Progettare un drone event: dalle fasi preliminari alla performance. Più o meno.

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

La Drone Music ha delle regole (non scritte) abbastanza precise e prevede, per il suo svolgimento, la necessità di micro cambiamenti che spesso coincidono con la letargia. A differenza della normale produzione musicale elettronica, l’andamento drone è, per sua stessa definizione, “orizzontale” e privo di sviluppi ritmici… quantomeno, il ritmo (o il micro ritmo) non è la parte preliminare dell’impatto sonoro. Questo non significa che, nel punto di massimo climax esecutivo, non ci possano essere masse timbriche che si spostano, cozzano, si legano e contrastano tra loro in maniera “ritmica”, ma il tutto deve (o meglio, dovrebbe) lasciar un senso di naturale progressione nell’ascoltatore.

di Enrico Cosimi

Facile a dirsi, meno facile a farsi, specie se ci si lascia prendere la mano dall’oggettiva, illimitata, libertà operativa che qualsiasi applicativo da 10 euro offre oggi al compositore/sperimentatore. Per questo motivo, in occasione di un evento capitolino che ha visto alternarsi sul palco fenomenali macchine da guerra come la Ur.L.O. (Urbino Laptop Orchestra) e più intime configurazioni di musicisti, ci siamo divertiti a progettare e a varare un frozen drone concert che, per 17 lunghi minuti, ha seguito più o meno i dettami stilistici del genere.

Ripeto quindi sono. I sequencer “cartesiani”

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Uno step sequencer, da che Buchla è Buchla (simpatico terminus post quem…) nasce, vive e sopravvive principalmente per ripetere quasi all’infinito un determinato numero di step precedentemente programmati; il contenuto degli step e la destinazione dei medesimi – parametri lasciati a discrezione del musicista – fanno la differenza nei confronti del risultato finale. Ma, a parte qualche piccola variazione geografica, in tutto il mondo il sistema è piacevolmente prevedibile e ricorrente. Fino a che non entrano nel campo visivo i cosidetti “sequencer cartesiani”.

Di Enrico Cosimi

Con questo neologismo, si intende un numero (invero) ristretto di realizzazioni commerciali che basano la propria natura di sequencer analogico non più sul semplice tragitto/lettura di step unidimensionale da sinistra verso destra (o, a scelta, da destra verso sinistra), ma permettono al musicista un’organizzazione a matrice che garantisce la navigazione tanto da sinistra verso destra e viceversa (asse orizzontale X), quanto dall’alto in basso e viceversa (asse verticale Y), recuperando quindi la ben nota definizione dello spazio cartesiano che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare (o a temere, a seconda delle attitudini personali) durante i lontani giorni delle scuole  medie…

Modulare vs. polifonia: le brutte sorprese

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

La volta scorsa, avevamo introdotto l’argomento concentrandoci sulla differenza tra polifonia come capcità di generare simultaneamente eventi diversi e polifonia come capacità di generare più voci unificate per timbro e comportamento. Sempre la volta scorsa, avevamo segnalato come solo la presenza simultanea di diversi VCA possa definire – a priori – la quantità simultanea di eventi generabili, articolabili e (in ultima analisi) controllabili a discrezione dell’utente. Adesso, è il caso di scendere in dettaglio.

Di Enrico Cosimi

Perchè il VCA è così importante nella catena di sintesi? Perchè la sua presenza o meno rende un sistema articolabile o, in alternativa, utilizzabile solo per produrre determinati tipi di eventi sonori?

Polifonia sul sint modulare: ha senso?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Molto spesso, nella comunità dei synth addicted (e, all’interno di questa, nel condominio dei modularisti a tutti i costi…), si discuto sulla congruità o meno di realizzare polifonia con una struttura modulare. L’argomento è complesso e richiede, come al solito, un minimo di organizzazione per evitare errori, spese tragiche e costose delusioni.

Di Enrico Cosimi

Per prima cosa, è necessario mettersi d’accordo sul senso che diamo al concetto di polifonia: stiamo parlando della capacità di generare simultaneamente eventi tra loro indipendenti? E ancora, gli eventi simultanei devono essere tra loro omogenei timbricamente e funzionalemnte, o possono essere eterogenei e accomunati solo dalla simultaneità?

Roland Kuit SoundLab II

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Da molti anni, nella comunità dei modular addicted (analog e virtual), il nome di Roland Kuit è pronunciato con rispetto misto a timore: già dall’epoca del primo Clavia Nord Modular, storici tutorial firmati RK hanno insegnato a legioni di musicisti come trare fuori il meglio dal proprio strumento senza cadere nella banalità del classico VCO-VCF-VCA, ovvero ad utilizzare in maniera non banale strumenti apparentemente semplici. O anche meno semplici.

Oggi, dopo aver aperto la strada con SoundLab I, Roland Kuit ha presentato il suo nuovo lavoro SoundLab II, destinato a fornire molto materiale a chiunque – dotato di Clavia Nord Modular G2 – voglia spremere il massimo dal proprio strumento seguendo un approccio di programmazione assolutamente non convenzionale.

