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Linee guida per la programmazione dei sintetizzatori – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Giunti al terzo appuntamento,  è il caso di ricordare una linea guida… alle linee guida: il discorso è volutamente generico e privo di approfondimenti su strutture hardware/software. Non a caso, utilizziamo il Clavia Nord Modular G2 che, nella sua infinita configurabilità, può essere ferro e può essere piuma, come la mano del Principe di verdoniana memoria. 

Di Enrico Cosimi

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Ma, citazioni cinematografiche a parte, la voluta genericità delle informazioni fornite ne permette l’incarnazione il più indolore possibile all’interno delle diverse strutture di sintesi. Provare per credere. Questa volta, è il turno dei Synth Strings… terribile categoria da tempo dimenticata.

O no?

Linee guida per la programmazione dei sintetizzatori – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

La volta scorsa, ci siamo occupati del classico synth brass; questa volta – completamente privi di vergogna, affrontiamo l’impolverato argomento relativo all’electric piano. Ovviamente, nella sua versione sintetica.

Di Enrico Cosimi

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02 SYNTH ELECTRIC PIANO – La teoria

Il mondo discografico post Anni 80 ha ormai identificato indissolubilmente la timbrica del piano elettrico con quella prodotta attraverso la sintesi FM lineare, cioè con il suono “electric piano” commercializzato da Yamaha attraverso la sua DX-7 MkI: non è questa la sede per interpretazioni di carattere filosofico sulla diffusione planetaria di mode e tendenze stilistiche; quello che ci interessa è raggiungere velocemente un modo per riprodurre, attraverso una struttura di sintesi relativamente semplificata, una timbrica assimilabile all’idea di piano elettrico – ferme restando, come è ovvio, tutte le considerazioni relative all’opportunità o meno della sintesi imitativa.

Linee guida per la programmazione dei sintetizzatori – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Ha ancora senso, nel 2014, parlare di sintesi imitativa? E’ possibile/lecito/auspicabile utilizzare il mezzo elettronico per sostituire uno o più musicisti in carne ed ossa? Fortunatamente, no. Quello che è stato – come sempre, ogni volta che la tecnologia alza l’asticella – uno dei trend ricorrenti negli Anni 70, poi 80, poi 90 e poi 2000, cioè della simulazione virtualizzata di esecuzioni umane, oggi è solo un (brutto) ricordo del passato e, finalmente, i sintetizzatori o le batterie elettroniche possono essere usate per fare ciò che meglio riesce loro: i sintetizzatori e le batterie elettroniche.

Di Enrico Cosimi

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Ciò nonostante, ci sono diverse tecniche di programmazione o, se preferite, di ragionamento sul suono sintetico che meritano una ri-riflessione proprio per la loro potenziale applicabilità in contesti anche non di bieca imitazione; come dire: strings e brass lasciano il tempo che trovano, ma sapere cosa li rende “sinteticamente” riconoscibili può tornare utile in differenti contesti.

Per questo motivo, ci siamo divertiti a ripescare una serie di linee guida di programmazione generica – come al solito, applicate al non mai abbastanza glorificato Clavia Nord Modular G2 – con cui ragionare proprio delle vituperate categorie di Brass, Electric Piano, Strings, Bass, Pad, Lead, Ext Input Filtering, Vocoding, Sequencing, Basslining. Tutto, alla luce del classico comportamento analogico; tutto irresistibilmente datato; tutto – onestamente – vituperabile. Partiremo con il classico Synth Brass. Buona lettura.

La febbre del vintage: quale cura sostenibile? – Seconda parte

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software, Tutorial

 Si parlava di quei plugin – come Magnetic II di Nomad Factory – funzionali a un trattamento del segnale che richiami la dinamica, i colori e persino quegli adorabili difetti delle registrazioni d’altri tempi. Imbastiamo un primo esempio pratico applicando il pargolo al canale master della nostra DAW, così da intervenire globalmente sulla somma dei timbri impiegati nella demo di turno.

Di Jacopo Mordenti

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Ad una prima occhiata, quello che spicca del segnale di partenza – che di per sé non è altro che un banalissimo funky assemblato a colpi di clip in Live – è una gamma dinamica relativamente ampia. In effetti né le singole tracce né il master hanno subito un processo di equalizzazione e/o compressione; l’unico intervento operato, in fase di mixdown, è stata la normalizzazione a 0 dBfs. Analizzando il risultato con un editor (ad esempio Wavosaur), è possibile appurare come l’RMS media si attesti intorno a -22 dB, a testimonianza di un certo respiro percepibile anche all’ascolto.

