Roland JD-XA Analog/Digital Synthesizer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il JD-XA è un sintetizzatore crossover che recupera buona parte del patrimonio JD/JP e offre, in un unico involucro, un doppio motore di sintesi analogico e digitale, opportunamente spalmato attorno alla tastiera da quattro ottave.

Di Enrico Cosimi

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Ci sono quattro sezioni di sintesi analogiche (ciascuna composta da due oscillatori più aux signal dentro al filtro) e quattro sezioni digitali (composte da oscillatore digitale dentro filtro) che attingono alle esperienze Roland SuperNATURAL e analog. Il tutto è condito da due effetti indirizzabili, trattamenti di delay, chorus e riverbero, vocoder.

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Analog Section

La sezione analogica è dotata di:

  • quattro parti indipendenti, ciascuna dotata di 2 oscillatori, filtro, amplificatore, quattro inviluppi (due su pitch, uno su filter, uno su amplifier), 2 LFO per voce;
  • analog dry out per il trattamento esterno;
  • filtri a 4 poli transistor ladder, con comportamento multi modo LPF, BPF, HPF;
  • sensibilità ai controlli di pannello ad alta densità, priva di zippering;
  • gli oscillatori sono dotati di cross mod, ring mod, osc sync – tutte e tre le tecniche sono utilizzabili simultaneamente;
  • gli inviluppi hanno attack time molto veloce;

 

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Digital Section

La sezione di generazione digitale è completamente indipendente, sfrutta il motore SuperNATURAL per generare 64 voci su quattro parti indipendenti, compatibili con le librerie INTEGRA-7.

  • la sezione effetti è dotata di MFX per ciascuna parte, più Reverb, TFX1, TFX2, Delay e Master EQ globali;
  • pattern sequencer a 16 tracce (otto per le voci interne, otto per strumenti esterni);
  • connettività USB, MIDI, CV/Gate;
  • ingresso microfonico per le funzioni di Vocoder.

Il prezzo annunciato è pari a 2289 Euro.

 

 

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Comments (25)

  • Marco

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    È sicuramente una macchina che può dare soddisfazioni per via della struttura ibrida, però rimane, secondo il mio modesto parere, la pecca di design del jd-xi, le scritte rosse sul nero le rendono poco leggibili in situazioni con un illuminazione alta.

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    • Enrico Cosimi

      |

      da questo punto di vista, i pannelli più leggibili sono quelli a fondo bianco con scritte nere, tipo oberheim o arp vecchia maniera (o modulus), ma sono anche i meno belli…

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      • marco

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        Beh quello è sicuro, anche se l’odissey chiaro ha quel fascino da laboratorio anni 60…comunque una soluzione con magari dei led bianchi o comunque chiari avrebbe giovato in quel senso, rimane comunque una macchina interessante sotto l aspetto tecnico

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  • frabb

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    un gran bel mappazzone, ma in quella fascia di prezzo c’è una guerriglia accanita… ad ogni modo l’ho messa nella lista dei “papabili” per quanto riguarda la sezione “tastierone” dello studio ….

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  • Giovanni

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    Qualche commento, Enrico, a parte i dati tecnici? Che ne pensi? In rete già ci sono diversi video.

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    • Enrico Cosimi

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      a me, non dispiace; lo vedo come una buona evoluzione del concetto originale JD Roland (il vecchio JD-990, per me, era una bomba); il pannello comandi è bello denso come piace a me, il look nero e rosso piace (da vecchio fotografo B/N, ho un debole per il comportamento attinico 😉 ), non mi piacciono molto i fianchetti in stile Mazinga Zeta, ma è secondario; c’è il vocoder, il suono del synth è molto credibile – non costa pochissimissimo, ma ha anche tanta roba dentro…

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      • Giovanni

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  • Denny

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    Dopo averlo provato a lungo, nulla da obbiettare sulla qualità sonora da sempre punto forte della casa, ma dal punto di vista estetico-funzionale, ci sono diversi importantissimi difetti (secondo me)…
    Come si fa ad offrire oggi un synth del genere e ad un prezzo assai importante, con la tastiera di sole quattro ottave, anziché almeno cinque?
    Poi, si devono impegnati parecchio per trovare dei display più piccoli, striminziti ed illeggibili (perciò inutili) oggi disponibili…
    Va bene la tradizione, ma continuare con il solito orrendo e povero pitch bender unico poteva avere senso solo se accompagnato dal ribbon controller (come sul JP-8000). La posizione degli altri due veri pitch bender è scomodissima, ed è anche questa diretta conseguenza della sbagliatissima soluzione dello synth striminzito con solo quattro ottave.
    Nel passato diversi produttori, sperimentando hanno fatto simili errori, oggi considerati pochissimo o per nulla tali, perché quei strumenti sono diventati vintage.
    Ma oggi, credo sia sarebbe stato molto meglio continuare migliorando e non risparmiando sulle cose importanti, la grandissima tradizione del JD-800.
    Aggiungere dodici tasti in plastica (un ottava) e display decente non li avrebbe sicuramente mandato in rovina.
    Per un prezzo che supera allegramente i 2000 €, mi sembra dovuto.

