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NOISECOLLECTIVE Open Day

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NOISECOLLECTIVE l’associazione culturale che cura gli eventi ‘SYNTH MEETING’ e ‘MOD’ organizza il primo OPEN DAY, il prossimo Sabato 10 Dicembre, per presentare le attività previste per il 2017 e per avviare la campagna tesseramenti 2017.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

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Programma
16.00 – 16.15 : Presentazione Associazione e programma 2017
16.15 – 18.00 : Musica Concreta e Campionamento con Alessandro CardinaleGiorgio Sandrone e Alessandro Ciola di In.Sintesi
18.00 – 20.00 : Dal Clavioline dei Beatles al Prophet5 The Golden Synth Era con Felice Manzo di L.E.M.I.

I cloni Cyclone

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Con una politica particolarmente aggressiva, il marchio Cyclone ha attirato l’attenzione dei musicisti elettronici proponendo una versione esteticamente tale e quale della famosa TB-303 Bassline. Il modello BassBot ha dimostrato, in questo modo, di poter assomigliare non solo timbricamente, ma anche esteticamente, all’ormai pressochè introvabile strumento originale Roland. Successivamente, sono arrivati i cloni 606 e CR-68; oggi, l’offerta è interessante per prestazioni e rapporto Q/P.

Di Enrico Cosimi

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Il modello Cyclone Analogic TT-78 Beat Bot è l’ultimo arrivato e, pur non offrendo l’inconfondibile costruzione cubica dell’apparecchio originale, recupera in toto le timbriche analogiche della Roland CR-78 (una delle prime drum machine analogiche con parziali capacità di memorizzazione ritmica – potete ascoltarla dentro In the air tonight di Phil Collins…).

Arturia Minilab Mk II

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Dopo la buona affermazione della Minilab originale, Arturia propone una versione aggiornata, per certi versi beatsteppizzata, del loro controller multifunzione; ML II fornisce due ottave di tastiera dinamica, non sensibile all’aftertouch, due controller capacitivi preconfigurati per lavorare come bend e modulation, otto pad sensibili alla dinamica e sedici encoder (due dei quali utilizzabili con click di conferma). Il tutto attraverso esclusiva connessione USB.

Di Enrico Cosimi

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L’apparecchio viene fornito in bundle con 500 suoni estratti da Analog Lab, più Ableton Live Lite, più UVI Grand Piano Model D (in senso di Steinway, non Moog…); tralasciando le facili ironie sull’opportunità di pilotare uno Steinway attraverso le due ottave di tastiera passo slim, archiviamo velocemente i tre programmi  – sono ben noti da tempo – e concentriamoci sulle funzioni di controllo offerte dalla ML MkII.

Waldorf KB37

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Quando il cabinet euro rack incontra la master keyboard. Waldorf si è mossa, a piccoli passi, nel campo Euro Rack producendo un numero ristretto di moduli esoterici che utilizzano – in parte – il know how messo a punto per i loro apparecchi commerciali. Annunciata lo scorso anno, è ora finalmente disponibile la KB37, una tastiera dinamica a tre ottave, sensibile anche all’aftertouch, inserita all’interno di un vero e proprio cabinet Euro Rack con alimentazione e normalizzazione dei segnali più indispensabili (audio, MIDI, USB, CV/Gate, eccetera).

Di Enrico Cosimi

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La costruzione è robusta, come tradizione Waldorf e, pur non mancando piccoli peccatucci di gioventù, l’apparecchio può rappresentare una valida alternativa a tutte quelle condizioni operative ove sia necessario portarsi appresso un sistema altamente configurabile, di ridotte dimensioni ma espandibili attraverso un cabinet hardware aggiuntivo che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) fornire altro spazio d’installazione.

AION MODULAR trasferisce Moog in formato Euro Rack

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La collaborazione tra Aion Modular e Club Of The Knobs continua a produrre frutti succosi. Dopo aver dimostrato ampiamente di sapersela cavare tanto con progetti originali, quanto con eleganti clonazioni Moog, Kazike from COTK ha fornito expertise e collaborazione al team Aion per proseguire con la realizzazione di moduli Euro Rack contenenti riedizioini di originali circuiti analogici Moog.

Di Enrico Cosimi

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Ci eravamo occupati a suo tempo delle prime uscite relative all’oscillatore full range 921 e al low pass filter 904A, ora il catalogo si allarga, fino a coprire tutte le necessità essenziali della sintesi sottrattiva tradizioinale in formato E.R.; specie considerando come il 921 possa funzionare tanto da sorgente quanto da modulatore, è facile immaginare più di una elegante configurazione interamente realizzata in ambito Aion.

