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XILS-lab PolyM Polymoog Soft Synth

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Nel 1975, in pieno furore analogico, Moog Music mise in cantiere un ambizioso progetto di struttura performativa composta da un sistema di pedaliera (Taurus), un sistema polifonico a cinque ottave, con dinamica di tastiera (Apollo) e un sistema monofonico a quattro ottave, sempre dinamico (Lyra); l’insieme, che si sarebbe dovuto chiamare Constellation, non vide mai la luce se non in forma prototipale. I fan di Emerson, Lake & Palmer, lo ricorderanno nel periodo delle grandi tournee post-Brain Salad Surgery.

Di Enrico Cosimi

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Il Lyra Solo Synthesizer era un monofonico dotato di tre oscillatori particolarmente stabili, tastiera sensibile alla dinamica; buona parte della sua tecnologia è passata nei successivi MicroMoog e MultiMoog. Come già segnalato in precedenza, il suo suono è ascoltabile in tutte le parti live obbligate in Karn Evil 9 prima e terza impressione.  Il Taurus Pedal Synthesizer è sopravvissuto alla struttura Constellation ed ha avuto tre diverse incarnazioni che lo hanno fatto apprezzare a generazioni e generazioni di musicisti Prog.

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Il modello Apollo Polyphonic Synthesizer offriva polifonia completa, quattro preset timbrici pronti all’uso (con pianoforte elettrico e voce), comportamento dinamico e un ridotto numero di comandi. Buona parte della tecnologia Apollo venne utilizzata nel Polymoog ingegnerizzato da David Luce (recentemente scomparso). Oggi, XILS Lab ha rimodellato il polifonico Moog in tutta la sua peculiarità timbrica.

Fine produzione per il Moog Minimoog Model D

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Era partita, lo scorso anno, come un’avventura da primato: ricostruire il monofonico più iconico degli Anni 70, convincendo i produttori originali a rimettere in piedi linee di costruzione per componenti ritenuti obsoleti… Dopo la prima pilot series di 20 strumenti, i Minimoog Model D produzione 2016 hanno continuato a macinare numeri su numeri – nella scala di dimensioni di uno strumento analogico interamente costruito a mano su quattro postazioni simultanee. Ieri, dopo un anno vissuto saldando, Moog ha annunciato la fine del periodo di produzione. Ora, per la seconda volta, il Minimoog è storia.

Di Enrico Cosimi

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In questo anno, ne sono stati prodotti più di 2000, attingendo alle comunque significative riserve di componenti originali – che rimangono disponibili per il servicing degli apparecchi. Molto è stato detto sulle nuove caratteristiche aggiunte, in maniera discreta e rispettosa, al design originale dell’apparecchio. Di fondo, da prove A/B, il Minimoog Model D del 1971 suona come il Minimoog Model D del 2016. Punto.

Arturia BeatStep Pro Firmware Update 2.0

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Il BeatStep Pro è un potente controller che integra, in un’unica superficie, due sequencer melodici monofonici e un drum sequencer a sedici note, con otto uscite di Gate analogico ed estese possibilità di collegamento multi standard MIDI, USB, analog CV/Gate, Sync. Recentemente, Arturia ha licenziato la revisione 2.0, che fornisce alla macchina diversi assi nella manica desunti dalle recenti esperienze con la DrumBrute e con gli altri prodotti hardware in catalogo.

Di Enrico Cosimi

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C’è parecchia carne al fuoco.

Drum Sequencer: ora ha il modo poliritmico 

Come per la DrumBrute, ogni linea di sequenza ritmica nella sezione Drum (ce ne sono 16, otto dotate di connessione Gate analogica) può avere una lunghezza in Step indipendente dalle altre. In questo modo, la polimetria arriva anche dentro al BeatStep Pro.

Per attivare il modo polyrhythm, è necessario selezionare il [DRUM] Sequencer, tenere premuto il tasto [SHIFT] e premere lo Step Button #16. (Esattamente come nella DrumBrute…). Poi, traccia per traccia, dopo aver selezionato la traccia desiderata, si tiene premuto il bottone [LST STEP] e si sceglie la lunghezza desiderata premendo il tasto Step # di numero corrispondente. 

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Miglioramenti sulla Touch Strip

Con un dito sulla Touch Strip, se si preme uno qualsiasi dei pad dinamici si innesca l’auto ripetizione di una porzione di pattern a diverse risoluzioni ritmiche (tanto per i due SEQ melodici che per il DRUM Sequencer).

Per attivare il nuovo Roller/Arpeggio Mode, è necessario andare in [CONTROL] Mode, tenere premuto il tasto [SHIFT] e premere lo Step #9. Il settaggio è comune a tutte e tre le sequenze; la risoluzione ritmica si cambia spostando la posizione del dito lungo la striscia Roller/Looper. 

Pattern Chaining: ora, si salvano le Chain

Dentro BeatStep Pro, si possono organizzare 16 Chain di Pattern; ciascuna di esse può contenere fino a 16 scene/pattern con ripetizioni arbitrarie. Ora, a grande richiesta, le Chain configurate possono essere salvate e recuperate in seguito.

Occorre entrare nel modo Scene attraverso il software Arturia MIDI Control Center, scaricabile a gratis dal sito Arturia. Si deve cliccare sulla tab “Device Setting” e, nella sezione dei parametri “Global”, è necessario accendere in “On” il modo Scene.

Per creare una Pattern Chain, è necessario: premere [SHIFT] più uno dei tre tasti di sequenza [SEQUENCE 1], [SEQUENCE 2] o [DRUM]; premere uno qualsiasi dei tasti Step # e organizzare nell’ordine desiderato la catena di pattern richiamabili attraverso i 16 tasti. 

Per salvare la Scena, occorre: selezionare [CONTROL MODE], tenere in hold il tasto [SAVE], premere uno dei sedici tasti Step # per selezionare lo slot nel quale salvare il tutto. 

Per caricare una Scena, andare in [CONTROL MODE] e premere uno dei tasti Step # per scegliere quale scena caricare. 

Octave Randomization

Si abilita attraverso parametro Randomness e permette di spostare casualmente l’intonazione degli step su e giù per diverse ottave. Il parametro è attivabile indipendentemente sulle due sequenze melodiche.

Occorre entrare nel MIDI Control Center, raggiungere la pagina “Device Settings” e accendere ai parametri Seq 1 (o Seq 2) Randomize Octave.

Pad-based Step Edition

Invece di editare gli Step di sequenza uno per volta, ora si può tenere premuto un tastone pad per definire l’intonazione e schiacciare tutti gli Step che devono eseguire proprio quella intonazione.

Compatibilità con Volca

Da ora, ogni traccia della sezione [DRUM] può trasmettere su un canale MIDI indipendente, in modo da poter raggiungere i diversi suoni contenuti – ad esempio – nel Volca Sample. In più, è stato aggiunto un nuovo coefficiente di densità sync che garantisce il perfetto allineamento ritmico tra BeatStep Pro e Volca.

Occorre entrare nel MIDI Control Center, selezionare la pagina “Device Settings”, raggiungere la sezione “Sync” e impostare il valore “2PPQ (KORG)” per il parametro “Clock IN/OUT Settings”. 

La scelta dei singoli canali MIDI di traccia è più in basso nella stessa pagina, all’interno della sezione “Custom”. 

Altri miglioramenti

Le uscite CV Velocity possono essere riscalate indipendentemente per le due sequenze melodiche usando un coefficiente variabile tra 1 e 10; in questo modo, è più facile trovare il range di key vel giusto per gli apparecchi collegati al BeatStep Pro.

Quando si usa il Looper tenendo un dito premuto sulla strip conduttiva, si può variare il punto di partenza della ripetizione premendo lo Step # dal quale si vuole iniiziare (funziona così anche sulla DrumBrute, anche se pochi ci hanno fatto caso…).

