Moog Sub Phatty in action – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Continuiamo con le manovre di avvicinamento al Moog Sub Phatty, il piccolo sintetizzatore monofonico che coniuga prezzo raggiungibile, prestazioni di notevole impatto e heritage innegabile. E’ il momento di affrontare le insidie della vita on the road, la gestione dei parametri “in seconda fila” (ne parlavamo in un precedente articolo) e  – attenzione, una prima assoluta! – l’implementazione MIDI dell’apparecchio.

Di Enrico Cosimi

IMG_1670

Interagire con… due pannelli comandi

Come è buona tradizione, lo strumento si suona con una mano sulla tastiera… e l’altra sul pannello comandi; allo stato attuale del software – ricordiamo che l’apparecchio in nostro (temporaneo) possesso, oltre ad essere il primo esemplare pervenuto in Europa, ospita ancora il firmware non definitivo… – non è possibile scegliere tra comportamenti jumppass-thru o incremental per i potenziometri nei confronti dei valori memorizzati; comunque, con il vecchio sistema della “rotazione preliminare”, si può sempre ristabilire la coerenza tra la posizione fisica del controllo e il valore operativo di funzionamento.

Differente è il discorso relativo ai parametri impaginati sul “secondo” pannello comandi: specie se si sta utilizzando una patch non programmata da noi, in assenza del futuro Free Editor standalone/VST/AU, può essere laborioso risalire ai punti sensibili di Hertz Offset, LFO Range, KeyVel on Env, Restart degli LFO e dei VCO. Come al solito, maggior flessibilità corrisponde a maggior impegno da parte del musicista.

 

Quanto suona questa macchina?

Suona tanto, tanto tanto. A dispetto delle ridotte dimensioni (ma non del peso significativo), l’apparecchio è in grado di fare buchi ben visibili anche all’interno dei mixaggi più affollati; dal vivo o in produzione, può fornire quella marcia in più che aumenta il colesterolo, pompa energia nell’arrangiamento e evoca tutto il fascino del suono real analog.

 

Solo rose?

Sarebbe ingiusto aspettarsi un 100 % di positività in una macchina ancora non completamente messa a punto nella parte gestionale: tralasciando piccole idiosincrasie da prototipo, aspettiamo di vedere la mappatura dei parametri sull’Editor e speriamo di poter sfruttare le funzionalità di sincronizzazione per il modulo LFO sotto controllo MIDI Clock. Il mondo della produzione dubstepposa ringrazierebbe sentitamente.

…e un arpeggiatore piccolo, piccolo, piccolo? Non si potrebbe proprio avere?

IMG_1675

Controllo e interazione

Come tutte le macchine Moog più recenti del Voyager, si gioca sui tre tavoli CV/Gate, MIDI e USB: il musicista può ricevere e interpretare controlli attraverso le tensioni analogiche inviate all’articolazione degli inviluppi, alla frequenza di oscillari e filtro, al guadagno dell’amplificatore. Ma le cose diventano ancora più flessibili quando si fanno interagire le porte USB e MIDI: ciò che si riceve da una parte può essere ruotato dall’altra, magari sommando in merge tutto quello che si suona sulla tastiera e si “afferra” sul pannello comandi.

 

IMG_1661

 

A proposito di MIDI…

A questo proposito, prima ancora che sia disponibile il manuale utente ufficiale, abbiamo il piacere di offrirvi l’implementazione MIDI del Sub Phatty, ottenuta verificando, a colpi di MIDI Analyzer, cosa succede ogni volta che, sul pannello comandi, si ruota una manopola o si schiaccia un interruttore.

 

Pitch

  • Fine Tune = Non trasmette e non riceve MIDI CC
  • Glide Rate = MIDI CC 05
  • Octave = Non trasmette e non riceve MIDI CC (a proposito: con questa revisione soft, non è memorizzata nelle patches)

Modulation

  • Rate = MIDI CC 03
  • Source = MIDI CC 71
  • Pitch Amount = MIDI CC 04
  • Filter Amount = MIDI CC 20
  • Wave Amount = MIDI CC 02
  • Pitch Amt Only ON OSC 2 = MIDI CC 76
  • LFO Gate Restart = MIDI CC 70

Oscillators

  • OSC 1 Octave = MIDI CC 74
  • OSC 1 Wave = MIDI CC 09
  • OSC 2 Hard Sync = MIDI CC 77
  • OSC 2 Octave = MIDI CC 75
  • OSC 2 Frequency = MIDI CC 12
  • OSC 2 Wave = MIDI CC 11
  • Oscillators Gate Reset = MIDI CC 79
  • Oscillators Hertz Offset = MIDI CC 13

