ARP 1601 & 1623: un’occasione per riparlare di step sequencer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Vintage

Girellando per la rete, si finisce sempre per cadere su ghiotti – ma inevitabilmente out of reach – offerte che, su Ebay e siti simili, propongono esemplari di ARP Step Sequencer 1601 o, più raramente, della sua edizione più recente 1623 (soggetta solo all’intervento cosmetico denominato black & orange. Pur se arrivati a prezzi al di fuori di qualsiasi logica seria, sono apparecchiature potenti, versatili, affidabili e utilissime per ragionare sulle capacità proprie dello step sequencer applicato al sintetizzatore analogico. Quale miglior occasione, mentre la GAS sale inesorabile e il portafoglio langue, per riparlare di step sequencer?

Di Enrico Cosimi

ARP Seq angled 2

Per prima cosa, una minima pillola storica… Nel pieno del furore analogico, era il lontano 1975, la ARP Instruments introdusse sul mercato il suo primo standalone Step Sequencer Model 1601: a fronte di un prezzo d’acquisto non proprio popolare, l’apparecchio permetteva la facile programmazione in modalità 16×1 o 8×2, garantendo la compatibilità instantanea con qualsiasi apparecchiature rispettosa del formato 1V/Oct e Positive Gate (in pratica, tutto tranne le più ancestrali realizzazioni Korg, Moog e Yamaha).

L’apparecchio, oltre a garantire la programmazione delle sequenze “melodiche”, era fornito di un ingegnoso meccanismo di smistamento gate che – per molti versi – rimane ancora insuperato per flessibilità e potenza.

ARP 1601 rear

Organizzazione gerarchica

Per espugnare il funzionamento di uno step sequencer, è necessario organizzare le funzionalità dell’apparecchio seguendo un’ipotetica piramide gerarchica che – una volta chiarito il tipo di struttura –  vede la divisione dei parametri di step da quelli di fila e da quelli globali di sequencer; in questo modo, per il modello ARP, si può parlare di…

ARP 1601 left

Parametri di Step

Ciascuno step può essere accordato, in maniera non del tutto priva di asperità meccaniche, agendo sul lungo slider numerato; ogni slider – in pratica – equivale a una memorizzazione di tipo analogico per la tensione che sarà generata/trasmessa ogni volta che l’avanzamento del clock incrocia lo step in esecuzione. Qual’è lo step eseguito? Quello evidenziato dal grosso led rosso che è strategicamente allineato con ciascuno slider di regolazione.

In aggiunta, ciascuno step può generare una tensione di Gate (la cui proporzione legato/staccato è collegata al parametro di Pulse Width) smistabile su tre Gate Bus indipendenti; attraverso un selettore a tre posizioni, il Gate dello step può andare sulla linea 1, 2 o 3 di Gate Output; in questo modo, avendo tre generatori d’inviluppo – o meglio, tre sintetizzatori indipendenti – si può decidere step per step cosa articolare. 

Segnaliamo come l’organizzazione su tre Gate Bus indipendenti ponga il Sequencer ARP in una classe a parte, per flessibilità e potenza: anche se, in parte, emulato dalla realizzazione Doepfer, questo meccanismo ha (da sempre) garantito un’enorme facilità nella realizzazione di ritmiche ottenute attraverso incastri timbrici generati da apparecchi analogici diversi (Vince Clarke docet…)

Lo step  che si trovi ad essere assegnato al Gate Bus 3 può innescare uno dei due comportamenti selezionabili Skip o Reset; nel primo caso, si salterà lo step in esecuzione (più di uno step potrà essere agganciato al Bus 3 per non essere eseguito); nel secondo caso, lo step numericamente più basso resetterà la sequenza, riportandola a step 1 e – di fatto – definendone le dimensioni.

I due comportamenti di Skip e Reset sono comunque innescabili dall’esterno con impulsi generati da altre apparecchiature.

ARP 1601 front

Parametri di Fila

Quanto deve essere lunga la fila? Dipende da quale step si aggancia al Bus 3 e si ruota al comportamento di Reset. Come deve lavorare lo step sequencer? In modalità 8×2 o 16×1? Basta agire sul selettore apposito, localizzato sotto ai primi otto step di sequenza. L’altro selettore permette di definire l’avanzamento ordinato numericamente o disorganizzato randomicamente.

ARP 1623 front

Ancora sui Gate Bus…

Ci sono tre Gate Bus – lo dicevamo prima… – ciascuno dei quali ha la propria uscita che raccoglie in OR tutti gli step sintonizzati; in aggiunta, sono disponibili altre due uscite di Gate che documentano il raggiungimento della Position 1 (per certi versi, sarebbe stato molto più utile avere disponibile un’uscita perennemente aggiornata sulla End Step Position) e il comportamento Clocked Gate 1 Out. Quest’ultima può essere utilizzata per sfruttare il comportamento AND ottenibile attraverso doppia conferma di impulso Clock attivo (ed è sempre attivo…) e step assegnato; la differenza tra assegnazione/negazione permette la creazione di ritmi particolari, accenti, aperture d’inviluppo subordinate e differenziate rispetto al flusso costante di clock.

ARP 1601 right

Parametri di Sequencer

La velocità di avanzamento dello Step Sequencer è regolabile agendo sul clock interno (un oscillatore che genera onda impulsiva a simmetria variabile) o fornendo un adeguato treno d’impulsi provenienti dall’esterno.

