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ROLAND A-49 e A-88 MIDI Keyboard Controller

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Due nuove master keyboard MIDI targate Roland, concepite con un occhio di riguardo nei confronti della qualità meccanica per la tastiera utilizzata; i modelli A-49 e A-88 (le sigle la dicono lunga sulle estensioni disponibili) forniscono un approccio professionale in grado di risolvere con praticità il problema della portatilità e del controllo consapevole.

Di Enrico Cosimi

Il modello A-49 è dotato di quattro ottave full range, con sensibiltà alla dinamica; due interruttori e due potenziometri indirizzabili sono affiancati al classico D-Beam Controller con cui convertire il movimento della mano sinistra in precisi codici di controllo; in aggiunta, ci sono i selettori di destinazione per il D-Beam e i traspositori d’ottava; l’espressività durante la performance è garantita dal controller Bend/Mod integrato. L’alimentazione viaggia sul connettore USB; l’apparecchio è fornito in dotazione con Cakewalk SONAR LE Edition. Due colori disponibili: bianco perla e nero.

Roland INTEGRA-7 SuperNATURAL Sound Module

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’idea è semplice ed efficace: riunire in un unico hardware tutto il tesoro delle sound card Roland – cioè delle librerie sonore fisiche – realizzando un apparecchio concepito per facilitare il MIDI playback di programmazione densamente orchestrate. E magari, facilitarne l’impiego dal vivo attraverso un bell’editor su iPad…

Di Enrico Cosimi

In tempi non sospetti, quando i computer erano ancora giovani, Roland aveva di fatto monopolizzato il mondo delle timbriche on demand attraverso un corposo investimento hardware incarnatosi in ricche librerie di PCM Card Expansion per gli strumenti della serie JD, JV e XP, fino ad arrivare al top della tecnologia hardware dedicata, con la serie delle espansioni SuperNATURAL…

CASE STUDY – Roland Juno 60 – Terza Parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial


Come promesso la volta scorsa, è il momento di affrontare la struttura di filtraggio dell’ensemble Junatik e, successivamente, procedere nel percorso audio fino a raggiungere l’uscita. Il compito è impegnativo – sicuramente difficile per un neofita di Reaktor – ma, vista la qualità e l’arditezza di alcune soluzioni adottate da Holzamer (il padre della ensemble in questione), vale la pena di stringere i denti e andare avanti con l’impegnativa corvè.


di Enrico Cosimi

Macro VCF

Il motore di filtraggio vero e proprio è racchiuso nella sub Macro Filter, tutto il resto del circuito visibile nell’immagine è relativo alla gestioine dei percorsi di controllo sulla frequenza di taglio.

CASE STUDY – Roland Juno 60 – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Come annunciato nella puntata precedente, dopo aver rinfrescato il funzionamento dello strumento originale, è il momento di lanciarsi nel reverse engineering; questa volta, contrariamente al solito, faremo un passo ambizioso stendendo sul tavolo operatorio un virtuosistico esempio di programmazione firmato Jörg Holzamer, programmatore N.I. che ha contribuito fattivamente alla Ensemble Library della storica Version 4 di Reaktor. In questa programmazione, ci sono diverse scelte che possono sembrare discutibili, costose o semplicemente personali: è il bello della programmazione object oriented, dove ciascuno può trovare maniere nuove, diverse e interessanti per ottenere risultati conosciuti. Inutile dire che lo studio approfondito di una (bella) programmazione professionale può risultare molto utile durante la normale procedura di apprendimento.
Ultima raccomandazione: tutto il contenuto dell’ensemble Junatik – normalmente disponibile nel pacchetto Reaktor – è stato “riarrangiato graficamente” cercando di ottimizzare il flusso grafico dei dati da sinistra verso destra; è solo un artificio cosmetico; il valore della programmazione è quello originale e solo l’aspetto visivo dei singoli contenuti risulterà differente dallo standard.

Junatik si ispira al funzionamento del vecchio Roland Juno 6/60, con l’aggiunta di una nutrita sezione effetti (incorporata per quello che riguarda chorus, distorsione, equalizzazione ed esterna per l’Instrument dedicato allo stereo delay). Il suo pannello comandi è piacevolmente chiaro nella disposizione adottata.

A titolo d’informazione, facciamo notare come, agendo nella Ensemble Structure Window, sia possibile inibire selettivamente la visualizzazione del logo Reaktor Library (oggetto Badge), della grafica differenziata per i diversi blocchi funzionali (oggetto Picture), dei crediti (oggetto Credits).

di Enrico Cosimi

CASE STUDY – Roland Juno 60 – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Nel lontano 1983, per offrire a più ampie fasce d’utenza un polifonico low cost dotato di memorie, Roland introduce la versione arricchita del seminale Juno 6; il nuovo modello, che (ovviamente) si chiama Juno 60, offre sei voci di polifonia con singolo DCO/Digital Controlled Oscillator, filtro Low Pass dinamico risonante, filtro High Pass statico non risonante, singolo inviluppo, singolo LFO e un cremoso chorus che contribuisce fattivamente alla bellezza del timbro. Il Juno 60 è un apparecchio, per l’epoca, economico, in grado di fornire prestazioni interessanti e, di conseguenza, non fatica ad imporsi nel panorama commerciale del periodo. Come al solito, lo prenderemo in esame dal punto di vista delle prestazioni funzionali per poterle (ri)progettare all’interno di diversi linguaggi di programmazione.

