Nord Electro 4HP e Nord Electro 4D: colpo doppio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’agone delle stage keyboard – degli strumenti concepiti appositamente per risolvere i problemi più comuni dal vivo (piano, organo, piccole parti di sint…) si arricchisce di un nuovo contentente, o meglio della nuova versione di un micidiale contendente che ha già dettato parecchie regole del gioco. Ma è proprio vero che la novità è una sola? In realtà, è una doppia novità…Stiamo parlando del Nord Electro 4HP e del nuovo Nord Electro 4D.

Di Enrico Cosimi

Partiamo dal modello 4HP Come è facile immaginare, l’intera operazione è concentrata sull’allargamento delle capacità simultanee, non su un (ben più costoso) arricchimento hardware; non ci sono quindi gli slider/drawbar che fanno la differenza nel C2D, ma – ancora – i piedaggi della clonazione hammond sono regolabili attraverso le nove file di nove led dei virtual drawbar.

Vediamo i particolari.

Nord Electro 4Hp offre polifonia completa per la parte di Organ, nove drawbar virtuali a led, un nuovo motore di sintesi per la modellazione del generatore a ruote foniche, del key click e – attenzione – del nuovo Leslie 122. Sono ancora disponibili i modelli Farfisa e Vox già disponibili nella versione precedente.

La sezione Piano offre ora 380 Mb (contro i 180 di prima) per la memoria caricabile dall’utente; la polifonia è pari a 40/60 voci stereo/mono, la sample library vera e propria è stata espansa a 128 Mb (contro il 68 di prima); la polifonia sample è rimasta a 15 voci.

La sezione effetti 1 e 2 è rimasta identica, con le due famiglie che comprendono: pan, tremolo, auto wha, pedal wah, ring mod, phaser, flanger, chorus, stereo delay con tap tempo e ping pong. In aggiunta, c’è il nuovo simulatore Leslie 122, che si affianca ai già presenti Twin, CJ, Small e Compressor. Cinque algoritmi di riverbero, alternativi all’impiego del delay.

La tastiera è la Hammer Action portable keyboard a 73 note (mi-mi).

Finalmente, l’apparecchio supporta il MIDI Over USB, permettendo così la connessione diretta con il computer per la programmazione ed il playback delle sequenze.

Il modello 4D è dotato di drawbar fisici, cioè di potenziometri incastonati nella plancia comandi che, supportati da una serie di nove cappucci sagomati in plastica, possono essere usati come drawbar veri e propri.

Oltre all’intero corredo – polifonia completa, nuovo modello Leslie 122, nuovo key click, nuovo motore di sintesi, ci sono anche la string resonance e il long release per il campionamento di stereo piano.

Not bad!!

 

 

Tags: , , , ,

Trackback from your site.

Comments (9)

  • Antonio Antetomaso

    |

    si ma…..la memoria non è ancora espandibile….e il popolo piange!!

    (disse la volpe guardando l’uva 😉 )

    Reply

  • Saverio Paiella

    |

    infatti nell’era delle memorie usb, degli hd portatili e delle schede di ogni capienza e fattura..che gli costa (domanda retorica) !?!? così uno potrebbe caricare tutti i sample che vuole invece che dire questo lo lascio/questo lo cancello ecc ecc

    Reply

    • Antonio Antetomaso

      |

      Avendo il NE3 e avendo già rosicato a sufficienza per quanto è poca la memoria a disposizione ho fatto delle ricerche…sembra siano delle memorie ad accesso particolarmente veloce e di costo elevato. Da quello che ho capito sembra che le performance di una normale memoria micro SD o SD ad esempio non siano sufficienti. Questo spiegherebbe i costi…la domanda è:” Considerato che con un HD USB 3.0 ci faccio streaming di campioni da un virtual instrument di piano senza la benchè minima latenza…è davvero necessaria tutta questa velocità, considerato che siamo in hardware e non a software e che le dimensioni dei vostri campioni sono notevolmente inferiori a quelle di un virtual instrument sample based come può essere Ivory ad esempio?”. Boh..Mi sembra tanto lo stesso motivo per cui la Apple non rilascia le mappe 3D e i comandi vocali su devices inferiori all’iPhone 4S….

      Reply

  • synthy

    |

    Sulla questione delle memorie ne parlavo qualche settimana fa con Riccardo Gerbi (strumenti musicali e tecniche nuove) e il problema sembrerebbe il seguente:
    le memorie usate sono delle flash ram e sono di conseguenza lente mentre gli utenti vogliono caricare tutti i suoni e programmi in pochi secondi.
    Se ne evince che se il produttore utilizzasse 2 giga di flash ram il caricamento delle suddette impiegherebbe non credo ore ma un tempo significativo e l’utente si lamenterebbe del prodotto e probabilmente il feedback sui network dedicati farebbe deviare l’attenzione verso altri prodotti (e come logica commerciale non fa una piega).
    Quindi ora abbiamo clavia che arriva al massimo a 512 Mb, e io ricordo che caricare i 128 Mb del nord stage 1 impiegava non poco tempo.
    Sicuramente voi come anche me medesimo pensate che si possa buttare via anche un’ora a caricare la flash ram, e poi avremo tutto li dentro e saremmo contenti, ma pensate un pò che il grosso degli acquirenti sono ragazzetti che ogni settimana si divertono a caricare campioni di ogni taglia e tipo: sarebbe una pletora di lamenti.
    e dulcis in fundo, giusto per ampliare gli orizzonti commerciali della speculazione di marketing, se consideriamo che tra noi c’è chi schifa il voyager perchè non ha la botta del miniD ma si lamenta che portare in giro la botta del GRP A8 è scomodo sconveniente costoso ed inutile…ho detto tutto sulla natura umana.

    Reply

    • Antonio Antetomaso

      |

      Mah….continuo ad essere perplesso. Posso capire che la memoria interna sia preferibile lasciare quella ad accesso ultra rapido…ma mettimi un cavolo di slot micro SD…poi scelgo io se caricare velocemente avendo pochi suoni o impiegare un’ora una tantum per avere su una memoria estraibile tutta la Nord Piano Library e la Sample Library.
      E poi mi pare di capire che il problema sia solo di inserimento dei suoni, non di caricamento dei singoli preset a runtime…quindi….

      Reply

  • synthy

    |

    sono d’accordo con te Antonio, ma come dicevo NOI ci piacerebbe assaje, l’utenza media che fa molto maggioranza non credo. poi boh, scrissi a clavia un paio di anni fa chiedendo il perchè ma non si sono degnati di uno straccio di commento…boh.

    Reply

    • synthy

      |

      Enrico, tu che conosci meglio de noi altri le filosofie commerciali, dicci che ne pensi, porta la luce (anche un’abatjour) in questo campo oscuro

      Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    ho il sospetto che Nord sia ATTENTISSIMA a non disperdere neppure un centesimo di risorse su strade che non garantiscano numeri di assoluto rispetto – da questo punto di vista, per loro è più facile far transitare tutto attraverso USB (che è già sviluppato e pagato…), piuttosto che pagare ANCHE uno slot SD con tutte le conseguenze sull’hardware

    sarebbe bello poter avere anche lo slot, ma per loro è solo un costo aggiuntivo; se pensi che il rinomato pitch stick, di fatto, è un modo per risparmiare un potenziometro utilizzando solo una lamina di acciaio armonico e due flussometri smd…. :-))))

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    magari, ti mettono lo slot SD e ti levano USB… :-)

    Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *