Drone event: tenere insieme il tutto

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

Come promesso, eccoci all’ultima parte di questo approfondimento droneggiante; fatte fuori le sorgenti sonore (prima parte) e i generatori/delay/looper ausiliari (seconda parte), è il turno degli effetti “globali”, quelli cioè che è possibile assegnare con relativa indiffferenza a qualsivoglia segnale si trovi per caso a transitare nel nostro mixaggio droneggiante. Di fondo, si tratta di riverberi per l’ambientazione o di trattamenti meat and potatoes, ma anche in questo caso, le sorprese possono arrivare inaspettate.

Di Enrico Cosimi

Un classico collante  per tutti i mixaggi è – come facilmente immaginabile – il riverbero; non è assolutamente questa la sede per affrontare i parametri che ne gestiscono il funzionamento… diciamo che, dopo aver tirato giù dalla soffitta il classico Lexicon PCM90, lo si può far cantare su un tradizionale algoritmo di concert hall nel quale si abbia avuto l’accortezza di tirare su livelli importanti i tempi di riverberazione e predelay. In questo caso, la veridicità della spazializzazione non è l’obiettivo principale.

Line 6 Key Mobile 25

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Le periferiche di controllo USB compliant sono fatte apposta per risolvere qualsiasi tipo di problema l’utente possa incontrare in fase di configurazione: passati (per fortuna) gli anni bui del OMS, delle configurazioni mandate avanti a calci e spintoni, oggi è finalmente possibile attaccare un cavo ed iniziare a lavorare senza problemi. Line 6 Key Mobile 25 non fa eccezione.

Di Enrico Cosimi

La linea Mobile Keys può lavorare su iOs (ovvero, per tutti gli idevice targati Apple), su Mac OsX e su PC; i due modelli disponibili – a 49 e 25 tasti – sono forniti di cavo dock per idevice e posseggono la canonica connessione USB per il collegamento al computer. Costruzione in plastica, leggera ma sufficientemente robusta, e disposizione logica dei (pochi) comandi le rendono particolarmente adatte ad un’utenza che vuole tenersi alla larga dai problemi. Dei due tagli a 2 e a 4 ottave, abbiamo provato il piccolo, e portatile, a 25 note.

Drone event: effetti, effetti e ancora effetti

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

Dopo aver archiviato l’argomento “sorgenti sonore”, è il momento di prendere in considerazione gli effetti con cui processare, arricchire o catturare in loop i segnali audio disponibili come materiale indifferenziato. Inutile dire che il punto debole di tutta la baracca è il tipo di mixer audio e, ovviamente, la quantità/qualità delle mandate aux simultaneamente disponibili.

Di Enrico Cosimi

Purtroppo, specie con le strutture di mixaggio analogico, tante ausiliarie corrispondono a tanti dobloni da spendere con le lacrime agli occhi; questo non esclude – specie per i musicisti più avventurosi e dotati di sangue freddo – che un qualsiasi virtual mix opportunamente gestito, meglio se controllato con un dummy fader box, può tranquillamente supplire alla bisogna.

Progettare un drone event: dalle fasi preliminari alla performance. Più o meno.

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Drone Department, Gear, Tutorial

La Drone Music ha delle regole (non scritte) abbastanza precise e prevede, per il suo svolgimento, la necessità di micro cambiamenti che spesso coincidono con la letargia. A differenza della normale produzione musicale elettronica, l’andamento drone è, per sua stessa definizione, “orizzontale” e privo di sviluppi ritmici… quantomeno, il ritmo (o il micro ritmo) non è la parte preliminare dell’impatto sonoro. Questo non significa che, nel punto di massimo climax esecutivo, non ci possano essere masse timbriche che si spostano, cozzano, si legano e contrastano tra loro in maniera “ritmica”, ma il tutto deve (o meglio, dovrebbe) lasciar un senso di naturale progressione nell’ascoltatore.

di Enrico Cosimi

Facile a dirsi, meno facile a farsi, specie se ci si lascia prendere la mano dall’oggettiva, illimitata, libertà operativa che qualsiasi applicativo da 10 euro offre oggi al compositore/sperimentatore. Per questo motivo, in occasione di un evento capitolino che ha visto alternarsi sul palco fenomenali macchine da guerra come la Ur.L.O. (Urbino Laptop Orchestra) e più intime configurazioni di musicisti, ci siamo divertiti a progettare e a varare un frozen drone concert che, per 17 lunghi minuti, ha seguito più o meno i dettami stilistici del genere.

