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C’è polifonico e polifonico: qualche esempio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Ieri, parlavamo delle differenze “interne” al funzionamento di un sint polifonico rispetto al sistema monofonico. A questo punto, sarà meglio ragionare su cosa non c’è nel sistema polifonico, facendo riferimento ai rutilanti Anni 80 dello scorso secolo.

Di Enrico Cosimi

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Come direbbe un ben noto parlamentare: con la crana, si aggiusta tutto… E’ ovvio che, potendo pagare, si può pretendere una struttura di sintesi polifonica tanto densa di moduli e comportamenti da far impallidire il monofonico “tipo”… E’ altrettanto ovvio che il polifonico di fascia alta risulterà costoso, difficile da gestire, difficile da progettare e impaginare sul pannello comandi; una vera medaglia a due facce.

Vediamo di fare qualche esempio banale. Ci limiteremo a tre casi, ma l’esperienza (e la curiosità) individuale porterà il lettore a facili collegamenti mentali.

Mode Machines DT200 V2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In un periodo di ripescaggio scientifico delle vecchie apparecchiature analogiche, può essere utile (e confortante) sapere che c’è chi scava nicchie di mercato per tenere viva la possibilità di usare al meglio antichi strumenti altrimenti difficili da mantenere attivi. E’ il caso di Mode Machines, che affianca alla produzione di hardware originali, una linea di apparecchi pensati per supplire a vecchi controller ormai non più disponibili.

Di Enrico Cosimi

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Il Programmer DT200 V2 è la sostituzione esatta e fedele del vecchio hardware Roland con il quale si potevano editare le timbriche residenti nei polifonici JX-3P a tastiera e MKS-30 a rack; due macchine dalle prestazioni interessanti, in grado di offrire (a colpi di DCO) suoni profondi o metallici, a seconda delle necessità.

Roland SH-2 Plug-Out

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

La replica delle macchine storiche Roland, pronta per essere installata (e non solo) nel nuovo System-1 conferma quanto affermato per il lancio della AIRA Series; molto probabilmente, nel futuro di Roland vedremo sempre più spesso sbilanciamenti verso il software e pochi – funzionali – apparecchi hardware mirati e/o riconfigurabili. A tutto vantaggio dell’utente.

Di Enrico Cosimi

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La seconda puntata della saga Plug-Out parla dello storico SH-2, realizzato nel 1979 con doppio oscillatore più sub, struttura semplificata-ma-non-tanto, timbrica caratteristica Roland analog e un rapporto complessità/prestazioni di tutto rispetto. Il nuovo SH-2 Plug-Out è disponibile tanto nella versione da installare all’interno del System-1 quanto come “semplice” plug-in da caricare nelle più diffuse DAW commerciali.

Roland SBX-1 Sync Box: il ritorno degli SBX

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo la fiammata della serie AIRA, Roland ha tirato fuori dal cilindro l’apparecchio fugacemente anticipato a Francoforte: il nuovo sincronizzatore multi funzione USB, DIN, MIDI e CV/Gate con il quale far marciare d’amore e d’accordo tutte le varie apparecchiature analogiche – e non solo – che stanno popolando questo interessante squarcio di millennio.

Di Enrico Cosimi

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Per i meno giovani, la sigla Sync Box farà tornare alla mente lunghe sessioni di sala, accompagnati dall’interminabile streaming del codice SMPTE longitudinale sulla traccia 24 del registratore. Oggi, per fortuna, le cose sono molto più semplici. Il nuovo SBX-1 non gestisce SMPTE (non ce n’è più bisogno), ma concentra le proprie funzionalità sulla conversione simultanea tra i formati di sincronizzazione MIDI Clock, DIN Sync TTL, USB/MIDI, con in più la gestione CV/Gate in uscita.

Decisamente, non male.

Il grande gioco di fine Estate…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Grazie al cielo, questa inquietante Estate 2014 sta volgendo al termine – perlomeno nel senso del calendario… Come tradizione, non può mancare un quiz con il quale mettere alla prova le proprie opinioni. E le proprie orecchie.

Di Enrico Cosimi

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L’idea è relativamente semplice: grazie alla compiacenza di amici e parenti, si prendono sedici sintetizzatori diversi, li si imposta su un comportamento monofonico, se ne programma una timbrica generica e ci si registra un file .wav senza troppe pretese.

A questo punto, la domanda: avendo l’elenco dei sintetizzatori da una parte e la sequenza dei file audio dall’altra, sareste in grado di fare gli accoppiamenti giusti?
In bocca al lupo…

Ancora sulla parafonia…

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

L’introduzione sul mercato del Roland AIRA System-1 ha nuovamente innescato, in diversi forum, l’antica diatriba tra polifonico e parafonico: il nuovo sintetizzatore targato Roland permette l’esecuzione con quattro note simultaneamente impegnate e, da un ben noto recensore, è stato (a torto) etichettato come parafonico. Quale migliore occasione per ritornare sui due concetti, verificando come, per il System-1, si debba parlare di polifonia?

Di Enrico Cosimi

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Per prima cosa, abbozziamo due definizioni. Polifonia: la capacità, in uno strumento musicale, di generare simultaneamente un certo numero di voci tra loro indipendenti per intonazione e articolazione. Così come nel pianoforte, la polifonia non prevede automaticamente la capacità generativa di timbriche diverse (in questo caso, si parlerebbe di poli timbricità), ma considera come capacità evidente la possibilità di far intonare individualmente le note eseguite (basta premere sui tasti giusti) e di articolarle in maniera altrettanto controllabile indipendentemente (basta avere una sufficiente tecnica pianistica).

