MOTU Track 16 Breakout

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Recording

Segnalazione velocissima! Dopo l’affermazione dell’interfaccia Track 16, è il momento di provvedere alle connessioni; la nuova Track 16 Breakout è – come dice il nome – una breakout box con cui provvedere a tutti i collegamenti hardware in un colpo solo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Utilizzando lo stesso multiconnettore DB25 previsto per ll serpente della Track 16, la scatola può essere saldamente collegata all’interfaccia vera e propria.

Un lampone targato Pisa

Written by Luigi Agostini on . Posted in Recording, Software

Cosa c’entra un lampone con l’audio 3D? C’entra, c’entra, ora vi spiego tutto. Il Lampone PI è un computer implementato su una sola scheda elettronica dalla Raspberry Pi Foundation. Il suo lancio al pubblico è avvenuto alla fine del mese di febbraio 2012. La fondazione prevede di distribuirlo in due versioni, al prezzo di $25 e $35 dollari statunitensi, con il nobile intento di fornire un dispositivo economico, concepito per stimolare l’insegnamento di base dell’informatica e della programmazione nelle scuole. Sarà targato Pisa fino a quando non si renderanno conto dell’errore commesso e cambieranno il nome del ben più elegante Raspberry LI…

Di Luigi Agostini

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Scherzi a parte, il progetto ruota attorno a un System-on-a-chip (SoC) Broadcom BCM2835[2], che incorpora un processore ARM1176JZF-S a 700 MHz, una GPU VideoCore IV, e 256 o 512 Megabyte di memoria. Il progetto non prevede né hard disk né una unità a stato solido, affidandosi invece a una scheda SD per il boot e per la memoria non volatile. Se ancora non vedete il nesso, considerate che i lampone offre otto canali digitali full band su connettore HDMI, ed è soltanto la punta di un iceberg.

Solid State Logic 611EQ, API-500 series (English version)

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Recording

Ogni tanto, capita di trovarsi in prima fila per assistere a una novità assoluta… ogni tanto, ti viene lo sfizio di fare un articolo bilingue – magari, rimandando alla versione italiana per gli esempi. Il vulcanico Emiliano Girolami è riuscito a mettere per primo le mani sul 611EQ targato SSL. Questo è il testo in inglese dell’articolo apparso l’altro ieri su ACM. [La Redazione]

Solid State Logic (SSL) it is among the leader brands in the world of professional audio. Starting from UK in the early seventies, it has gained a strong reputation thanks to several consoles sold to the best studios all over the world. The first models (4000 series) were full analog and based on integrated operational amplifiers (by that time the competition made use of discrete op-amps such as the 2520 widely used on API devices, just to name one).

by Emiliano Girolami

SSL mixer are also versatile and easily integrated with the rest of the studio equipment. Mix automation, parameter recall and DAW control, toghether with a clean analog path, have begun the company trademark explaining the reasond why SSL is such an importand brand. The company evolution never stopped in these decades. Digital systems as well as analog devices have been introduced in the market. Bus Compressor, X-Rack components, Duende platforms and native digital plugins are well known and widely used also because of the reasonable price.

Solid State Logic 611EQ serie API-500

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

Solid State Logic (SSL, per gli amici) non ha bisogno di presentazioni nell’ambito della produzione audio professionale. Dal Regno Unito ha allargato la propria influenza nel mercato grazie a una serie di mixer utilizzati negli studi di tutto il mondo. I primi esemplari (serie 4000) erano rigorosamente analogici e facevano, già all’epoca, largo impiego di amplificatori operazionali realizzati con circuiti integrati (al contrario di quelli installati, ad esempio, nei banchi API, che sono costruiti con componenti discreti).

Di Emiliano Girolami

La grande diffusione dei mixer SSL è dovuta anche alla loro versatilità, alla possibilità di integrazione con il resto dei device dello studio e alla capacità di gestione (che si è evoluta nel tempo) della automazione del mix e del recall delle regolazioni.

Lo chef consiglia: Matrix 1000 & Pod X3 Pro

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Recording, Software

Prendete un Oberheim Matrix 1000, lavatelo e fatene quattro parti: un basso, degli ottoni, un syncomp, un lead. Fate  saltare il tutto in un Ableton Live Launchpad Edition in cui avrete avuto l’accortezza di far appassire un riverbero semplice semplice. A metà cottura aggiungete i modelli fisici di un Line6 Pod X3 Pro e fate ritirare.

Le ricette di Jacopo Mordenti

Una spolverata di brickwall limiter e potete impiattare.

Alberto Rossetto, il location recording e il mix

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording

Abbiamo incontrato Alberto Rossetto durante la sessione di mix dell’album IT Decay degli Eridana. La band è composta da Emanuele Bartoli (chitarra e voce), Andrea Cetta (batteria) e Alessandro De Berti (basso e produzione artistica). I pezzi sono stati registrati in location recording. Tutte le apparecchiature necessarie alla registrazione sono state installate in un casale nei pressi di Roma. Musicisti e tecnici hanno lavorato in un ambiente informale e stimolante con ritmi di lavoro e tempi molto diversi da quelli tipici dello studio.

 di Emiliano Girolami

Alberto è uno dei promotori di M.I.L.K. (Minds In a Lovely Karma), una organizzazione che si propone di fornire servizi innovativi ai musicisti. La realizzazione di un album (o di un video) è un processo creativo. Le tecniche e le modalità operative, però, sono molto sofisticate e sovente richiedono un approccio scientifico. Obiettivo dei ragazzi di M.I.L.K. ci sembra quello di liberare gli artisti dai vincoli tecnici lasciando spazio, tempo ed energie alla creatività. La tecnologia esiste ed è quella giusta, il lavoro è però organizzato in modo da portare in secondo piano tutto quello che può distrarre dagli obiettivi artistici.

 

La proposta ci sembra interessante e abbiamo deciso di seguirla. Nei video che seguono Alberto ci descrive il suo approccio al location recording e, con riferimento specifico al lavoro con gli Eridana, l’approccio seguito nella realizzazione del mix.

 

Rimanete sintonizzati per le prossime puntate.

API 512C versus Neve 1073LB: confronto tra preamp

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording, Tutorial

Questa volta vediamo analogie e differenze di due tra i più famosi preamp della storia dell’audio pro. Il primo, API 512C, deriva direttamente da un progetto degli anni ’60. Piccole revisioni a parte (testimoniate dalla lettera C del model number) il design è rimasto sostanzialmente lo stesso da oltre 50 anni. È il primo di una serie di moduli della Serie 500 che, negli anni, si è affermato come standard de facto al punto che tutti i produttori hanno in catalogo modelli realizzati per questa configurazione.

di Emiliano Girolami

AMS Neve non sfugge alla regola e, da poco, ha rilasciato la sua versione di preamp, equalizzatore e compressore che si rifanno ai modelli tradizionali del brand ma sono compatibili con le specifiche del famoso Lunchbox di casa API.

Oggetto del test di oggi è il modello 1073LB, design tra i più famosi di Rupert Neve che risale al 1970 e, come dicevamo, ha da poco preso forma, dimensioni e connessioni in standard API 500.

Focusrite Scarlett 2i4 USB Audio Interface

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording

Inconfondibile, nella sua livrea scarlatta in alluminio anodizzato, la nuova interfaccia audio Focusrite è una 2 in / 4 out su USB che incorpora due preamplificatori Focusrite con cui gestire segnali microfonici e di linea.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Le funzionalità di pannello comprendono i due ingressi combo XLR/TRS, due canali di regolazione Gain con visualizzazione LED tricolore (green, yellow, red) che incorona il comando Gain, selettro Line/instrument, Pad Attenuation.

Negli oscuri meandri del campionatore

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Recording, Tutorial

Pare proprio che ci siamo: nel nostro computer ci sono non uno ma trentatre piccoli file .wav che fremono dalla voglia di essere letti dal nostro campionatore. Pronti, partenza, via? Macché: l’operazione di traghettamento – triste ma vero – potrebbe non essere troppo agevole, e questo sulla base della macchina di cui si dispone. Quali filesystem digerisce?

di Jacopo Mordenti

Quali formati supporta? Entusiasti avvisati: ci vuole un attimo per ritrovarsi impantanati nella palude delle conversioni, dell’interfacciamento SCSI, del sample dump.

i3 DSP-Quattro v 4.2

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Recording, Software

Limitato alla sola piattaforma Mac, il potente editor audio prodotto da Stefano Daino è giunto alla nuova revisione che, oltre a correggere fastidiose seccature nella preview di elaborazione, incorpora nuove funzionalità per la gestione della creazione CD. Come di consueto, molti bulloni sono stati stretti e l’impatto d’insieme è dei migliori. L’agone degli editor audio è costantemente in ebollizione, ma la nuova 4.2 dovrebbe tenere per un discreto periodo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Tra le nuove funzionalità, è possibile elencare: il comando di PreRoll, per semplificare le procedure di ingresso rec e play; la risoluzione di un seccante glitch sulla gestione della preview audio durante le operazioni di editing e applicazione dei comandi process; la balistica dei meter RMS è stata corretta ed è ora affidabile come deve essere.

La  sample rate può essere modificata facilmente all’atto della scrittura di file in salvataggio; la compatibilità con i plug-in terze parti è stata potenziata.

La costruzione dei CD è facilitata dalle possibilità di esportare layout di sample rate e bit depth a discrezione; anche l’integrazione con il formato MP3 è stata potenziata; durante l’esportazione audio, è visibile la durata complessiva del programma musicale.

Il programma supporta completamente Mac OsX 10.8.