API 512C versus Neve 1073LB: confronto tra preamp

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording, Tutorial

Questa volta vediamo analogie e differenze di due tra i più famosi preamp della storia dell’audio pro. Il primo, API 512C, deriva direttamente da un progetto degli anni ’60. Piccole revisioni a parte (testimoniate dalla lettera C del model number) il design è rimasto sostanzialmente lo stesso da oltre 50 anni. È il primo di una serie di moduli della Serie 500 che, negli anni, si è affermato come standard de facto al punto che tutti i produttori hanno in catalogo modelli realizzati per questa configurazione.

di Emiliano Girolami

AMS Neve non sfugge alla regola e, da poco, ha rilasciato la sua versione di preamp, equalizzatore e compressore che si rifanno ai modelli tradizionali del brand ma sono compatibili con le specifiche del famoso Lunchbox di casa API.

Oggetto del test di oggi è il modello 1073LB, design tra i più famosi di Rupert Neve che risale al 1970 e, come dicevamo, ha da poco preso forma, dimensioni e connessioni in standard API 500.

MIDI BRIDGE – Tutto il MIDI che vuoi sul tuo iDevice

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in no-categoria, Software, Tutorial

Nello scorso articolo, parlando del prodotto Line 6 Midi Mobilizer ed, in particolre del fatto che non è compatibile con il protocollo CoreMIDI, abbiamo accennato alla possibilità di conferire questa prerogativa al prodotto utilizzando un’app apposita. Orbene in questo articolo parleremo appunto di questa app semplice ma fantasmagorica allo stesso tempo, un vero e proprio uovo di colombo, che risponde al nome di MIDIBRIDGE, realizzata da Audeonic Apps.

Di Antonio Antetomaso

Iniziamo dalle caratteristiche del prodotto, i cui dettagli sono comodamente visionabili ed apprezzabili qui .

Grp A4 Synthesizer Tutorial – Come agganciare sequencer e sintetizzatore

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Il Grp A4 Analog Synthesizer è sicuramente tra i più interessanti strumenti analogici prodotti nell’ultimo quinquennio. Punti di forza dell’apparecchio, oltre all’origine tutta italiana del progetto, sono la timbrica di prima qualità, la completezza della struttura di sintesi e lo step sequencer incorporato che – senza false modestie – ha diverse particolarità che lo rendono al di sopra dello standard. Il problema, come al solito, è affrontare vittoriosamente la complessità del pannello comandi e far funzionare il tutto senza troppi problemi.

Di Enrico Cosimi

In questo tutorial, ci occuperemo delle procedure – passo passo – necessarie per far vedere lo step sequencer al sintetizzatore e utilizzare i due blocchi circuitali in un unico sistema di performance.

KONTAKT SCRIPTING TUTORIAL – QUINTA PARTE

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software, Tutorial

Dopo aver introdotto i concetti di base necessari per la programmazione di una interfaccia grafica in ambiente Kontakt in questa puntata entreremo maggiormente nel dettaglio cercando di mostrare come far funzionare questi componenti facendo in modo che svolgano efficacemente il compito a loro destinato dal programmatore. Non penserete mica che basti piazzare quattro potenziometri, tre label, 2 slider e un pulsante? Quella è la facciata del palazzo, ma poi tocca completare gli interni e arredare no?

Di Antonio Antetomaso

Orbene, rimbocchiamoci le mani e iniziamo, ci sarà da divertirsi. Da che cosa iniziamo? Direi dal ricordare che ogni parametro che può essere automatizzato all’interno di Kontakt è accessibile mediante scripting ed è indirizzato dalle variabili built in messe a disposizione dall’interprete.

KONTAKT SCRIPTING TUTORIAL – QUARTA PARTE

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software, Tutorial

In questo quarto appuntamento parleremo di un argomento assai ghiotto (almeno spero): la programmazione di interfacce grafiche. Chi ha utilizzato Kontakt e ha usato almeno un plugin di terze parti non ha potuto fare a meno di ammirare come il più delle volte un tale prodotto venga reso fruibile attraverso un’interfaccia accattivante, usabile e, soprattutto, in linea con il tipo di strumento musicale offerto.

Di Antonio Antetomaso

Con Kontakt 5 poi le cose si sono fatte maggiormente appetibili dato che è possibile programmare le interfacce grafiche introducendo componenti (bottoni, knob, potenziometri, switch ecc.) dal look and feel customizzabile. Un esempio? Beh mi risulta che uno dei primi plugin a fare uso di tale tecnologia sia stata la libreria (SUPERBA) di Fender Rhodes prodotta da Gospelmusician.com, Neo Soul Suitcase, ora aggiornata a Neo Soul Keys 3X .