Parafonia: nell’antico mondo analogico dei primi strumenti elettronici, la possibilità di generare voci di polifonia, limitando lo sforzo tecnico alla sola generazione e facendo confluire le voci parafoniche all’interno di un singolo canale di articolazione (amplificatore più inviluppo) e trattamento timbrico (filtro).

Continuiamo a ragionare.

Roland SH-101 Plug-Out

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

All’ultimo MusikMesse di Francoforte, l’architettura Plug-Out inaugurata nel SYSTEM-1 AIRA ha fatto (preventivamente) parlare di se come di una genialata con la quale aggiornare periodicamente le capacità timbriche di una struttura H/S di base.  Tra poco, finalmente, arriverà nei negozi il primo Plug-Out (se preferite, il primo plug-in per hardware dedicato), modellato sulle prestazioni dell’iconico SH-101.

Di Enrico Cosimi

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Diciamo subito che SH-101 Plug-Out  è solo uno dei modelli storici Roland presi in considerazione per la rimodellazione: in quel di Francoforte, si parlava tranquillamente di Juno 6/60, Jupiter 6/60, SH-02, SH-09 e altri ancora. Fatta la debita tara all’entusiasmo del momento e all’inevitabile libertà con cui si pronunciano frasi in ambiente fieristico, è chiaro che qualcosa si sta movendo.

Particolarmente interessante, da questo punto di vista, la possibilità di accendere o spegnere – sulla superficie di SYSTEM-1 – i parametri non utilizzati dal Plug-Out che si carica. In questo modo, la retroilluminazione verde Visitors permette di concentrare velocemente l’attenzione del musicista su quello che effettivamente può o non può essere utilizzato dopoa ver caricato il Plug-Out.

L’immagine qui sopra riproduce la mappatura dei comandi abilitati.

Roland System-1 Plug-Out Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Frankfurt MusikMesse 2012, Gear

Dopo la presentazione alla NAMM, il Sistem-1 è approdato a Francoforte tra ondate di curiosità. Le polemiche, sulla natura digitale del suono (in un mondo che sembra alla costante ricerca di analogico da boutique) si sono attenuate quando le notizie hanno iniziato, prima timidamente, poi con conferma sul web, a raggiungere la massa dei potenziali utenti. Sembrerebbe che la serie AIRA by Roland possa portare una ventata di aria nuova nei sempre turbolenti panorami elettronici internazionali. 

Di Enrico Cosimi

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Per prima cosa: che diavolo significa plug-out synthesizer? E’ presto detto: il System-1 è un sintetizzatore digitale che può essere “programmato” in fabbrica per fare un certo tipo di comportamento; ma la sua struttura hardware (pannello comandi e DSP interno) può essere configurata o ottimizzata in modo da ospitare diversi set di istruzione, in maniera simmetrica a quello che succede dentro una DAW dove si vadano a caricare diversi plug-in. In questo modo, come annunciato a Francoforte, il piccolo System-1 potrà presto mimare il comportamento dello storico SH-101, poi dei modelli SH-1, SH-2, System-100, Promars, eccetera. Attenzione! Li stiamo citando in ordine sparso, perché neppure in Roland sanno quale sarà la calendarizzazione degli altri plug-out caricabili nell’apparecchio.

Variphrase – Il dominio del tempo (terza parte)

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, no-categoria, Software, Tutorial

È il momento di quagliare, e di dare in pasto al V-Synth – meglio: al motore VariPhrase del V-Synth – il campione evolutivo realizzato a monte con Zebralette nel rispetto di alcuni semplici paletti: l’altezza del campione è quella del DO centrale, la durata è di 1 battuta a 120 bpm.

Di Jacopo Mordenti

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Importato il campione all’interno del V-Synth, il primo passo che dovremo compiere sarà quello di affibbiargli i punti di loop start e di loop end: più difficile a dirsi che a farsi, non fosse altro in considerazione del fatto che abbiamo costruito il campione apposta per essere inesorabilmente riprodotto dall’inizio alla fine. In Sample > Edit l’inserimento della lettura in loop è evidentemente questione di un attimo.

Variphrase: il dominio del tempo (prima parte)

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

Si scrive Variphrase, si legge prendi un campione e fanne quello che vuoi (o quasi): è la tecnologia – e il concetto – alla base di tutta una serie di prodotti Roland degli ultimi anni, dal visionario apripista VP9000 (2000) fino  al consolidato V-Synth GT (2007). Cerchiamo di capirci qualcosa, traducendo in termini pratici i vantaggi di questa tecnologia.

Di Jacopo Mordenti

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In condizioni normali, tempo e intonazione di un campione sono fra loro indissolubilmente legati: è l’ABC di qualsiasi campionatore e – per farla breve – la ragione per la quale viviamo in un mondo tastieristico popolato da multicampionamenti. Con la Variphrase, al contrario, si è in grado di intervenire in tempo reale sull’intonazione di un campione senza alterarne il tempo, e viceversa: gli scenari che si spalancano sono enormi, e vanno ben al di là del sempiterno loop di batteria da accelerare o rallentare.

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