Di Enrico Cosimi

Per programmazione non convenzionale, intendiamo quel modo di procedere nell’assemblaggio della patch che prevede l’impiego di strategie di basso livello (inteso nel senso informatico del termine), quindi la costruzione di logiche di funzionamento molto personali che non usano moduli preconfigurati, ma che estraggono i comportamenti più consoni partendo da elementi semplici.

Moog Moogerfooger CP-251 Control Processor

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Il coltellino svizzero della sintesi modulare non è una novità, ma il suo valore pratico e le possibilità d’impiego sono così elevate che è sempre salutare recuperarne le funzioni riparlandone a posteriori… Il Moogerfooger CP-251 é un control processor, ovvero un apparecchio il cui unico scopo nella vita è fornire trattamenti di modifica funzionale a segnali audio e/o di controllo collegati ai suoi numerosi ingressi; l’adesione incondizionata allo standard elettrico e – per molti versi – meccanico della famiglia (non solo)  Moogerfooger ne garantisce l’integrazione all’interno di network modulari che solo apparentemente possono risultare limitati al mondo 5U legato ai jack ¼”, ma che – realisticamente – può essere esteso anche alla galassia dei produttori Euro Rack. In tutti i casi, una corrente è una corrente è una corrente…

Di Enrico Cosimi

Qual’è la filosofia di fondo? All’interno del normale funzionamento di un sintetizzatore analogico, si ha a che fare con Control Voltage (CV, per gli amici), ovvero tensioni di controllo, che intervengono sui valori parametrici dei circuiti cui sono applicate; modificando la consistenza delle tensioni di controllo, si altera il tipo di risultato ottenibile a destinazione; il che non è poco.

STG Soundlabs Pulse Matrix: non un semplice suboscillatore

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Uno dei sistemi più facili per rinforzare il timbro di un sintetizzatore mono oscillatore consiste nel raddoppio all’ottava inferiore, cioè nella sub oscillazione realizzata con consolidati metodi di progettazione. Per “consolidati metodi di progettazione”, intendiamo tutto quello che può essere messo in campo pur di non utilizzare un secondo oscillatore, risparmiando – specie in epoche analogiche – circuiti particolarmente impegnativi. Da che sintetizzatore è sintetizzatore, tutte le macchine di taglio economico hanno sempre accoppiato all’oscillatore principale un sub oscillatore in grado di rinforzare a una o due ottave di distanza il suono principale, offrendo un’onda quadra o rettangolare di rinforzo. Ora, STG Soundlabs ha deciso di spremere la sub oscillazione offrendo, per pochi spiccioli, una marcia timbrica in più, utile in parecchie condizioni operative.

Di Enrico Cosimi

ReWire: (scampoli di) cos’è, cosa non è e come si usa

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Ben ritrovati amici. L’intento di questo nuovo articolo è quello di confezionare una sorta di prontuario sull’utilizzo di questo strumento. Prontuario significa sostanzialmente “pratica” e difatti l’articolo non vuole assumere un carattere enciclopedico anche perché trattasi di una prodotto proprietario di cui non è dato conoscere i dettagli implementativi, bensì una sorta di tutorial da tenere nel cassetto e ripescare all’occorrenza.

di Antonio Antetomaso

LowPass Gate: precedenti storici e alternative

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial, Vintage

Il Low Pass Gate, insieme alla Source of Uncertainty e altri due circuiti,  è uno dei punti di forza del progetto originale Buchla e, per questo motivo, ha avuto, oltre al notevole riscontro di pubblico, diverse clonazioni commerciali. Di seguito, senza alcuna pretesa di completezza, forniamo qualche indicazione alternativa all’allucinante esborso economico richiesto per un modulo Buchla originale.

di Enrico Cosimi

Audio 3D: corsi e ricorsi storici

Written by Luigi Agostini on . Posted in Recording, Tutorial

Volevo parlarvi di altre cose in questo articolo, ma è arrivato quel giorno e non posso fare a meno di cambiare discorso. Lo sapevo già che sarebbe arrivato, anche quell’afoso pomeriggio dell’Estate 1998, quando un ingegnere dell’Istituto di Ricerca dell’Industria dello Spettacolo (dell’IRIS, quando ancora esisteva…), mi chiese candido, candido: “Luigi, ma pecchè ti sei fissato co’ chisto audio 3d? A cosa serve?”. Faceva parte del team di lavoro che, grazie ad un finanziamento della Comunità Economica Europea stava realizzando il primo sistema audio 3D della storia che non fosse soltanto teoria, ma un vero prodotto commerciale. Il fatto è che lui era lì per i soldi e basta, quindi persi un pò del mio tempo a fornirgli una spiegazione – per lui inutile – che cominciava pressappoco così…

di Luigi Agostini

“Vedi xxx, in realtà tu non ci fai caso, ma continuamente, ogni giorno della tua vita, ascolti sempre in 3D perchè i suoni in natura provengono anche dall’alto…”.