KONTAKT SCRIPTING TUTORIAL – TERZA PARTE

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Proseguiamo la nostra chiacchierata sulla programmazione in ambiente Kontakt. Nelle prime due puntate abbiamo analizzato come è strutturato uno script Kontakt, l’ambiente di sviluppo/editing, le funzioni di callback principali e alcuni esempi tanto per condire bene il tutto e fissare i concetti principali. In questo terzo appuntamento parleremo di un argomento molto importante, le variabili. 

Di Antonio Antetomaso

Se ricordate, negli esempi visionati nella seconda puntata sono comparsi dei “geroglifici” in aramaico antico che assomigliavano a $ENGINE_PAR_EFFECT_BYPASS oppure $NOTE_EVENT e così via. Quando li abbiamo affrontati ci siamo accontentati di definirli variabili standard offerte da Kontakt spiegando che una variabile è una zona di memoria riservata al nostro script dall’interprete e atta a contenere uno (o più) valori di un certo tipo.

Creare un Barber’s Pole Booleano (!!!)

Written by Roland Kuit on . Posted in Tutorial

All’interno delle iniziative di Audio Central Magazine c’è – come dovrebbe ormai apparire evidente – la divulgazione della cultura sintetica, cioè del come e perchè un sintetizzatore, hardware o software che sia, funzioni in un certo modo. A questo proposito, oltre a ospitare un fenomenale seminario di Roland Kuit (cortesia della Sonus Factory di Roma, il tutto avverrà a Gennaio 2013…), abbiamo chiesto a Roland Kuit un assaggio delle sue indiscusse capacità operative.

E’ quindi con soddisfazione (e onore) che ACM ospita questa pagina firmata da Roland, sulla costruzione del classico suono paradossale Barber’s Pole all’interno della piattaforma Clavia Nord Modular G2.

di Roland Kuit

Premessa: Per far suonare le patches contenute nell’articolo, è necessaria la versione Demo di Clavia NMG2, che è reperibile a questo link:, riportato per comodità: http://www.clavia.se/products/nordmodular/demo.htm

Attenzione! Se state leggendo queste pagine con Opera o con Chrome (o con Firefox), cliccando sulle immagini, si innesca il download delle patches all’interno del NMG2 Demo; il meccanismo automatico non funziona in Safari, pertanto, se state leggendo in Safari, cliccando sulle immagini, trasferirete le patches all’interno della cartella Downloads.

KONTAKT SCRIPTING TUTORIAL – SECONDA PARTE

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software, Tutorial

Ben ritrovati. In questa seconda puntata inizieremo a realizzare qualcosa di un po’ più serio con il nostro ambiente di scripting Kontakt e, precisamente, realizzeremo uno script che consente di attivare/inibire uno o più effetti opportunamente inseriti all’interno del nostro strumento rispettivamente alla pressione e al rilascio di un tasto. Tale esempio è studiato per spiegare altri aspetti della programmazione Kontatk naturalmente e verrà, come di consueto, reso disponibile per il download.

Di Antonio Antetomaso

Iniziamo da un concetto alla base di qualunque linguaggio di programmazione, le istruzioni. Esse istruiscono Kontakt sulle azioni da intraprendere al verificarsi di determinati eventi. Nella scorsa puntata avevamo visto un primo esempio, costituito dall’istruzione “message()” che provoca la stampa di un messaggio nella barra di stato del campionatore.

Case Study – Moog Minimoog Model D – Quinta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Finita la parte relativa al percorso audio e alle modifiche qualitative sul segnale generato, è il momento di approfondire il funzionamento dei (relativamente) pochi moduli che producono il controllo sullo strumento – tastiera, inviluppi, pitch bend, modulazioni – e che permettono di alterare il funzionamento delle modulazioni.

Di Enrico Cosimi

Alla fine di tutto questo, passeremo a ricostruire il circuito utilizzando i linguaggi di programmazione a nostra disposizione. Inutile dire che quanto accumulato finora è tranquillamente esportabile all’interno di una qualsiasi altra piattaforma di programmazione. Come dire: non si butta nulla…

Case Study – Moog Minimoog Model D – Quarta parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Il punto di forza del Minimoog Model D, perlomeno uno dei punti di forza…, è il suo filtro low pass transistor ladder; vero cuore timbrico dell’apparecchio, permette di alterare in maniera assai drastica, ma mai sgradevole, il comportamento sonoro prodotto dai tre oscillatori, dal noise generator e dall’eventuale segnale esterno reso disponibile per il filtraggio.

Di Enrico Cosimi

Capire il funzionamento del filtro non è difficile, basta ruotare a sinistra la manopola e il timbro si scurisce, mentre ruotandola in senso orario, il segnale torna chiaro come la luce del sole; eppure…

Buona lettura.

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