Di Enrico Cosimi

Quali sono i contendenti che il Juno 60 si trova a dover combattere? Prima di tutto, la versione Juno 6, priva di memorie, ma sempre dotata di tastiera a 5 ottave; poi, in casa KORG, il modello Polysix, lievemente più ricco nella dotazione parametrica, ma privo di un’interessante apertura verso il futuro che – sotto forma di DCB/Digital Communication Bus – metterà a breve Roland nella pole position del prossimo protocollo d’interfacciamento MIDI.

Roland Jupiter 80 & iPad: un bundle molto interessante…

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Software

Roland JUPITER-80 è il primo sintetizzatore completamente basato sulla tecnologia SuperNATURAL, che integra in un’unica struttura il motore di sintesi per layer già sperimentato con il piccolo GAIA e accoppia a questo le caratteristiche di realismo particolarmente spinto. Oggi, oltre alle caratteristiche intrinseche della macchina, c’è un altro ottimo motivo per valutare l’acuisto del JUPITER-80: comprando un esemplare di questo sintetizzatore da un rivenditore partecipante all’iniziativa, Roland regala un iPad 2 16 Gb WiFi su cui utilizzare la nuovissima applicazione Synth Tone Editor.

a cura della Redazione

Oldies but Goldies: Roland System 100m

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Vintage

Nel panorama dei sintetizzatori analogici modulari, il Roland System 100m occupa un posto speciale: la sua elevata diffusione iniziale, la buona scelta di moduli, l’eredità di conoscenze accumulate da Roland nello stesso settore e – in epoche più recenti – l’adozione del 100m da parte di musicisti nell’occhio del ciclone, hanno reso i verdi moduli un must per parecchie produzioni musicali. Cosa di meglio che ripercorrere le sue funzioni principali?

Di Enrico Cosimi

Roland RE-301 Chorus Echo: l’eco analogica

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Vintage

Nel lontano 1979, il modo più diffuso per avere un delay di qualità consisteva nell’affidare le proprie fortune al nastro magnetico contenuto all’interno delle costose tape echo machines prodotte da Roland; tra queste, il modello RE-301 riassumeva il know how precedentemente sperimentato non solo sulle ribattute, ma anche sul chorus analogico e sulla riverberazione a molle. Insomma, RE-301 – oggi apparecchio dall’enorme fascino vintage – era uno strumento dedicato alle fasce d’utenza più esigenti della lontana era analogica.

Di Enrico Cosimi

RE-301 rappresenta la naturale evoluzione del progetto “tape echo” Roland; produce simultaneamente tre trattamenti indipendenti di Analog Chorus, Tape Delay e Spring Reverb, regolabili indipendentemente e istanziati parallelamente sul segnale in ingresso. Gli ultimi due trattamenti erano già stati sperimentati nel più piccolo modello RE-201, mentre il chorus analogico (reso disponibile standalone nella macchina DC-50, che non era digitale…), rappresenta un’interessante potenziamento timbrico. A parte le successive evoluzioni 501 e 555, rispettivamente caratterizzate da connessioni bilanciate + noise gate e montaggio a rack, la 301 riunisce la summa delle possibilità timbriche della sua categoria.

Case study: Tape Delay

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial, Vintage

Da che i musicisti suonano, c’è sempre stato qualcuno attratto dalla magia delle ribattute naturalmente prodotte dalla eco; Andrea Gabrieli con i doppi cori in San Marco, o Claudio Monteverdi con le risposte d’orchestra al di fuori della sala principale non facevano altro che sperimentare macro strutture di ribattuto realizzate con i mezzi che avevano a disposizione. In epoche più recenti, e tecnologicamente più facili, i musicisti hanno iniziato a sperimentare le delizie ottenibili con i primi – rudimentali, per gli standard attuali, sistemi di immagazzinamento e ritenzione sonora dilazionata nel tempo. Un modo complicato (e antipatico) per fare riferimento alle funzionalità di tape delay o tape echo. Benvenuti nel mondo delle ribattute-te-te-te.

di Enrico Cosimi

In questa serie di case study, cercheremo – nei limiti delle energie disponibili – di tracciare una sorta di filo rosso per collegare le diverse modalità con cui realizzare un delay musicalmente utile e, successivamente, vedremo cosa fare e come fare per rendere proficuo, dal punto di vista dell’ascoltatore, l’insieme di strumento più linea/linee di ritardo.

The GAIA Project: Synth Lead – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Da quando Emo, insieme ai The Nice, ha eseguito il primo fraseggio sulla tastiera del suo Moog Synthesizer Model 1C, la storia del Rock non è più stata la stessa: di colpo, oltre alle consuete sparate del chitarrista, è stato possibile avere un altro protagonista – monofonico quanto si vuole, ma timbricamente irresistibile – per gli assoli sparati a tutta manetta. La nascita del synth hero e, più ampiamente, del synth lead ha alterato gli equilibri degli arrangiamenti in maniera trasversale a tutti i generi musicali basati sull’interazione e sull’improvvisazione. Il sintetizzatore, di fatto, è divenuto uno strumento musicale espressivo, dinamico, in grado di trasmettere emozioni, lasciandosi alle spalle il periodo di puro sensazionalismo timbrico. Per questo motivo, nel nostro percorso di programmazione entry level è impossibile non occuparsi delle timbriche synth lead, con tutto ciò che le circonda.

di Enrico Cosimi