Mixer

  • OSC 1 Level = MIDI CC 15
  • OSC 1 Sub Level = MIDI CC 17
  • OSC 2 Level = MIDI CC 16
  • Noise Level = MIDI CC 18
  • External Level = MIDI CC 14

Filter

  • Cutoff = MIDI CC 19
  • Resonance = MIDI CC 21
  • Multidrive = MIDI CC 8
  • Env Amt = MIDI CC 27
  • Key Track = MIDI CC 22

Filter Envelope

  • Attack = MIDI CC 23
  • Decay = MIDI CC 24
  • Sustain = MIDI CC 25
  • Release MIDI CC 26
  • KVel = MIDI CC 92

Amplifier Envelope

  • Attack = MIDI CC 28
  • Decay = MIDI CC 29
  • Sustain = MIDI CC 30
  • Release MIDI CC 31
  • KVel = MIDI CC 91

Output

  • Master Volume = MIDI CC 7
  • Phones Volume = Non trasmette e non riceve MIDI CC.

 

IMG_1676

Conclusioni

Sic stantibus rebus, se il cambio è quello e la trimurti IVA, OVA, UVA influisce sull’importazione come è facile prevedere, Sub Phatty dovrebbe abbattersi sul mercato italiano ad un prezzo ben calibrato, a metà strada tra il Minitaur (più selvaggio nelle timbriche di basso, ma inabilitato alla generazione delle note acute) e il Little/Slim Phatty (più versatile con le sue 3 ottave, ma meno immediato nella sua architettura con i 4 real time control di pannello).

In tutti i casi il sintetizzatore va che è una bomba, è facilissimo da usare (fatti i debiti distinguo per l’accesso consapevole ai parametri della page 2) e risulta comodo nella gestione delle sedici memorie on board anche in assenza di editor.

Schermata 02-2456352 alle 08.11.11

Fun factor alle stelle, sonorità analogica di gran classe: è il regalo perfetto. Fidanzate/i e conviventi mediamente facoltosi sono pregati di prendere nota…

 

Tags: , ,

Trackback from your site.

Comments (24)

  • Gabriele

    |

    Complimenti Enrico per la prova!
    da possessore di Voyager, ti chiedo se come sonorità si complementano o se invece, come penso, si sovrappongono.
    GAS a parte, avrebbe più senso accoppiare un minitaur piuttosto che un subphatty al voyager?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      gulp! che domanda difficile…
      di base, le sonorità sono uguali, nel senso che oscillatori-filtro-amplificatore lavorano in maniera analogicamente analoga :-)

      però, nel Sub Phatty ci sono quelle due o tre cose che, incredibilmente (o molto credibilmente) sono negate al Voyager:
      – risincronizzazione degli oscillatori sul Gate On (e, credimi, nelle sequenze veloci fa la differenza…)
      – doppia distorsione pre e post filter (puoi fare qualcosa del genere inserendo UN distorsore nel send/return del Voyager, ma la struttura armonica del SP è più ricca)
      – reset del modulo LFO sul Gate On (onestamente, non ricordo se questo c’è nel Voyager) e…
      – inviluppi loopabili per lavorare come ulteriori LFO assai flessibili (non ho scritto di questa cosa nell’articolo, semplicemente perchè me la hanno comunicata IERI come aggiunta dell’ultimo minuto :-))

      il Minitaur è una belva scatenata e, come pressione sonora/dinamica è superiore tanto al Voyager quanto al Sub Phatty, MA è limitato alle note basse; sopra a MIDI Note 72, semplicemente non suona; quindi devi scegliere bene cosa ti serve

      fammi sapere
      enr

      p.s. grazie per i complimenti!!!!

      Reply

  • Martino

    |

    Niente LFO sincronizzabile??? brutta storia….

    Reply

  • Nicola

    |

    bello bello bello!!!!