Si possono cancellare individualmente le singole tracce della Drum Sequence tenendo premuto il tasto [SHIFT] con il tssto Step # 2 e poi premendo il pad corrispondente al suono/traccia che si vuole uccidere.

Ora, la Drum Sequence può memorizzare step legati in tie mode per triggerare accuratamente alcuni sample percussivi.

Il Global Tempo Mode può essere sintonizzato per mantenere la stessa velocità anche durante i cambi di preset.

Il jitter ritmico è stato eliminato.

Qui, potete scaricare una Cheat Sheet che raccoglie e riunisce tutte le scorciatoie e le combinazioni di tasti necessarie a raggiungere le funzioni di porgrammazione.

 

MAG Organ

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Da tempo, Massimo Ghirardi sta riscrivendo diversi parametri che, ormai dati per scontati, tengono in piedi il mondo che ruota attorno ai cloni Hammond e, in generale, agli organi doppio manuale da cinque ottave. I suoi strumenti, commercializzati sotto il marchio MAG Organ, usano una potente FPGA programmata in Germania e già oggetto di interesse da parte nostra. A fronte di tre modelli (un manuale, due manuali, due manuali con ottava preset) disponibili, i suoi strumenti hanno fatto breccia presso la top series degli utilizzatori; un nome per tutti: Don Airey dei Deep Purple. Abbiamo avuto modo di ascoltare il MAG Organ in occasione della recente giornata demo, ospitata da Your Music a Roma.

Di Enrico Cosimi

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I tre modelli, dicevamo, hanno identico cuore sonoro e differiscono per configurazione dei manuali: la versione più semplice è a singolo manuale cinque ottave, utile per il tastierista rock che voglia accesso ai drawbar, ma che non necessiti delle comodità esecutive del doppio manuale; immediatamente sopra, la versione upper/lower con cinque ottave secche offre un’ottima trasportabilità (manca l’ottava extra per il richiamo dei preset) a fronte di una dotazione standard di drawbar e controlli dedicati. Il modello top, quello qui sopra, ha l’ottava in più per il recall veloce dei preset e, ovviamente, ha dimensioni maggiori.

Sintesi modulare 03 – I controlli Verbos

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Chiudiamo la nostra navigazione Verbos affrontando i generatori di controllo.

Di Enrico Cosimi

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Controlli

Rozzamente, tutto quello che non è generazione e non è modifica è controllo. Ovviamente, con le debite cautele. L’impostazione Verbos paga fino in fondo il debito con Buchla, offrendo riletture significative dei classici comportamenti Source of Uncertainty e paga un tributo agli inviluppi loopable. In aggiunta, non mancano realizzazioni originali di sofisticata configurazione.

Roland SE-02 Analog Synthesizer

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La notizia è di quelle bomba: Roland, in collaborazione con Studio Electronics, commercializza un monofonico tre oscillatori all’interno del suo format Boutique Series. Niente più modellazione fisica, niente artifici DSP… pure analog dal primo all’ultimo condensatore.

Di Enrico Cosimi

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Non è la prima volta, in questa generazione, che Roland ricorre all’expertise esterno per mettere in catalogo materiale di pronto impatto (basterebbe pensare ai moduli della Series 500, realizzati in collaborazione con Malekko), ma è la prima volta che ad un prezzo appena inferiore alla soglia psicologica dei 500 euro, vengono offerti tre oscillatori, filtri, modulazioni dense, inviluppi, step sequencer con memorizzazione dei parametri, memorie di bordo e delay sincronizzabile. L’aria di famiglia è quella in stile Model D, ma a differenza di altre clonazioni annunciate a Berlilno, questa volta ci sono le memorie, il sequencer, i parametri mappati e diversi giri di modulazione che, semplicemente, lo rendono uno strumento oltre la semplice emulazione dell’iconico Minimoog.

