CASE STUDY – Roland Juno 60 – Terza Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial


Come promesso la volta scorsa, è il momento di affrontare la struttura di filtraggio dell’ensemble Junatik e, successivamente, procedere nel percorso audio fino a raggiungere l’uscita. Il compito è impegnativo – sicuramente difficile per un neofita di Reaktor – ma, vista la qualità e l’arditezza di alcune soluzioni adottate da Holzamer (il padre della ensemble in questione), vale la pena di stringere i denti e andare avanti con l’impegnativa corvè.


di Enrico Cosimi

Macro VCF

Il motore di filtraggio vero e proprio è racchiuso nella sub Macro Filter, tutto il resto del circuito visibile nell’immagine è relativo alla gestioine dei percorsi di controllo sulla frequenza di taglio.

CASE STUDY – Roland Juno 60 – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Come annunciato nella puntata precedente, dopo aver rinfrescato il funzionamento dello strumento originale, è il momento di lanciarsi nel reverse engineering; questa volta, contrariamente al solito, faremo un passo ambizioso stendendo sul tavolo operatorio un virtuosistico esempio di programmazione firmato Jörg Holzamer, programmatore N.I. che ha contribuito fattivamente alla Ensemble Library della storica Version 4 di Reaktor. In questa programmazione, ci sono diverse scelte che possono sembrare discutibili, costose o semplicemente personali: è il bello della programmazione object oriented, dove ciascuno può trovare maniere nuove, diverse e interessanti per ottenere risultati conosciuti. Inutile dire che lo studio approfondito di una (bella) programmazione professionale può risultare molto utile durante la normale procedura di apprendimento.
Ultima raccomandazione: tutto il contenuto dell’ensemble Junatik – normalmente disponibile nel pacchetto Reaktor – è stato “riarrangiato graficamente” cercando di ottimizzare il flusso grafico dei dati da sinistra verso destra; è solo un artificio cosmetico; il valore della programmazione è quello originale e solo l’aspetto visivo dei singoli contenuti risulterà differente dallo standard.

Junatik si ispira al funzionamento del vecchio Roland Juno 6/60, con l’aggiunta di una nutrita sezione effetti (incorporata per quello che riguarda chorus, distorsione, equalizzazione ed esterna per l’Instrument dedicato allo stereo delay). Il suo pannello comandi è piacevolmente chiaro nella disposizione adottata.

A titolo d’informazione, facciamo notare come, agendo nella Ensemble Structure Window, sia possibile inibire selettivamente la visualizzazione del logo Reaktor Library (oggetto Badge), della grafica differenziata per i diversi blocchi funzionali (oggetto Picture), dei crediti (oggetto Credits).

di Enrico Cosimi

Clavia Nord Modular G2 Demo Editor con OsX Lion: tips and tricks

Written by Luca Capozzi on . Posted in Tutorial

Una delle cose più noiose nel passaggio ad OSX Lion (o superiori) é stata l’impossiblità, per gli amanti del modulare Clavia, di installare ed utilizzare il Nord Modular G2 Demo. Questo software, a differenza dell’Editor vero e proprio, non é stato oggetto di aggiornamenti da anni e quindi soffre di obsolescenza nei confronti dei nuovi sistemi operativi di casa Apple.

Tuttavia esiste un modo per aggirare l’ostacolo ovvero utilizzare la versione Windows del Demo tramite Wine, un ambiente che permette di lanciare software compilato per sistemi operativi Microsoft su ambienti Linux ed OSX. Ovviamente ci sono alcune limitazioni e l’esperienza può essere un po’ più macchinosa rispetto all’utilizzo abituale, ma il software funziona.

Di Luca Capozzi

Ecco cosa dovrete fare.

CASE STUDY – Roland Juno 60 – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Nel lontano 1983, per offrire a più ampie fasce d’utenza un polifonico low cost dotato di memorie, Roland introduce la versione arricchita del seminale Juno 6; il nuovo modello, che (ovviamente) si chiama Juno 60, offre sei voci di polifonia con singolo DCO/Digital Controlled Oscillator, filtro Low Pass dinamico risonante, filtro High Pass statico non risonante, singolo inviluppo, singolo LFO e un cremoso chorus che contribuisce fattivamente alla bellezza del timbro. Il Juno 60 è un apparecchio, per l’epoca, economico, in grado di fornire prestazioni interessanti e, di conseguenza, non fatica ad imporsi nel panorama commerciale del periodo. Come al solito, lo prenderemo in esame dal punto di vista delle prestazioni funzionali per poterle (ri)progettare all’interno di diversi linguaggi di programmazione.

Di Enrico Cosimi

Quali sono i contendenti che il Juno 60 si trova a dover combattere? Prima di tutto, la versione Juno 6, priva di memorie, ma sempre dotata di tastiera a 5 ottave; poi, in casa KORG, il modello Polysix, lievemente più ricco nella dotazione parametrica, ma privo di un’interessante apertura verso il futuro che – sotto forma di DCB/Digital Communication Bus – metterà a breve Roland nella pole position del prossimo protocollo d’interfacciamento MIDI.