Disabilitando il clock interno, si può utilizzare in sua vece un oscillatore esterno, collegandolo all’ingresso Step, per ottenere l’avanzamento della sequenza; in alternativa, si può modulare la frequenza dell’oscillatore interno (e la sua simmetria) con tensioni di controllo generate da altre strutture analogiche. Un eventuale footswich collegato al sequencer può essere patchato nei punti ritenuti utili della struttura (avanzamento degli step, start/stop, eventuale modulazione bistabile della frequenza di clock).

ARP front panel chart

Quantizzazione

Primo tra i primi, lo Step Sequencer ARP ha offerto ai suoi utenti un quantizzatore dual channel in grado di convertire le fluide tensioni programmate passo dopo passo in una serie di precisi gradini di semitono; inevitabilmente, l’operazione aveva qualche effetto collaterale: a fronte di una tensione originalmente disponibile di 10 V, l’uscita quantizzata risultata pari solo a 2 V, cioè ventiquattro possibili semitoni di escursione.

Come trasporre una sequenza analogica in tempo reale? Escludendo l’intervento diretto sulla tastiera del sintetizzatore, si può sfruttare l’ingresso CV Input per sommare il keyboard control voltage alle tensioni elaborare dai due quantizzatori. Il procedimento risulta facile ed efficace, anche se – limitato alla sola uscita dei quantizzatori – analizzato con il senno di poi, avrebbe potuto essere ingegnerizzato ancora meglio.

ARP Seq front

Valore e valutazione

Uno Step Sequencer ARP, indipendentemente dalla serie Orange/Black o Gold/Black, è oggi irreperibile per meno di 2000 dollari (a trovarlo…); ricordiamo che, ai bei tempi, il suo prezzo corrispondeva a 500 euro di oggi. Lasciamo l’informazione, e tutto il consueto codazzo di polemiche, alla mercè di chiunque voglia cimentarsi nell’annosa polemica.

Di fondo, l’apparecchio era (ed è) ingegnoso, creativo, relativamente facile da usare, solido nelle prestazioni – a parte i ben noti problemi meccanici degli slider – e di grande prestigio storico.

Se, frugando in soffitta dallo zio Temistocle, ve ne capitasse uno sott’occhio, non conferitelo alla discarica autorizzata, ma dategli una possibilità.

Non ve ne pentirete…

Qui, potete trovare qualche informazione di carattere storico.

 

 

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Comments (12)

  • francesco

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    Lo Zio Temistocle e la sua soffitta. Ce ne vorrebbe uno in ognuna delle nostre famiglie.

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  • Riccardo

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    Volevo chiederti ma il CIRKLON è un step sequencer o solo sequencer?

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  • Enrico Cosimi

    |

    il CIRKLON è un sequencer che può essere programmato passo dopo passo, quindi può lavorare come uno step sequencer…

    Reply

    • riccardo

      |

      scusami ma non capisco. Ovvero, posso registrare un brano come eventi midi, come accade con in un software tipo samplitude? oppure va utilizzato come il DT? Grazie

      Reply

      • Enrico Cosimi

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        intendo dire che da fuori funziona come il DT, ma al suo interno c’è un motore di acquisizione e trattamento dati digggggitale, in grado di lavorare in maniere che il DT si può solo sognare…

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        • RICCARDO

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          Con il Cirklon è possibile registrare una traccia midi in tempo reale suonandola con una tastiera mentre le altre tracce stanno suonando? Grazie

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  • mirko

    |

    Buonasera a tutti,
    vi scrivo perché vorrei avere dei chiarimenti riguardo il sequencer del software Arturia Arp 2006 versione 5. Ho letto il manuale e visionato alcuni video su internet, tuttavia sono ancora molto lontano dal capire i comportamenti base sigh…
    Il Maestro Cosimi o il sig. Antetomaso ( di cui ho visto un video proprio su youtube) o qualcun’altro potrebbero aiutarmi? Grazie mille

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  • Enrico Cosimi

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    non ho più il programma a disposizione, ma non mi sembra fosse un sequencer particolarmente complicato… che problemi ci sono?

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  • mirko

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    Ecco il mio primo dilemma:
    Carico la patch “1 Osc Sinus” che prevede una semplice sinusoide prodotta dal secondo oscillatore. Innesco l’arpeggiatore collegando l’uscita “Quantized Out A” all’entrata KBD CV del suddetto oscillatore: da questo momento l’oscillatore obbedisce alle variazioni di semitoni del sequencer e posso creare le sequenze che voglio. La mia domanda è: come posso mutare uno step? Cioè far si che il sequencer non lo suoni? Mutare significa che lo suona emettendo una pausa o che lo salta direttamente al prossimo step?

    Sempre riconoscente per la pazienza

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  • Enrico Cosimi

    |

    la risposta più corretta è “non puoi”: con i vecchi step sequencer analogici, quello era un problema ricorrente…

    puoi aggirare l’ostacolo usando la fila B per modulare A ZERO il livello della nota che non vuoi sentire

    con la fila A controlli l’oscillatore, con la fila B intervieni sull’amplificatore e, per gli step che vuoi saltare, tieni chiuso il volume

    in base a come ha lavorato Arturia, puoi provare anche con la matrice di swiches “sopra” agli slider del sequencer, usandoli per creare note, pause e ritmi da inviare all’ingresso di trig/gate degli inviluppi…

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