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    • Enrico Cosimi

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      le quattro ottave sono diventate lo standard dell’industria che si rivolge ai “non suonanti”… sembra paradossale, ma da precise ricerche fatte, è ormai emerso che il musicista elettronico “tipo” non fraseggia e non usa le due mani sulla tastiera come si faceva negli Anni 80 e 90. Dal KORG Radias in poi, è partita – quindi – la tendenza a limitare le ottave a quattro e, in moltissimi casi, a “dimenticare” l’aftertouch… :-(

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  • Alessio

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    Prof., posso avere una sua opinione circa la versione entry dell’XA? mi riferisco all’XI, sta sui 500€ e ne sono interessato, sono un appassionato che solitamente “gioca” con i sw (ableton, operatore, massive, ecc.) per produrre techno… vorrei inizare ad avere qualcosa standalone, che suona senza necessità di pc, ma che mi garantisca anche la parte drum.
    Grazie!

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    • Enrico Cosimi

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      è un oggetto interessante; in alternativa, se non ti serve la parte digitale – vocoder compreso – puoi prendere in considerazione il KORG Minilogue

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  • Claudio Garanzini

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    Salve a tutti! Vorrei chiedere ad Enrico che ho imparato ad apprezzare nei suoi video in Youtube, dai quali sto imparando moltissimo, cosa ne pensa del Roland JD XI! Io ce l’ho perchè mi sto dedicando, finalmente, ad una delle mie passioni che è la modifica e la creazione di qualche timbrica! Ho moltissimo da imparare! Essendo non vedente, inoltre, devo comunque impararmi, oltre ai vari comandi del pannello comunque semplici, anche i vari menù e le loro voci! Inoltre, ne aprofitto per chiedere a tutti voi se c’è qualche tastierista non vedente che potrebbe consigliarmi un sinth virtuale abbastanza accessibile utilizzando uno screen reader come NVDA o Jaws! Io uso Reaper, come mia DAW preferita e volevo cercare qualche sinth sia come plug-in di reaper, appunto, sia stand-alone da poter utilizzare usando le mie tastiere per creare qualcosa di nuovo, almeno per me! Avreste qualche suggerimento? Vi ringrazio! A presto!

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    • frabb

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      ciao, potresti provare con Helm, è gratis, è opensource, dicono che sia una bomba (io l’ho provato sotto linux ai suoi esordi ed era effettivamente molto buono, ma “pesantuccio” sulla povera cpu del mio portatile di 20 anni fa, per cui l’ho abbandonato e non l’ho più provato): http://tytel.org/helm/
      Non so come si comporti con i lettori video tipo Jaws e NVDA, ma in genere la comunità open source è molto attenta a questi aspetti del software, io farei un tentativo. Ciao!

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  • Claudio Garanzini

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    Ciao a tutti! Grazie per il suggerimento e i consigli! Io mi sto appassionando molto a Reaper e ho visto che ci sono dei piccoli, non so quanto piccoli, synth che possono essere utilizzati come plug-ins! Non meno, ho letto l’articolo sugli Arturia V collection! Mi piacerebbe provarli ma il mio problema, purtroppo è sempre il fatto di non sapere quanto accessibili possano essere! Forse sarebbe meglio dedicarmi di più al mio piccolo JD XI, almeno per imparare qualcosa di più con un synth che comunque, stando a ciò che ho già notato, offre delle buone possibilità, pur essendo piccolo e soprattutto il fratello minore del JD XA. Che ne pensate? Grazie! Ciao ciao!

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    • Enrico Cosimi

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      tieni presente che tutta l’esperienza fatta su un synth hardware è tranquillamente trasferibile sopra un synth VST…

      e viceversa

      insomma, non è mai tempo sprecato

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  • Claudio Garanzini

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    Su ciò che dice Enrico sono d’accordo!!! Il problema è che a volte, per chi non vede, non è facilissimo rapportarsi a certe tecnologie! è vero che ci sono bellissimi synth hardware ma alcuni sono provvisti di touchscreen inaccessibili per chi non vede; stessa cosa per i synth software, bellissimi ma inaccessibili perchè completamente grafici! Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha esperienza con i synth di Arturia e se si possono usare, ad esempio, usando una normale tastiera del computer invece del mouse; questa sarebbe già una grande cosa! Nel precedente post facevo riferimento a Reaper come mia DAW perchè ho scoperto che moltissimi plugins si possono gestire tramite un piccolo programmino fatto da alcuni non vedenti che, praticamente, presenta i vari parametri in una specie di lista che si può scorrere e quindi, alterarne i valori a proprio piacimento. Sarebbe bello poter fare la stessa cosa anche con qualche synth software! Ho preso ad esempio i synth di Arturia ma se qualcuno ha altri suggerimenti, io sono qui! A tal proposito, ho scaricato il synth che mi è stato consigliato in questi post; oggi lo installerò sul pc portatile che normalmente uso per le mie registrazioni audio! Grazie come sempre per l’aiuto e i consigli!!! A presto! Ciao ciao!

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  • Claudio

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    Gentile prof. Cosimi, approfitto della sua competenza per chiederle un consiglio. Sono un chitarrista che ha l’esigenza di voler inserite nelle proprie canzoni un elemento di elettronica. Sono indeciso tra Roland JD XI e Yamaha MX49 II. Lei quale mi consiglierebbe? Grazie.

    Reply

      • Claudio

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        Grazie infinite!

        Reply

  • Claudio

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    Grazie infinite.

    Reply

  • dani

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    Ciao sapete se il jdxi puo suonare simultaneamente i 3 synth insieme nello stesso momento ?

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