Sintesi modulare 02 – I trattamenti Verbos

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Continuiamo con la nostra carrellata di possibili comportamenti estraibili da una struttura Euro Rack volutamente mono marca. Questa volta, è il turno dei trattamenti audio Verbos Electronic.

Di Enrico Cosimi

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Trattamenti audio

Al pari della generazione, anche il trattamento di segnale assume connotazioni diverse a seconda della scuola di pensiero adottata dal costruttore: chi afferisce alla “scuola Moog” offre di solito filtri energicamente attivi, oscillatori ricchi di armoniche e… poco altro. Chi, invece, segue la “scuola Buchla” lavora con oscillatori complessi e, a confronto, filtri Lopass meno seletttivi, spostando la complessità del segnale sulla generazione sonora.

Sintesi modulare 01 – Le sorgenti Verbos

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Quando il mondo era più giovane, e i dinosauri regnavano sulla terra, configurare il proprio sistema modulare era semplice: gli oscillatori oscillavano, i filtri filtravano e – fatte salve le solite differenze tra californiani e newyorkesi, ogni cosa andava facilmente al proprio posto. Poi, dopo una glaciazione particolarmente funesta, piombarono sulla terra i fabbricanti Euro Rack, e la pace finì…

Di Enrico Cosimi

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Le cose hanno iniziato a diventare sempre più confuse quando, attirati dall’ampiezza del bacino d’utenza, sempre più costruttori hanno fagocitato e rigurgitato concetti eterogenei sulla costruzione modulare, mischiando ogni cosa in un calderone tanto entusiasmante quanto potenzialmente portatore di confusione: specie se l’utente ha poca esperienza, specie se si avvicina per la prima volta alla sintesi modulare con la testa piena di discorsi lurkati sui classici luoghi di aggregazione sociali, è facile cadere nelle trappole tecnologiche disseminate nel catalogo analogico.

In questi incontri, con cadenza volutamente non regolare, cercheremo di mettere a fuoco alcuni problemi della sintesi e della configurazione, prendendo a spunto le condizioni virtuali di configurazione monotematica o, se preferite, di configurazione mono marca. Immaginate un mondo nel quale esista, come nel 1995, un unico fabbricante Euro Rack e, all’interno del suo catalogo, immaginate di dover spremere tutto il possibile dall’offerta dei suoi moduli.

Il primo cliente è Verbos Electronic, creatura di Mark Verbos.

Reaktor 6 Blocks 1.3 – Kodiak Family

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Per certi versi, l’aggiornamento 6.xx di Reaktor ha deluso i fan sfegatati che si aspettavano una vera rivoluzione: considerabile più come un general revamping del sistema, la versione 6.xx ha avuto l’innegabile merito di introdurre il concetto di Blocks, un livello intermedio tra Primary Level Module, Macro e Instrument che, per certi versi facilita e complica la vita del programmatore. Recentemente, Native Instruments ha annunciato un incremento di opzioni con l’introduzione del gruppo Kodiak di Blocks dedicati alla programmazione.

Di Enrico Cosimi

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Le informazioni sono ancora parziali,  ma è già possibile presentare i componenti principali.

Moog Music Subsequent 37 CV

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Era nell’aria da tempo e, superata la fine dell’embargo – coincidente con l’inizio del MoogFest, arrivtano le prime informazioni sul nuovo sintetizzatore Moog destinato a prendere il posto che, finora, il Sub 37 aveva occupato in catalogo.

Di Enrico Cosimi

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Il Subsequent 37 CV è una versione particolare del futuro Subsequent, che andrà a regime – rispettando tutte le classiche variazioni Tribute/Stage già sperimentate (quindi, fianchetti in resina al posto del legno, pannello chiaro invece che nero, eccetera). La versione Subsequent 37 CV è dotata di sei uscite analogiche per la trasmissione di quattro tensioni CV e due tensioni Gate liberamente indirizzabili dal musicista, scegliendo tra quelle generate internamente al corredo di modulazioni di bordo.