DSI Mopho X4: è arrivato il Mopho polifonico!

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Dave Smith ha inventato strumenti musicali storici come il Prophet 5, ha messo a punto protocolli d’interfacciamento epocali come il MIDI, ha permesso a tutti di lavorare con macchine professionali low cost come l’Evolver. Oggi, forte di una credibilità inscalfibile, presenta la versione X4 del Mopho synthesizer: il nuovo DSI Mopho X4.

Di Enrico Cosimi

Qui sotto, le anticipazioni più interessanti su questo apparecchio che sembra avre parecchie cose irresistibili al proprio interno:

Moog Moogerfooger MF-104M Analog Delay

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Finalmente, dopo averlo visto di nascosto tra le mani di Mike Adams in quel del MusikMesse Frankfurt (a proposito: grazie ancora a Francesco Borsotti e a tutta la posse Midiware…), dopo averlo annunciato sul web praticamente in simultanea alla casa madre, finalmente – dicevamo – ne abbiamo un esemplare in carne e ossa (in lamiera e componenti) pronto per la prova. Il risultato è affascinante, a tratti irresistibile: un delay analogico, come di consueto, dovrebbe limitarsi a fare ribattute più o meno a tempo, più o meno cupe, sul segnale in ingresso… MF-104M fa tutto questo, ma rovescia proditorariamente sul tavolo da gioco una manciata di funzionalità accessorie che lo rendono praticamente irresistibile non solo ai musicisti “normali” (sia detto senza intento denigratorio), ma anche a tutti gli sperimentatori che amano torturare il proprio segnale facendolo lavorare al limite delle possibilità tecniche. Se a questo si aggiunge che l’apparecchio è realizzato in contingente numericamente limitato, la GAS rischia di salire a livelli impensabili. Brrrrr….

Di Enrico Cosimi

Partiamo subito dai punti di forza dell’apparecchio; a differenza dei precedenti modelli MF-104 (tanto quello standard, quanto quello espanso e marcato MF-104Z), la versione MF-104M ha una serie di assi nella manica che elenchiamo qui sotto.

KeyB Expander: a prova di trasporto

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Il mondo dei cloni elettrofonici, ovvero degli Hammond-wannabe, è molto più turbolento di quanto non si potrebbe pensare ad uno sguardo superficiale; fatte salve le dovute differenze stilistiche, timbriche e filosfiche che distanziano un organista rock da uno jazz (e da uno blues), rimane -di fondo- la complessità oggettiva di simulare il comportamento del mitologico generatore a ruote foniche e l’ancora più idealizzata interazione tra questo e rotary speaker.

Per questo motivo, quando compare un apparecchio che coniuga funzionalmente timbrica, portatilità, prestazioni, prezzo e feeling, la cosa diventa immediatamente di primo piano. E’ il caso del KeyB Expander, versione iperportatile del sound engine messo a punto da Elvio Previati.

Di Enrico Cosimi

Una premessa doverosa: nel mondo dei clone producers, l’apparecchio di Elvio è chiamato, con rispetto, organo e non clone, a riprova del valore culturale oltre che timbrico raggiunto dalle varie versioni di KeyB.

Synthesizers.com: nuovi cabinet per il formato 5U

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Come per le master keyboard MIDI negli Anni 90, anche i cabinet per i sistemi modulari soffrono di quella sindrome da “acquisto ingiustificabile” che ne rende difficile la commercializzazione; di solito, il musicista è concentrato sull’acquisizione (più o meno forzosa) di oggetti che suonano, fino a quando non si rende conto che sono necessari tanti apparecchi secondari, che non producono suono, ma che facilitano la gestione del tutto. I cabinet del sintetizzatore modulare rientrano a pieno titolo nella categoria e, come tutti gli oggetti di questa categoria, sono da sempre sottovalutati. Tanto dagli utenti quanto – orrore! – dai produttori.

Di Enrico Cosimi

Per questo motivo, quando Roger Arrick di Synthesizers.com ha presentato la sua nuova linea di piccoli cabinet portatili Desktop Box 11, il cuore di molti musicisti in formato 5U ha saltato un colpo.