Roma Modulare

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Si è tenuto, la scorsa settimana, il periodico appuntamento con Roma Modulare organizzato da Killing Toys Roma in collaborazione con Funky Junk. Hanno partecipato tutti i più importanti e attivi produttori di modulari Euro Rack e di materiale afferente allo standard elettromeccanico, cabinet eccetera. Bella gente, buone vibrazioni, un sacco di tentazioni sintetiche.
Di Enrico Cosimi

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Di seguito, una galleria di immagini catturate tra un centerbe e un lambrusco (no kiddin’).

Qu-Bit Rhythm Pattern Generator

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Da qualche tempo, Qu-Bit ci sta abituano ad una serie di moduli a quadruplice funzione: prima il generatore Chord per gestione automatizzata della polifonia, poi il qadruplo lettore di file audio, con micro SD Card Reader, ora è il turno di Rhythm, un generatore di trigger pattern presettati ma non troppo, che possono essere utilizzati per realizzare con poca fatica interessanti incastri ritmici.  Come al solito, la compulsione alla critica-a-testa-bassa può partire innescata dal “eh, ma non posso scrivere il mio pattern meraviglioso…”; niente paura: i pattern contenuti all’interno di Rhythm sono sufficientemente divertenti per consentire a chiunque di esprimere al meglio la musica che ha dentro.

DI Enrico Cosimi

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Largo 28 HP, il modulo assorbe 186 mA dal +12V… e basta (niente carico sul -12V, niente carico sul +5V); quattro fori ne permettono il fissaggio alle rails del cabinet – le forature sono precise e, in certi casi, troppa precisione può risultare contro producente (specie se i vicini di cabinet sono stati prodotti con minor attenzione alle specifiche Euro Rack standard)… compatibilmente con il look corporate, non sarebbe male tranquillizzare l’utente adottando le forature asolate.

Cirocco CMS2607: la rilettura di un classico

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Nella comunità degli utenti elettronici high-end, il nome di Phil Cirocco non ha bisogno di presentazioni; attivo da tanto come tecnico riparatore (prima) e come costruttore di sofisticati sistemi modulari (dopo), ha recentemente presentato una propria “edizione personalizzata” del grande classico ARP 2600, rivisitata alla luce delle proprie esperienze e delle altrettanto classiche “debolezze” del design originale. Il nuovo CMS 2607si conferma – come il resto della produzione Cirocco – un oggetto di grande classe, costo elitario, prestazioni allo stato dell’arte.

Di Enrico Cosimi

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Sul perché ripescare un classico come il vecchio ARP 2600, si potrebbe discutere a lungo; del resto, in questo periodo, c’è stato più di un segnale della tendenza al ritorno Seventies e (dopo Odyssey, MS-20, Model D, eccetera), non ci si deve stupire se chi come Cirocco da sempre attento alle problematiche ARP si sia tuffato a testa bassa nel ricco piatto.

KORG Monologue Analog Synthesizer

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Dopo la notevole affermazione del polifonico analogico Minilogue, KORG rilancia con la versione semplificata – ma per certi versi, potenziata – denominata Monologue.

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Di Enrico Cosimi

Embargata fino ad oggi, la versione monofonica offre una dotazione lievemente ridotta di controlli voce, con in più la possibilità di avere accesso immediato ai sedici step di sequenza; come nel precedente modello polifonico, la sequenza cattura note con articolazione On/Off, memorizza quattro livelli di Motion Recording assegnabili ad altrettanti parametri di pannello, prevede anche la capacità di scrivere Slide On/Off per i più classici groove in versione Bassline.

Qualche riflessione su Arturia DrumBrute – Ultima parte

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Ora, parliamo del suono. Ogni volta che il mercato propone un nuovo strumento basato su tecnologia evoluta, c’è una grande massa di utenti che spera di trovare in esso la soluzione di tutti i propri problemi, compresa la varietà timbrica e la possibilità di fare a meno – definitivamente – di qualsiasi altro hardware precedentemente desiderato. È facile immaginare come questa sia una pia illusione destinata alla costante, e ricorrente, frustrazione; detto molto semplicemente: lo strumento perfetto, lo strumento che risolve tutti i problemi non esiste e – probabilmente – non esisterà mai. Ogni macchina incarna infatti visione e obiettivi del proprio creatore: anche se esiste un patrimonio di competenze e di prestazioni che, dopo decenni, diventano standard irrinunciabili, ogni progettista riversa nel proprio prodotto le aspirazioni e preferenze individuali che (auspicabilmente) rendono il suo strumento unico e alternativo.

Di Enrico Cosimi

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È il caso delle timbriche presenti all’interno della DrumBrute: prima ancora che fosse disponibile un esemplare per qualsiasi forma di ascolto, prima che su YouTube circolasse il minimo contributo video sul quale farsi una – fallace – opinione, in rete circolavano opinioni, proiezioni e discussioni basate più sulla concretizzazione dei propri desideri che sulla realtà circuitale dell’apparecchio.