Il Poly Chain e i Dave Smith Instruments

Written by Attilio De Simone on . Posted in Gear, Tutorial

Gli strumenti DSI hanno cominciato ad affermarsi sul mercato in un tempo relativamente breve. La strategia della DSI, a partire dall’uscita del Mopho, è molto semplice: creare una serie di apparecchiature basate sulla stessa struttura operativa e sonora, ma dalla polifonia differente e in grado di strutturarsi in modo modulare ampliando la polifonia a seconda delle macchine che si trovano a comunicare.

di Attilio De Simone

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I fattori che hanno contribuito a rendere i prodotti DSI particolarmente appetibili sono: catena sonora analogica, matrice di modulazione molto ricca (si può dire che tra 4 modulatori, 5 controlli di modulazione, oltre 20 sorgenti di modulazioni e circa 50 destinazioni di modulazione, le combinazioni sono infinite), prezzi ragionevoli (quanto costa un synth analogico monofonico?), suono fumante, customer service di buona qualità (in caso di problemi, spediscono direttamente a casa del cliente potenziometri da sostituire e rispondono entro 12-24 ore a qualsiasi questione).

NB: a causa di architetture di sintesi non propriamente combacianti, questo articolo non riguarda il Prophet 12

Sincronizzare Arturia MicroBrute – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Come un (piccolo) ciclone, Arturia MicroBrute ha colpito secco e duro la mente di tanti musicisti elettronici: il concentrato di prestazioni, portatilità, dimensioni ridotte e prezzo contenuto è risultato imbattibile, specie in questo periodo appena trascorso di regali inevitabili. 

Di Enrico Cosimi

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Complice la calma (apparente) tra una orrida tombolata e una ancora più sguaiata partita a sette e mezzo, ci siamo divertiti a sperimentare le diverse possibilità di sincronizzazione e personalizzazione offerte dal MicroBrute per il funzionamento del suo sfizioso step sequencer interno. Questo è ciò che è emerso.

Primi passi con Reaktor – settima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Ci eravamo lasciati l’ultima volta con un inquietante interrogativo: come è possibile che, nonostante i prolungati valori di Release Time (impostati nel generatore d’inviluppo sull’amplificatore) non ci sia percepibile prolungamento del suono?. Cosa tronca inesorabilmente il segnale? Cerchiamo di fare chiarezza.

Di Enrico Cosimi

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Probabilmente, molti lettori avranno risolto facilmente il problema; per tutti gli altri, la soluzione è qui sotto…

Quattro chiacchiere sulla catena audio analogica – prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

L’arte della registrazione, del trattamento audio e della riproduzione sonora è rimasta essenzialmente immutata per più di mezzo secolo, ancorata alle conoscenze fisiche ormai considerati tradizionali e genericamente identificate con i termini di tecnologia analogica. Da diversi decenni,  questo blocco di conoscenze e di pratiche operative è sottoposto ad una rapida evoluzione che ha avuto conseguenze drammatiche.

Di Enrico Cosimi

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Ad un osservatore superficiale, potrebbe sembrare che il nostro presente e futuro siano esclusivamente digitali; ma per poter afferrare fino in fondo le implicazioni e le possibili applicazioni dell’audio ottenuto con tecnologia digitale,non si può prescindere dalla conoscenza – anche solo superficiale – della catena di generazione, interpretazione, conservazione e trasmissione dell’audio nel mondo analogico.

Le string machines dall’analogico al virtuale ….. andata e ritorno – Terza parte

Written by Attilio De Simone on . Posted in Gear, Software, Tutorial

Dopo aver fatto una disamina storica delle string machine e delle loro emulazioni virtuali, Ë tempo di fare un ragionamento sulle possibilità offerte dalle macchine analogiche di nuova generazione. Vediamo cosa si può tirare fuori dal Waldorf Pulse 2.

Di Attilio De Simone

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Prima di cominciare ad analizzare le possibili soluzioni, è bene precisare che ricreare la circuitazione dei divisori di frequenza allo stato attuale non è una strada percorribile, visti gli elevati costi a cui si andrebbe incontro. Insomma: il gioco non vale la candela. Se vogliamo munirci di una string machine senza dover ricorre al costoso quanto pericoloso mercato del vintage, possiamo provare a creare degli archi con il nuovissimo Waldorf Pulse 2.