazioni che circolavano.

OTO Machines Biscuit

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Presente sulla scena elettronica da qualche tempo, questo micidiale apparecchietto non ha avuto – perlomeno in Italia – il riscontro totalizzato nel resto del mercato europeo; un vero peccato, viste le peculiarità di cattivo tartassatore timbrico stereofonico e, con la nuova revisione software, anche di micro sintetizzatore con step sequencer incorporato. Di sicuro, OTO Biscuit non è un processore per i deboli di cuore… al contrario, si trova a proprio agio dove è possibile mostrare imponenti capacità di sound mangler.

Di Enrico Cosimi

Dopo aver ringraziato Alex Cecconi di New Groove, che eroicamente continua a dragare i fondali della produzione elettronica internazionale, per accumulare apparecchi sempre più interessanti, vediamo più da vicino questo strumento.

DSI Mopho X4: è arrivato il Mopho polifonico!

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Dave Smith ha inventato strumenti musicali storici come il Prophet 5, ha messo a punto protocolli d’interfacciamento epocali come il MIDI, ha permesso a tutti di lavorare con macchine professionali low cost come l’Evolver. Oggi, forte di una credibilità inscalfibile, presenta la versione X4 del Mopho synthesizer: il nuovo DSI Mopho X4.

Di Enrico Cosimi

Qui sotto, le anticipazioni più interessanti su questo apparecchio che sembra avre parecchie cose irresistibili al proprio interno:

Moog Moogerfooger MF-104M Analog Delay

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Finalmente, dopo averlo visto di nascosto tra le mani di Mike Adams in quel del MusikMesse Frankfurt (a proposito: grazie ancora a Francesco Borsotti e a tutta la posse Midiware…), dopo averlo annunciato sul web praticamente in simultanea alla casa madre, finalmente – dicevamo – ne abbiamo un esemplare in carne e ossa (in lamiera e componenti) pronto per la prova. Il risultato è affascinante, a tratti irresistibile: un delay analogico, come di consueto, dovrebbe limitarsi a fare ribattute più o meno a tempo, più o meno cupe, sul segnale in ingresso… MF-104M fa tutto questo, ma rovescia proditorariamente sul tavolo da gioco una manciata di funzionalità accessorie che lo rendono praticamente irresistibile non solo ai musicisti “normali” (sia detto senza intento denigratorio), ma anche a tutti gli sperimentatori che amano torturare il proprio segnale facendolo lavorare al limite delle possibilità tecniche. Se a questo si aggiunge che l’apparecchio è realizzato in contingente numericamente limitato, la GAS rischia di salire a livelli impensabili. Brrrrr….

Di Enrico Cosimi

Partiamo subito dai punti di forza dell’apparecchio; a differenza dei precedenti modelli MF-104 (tanto quello standard, quanto quello espanso e marcato MF-104Z), la versione MF-104M ha una serie di assi nella manica che elenchiamo qui sotto.

KeyB Expander: a prova di trasporto

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Il mondo dei cloni elettrofonici, ovvero degli Hammond-wannabe, è molto più turbolento di quanto non si potrebbe pensare ad uno sguardo superficiale; fatte salve le dovute differenze stilistiche, timbriche e filosfiche che distanziano un organista rock da uno jazz (e da uno blues), rimane -di fondo- la complessità oggettiva di simulare il comportamento del mitologico generatore a ruote foniche e l’ancora più idealizzata interazione tra questo e rotary speaker.

Per questo motivo, quando compare un apparecchio che coniuga funzionalmente timbrica, portatilità, prestazioni, prezzo e feeling, la cosa diventa immediatamente di primo piano. E’ il caso del KeyB Expander, versione iperportatile del sound engine messo a punto da Elvio Previati.

Di Enrico Cosimi

Una premessa doverosa: nel mondo dei clone producers, l’apparecchio di Elvio è chiamato, con rispetto, organo e non clone, a riprova del valore culturale oltre che timbrico raggiunto dalle varie versioni di KeyB.

Synthesizers.com: nuovi cabinet per il formato 5U

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Come per le master keyboard MIDI negli Anni 90, anche i cabinet per i sistemi modulari soffrono di quella sindrome da “acquisto ingiustificabile” che ne rende difficile la commercializzazione; di solito, il musicista è concentrato sull’acquisizione (più o meno forzosa) di oggetti che suonano, fino a quando non si rende conto che sono necessari tanti apparecchi secondari, che non producono suono, ma che facilitano la gestione del tutto. I cabinet del sintetizzatore modulare rientrano a pieno titolo nella categoria e, come tutti gli oggetti di questa categoria, sono da sempre sottovalutati. Tanto dagli utenti quanto – orrore! – dai produttori.

Di Enrico Cosimi

Per questo motivo, quando Roger Arrick di Synthesizers.com ha presentato la sua nuova linea di piccoli cabinet portatili Desktop Box 11, il cuore di molti musicisti in formato 5U ha saltato un colpo.

KORG Kronos X

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Complice la scadenza internazionale del Summer NAMM, KORG ha aggiornato la potente workstation, portandola alla versione “X” con interessanti espansioni funzionali.

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KORG MicroKEY USB Controller

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Tre nuove (micro) tastiere KORG alimentate attraverso USB per la programmazione elettronica e l’inserimento dati musicali. I modelli sono disponibili nei formati 25, 37 e 61 note, rispettivamente a due, tre e cinque ottave. Il passo è sempre mini, ovvero il tasto è più piccolo del normale e – solo per il modello più esteso – c’è in bundle la Legacy Collection Suite.

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Schippmann CS-8 Series VCF-02

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Il modulo in questione è un Programmable Voltage Controlled Multimode Filter in formato Euro Rack; a differenza di molti altri componenti disponibili sul mercato, può realizzare più di cento e passa tipi di filtraggio differente, combinando insieme i modi di base (low, band, high, notch) e le varie inversioni di fase. Il tutto, ovviamente, sotto ferreo controllo CV.

Di Enrico Cosimi

Schippmann si è conquistato una solida credibilità nel campo dei filtri producendo, anni addietro, più di una realizzazione hardware dedicata al trattamento dei segnali esterni; dopo la collaborazione – ancora in parte da chiarire – con Manfred Fricke di MFB, è la volta del formato Euro Rack, in cui il VCF-02 potrebbe veramente fare la differenza.

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