KORG Kronos X

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Complice la scadenza internazionale del Summer NAMM, KORG ha aggiornato la potente workstation, portandola alla versione “X” con interessanti espansioni funzionali.

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KORG MicroKEY USB Controller

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Tre nuove (micro) tastiere KORG alimentate attraverso USB per la programmazione elettronica e l’inserimento dati musicali. I modelli sono disponibili nei formati 25, 37 e 61 note, rispettivamente a due, tre e cinque ottave. Il passo è sempre mini, ovvero il tasto è più piccolo del normale e – solo per il modello più esteso – c’è in bundle la Legacy Collection Suite.

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Schippmann CS-8 Series VCF-02

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Il modulo in questione è un Programmable Voltage Controlled Multimode Filter in formato Euro Rack; a differenza di molti altri componenti disponibili sul mercato, può realizzare più di cento e passa tipi di filtraggio differente, combinando insieme i modi di base (low, band, high, notch) e le varie inversioni di fase. Il tutto, ovviamente, sotto ferreo controllo CV.

Di Enrico Cosimi

Schippmann si è conquistato una solida credibilità nel campo dei filtri producendo, anni addietro, più di una realizzazione hardware dedicata al trattamento dei segnali esterni; dopo la collaborazione – ancora in parte da chiarire – con Manfred Fricke di MFB, è la volta del formato Euro Rack, in cui il VCF-02 potrebbe veramente fare la differenza.

ACIDLAB.de MIAMI

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ACIDLAB è un aggressiva firma tedesca che produce raffinati cloni delle storiche macchine Roland TB-303 Bassline e TR-808 Rhythm Composer, apparecchi che non hanno certo bisogno di presentazioni per quanto riguarda caratteristiche timbriche, funzionali e – sotto diversi punti di vista – culturali. Grazie alla consueta disponibilità di Alex Cecconi/New Groove, siamo riusciti a mettere le mani sulla Miami Drum Machine, TR-808 clone con tutte le carte in regola per produrre musica elettronica su basi solide.

Di Enrico Cosimi

Come l’apparecchio originale, Miami riunisce in un unico cabinet il doppio comportamento di sound generator (per la produzione delle timbriche percussive) e di “drum computer” (come si diceva una volta, per la programmazione di pattern e tracks); la struttura di funzionamento timbrico è interamente analogica e i suoni sono quelli giusti, l’unica cosa che è cambiata – oltre la dimensione del case – è la scelta pressochè inevitabile della componentistica in montaggio SMD, con la quale è possibile contenere i costi e garantire una costanza qualitativa pressochè perenne. In più, rispetto alla 808 originale, si è dato sfogo al Decay della Kick Drum, che ora può risuonare moooolto più a lungo del modello originale, facilitando così la tortura di woofer e subwoofer.

Drone event: tenere insieme il tutto

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Come promesso, eccoci all’ultima parte di questo approfondimento droneggiante; fatte fuori le sorgenti sonore (prima parte) e i generatori/delay/looper ausiliari (seconda parte), è il turno degli effetti “globali”, quelli cioè che è possibile assegnare con relativa indiffferenza a qualsivoglia segnale si trovi per caso a transitare nel nostro mixaggio droneggiante. Di fondo, si tratta di riverberi per l’ambientazione o di trattamenti meat and potatoes, ma anche in questo caso, le sorprese possono arrivare inaspettate.

Di Enrico Cosimi

Un classico collante  per tutti i mixaggi è – come facilmente immaginabile – il riverbero; non è assolutamente questa la sede per affrontare i parametri che ne gestiscono il funzionamento… diciamo che, dopo aver tirato giù dalla soffitta il classico Lexicon PCM90, lo si può far cantare su un tradizionale algoritmo di concert hall nel quale si abbia avuto l’accortezza di tirare su livelli importanti i tempi di riverberazione e predelay. In questo caso, la veridicità della spazializzazione non è l’obiettivo principale.

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