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    dunque dunque, ho appena ricevuto notizia dell’upgrade 1.0 – che non posso mettere in pratica perchè l’unico SP è tornato al legittimo proprietario (sob…); senza scrivere nuovamente Guerra e Pace, l’upgrade contiene:
    – sincronizzazione MIDI per LFO
    – inviluppi loopable indipendentemente per filtro e amplificatore
    – trasposizione memorizzabile per ottava
    – eg decay sweep moltiplicabile/demoltiplicabile
    – aftertouch scale (gulp! ma allora, la tastiera…)

    insomma, niente male… 😉

    Reply

  • Dino

    |

    Ciao Enrico,
    tentato dalla tua bella recensione ho acquistato il Sub Phatty: è una vera bomba!
    Ho notato a volte che ci sono dei crepitii suonando patch di bassi molto deep. Il “fenomeno” si presenta in maniera non ripetitiva, e quindi credo che sia legato non tanto ad un settaggio degli inviluppi (attacco e rilascio), ma ad una concomitanza di colpe (fase osc, ampl osc, ecc…). Ho letto sul web che è un fenomeno noto ma sinceramente non sono riuscito a capirne la causa. Mi potresti dare due dritte? :-)
    Grazie 1000
    Dino

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      potrebbe trattarsi, banalmente, di sovraccarico nel livello del segnale audio: quando i due oscillatori si trovano in fase – peggio ancora se c’è anche il sub aperto – l’ampiezza complessiva sale parecchio e può “strappare” in uscita, creando piccoli transienti di distorsione

      quando il fenomeno si verifica, prova – tenendo premuta una nota – ad abbassare progressivamente il livello degli oscillatori e vedi se tutto torna normale…

      fammi sapere

      p.s. tieni anche presente che le strutture analogiche hanno quasi sempre “una vita propria” che le rende instabili nel funzionamento… 😉

      Reply

  • Dino

    |

    Ciao Enrico,
    grazie della risposta. Purtroppo il crepitio non è ripetibile (–> suonando la stessa nota potrebbe verificarsi come non verificarsi). Per quello ho pensato che fosse legato ad una particolare configurazione di onde ed inviluppi.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      per quello, penso a una questione di livelli…

      nei sint analogici, le cose che “scrocchiano” sono i sovraccarichi in entrata al filtro (o in entrata all’amplificatore) e gli inviluppi troppo veloci sull’amplificatore; io propendo per la prima ipotesi

      posso vedere se anche il mio ha lo stesso comportamento

      Reply

  • Moreno

    |

    Ciao Enrico,
    non mi suonano più i tasti del Sub Phatty dal LA prima ottava fino al RE della seconda. Qualche suggerimento?
    Ho già fatto un reset generale e ripristino impostazioni di fabbrica, ma senza risolvere nulla.
    Ha 3 mesi di vita e la faccenda me le sta facendo girare ad elica.
    Grazie infinite.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      mi scuso per il ritardo nella risposta, ma sono giorni di demo “pesanti”…

      ma non suonano e basta o non suonano e NON TRASMETTONO sul MIDI Out? se il difetto è solo interno, è un problema di strumento e di gestione risorse; se invece i tasti muti neppure trasmettono midi fuori, vuol dire che si è deteriorata la meccanica FATAR montata nello strumento; probabilmente, potrebbe essere necessario sostituire la striscia dei contatti in gomma conduttiva (sono strisce da sei, otto o dieci contatti, a seconda del modello)…

      in quest’ultimo caso, è un’operazione non troppo costosa – sempre da far fare all’assistenza ufficiale
      in bocca al lupo!

      Reply

      • Moreno

        |

        Ciao Enrico,

        non ti devi scusare, anzi grazie per avermi risposto così in breve tempo.
        Purtroppo non suonano e non trasmettono, quindi, come dici tu, si sarà deteriorata la striscia dei contatti, ma, accidenti….così in breve tempo? Solo dopo tre mesi di vita?

        Ho già contattato l’assistenza, adesso non mi rimane che attendere.

        Grazie ancora e sempre tantissimi complimenti per l’ottimo lavoro e il supporto continuo.

        Crepi il lupo!

        Reply

        • Enrico Cosimi

          |

          calcola che le tastiere non sono fabbricate “a richiesta”: magari, quella meccanica ha diversi anni sul groppone, magari è stata conservata male, magari la sfortuna ha voluto che proprio per quella striscia di gomma conduttiva, sia stato usato un silicone o un altro componente di qualità diversa dal solito…

          purtroppo, sono cose che succedono :-(

          Reply

          • Moreno

            |

            Capisco…domani lo spedisco all’assistenza, vediamo che succede.
            Grazie infinite, Enrico.