GENERAL MIDI, ovvero: l’inglese delle apparecchiature musicali

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

“With english you go everywhere” diceva un vecchio spot pubblicitario di parecchi anni fa….

Anche se un po’ filosofico, il paragone mi pareva azzeccato e, questo slogan, adatto a presentarvi l’argomento di questo articolo: lo standard GENERAL MIDI.

di Antonio Antetomaso

Eh già, perchè tale standard è servito ad aprire una strada nella fitta giungla creata involontariamente della specifica del MIDI (MUSICAL INSTRUMENT DIGITAL INTERFACE), ovverosia di un protocollo di interscambio di informazioni tra strumenti musicali.

MATH4ANALOG – Seconda parte

Written by Domenico Nocera on . Posted in Tutorial

E adesso iniziamo a introdurre qualche argomento “succoso”.

Di Domenico Nocera

Logaritmi.

Il logaritmo è uno strumento matematico necessario quando si vuole affrontare il problema di misurare scale e sequenze che non hanno un andamento costante, e che quindi ci portano costantemente a lavorare con valori o molto piccoli o molto grandi. Avete fatto caso alla suddivisione in dodici semitoni delle ottave musicali del pianoforte raffigurato nella prima parte? Noterete che la differenza fra le frequenze di due tasti successivi aumenta man mano che ci spostiamo a destra (verso frequenze più alte). Eppure in questo caso parliamo di “temperamento equabile”, cioè i 12 semitoni dividono in modo uguale l’ottava. Uguali? Ma come? Ma no, non sono uguali!!! Vediamo di capirci qualcosa.

Jump. Linee guida e variabili

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Tutorial

Gli ottoni sintetici che caratterizzano Jump, la hit dei Van Halen del 1984, vennero originariamente realizzati con l’OB-X di Oberheim, capostipite della fortunata serie OB rilasciata a partire dal 1979.

Di Jacopo Mordenti

L’architettura relativamente semplice dell’OB-X, realizzata peraltro in dominio puramente analogico, fa sì che tali ottoni siano replicabili senza eccessive difficoltà su numerosi sintetizzatori attualmente in produzione: vediamone i punti chiave.

CASE STUDY: ARP ODYSSEY Terza Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Concludiamo la nostra cavalcata di (ri)programmazione affrontando un problemino non da poco, relativo alla generazione di controllo bifonico all’interno della struttura di sintesi squisitamente monofonica a nostra disposizione.

Di Enrico Cosimi

Bifonia Low – High Priority
L’implementazione della bifonia è meno banale di quanto potrebbe sembrare ad una prima analisi; l’ostacolo maggiore è – all’interno del Demo Editor – il combattimento contro la monofonia di base su cui è impostato il programma; per sconfiggerla, è necessario costruire un percorso che, nella singola voce generata, renda indipendenti i due oscillatori nei confronti del controllo di tastiera. Vediamo di capire come fare.

MATH4ANALOG – Prima parte

Written by Domenico Nocera on . Posted in Tutorial

Iniziamo controllando che siano chiari a tutti i fondamenti minimi di acustica e fonomeccanica.

di Domenico Nocera

Acustica

Cos’è il suono? Le risposte sono due: in un dominio che chiameremo fisico-meccanico il suono è composto da una pressione esercitata sull’aria che produce un movimento – per quanto possibile coerente – nell’aria o in altro mezzo elastico, delle particelle che compongono il mezzo stesso, intorno a posizioni dette di stabilità. In un altro dominio logico, che chiameremo percettivo- emozionale, il suono consiste nell’eccitazione del nostro meccanismo uditivo che si risolve in percezione acustica.

CASE STUDY: ARP ODYSSEY. Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Riprendiamo la modellazione dello storico ARP Odyssey, condotta all’interno del linguaggio di programmazione object oriented Clavia Nord Modular G2 Demo. Come dicevamo la scorsa volta, nel corso della programmazione siamo stati, siamo e saremo costretti a diversi compromessi inevitabili visto l’alto livello operativo del linguaggio Clavia. Ciò non toglie che l’esperienza acquisita in questo formato ci permetterà di navigare più velocemente un domani che, con coraggio e sprezzo del pericolo, dovessimo approdare su linguaggi più complessi e di basso livello, come N.I. Reaktor o MAX/Msp et similia.

Di Enrico Cosimi

E’ il momento di affrontare i generatori di modulazione (ovvero, LFO, ADSR e AR), i modificatori di controllo (ovvero Sample & Hold e Sample & Hold Mixer) e le strutture di controllo più subdole, come la trasposizione di tastiera, la gestione della bifonia e l’articolazione automatizzabile degli inviluppi.  Come al solito, procediamo dal semplice al complesso.