Una luce in fondo al tunnel – 03

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Ogni promessa è debito, ma prima di approfondire il curioso meccanismo del Local On/Off – come promesso – è il caso di perdere ancora qualche minuto sull’inquietante interrogativo MIDI: come mi conviene collegare le cose? In modo “stellare” o usando la catena di Thru? La questione è scottante, specie se il budget non è dei più pingui e sono già stati fatti degli acquisti non troppo ponderati.

Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

Tunnel with lightspot

Un collegamento tra due apparecchi MIDI è la norma prevista da Dave Smith fin dal lontano 1983; un terzo apparecchio MIDI può essere collegato ai primi due (li chiameremo, rispettivamente, A, B e C) usando la porta Thru del Synth B. In ogni caso, qualsiasi apparecchio collegato in catena introduce un ritardo minimo ma percepibile nella ricezione dei dati. Se la catena diventa molto lunga, più di cinque apparecchi, il musicista può percepire un flam significativo tra segnali ad elevato valore ritmico. Che fare?

MakeNoise  0-Coast

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Partiamo dal nome: 0-Coast dichiara la propria indipendenza, o la voluta commistione di idee, nei confronti dei due classici poli timbrici della sintesi riferiti a East Coast/Moog e West Coast/Buchla, con tutte le conseguenze performative e filosofiche che ne derivano. Insomma, contrariamente a molte altre realizzazioni precedenti, questa volta Toni Rolando di MakeNoise ha preferito progettare un apparecchio che si muove in un territorio timbrico intermedio, fornendo il meglio dei due mondi, ma con una visione personale. Come dire: una terza strada timbrica che può risultare irresistibile – specie con un occhio al listino prezzi…- per chiunque non ne possa più di Transistor Ladder e di Vactrol.

Da questo punto di vista, l’oggetto è irresistibile.

Di Enrico Cosimi

panel

Lo strumento contiene un oscillatore dual wave triangle core (produce triangolare e quadra – ovviamente, interpretate in stile MakeNoise), con due sezioni di trattamento audio denominate Multiply e Overtone, e un filtro/amplificatore non risonante che controlla le Dynamics. In aggiunta, è possibile produrre modulazioni transienti (attraverso Contour Generator), cicliche/transienti (attraverso Slope), randomiche (con un Random/Clock generator). E’ presente una comodissima doppia interfaccia MIDI/CV, con possibilità di convertire il funzionamento di una delle due sezioni in generazione LFO triangle/square addizionale. L’apparecchio viene fornito di alimentatore dedicato, connettore audio altrettanto dedicato, sei jack TS 1/8” euro rack e un convertitore TRS 1/8” to MIDI del quale è dichiarata la piedinatura.

Una luce in fondo al tunnel – 02

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

In un mondo perfetto, si entra nell’elegante personal studio, si accendono le macchine, si arma la traccia nella DAW e, mentre le idee fluiscono copiose, si stende una traccia appresso all’altra, scrivendo capolavori immortali che ci assicurano fama, immortalità, fortuna.

Poi, uno si sveglia tutto sudato tra le lenzuola stropicciate.

Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

 

La vita reale definisce una delle più crudeli verità: la tecnologia crea problemi. La tecnologia non ci aiuta.

Accendi le cose, e non funziona niente: il Sub 37 si impalla appena armi la traccia MIDI, il KORG MS2000 sembra suonare dentro un flanger, la polifonia sparisce, le note MIDI rimangono agganciate e non finiscono più, tutto sembra non avere senso, come i soldi che sono finiti fuori dalla finestra.

La colpa è di un mostro mitologico che, periodicamente, emerge dalle nebbie del tempo per fare danni: stiamo parlando del terribile transito di dati MIDI.

Una luce in fondo al tunnel – 01

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Oppure no. Complice una convalescenza più fastidiosa del previsto, eccoci ad affrontare il normale e benvenuto question time grafico che, da epoche immemori, è alla base di qualsiasi rapporto di reciproca crescita. Di solito, da che rivista tecnologica è rivista tecnologica, chi risponde tende e a cogliere – nella massa delle richieste – veri e propri filoni ricorrenti, storicizzati, contestualizzati o meno, che rispecchiano i punti critici delle diverse tecnologie mano mano che esse appaiono come novità, diventano irresistibili, si ergono a standard, sono superate da nuove addizioni, diventano heritage e, successivamente, assurgono al livello di esperienza storica. Sia come sia, ci sono problemi ricorrenti e problemi più rari, ma sempre c’è un livello minimo di competenza che, laddove non rispettato, finisce solo per rendere più complicate le cose a chi, dall’altra parte dello schermo, del telefono o della pagina manoscritta, si trova nel difficile compito di dover aiutare.
Di Enrico Cosimi

Tunnel with lightspot

 

Come dire: aiutami ad aiutarti, perché altrimenti non si capisce niente e certi dialoghi finiscono per diventare autentici capolavori nonsense. In queste righe, e nei prossimi – viscerali – appuntamenti, cercheremo di chiarire quali sono quei concetti indispensabili, basilari, irrinunciabili alla base di qualsiasi procedura operativa che possa avere a che fare con la tecnologia musicale. E’ chiaramente un inferno. Non è garantito alcun successo all’iniziativa.

Bologna Violenta. Cenni biografici e perseveranze discografiche

Written by Paolino Canzoneri on . Posted in Events

Trevigiano di origine, Nicola Manzan nasce nel 1976 in una Italia stretta nella morsa del terrorismo rosso e nero alle prese con una malsana e violenta follia giovanile che segnerà il futuro del paese. La musica si insinua nel suo dna e sceglie cosi di abbracciare studi assidui che lo porteranno a diplomarsi in violino e diventare polistrumentista e membro di molte band nazionali ed internazionali. Si dovrà attendere il 2006 per la nascita del suo primo album come one man band assoluto dal nome Bologna Violenta che dimostrerà da subito la sua forte inclinazione per musica “estrema”, quasi senza melodia, ritmata im modo fitto e ossessivo coperta da riff imponenti di chitarra hardcore e sintentizzatori “come se non ci fosse un domani”.

Di Paolino Canzoneri

bo vi

Il tema dell’album, anch’esso in tono con il suo sound forte e violento, è ispirato al poliziesco cinematografico italiano degli anni 70 intriso di banditismo, rapine, inseguimenti e scontri a fuoco continui e sangue nelle strade cittadine. Quattro anni dopo per l’etichetta “Bar La Muerte” esce il secondo lavoro dal titolo “Il nuovissimo mondo” che mostra evidenti segni di un forte cambiamento per la presenza copiosa di effetti e campionamenti “estirpati” dalla cinematografia d’ogni genere e arrangiati con estrema perizia in un insieme di atmosfere surreali interrotte e “sepolte” da improvvise esplosioni sonore che dimostrano come uno stile inedito, definito e molto personale si stava facendo strada nel panorama musicale italiano.

Bologna Violenta. Intervista esclusiva a Nicola Manzan

Written by Angelo Barraco on . Posted in Events

Bologna Violenta è il nome dietro il quale si cela Nicola Manzan, classe 1976, polistrumentista e produttore trevigiano diplomato in violino al Conservatorio che negli ultimi anni ha suonato dal vivo e in studio con i più importanti artisti del panorama musicale italiano e non solo. Un progetto che è nato in origine come one-man-band nel lontano 2005 e che vedeva il solo Manzan cimentarsi in misture sonore in cui la sua passione per i film polizieschi si fondeva con le chitarre graffianti filtrate attraverso un mixer e i pedali.

Di Angelo Barraco

bologna violenta

Un percorso musicale che sin da subito ha ricevuto consensi positivi in tutto lo stivale e non solo, con un primo disco ispirato ai film polizieschi anni 70, dalla breve durata ma adornato di campionamenti e da un’intensità che riporta appieno la sua filosofia espressivo-musicale che ruota intorno al concetto che sta alla base della musica dello stesso, ovvero di riuscire ad esprimere o descrivere una determinata circostanza anche attraverso un brano di breve durata.

SOUNDMIT

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Events

SOUNDMIT (International Sound Summit) porta con se l’esperienza maturata in sei anni di SYNTHMEETING e amplia l’offerta a pubblico ed aziende. Organizzato dallo stesso gruppo di lavoro del SYNTHMEETING, ne eredita il know-how, il pubblico e la popolarità internazionale. 

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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SOUNDMIT nasce con l’idea di riportare a Torino le grandi fiere di strumenti musicali del passato aggiornandole nei contenuti e contestualizzandole secondo le necessità attuali di pubblico ed aziende. SOUNDMIT è un evento fieristico e culturale della durata di 3 giorni il primo dei quali sarà interamente dedicato ai professionisti del settore musicale.  In un ambiente attrezzato ed accogliente, i distributori potranno incontrare i loro agenti di commercio, i rivenditori, i musicisti di riferimento e cercare nuove opportunità di business con i produttori presenti con le loro creazioni.

Quantiloop per iPad

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Ben ritrovati. Ritorniamo a parlare di “musica con l’iPad” e precisamente del tema “live looping” che, come è noto, a me è molto caro. Per chi si fosse avvicinato per la prima volta a queste tematiche suggerisco le letture a tema nelle quali mesi orsono mi sono cimentato e che vedono Ableton Live! e l’iPad come protagonisti.

Orbene, se avete chiara “la concetta”, la puntata in oggetto è ancora incentrata su un’app di nuova concezione che consente di trasformare il vostro fido tablet di casa Cupertino in una vera e propria looping station, rendendolo un arma micidiale dal vivo, a patto di prenderci un po’ di confidenza.

Parliamo infatti di Quantiloop, ovverosia un’app che porta sull’iPad un looper a 4 tracce comandabile via midi assai versatile.

Di Antonio Antetomaso

Figura 1

Scopo dell’articolo è per l’appunto approfondire le caratteristiche di questo software allo scopo di sondarne l’efficacia, la semplicità d’uso, la stabilità e (se esistono) i possibili margini di miglioramento.

Partiamo con il ricordare brevemente cos’è un looper. Un looper è un aggeggio che è capace di catturare un frammento audio e di mandarlo in esecuzione ripetutamente, consentendo al musicista di suonarci su. Tipicamente disponibile sotto forma di pedale, è un oggetto spesso usato dai chitarristi (vedi Ed Sheeran) anche se le nuove tecnologie hanno fatto scoprire tale giocattolo anche a tastieristi e DJ: mi riferisco ad Ableton Live! con il suo arci-valido “Looper” e alle varie soluzioni per iPad sempre più integrate e sincronizzate con il mondo esterno.

Buonasera, Monsieur Martenot

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Software

Capitolo irrinunciabile della storia degli strumenti musicali del Novecento, l’Onde Martenot non si direbbe godere attualmente della popolarità di altri affascinanti strumenti pionieristici quali – a puro titolo di esempio – l’eterofono di Lev Sergeevič Termen o l’organo elettromeccanico di Laurens Hammond. Però, cercando con il lanternino…

Di Jacopo Mordenti

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… Qualcosa si trova. Qualcosa che, pur dovendo prescindere da quella specifica interazione fisica con lo strumento originale che non è affatto secondaria in termini di risultato, permette di farsi almeno un’idea di massima del funzionamento della creatura di Maurice Martenot: Vertigo Waves, un ensemble per Reaktor sviluppato – e distribuito gratuitamente: alleluja! – da Boscomac.

Case Study: Arturia MatrixBrute Analog Synthesizer – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un case study è un meccanismo per rinforzare la conoscenza di un determinato fenomeno. Useremo il soon to be reachable Arturia MatrixBrute per mettere a punto quanto è chiaro il funzionamento di un sintetizzatore analogico e, nell’analisi puntigliosa di quanto scritto sul manuale utente, per verificare se ogni possibile dubbio possa trovare – con l’esperienza diretta – una risposta univoca.

Di Enrico Cosimi

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Parliamo di esperienza diretta, perché appena terminato l’esaltante Festival di Sanremo, complice la cortesia di Midiware – importatore italiano Arturia – avremo a disposizione il MatrixBrute per una prova su strada e, last but not least, per il synth day torinese prossimo venturo. In questo modo, la sfida diventa doppia: cosa capiamo di una macchina, attraverso il “semplice” studio del manuale? Come riusciamo a confermare, o a negare, eventuali punti oscuri quando – finalmente – mettiamo le mani sull’apparecchio? Accendete la vostra lanterna, intabarratevi nel mantello pesante e partiamo per un’escursione notturna sulle oscure colline del MatrixBrute.