Il software Nord C2D è disponibile anche per il Nord C2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Software

Come era giusto aspettarsi, vista la serietà della ditta produttrice e la natura “liquida” del software, tutte le modifiche, gli aggiornamenti e le migliorie apportare all’ultimo modello Nord C2D Drawbar Combo Organ sono oggi trasferibili sul precedente modello C2 che – seppur privo di fader/drawbar fisici – rimane comunque un eccellente clone elettrofonico.

Di Enrico Cosimi

ARTURIA ANALOG EXPERIENCE 49 THE LABORATORY – SECONDA PARTE

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear, Software

Ben ritrovati. Oggetto di questa seconda ed ultima puntata  è l’analisi della parte software, ovvero del motore di generazione sonora. Tale software, disponibile tanto su piattaforma Windows quanto su piattaforma OSX,  risponde al nome di “Analog laboratory” ed è fruibile sia in modalità standalone che in host presso una DAW (es. Logic o Cubase) compatibile con i protocolli AU, VST o RTAS.

Di Antonio Antetomaso

Per l’utilizzo è necessario essere in possesso del software eLicenser (lo stesso sistema di protezione di Cubase), meglio se corredato di una chiavetta hardware da portare sempre con sé e sulla quale trasferire la licenza. Installato e attivato il prodotto, esso cerca subito di rilevare la controparte hardware e si presenta con l’interfaccia in figura.

NEO Instruments Ventilator Rotary Cabinet Simulator

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Quando, nei lontani Anni ’40 dello scorso secolo, Don Leslie sviluppò il suo sistema di rotary speaker con cui arricchire il suono Hammond. non immaginava di condannare ai lavori forzati generazioni di roadies e musicisti che sarebbero stati obbligati a trascinare, dal furgone al palco e da casa in studio, gli enormi scatoloni marcati Leslie 122, 147 e 760…

Di Enrico Cosimi

Ancora non sapeva che, molti anni dopo, parecchi benemeriti sperimentatori avrebbero dotato i tastieristi di una lunga serie di rotary speaker simulator, con cui riprodurre – a diversi livelli di fedeltà – il comportamento del cabinet rotante senza subire pesi e dimensioni. Neo Instruments Ventilator è l’ultimo di questa generazione di cloni.

Behringer TRUTH B1031A & 1030A

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear, Recording

Molti di noi hanno iniziato a farsi i denti mixando o registrando sui monitor biamplificati Behringer TRUTH, in un periodo in cui erano – di fatto – l’unica alternativa realmente economica a progetti che costavano parecchi soldoni. Dopo diversi anni, e dopo svariate conferme di affidabilità, i modelli TRUTH raggiungono un nuovo stadio di aggiornamento (e di prezzo) che rende ancora più interessante l’offerta.

Ripeto quindi sono. I sequencer “cartesiani”

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Uno step sequencer, da che Buchla è Buchla (simpatico terminus post quem…) nasce, vive e sopravvive principalmente per ripetere quasi all’infinito un determinato numero di step precedentemente programmati; il contenuto degli step e la destinazione dei medesimi – parametri lasciati a discrezione del musicista – fanno la differenza nei confronti del risultato finale. Ma, a parte qualche piccola variazione geografica, in tutto il mondo il sistema è piacevolmente prevedibile e ricorrente. Fino a che non entrano nel campo visivo i cosidetti “sequencer cartesiani”.

Di Enrico Cosimi

Con questo neologismo, si intende un numero (invero) ristretto di realizzazioni commerciali che basano la propria natura di sequencer analogico non più sul semplice tragitto/lettura di step unidimensionale da sinistra verso destra (o, a scelta, da destra verso sinistra), ma permettono al musicista un’organizzazione a matrice che garantisce la navigazione tanto da sinistra verso destra e viceversa (asse orizzontale X), quanto dall’alto in basso e viceversa (asse verticale Y), recuperando quindi la ben nota definizione dello spazio cartesiano che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare (o a temere, a seconda delle attitudini personali) durante i lontani giorni delle scuole  medie…

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