Fare FM con modulatori poco convenzionali…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Di solito, quando si parla di FM – Frequency Modulation – intesa come tecnica di sintesi, ci si limita a ragionare in termini di sinusoidi modulate da altre sinusoidi in banda audio. In realtà, il discorso può essere molto più complesso e variegato, a patto di voler/saper andare oltre le regole e di avere sufficiente curiosità per seguire strade (anche apparentemente) meno battute. Intendiamoci: non stiamo dicendo che in questo testo riveleremo verità chissà come nascoste; ci limiteremo a documentare un simpatico esperimento tenuto in precedenza per approfondire le funzionalità dei sistemi A-111.

Di Enrico Cosimi

Schermata 01-2456313 alle 12.43.07

Un ripassino veloce veloce: la modulazione di frequenza produce coppie di armoniche originariamente non presenti nel segnale portante, cioè nel circuito che riceve la modulazione, la cui frequenza è calcolata simmetricamente attorno al valore di frequenza del portante stesso. Il calcolo è relativamente semplice (Cf+Mf, Cf-Mf elaborato per tutti i valori n applicati alla frequenza M-odulator); in pratica, se un portante a 100 Hz è sottoposto a FM con un modulante a 50 Hz, si otterrà 100+50, 100-50, poi 100+(2×50), 100-(2×50), 100+(3×50), 100-(3×50), eccetera. Le frequenze di segno negativo risultano di fase invertita.

Tutto questo deve essere elaborato per ogni coppia di armoniche presenti nei segnali portante e modulante. Ma se il segnale modulante non è una sinusoide statica, bensì una sinusoide modulata nel tempo in ampiezza attraverso un amplificatore gestito da un inviluppo, il risultato armonico diventerà cangiante nel tempo, cioè assumerà interessanti pesi espressivi dinamici. Se poi il segnale modulante non è neppure una semplice sinusoide, ma un qualcosa di più complesso e naturalmente inviluppato, le cose diventano ancora più interessanti.

Schermata 01-2456313 alle 12.54.42

In origine, l’esperimento prevedeva proprio la verifica di funzionamento sul comportamento ottenibile modulando l’intonazione di un oscillator Doepfer A-111 High End (quello, per intenderci, che ospita al suo interno il prezioso e pressochè introvabile integrato CEM…) attraverso il segnale audio direttamente prodotto dalla Roland TR-808, la classica batteria elettronica programmabile analogici le cui timbriche sono ottenute mediante strutture di oscillatori opportunamente filtrati e articolati.

Ovvio che, un percorso di modulazione simile – 808 dentro FM Input del 111 – richiede talune accortezze per funzionare in maniera musicalmente pratica: il segnale portante, cioè la frequenza prodotta dal modulo 111, deve poter essere articolata mediante un inviluppo d’ampiezza che la allontani dal normale comportamento di drone ininterrotto. Per questo motivo, l’uscita del modulo 111 è stata ruotata in un VCA controllato da un  ADSR posto sotto Gate control della TR-808; si è scelto il bus di Trigger AC presente nella batteria elettronica, che prevede l’emissione di tensioni Gate allineate con gli step programmati per ricevere l’Accent.

In questa configurazione di controllo, la densità della programmazione del pattern, ovvero quantità e qualità degli strumenti in esso presenti, hanno drastiche conseguenze sull’effetto FM ottenuto ai danni dell’oscillatore audio portante. Per questo motivo, si è preferito limitare la programmazione a cassa, rullante, un colpo di clap e un sospetto di closed hat – tanto per mantenere coerenza nel drive ritmico.

La produzione di FM è stata sdoppiata collegando simultaneamente un secondo A-111 all’ingresso FM Lin dell’oscillatore portante e – ancora una volta – articolando l’uscita del modulante con la consueta coppia inviluppo e amplificatore. In questo modo, il povero oscillatore portante si è trovato nella condizione di ricevere un doppio controllo di frequenza da parte del segnale audio prodotto dalla batteria elettronica e dalla sinusoide articolata nel modulante.

EXH Cathedral

Per rendere più omogeneo e arrotondato il risultato audio, si è processato l’intero bus stereo attraverso l’algoritmo di Reverse Reverb fornito dal pedale Electro Harmonix Cathedral.

Ricordiamo che ciò che si ascolta non è il segnale prodotto dalla TR-808, ma l’effetto del medesimo applicato come modulante alla semplice sinusoide generata nell’oscillatore Doepfer. Come al solito, la variazione nel rapporto di frequenza tra oscillatore portante e modulante porta ad enfatizzare o attenuare la caratteristica gutturale del risultato audio.

Schermata 01-2456313 alle 19.43.04

Buona visione.

 

Tags: , , ,

Trackback from your site.

Comments (4)

  • Ciro Urselli

    |

    Complimenti, ottimo articolo !. Come sempre è fonte di concetti nuovi per poter sperimentare uscendo dai canoni ortodossi. Devo confessare che son riuscito a idealizzare mentalmente il suono fino al collegamento tra il TR-808 ed il primo A-111. La schematizzazione era netta e ben definita sul tipo di suono che si potesse estrarre ( almeno a livello di percezione …). Al collegamento del secondo A-111 mi sono arreso … ho visto il video per capire !. P.s. domanda: ma gli A-111 sono così tanto prestigiosi da essere definiti HIGH END ?

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    sono commosso!!! :-)

    i collegamenti sono semplici semplici:

    questo, per quello che riguarda il suono del primo VCO modulato dalla batteria elettronica…

    – TR808 Audio Out in A111 Carrier CV In
    – A111 Carrier Sine Out in VCA 1 Audio In
    – Env 1 Out in VCA CV In
    – TR808 Accent Out in Env 1 Gate In

    il secondo VCO, usato come Modulator, usa questi collegamenti:

    – A111 Osc Modulator Sine Out in VCA 2 Audio In
    – VCA 2 Audio Out in A111 Carrier Lin FM In
    – Env 2 Out in VCA 2 CV In
    – TR808 Accent out in Env 2 Gate In

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    gli oscillatori Doepfer A-111 erano (l’imperfetto è d’obbligo…) costruiti attorno agli eccellenti integrati CEM; a differenza degli altri oscillatori analogici modulari del periodo (calcola, che stiamo parlando della fine Anni ’90, inizio anni 2000…), le prestazioni erano stellari: quattro forme d’onda simultanee, FM lineare e esponenziale, hard sync e soft sync, ottave e ottave e ottave di key tracking accurato, stabilità nell’accordatura

    insomma, un gran bell’oscillatore analogico; ovviamente, nel decennio successivo, sono stati realizzati altri moduli euro rack che oggi possono fare le stesse cose (e anche di più), ma per l’epoca, c’era poca alternativa…

    Reply

    • Ciro Urselli

      |

      Ok, grazie.
      Maestro Ti commuovi per così poco !, manco avesse scritto la buona anima di BOB in persona … :)

      Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *