Moog Minitaur Rev 2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

Dopo aver riscritto le regole del synth bass, il Minitaur si rifà il look aggiungendo alle già entusiasmanti prestazioni una carrettata di interessanti novità che lo rendono ancora più desiderabile. L’apparecchio, che come botta è quello che più si avvicina ai picchi dinamici raggiungibili con il vecchio Model D, è ora in grado di memorizzare patches e dialoga con un editor nuovo di pacca.

Di Enrico Cosimi

La memorizzazione dei preset avviene previo trasferimento dei medesimi dall’editor (nuovo nuovo…) all’hardware; tenendo premuto il tastone Glide, si scrolla in avanti (con il tasto VCO 1) o all’indietro (con il tasto VCO 2) fino a raggiungere la timbrica desiderata; per uscire dalla modalità di scroll e riportare in linea l’intero pannello comandi, basta premere simultaneamente VCO 1 + 2 sempre con Glide abbassato.

SYNTHOGY IVORY II – WHAT DO YOU WHAT FROM YOUR PIANO?

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Oggetto di questo nuovo appuntamento insieme è l’analisi di uno dei “giganti” dell’ emulazione del piano acustico. Gigante in prima istanza per la quantità di campioni adoperata… capiremo insieme se gigante anche in termini di resa timbrica. Ivory II di casa Synthogy, nasce, appunto come evoluzione della versione 1.x del prodotto, disponibile sul mercato da almeno  5 anni e ormai fuori mercato. Quindi sostanzialmente un software ultra collaudato e che nel tempo ha subito notevoli miglioramenti.

Di Antonio Antetomaso

Dicevamo gigante, perché Ivory II viene venduto come un set di 11 DVD per un totale di 77 GB su disco solo per il pacchetto base, che copre l’emulazione di tre pianoforti celebri:

  •  Yamaha grand C
  • Bosendorfer imperial 290
  • Steinway model D

i3 DSP-Quattro v 4.2

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Recording, Software

Limitato alla sola piattaforma Mac, il potente editor audio prodotto da Stefano Daino è giunto alla nuova revisione che, oltre a correggere fastidiose seccature nella preview di elaborazione, incorpora nuove funzionalità per la gestione della creazione CD. Come di consueto, molti bulloni sono stati stretti e l’impatto d’insieme è dei migliori. L’agone degli editor audio è costantemente in ebollizione, ma la nuova 4.2 dovrebbe tenere per un discreto periodo.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Tra le nuove funzionalità, è possibile elencare: il comando di PreRoll, per semplificare le procedure di ingresso rec e play; la risoluzione di un seccante glitch sulla gestione della preview audio durante le operazioni di editing e applicazione dei comandi process; la balistica dei meter RMS è stata corretta ed è ora affidabile come deve essere.

La  sample rate può essere modificata facilmente all’atto della scrittura di file in salvataggio; la compatibilità con i plug-in terze parti è stata potenziata.

La costruzione dei CD è facilitata dalle possibilità di esportare layout di sample rate e bit depth a discrezione; anche l’integrazione con il formato MP3 è stata potenziata; durante l’esportazione audio, è visibile la durata complessiva del programma musicale.

Il programma supporta completamente Mac OsX 10.8.

 

 

Reactable Mobile

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Sviluppato in ambiente accademico, ma con più di un occhio aperto verso la produzione musicale militante, Reactable ha letteralmente scosso dalle fondamenta l’edificio della musica elettronica, dimostrando che è possibile divertirsi in maniera socialmente aggregativa anche quando si suona, si programma, si ascolta. Non che prima la musica elettronica fosse solo roba per barbosi professori in vena di spaccare capelli in quattro, ma – sicuramente – l’effetto visivo della performance su Reactable è insuperabile, specie quando il musicista ha una anche minima propensione all’intervento ritmato.  Lo scorso anno, nel più generale filone di iDevicing, anche Reactable è stato fatto migrare su iPhone/iPhad, per la gioia dei musicisti in movimento.

di Enrico Cosimi

Perché i musicisti dovrebbero essere felici di avere Reactable su iPad? Perchè la versione “statica” del sistema è più ingombrante di un timpano sinfonico, con un’enorme caldaia nella quale è alloggiato il videoproiettore e lo specchio a 45° che tiene in piedi tutto il sistema bidirezionale di comunicazione tra struttura e oggetti. La confusione sale? La mente vacilla? E’ il caso di rinfrescare velocemente i concetti di base.

C’era una volta il campionatore – Il necessaire del campionarolo

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

Fissiamo un obiettivo: dare in pasto al nostro campionatore delle forme d’onda semplici semplici, ovvero niente più delle canoniche dente di sega, quadra, triangolare pronte all’uso. Per fare ciò, come prima cosa acquisiremo dei campioni molto brevi in numero di due per ottava (DO e FA#), da C1 a C6; in secondo luogo tratteremo tali campioni per renderli quanto più funzionali possibile allo scopo; infine li assembleremo in tre multisamples direttamente all’interno del nostro campionatore.

di Jacopo Mordenti

La condicio sine qua non affinché la giostra si metta in moto è un oscillatore che ci fornisca il materiale di partenza: se è vero che di oscillatori (hardware o software) è pieno il mondo, è vero anche che non vogliamo fare la fine dell’asino di Buridano, perciò ci rivolgiamo baldanzosi a un prodotto software gratuito come Charlatan. Trattandosi di un VSTi, Charlatan richiede un programma che possa ospitarlo e – giustappunto – campionarlo: orientiamoci su VSTHost, che – bontà sua –  è a sua volta gratuito, non richiede istallazione e può fungere di fatto da recorder audio.

Apriamo Charlatan all’interno di VSTHost e programmiamolo in modo da far lavorare solo e soltanto OSC 2: nessun’altra generazione, nessun filtro, nessuna modulazione. Limitiamoci a scegliere la forma d’onda da cui partire (ad esempio la quadra) e a regolare il volume MASTER in modo che l’ampiezza del segnale prodotto da Charlatan non raggiunga lo 0.0 dB. A questo punto non dobbiamo fare altro che attivare il recorder audio di VSTHost (configurato magari per ottenere file mono) e suonare in punta di mouse, uno dietro l’altro, i DO e i FA# da C1 a C6: un’operazione che volendo si può automatizzare facendo riprodurre a VSTHost un apposito file MIDI precedentemente creato (ad esempio con VSTSeq).

Apriamo il file audio appena creato con un editor, ad esempio Wavosaur (magari in versione portable): il colpo d’occhio ci restituisce le undici note campionate, che dobbiamo separare fra loro in altrettanti file. Menù Tools > Slicing/Region > Auto slice region: non resta che selezionare una alla volta le varie aree (con un doppio clic al loro interno) e copiare & incollare in un nuovo file (che chiameremo, ad esempio, SQUARE C1, SQUARE F#1, SQUARE C2, ecc. ecc.).

Bene: undici file, undici campioni… ventidue punti di loop da trovare. Semplifichiamoci la vita e appoggiamoci a Endless Wav, avendo cura di intervenire su ogni campione con:

  • DC Filter e DC Offset, all’interno della voce Tools.
  • Normalizzazione, all’interno della voce Tools.
  • Ricerca automatica dei punti di loop, attraverso la funzione Adjust S+E (con algoritmo extra large) in Helper Search…. Da notare come tale ricerca non prescinda da un iniziale posizionamento manuale dei punti di Start e End all’interno del campione. Non solo: se l’algoritmo extra large non portasse a buoni risultati, nulla vieta di riposizionare Start e End e affidarsi a un altro algoritmo (dynamic piuttosto che short, ad esempio).
  • Specificazione della Root-Key (C1 corrisponde a 36, F#1 a 42, C2 a 48, e così via).
  • Specificazione della funzione Truncate at end.

Salvati di volta in volta gli undici file (prego notare la dimensione irrisoria che possono vantare a fine trattamento!), non ci resta che ripetere le operazioni fin qui descritte per le altre forme d’onda di Charlatan: dente di sega e triangolare. Una volta che avremo allestito il nostro bel gruzzoletto di campioni, sarà il momento di predisporre il loro traghettamento all’interno del nostro campionatore.

Quando il gioco si fa duro…

C’era una volta il campionatore – prima parte

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear, Software, Tutorial

C’era una volta… 

– Una super workstation da mille millanta euro! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un campionatore.
Non era una macchina di lusso – non più, certo – ma un semplice riempitivo per rack troppo sguarniti, di quelli che rimangono a prendere polvere nei negozi o che giacciono spenti negli studi.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo catafalco capitò nell’antro di un tastierista irrecuperabilmente testardo…

 

Con buona pace di Carlo Collodi, qui e ora un’improbabile fiaba sul campionatore potrebbe davvero avere un incipit simile. Perché diciamo le cose come stanno: protagonista di primissimo piano della produzione musicale fra Ottanta e Novanta, oggi il campionatore tende a essere percepito – e dunque utilizzato – alla stregua di un ingombrante residuato bellico.

di Jacopo Mordenti

MOTU annuncia Digital Performer 8

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Recording, Software

Performer è stato il primo MIDI Sequencer “serio” per Macintosh: dotato di infinite tracce MIDI, poneva il musicista professionista di fronte a una struttura liberamente configurabile in base alle proprie esigenze ed esperienze, con un controllo al quattrocento ottantesimo di quarto che, per l’epoca, coincideva con l’assoluta fantascienza.

Di Enrico Cosimi

Negli anni successivi, Performer è divenuto Digital, affiancando alle tracce MIDI anche la possibilità di gestire tracce Audio con tutte le funzionalità di editing tranquillamente diffuse nella comunità professionale. Oggi, è il turno di Digital Performer 8.

Camel Audio Alchemy 1.5

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Software

Quando si parla di Alchemy, il cuore del sound designer consapevole inizia a battere più forte: il potente pacchetto software ingloba, in un unico virtual synth, comportamenti sottrattivi, macro additivi, di risintesi, di sample playing e di trattamento/elaborazione audio-control. Insomma, un vero e proprio paradiso per quanti vogliano andare a caccia di timbriche non convenzionali. Oggi, Alchemy giunge alla versione 1.5.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Le migliorie sono interessanti: oltre a 1000 nuovi preset, che da soli possono diventare i compagni per mesi e mesi di esplorazioni sonore, è possibile elencare il nuovo browser potenziato – con il quale è più facire reperire la timbrica giusta per il comportamento giusto, la compatibilità iOs ready – per poter esportare il programma su un qualsiasi iDevice (un’accoppiata micidiale per l’acquisizione di segnali audio on the move e la loro elaborazione fuori dalle quattro mura del recording studio).

E’ stato implementato un nuovo algoritmo di pitch bend e aftertouch polifonico, con possibilità d’intervento sui quasi 5 Gb di campionamenti originali forniti come bundle al momento dell’acquisto.

 

 

Apogee Quartet

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Recording, Software

Apogee Quartet è un’interfaccia audio professionale USB 2.0 dotata di quattro ingressi e otto uscite analogiche, equipaggiate con tecnologia di conversione AD/DA Apogee, di sicuro pregio e funzionalità.

In aggiunta alle connessioni I/O analogiche, l’apparecchio – che può essere aggregato alla precedente Duet, offre una porta MIDI su connettore USB-A, interfaccia USB 2.0, ingresso digitale SDAT/SMUX, una uscita cuffia stereo.

Di Enrico Cosimi

Sul pannello frontale, ci sono due display OLED per la visualizzazione dei livelli audio, una manopola di controllo e sei touchpad per la selezione dei canali utili e dei livelli da regolare; tre touchpad assegnabili possono facilitare le opzioni di editing e controllo.

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