Golden Age Project, COMP-54

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

Concludiamo la miniserie sui prodotti Golden Age Project con il compressore COMP-54. Il circuito, anche questa volta, si rifà a un classico Neve (il 2254) con l’esclusione del limiter. Un esemplare era già passato nel nostro studio un po’ di tempo fa, questa volta però, abbiamo avuto l’occasione di provarlo insieme agli altri componenti della channel strip (preamp Pre73-MKII ed equalizzatore EQ-73 già provati su queste pagine). Vediamo i dettagli.

Di Emiliano Girolami

Fig1_Comp54

 

Il circuito è in classe A a componenti discreti e la compressione è ottenuta attraverso un ponte di diodi. Oltre i classici controlli di Threshold, Ratio, Attack, Release (che ha due opzioni program dependent) e Gain ci sono un paio di opzioni interessanti.

La prima è un sidechain filter (HPF) che esclude dal sistema di detection le basse frequenze evitando che queste, a causa del loro elevato contenuto energetico, influenzino troppo la quantità di compressione.

Il vantaggio di questo filtro è che il segnale in uscita risulta più ricco di basse frequenze e più omogeneo ed equilibrato. Grazie all’ultimo valore della frequenza di accordo del filtro (7KHz) è possibile utilizzare il nostro come de-esser o comprimere solo le alte frequenze per controllare, ad esempio, il decadimento dei piatti.

Altre opzione interessante è la doppia modalità di bypass. Il pulsante In/Out esclude il circuito di controllo del guadagno ma lascia attivi gli stadi di ingresso ed uscita. Essendo questi molto colorati (vedremo dopo perché) è possibile utilizzare il Comp-54 anche con il solo scopo di scaldare un po’ la traccia elaborata senza comprimerla. Il pulsante Bypass funziona invece come true bypass escludendo completamente il compressore dalla catena di processing.

Un comodo meter analogico misura alternativamente il segnale in uscita o il livello di compressione  sulla base della selezione effettuata con un apposito pulsante.

Tutte le manopole sono a scatti ad eccezione del makeup gain, molto comodo per il recall. I commutatori sembrano solidi e danno una buona sensazione di affidabilità. L’alimentazione è ottenuta attraverso un power pack a 24v incluso nella confezione.

Sul pannello posteriore c’è una dotazione completa di ingressi e uscite (sia XLR che TRS), il jack per collegare due unità (la modalità link si attiva dal pannello frontale) e un pulsante che inserisce una terminazione dell’uscita su un carico di 600Ω. Questa opzione può essere comoda per ottimizzare le prestazioni in funzione dell’impedenza di ingresso del device collegato a valle del Comp-54.

Fig2_Comp54_interno

Togliendo il pannello superiore del contenitore metallico compare una costruzione accurata con componenti di qualità adeguata al prezzo. Due cose saltano agli occhi. La prima è che lo schema prevede l’utilizzo di ben tre trasformatori. Due di questi fanno parte degli stadi di ingresso e uscita e sono responsabili della colorazione del suono quando si esclude la sola compressione con il pulsante In/Out. Il terzo è impiegato a valle dell’elemento di controllo (che al suo interno contiene il ponte di diodi) e serve per regolare l’impedenza di carico di questo adattandola a quella dello stadio di amplificazione successivo. La seconda cosa che attira la nostra attenzione è la predisposizione, di serie, alla sostituzione dei due trasformatori più piccoli (input e interstage) con dei blasonati Carnhill. Basta aquistarli, togliere i componenti di serie e inserire i nuovi sulla predisposizione della PCB, niente male.

 

La prova

Come detto, il compressore è stato provato all’interno della channel strip costituita da Pre73-MkII, Eq-73 e Comp-54. Indipendentemente dalla aderenza al comportamento dei componenti di riferimento, il sistema funziona bene, molto bene se si considera che con meno di 1000€ (street price) si installa in studio una channel strip completa, a componenti discreti, in classe A e ricca di trasformatori e induttanze. Molto colore, quindi, ma anche buona capacità di assecondare i dettagli o di esaltarli con i molti controlli a disposizione. Il compressore è versatile. Ha una sua impronta sonora che si spalma un po’ su tutti i suoni ma riesce ad essere delicato o aggressivo in funzione delle regolazioni. Senza dubbio vincente il filtro HPF sul sidechain che rende utilizzabile il Comp-54 su tutti i segnali. Molta aggressività con attacco breve e estrema facilità d’uso con i due tempi di rilascio automatici. Per ogni tipo di applicazione si riesce a trovare la regolazione giusta. Si può assecondare il timbro di base per esaltarne i dettagli o stravolgere completamente il messaggio sonoro. Ci vuole un po’ di tempo a prendere confidenza con tutte le opzioni ma ne vale la pena. Difetti? A questo prezzo nessuno. Il Comp-54 da solo costa intorno ai 400€ e svolge molto bene il suo lavoro. Vi lasciamo all’ascolto di alcuni sample audio che non hanno la pretesa di essere esaustivi ma soltanto mostrare alcune tra le tante applicazioni possibili.

 

Bass Comp

Bass

Cymbals Comp

Cymbals

Guitar Comp

Guitar

Kick Comp

Kick

 

 

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