            Reply

  • lorenzo

    |

    buongiorno a tutti! sto terminando di allestire il mio set up e dopo vari tentetivi (e compravendite) sono giunto alla seguente configurazione: korg electribe 2 pilota via midi moog sub phatty ed esegue quindi “melodia”(suonata dal moog) e parte ritmica. TANTA ROBA, per usare un termine inflazionato :-).
    essendo i synth interni del korg non esaltanti a mio parere, mi piacerebbe completare la configurazione con un altro synth e qui mi servirebbe un consiglio da Enrico o altri appassionati.
    dai miei precedenti tentativi ho capito che la soluzione migliore per le mie esigenze sarebbe una macchina con sequencer interno che si possa sincronizzare all’electribe tramite uscita sync,ad esempio il cyclone tt 303 o korg monotribe. il problema di questi due synth è che il primo può essere (credo) usato solo per linee di basso, mentre per il secondo è impossibile salvare in nessun modo le sequenze create.
    scusate per la prolissagine, ma la domanda è: esistono synth dal suono “cattivo”(meglio se analogici ma non necessariamente) con una struttura tipo il tt 303 che possano eseguire anche note alte?
    grazie 1000 saluti lorenzo

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      io proverei il MiniBrute di Arturia, che è un maestro della cattiveria; o la BassStation II Novation, che a differenza del nome è un synth completo…

      Reply

      • lorenzo

        |

        grazie per il suggerimento Enrico! in effetti il suono del mini/microbrute mi piace davvero molto :-)

        Reply

  • lorenzo

    |

    approfitto ancora della tua disponibilità per un ultima domanda… abbi pazienza Enrico :-)
    nel caso optassi per l’acquisto del cyclone tt 303, posso sincronizzarlo all’electribe 2 non via midi? infatti vorrei collegare l’uscita midi out del korg al subphatty per farlo pilotare dalle sequenze dell’electribe, mentre il tt 303 vorrei solo farlo suonare a tempo con electribe.
    grazie di tutto lorenzo

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      ti devi procurare un MIDI to Sync converter, in modo da poter mandare un segnale di sincronizzazione “estratto” dal MIDI, che sia interpretabile dalla TT303; Doepfer e Kenton hanno apparecchi del genere in catalogo; calcola che ti servirà ANCHE un thru box per sdoppiare il segnale MIDI da mandare “agli altri apparecchi” e da mandare al convertitore di sync…

      Reply

  • lorenzo

    |

    ops… pensavo fosse più semplice :-(
    nel video di presentazione del beatstep pro (forse lo hai visto) si vede il musicista che collega un roland tb 303 all’uscita “clok out” del beatstep tramite un cavetto minijack. avendo l’electribe 2 l’uscita “sync out” (equivalente al clok out???) e essendo il tt 303 clone del tb 303, pensavo si potesse fare… ma forse c’è qualche dettaglio dove , come al solito, si nasconde il diavolo :-)

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      l’uscita SYNC del beatstep pro può pilotare senza problemi tutta la roba vecchia Roland o KORG (e i cloni che funzionano allo stesso modo, Roland 24 e KORG 48 ppq); bisogna vedere – controlla sul manuale – se la Electribe 2 interpreta il SYNC allo stesso modo; ovviamente, per collegare i due apparecchi insieme, dovrai lavorare con un cavo “sync” e non un cavo “midi” (anche se da fuori sembrano uguali).

      Reply

  • lorenzo

    |

    ok controllerò!
    grazie di tutto Enrico 6 un grande!

    Reply

  • filippo

    |

    Ciao a tutti ho un grosso problema con il mio sub phatty :-( spero che qualcuno possa darmi la dritta giusta!
    quando collego il moog ad un sequencer, sia via midi che cv-gate, lo strumento esegue la sequenza, ma ad un certo punto s’incanta con una nota inserita e non c’è modo di sbloccarlo se non spegnendolo… non dipende dal sequencer perchè ho provato con 2 diversi ma c’è sempre il medesimo problema…. please help me!!!!

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      Uhm, verifica sul sito Moog – preventivamente -che sia stata installata l’ultima revisione software/firmware del Sub Phatty.

      Poi, controlla nel sequencer che le tensioni di gate non siano “troppo lunghe” e che, specie nel sequencer MIDI, non ci sia un invio di dati POLIFONICI (per “polifonia”, intendo eventi talmente lunghi come Gate che i loro inviluppi finiscono per accavallarsi, richiedendo DUE voci simultanee) che potrebbero mandare in crisi la struttura monofonica dell’apparecchio.

      Infine, verifica nell’Editor gratuito dello strumento che non siano impostati parametri “strani” sui due inviluppi, tipo loop, hold o altre cose NON DI PANNELLO COMANDI che possono far perdere la bussola durante l’esecuzione…

      Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *