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Il ritorno della Sintesi Linear Arythmetic. Roland D-05

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Recentemente, in occasione del trentennale, Roland ha annunciato la commercializzazione del nuovo D-05 Linear Synthesizer che, sfruttando gli standard elettromeccanici della Boutique Series, riproduce le caratteristiche operative della storica Linear Arithmetic Synthesis pionierizzata, appunto, nel 1987 con il modello D-50.

Di Enrico Cosimi

roland D-05

Dopo il primo annuncio, l’aspettativa è cresciuta significativamente anche se, come sempre per ogni fenomeno che – a suo tempo – aveva monopolizzato il mondo della produzione elettronica, le opinioni sono equamente divise tra desiderio incontrastabile e perplessità per il ritorno di alcune abusate timbriche ormai iconiche. I più giovani, probabilmente, non hanno mai sentito parlare di Digital NativeDance, Pizzagogo, Fantasia, A D A M, eccetera, ma i più senescenti hanno ben viva una serie di “ricordi sonori” di quanto la storica D-50 abbia colonizzato le più disparate produzioni musicali. Ora, history’s repeating con la nuova D-05.

VCVRack. Appunti di viaggio: i moduli Fundamental

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Quando, nella comunità elettronica, esce qualche nuovo programma freeware con approccio modulare e funzioni assai ghiotte, si scatena la libido incontrollata e, nella sunnominata comunità, si scatena la caccia al possibile margine di applicazione. Da questo punto di vista, Rack, il nuovo modulare virtuale open source, sembra destinato a fare molto rumore. Ne abbiamo approfittato per buttare giù qualche riga sul funzionamento dei moduli forniti in dotazione – senza voler, per questo, scrivere un manuale che ancora non c’è…

Di Enrico Cosimi

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Il programma si scarica liberamente da qui, richiede una semplice registrazione e poi, dopo aver scaricato l’installer, da dentro il programma, si possono aggiungere i pacchetti di moduli opzionali – sempre gratuiti – che prendono ampia ispirazione da storici moduli Mutable Instruments, Befaco e Syntech/MOTM. La procedura non è difficile, ma per il classico utente Mac poco esperto in azioni da smanettone, può risultare leggermente ostica. Sia come sia, dopo una fase di convulse false partenze, ora Rack funziona anche con Mac OsX 10.11.6.

Attenzione! Per lavorare, avrete bisogno del click destro; quindi, o configurate appositamente la vostra trackpad, oppure tirate fuori dalla soffitta il vecchio mouse hardware. Ne avrete bisogno. 

Intellijel Plonk

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Il modulo Plonk, frutto dello sforzo congiunto di Intellijel e Applied Acoustics Systems/AAS, è in grado di offrire timbriche interessanti e poco analogiche attraverso l’impiego della sintesi per modelli fisici. In coda a questo testo, trovate diversi link a risorse dove approfondire l’argomento. Per ora, basterà evidenziare grossolanamente come, con questa tecnica, sia possibile emulare un comportamento acustico (corda pizzicata o confricata, membrana percossa, eccetera) modellando – appunto – un meccanismo matematico che reagisce nel modo più accurato possibile. Come è facile immaginare, se un modello matematico raggiunge un livello di complessità analogo a quello del modello reale, il suo impiego potrebbe risultare altrettanto complesso… insomma, un fagotto modellato numericamente (come nel vecchio Yamaha VL-1) potrebbe essere difficile da suonare quasi quanto un fagotto “vero”. Nel caso di Plonk, l’interesse è concentrato sulla produzione timbrica di sonorità (inizialmente) percussive, ma – come sempre quando i sistemi sono flessibili – è facile allontanarsi e raggiungere comportamenti diversi.

Di Enrico Cosimi

PLONK panel

Dal punto di vista fisico, Plonk è largo 12 HP, ha profondità skiff friendly pari a 44 millimetri, assorbe 170 mA dall’asse +12V e 6mA dall’asse -12V dell’alimentazione. Come tradizione Intellijel, organizza la superficie di comando in parametri principali con comando dedicato e attenuverter per la gestione bipolare delle tensioni di controllo. In aggiunta, un irresistibile display OLED a due righe permette la navigazione dei parametri; la polifonia sviluppata è pari a due voci, da non intendersi in senso bachiano del termine, quanto per garantire la giusta sovrapposizione tra le code di decay/release degli eventi percussivi programmati.

Sempre secondo tradizione Intellijel, si può iniziare a smanettare da subito – e i risultati non tardano – ma una letta al manuale operativo è caldamente consigliata.

Frap Tools Sapèl in azione…

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Come minacciato in precedenza, ecco un video senza pretese nel quale valutare il comportamento del modulo Frap Tools Sapèl.

Di Enrico Cosimi

Nel video, l’uscita 2^n (cavo blu) controlla l’intonazione dell’oscillatore, l’uscita n+1 (cavo nero) controlla la frequenza di taglio del filtro per salti stepped, l’uscita fluctuating /(cavo rosso) controlla la frequenza di taglio del filtro in modalità smoothed, l’uscita stepped (cavo verde) controlla l’intensità della fm esponenziale -in banda audio- sull’oscillatore.

apertura sapel

Il cavo giallo porta la frequenza di clock all’innesco dell’unico inviluppo di articolazione/filtraggio.

Buona visione.

Frap Tools Sapèl Tamed Random Source

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In origine, quando il mondo era più buono e sembra ci fossero solo Est Coast e West Coast, la produzione di tensioni randomiche era concentrata su due uniche, antagoniste, scuole di pensiero: per Moog, il Random Voltage Generator 903 era la fonte di rumore bianco o rosa utilizzabile per destabilizzare il comportamento degli altri circuiti; per Buchla, la Source Of Uncertainty 265 era, appunto, la sorgente di possibili comportamenti imprevedibili, ma più influenzabili di quelli Moog, per navigare sulle onde dell’alea. Dopo molti anni, Frap Tools di Simone Fabbri è approdata alla Tamed Random Source Sapél (in dialetto modenese, corrisponde più o meno a caos…) scrivendo un nuovo modo di gestire l’incerto… Il tutto, nella robustezza del formato Euro Rack.

Di Enrico Cosimi

sapel front

In breve, Sapèl è una sorgente di tensioni cv randomiche costituita da due sezioni principali che interagiscono tra loro; la prima produce rumore in quattro diverse colorazioni e densità, la seconda – completamente duplicata –  estrae comportamenti randomici con diverse pesature, densità e sbilanciamenti. Le tre sotto unità (noise, random 1 giallo e random 2 verde) convivono pacificamente nel modulo che, dotato della consueta grafica Frap Tools, richiede un periodo minimo di appprendistato, la costruzione è a prova di bomba, le prestazioni sono di prima classe.

JoMoX Alpha Base

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Grande attesa per la quintesseniziale drum machine Alpha Base prodotta da Jürgen Michalis, a.k.a. JoMoX. Le caratteristiche sono entusiasmanti e quando sarà disponibile, auspicabilmente verso il terzo quarto del 2017, potrebbe riscrivere diverse regole del suo settore merceologico.

Di Enrico Cosimi

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Alpha Base è una drum machine con undici strumenti che utilizzano tutte le tecniche di sintesi padroneggiate con disinvoltura da JoMoX, per offrire il meglio della palette timbrica applicabile al mondo percussivo (analog, samples, sampling input, membrane modeling, fm, eccetera). Andiamo per ordine con le anticipazioni disponibili. Ciascuno strumento risponde al MIDI con pitch e velocity.

Moog Sub 37/Subsequent 37: approfondiamo lo Step Sequencer

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Lo Step Sequencer condivide una serie di comandi hardware in comune con l’arpeggiatore di bordo. In più, per garantire accesso alle nuove funzioni di Step Edit, usa combinazioni di comandi il cui funzionamento, purtroppo, non ha riscontro sulle serigrafie di pannello. Per questo motivo, si è voluto condensare in queste righe tutti i comandi dei quali è necessario avere conoscenza.

Di Enrico Cosimi

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Questo testo sarà disponibile, nella versione completa di illustrazioni e schemi, nell’area Utenti registrati del sito Midware, cui va il nostro ringraziamento. 

Prima di continuare, è necessario ricordare che lo Step Sequencer dello strumento viene visto come triplice possibile sorgente di modulazione: oltre alla sequenza vera e propria (che impegna la frequenza degli oscillatori e l’articolazione degli inviluppi), è infatti possibile eleggere a sorgente di modulazione il flusso dati della key velocity e quello della modulation wheel scritti per ciascuno Step di sequenza.

Roland SE-02 Studio Electronics – Ultima parte

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Ora, come promesso, ascoltiamo qualcosa.  I tre video permettono un ascolto, sicuramente parziale e viziato dalle preferenze dell’autore, delle potenzialità offerte da SE-02. Come è facile immaginare, ogni aspetto dell’apparecchio potrebbe essere approfondito in ore e ore di girato.
Buona visione

Di Enrico Cosimi

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Patch program from scratch

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Patch editing

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Sequencing Capabilites

Roland SE-02 Studio Electronics – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Ora, è il momento di affrontare tutte quelle funzioni che, a prescindere dalla sintesi vera e propria, permettono di gestire l’apparecchio SE-02 facendolo diventare strumento musicale. Come è facile immaginare, tutto passa attraverso la fascia bassa del pannello comandi, con la fila di tastini retroilluminati e le diverse funzioni accoppiate ai tre modi operativi PLAY, SEQ e SONG.

Di Enrico Cosimi

panel

Gestione delle Patches

SE-02 offre quattro banchi di patches timbriche, tre già popolati e pronti all’uso (A, B e C) e il quarto USER dedicato alle sperimentazioni del musicista; ciascun banco ha 128 locazioni. Come al solito, alcune factory patch sono belle e utili, altre sono da dimenticare; meglio prendere un respiro profondo e partire con delle sane programmazioni timbriche personalizzate. 

Roland SE-02 Studio Electronics – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Abbiamo avuto già modo di presentare, per sommi capi, il funzionamento del nuovo SE-02 Roland, sviluppato in collaborazione con Studio Electronics. Ora, grazie alla disponibilità di Roland (nella persona di Max Fattori, che pubblicamente ringraziamo), possiamo documentare più approfonditamente il funzionamento dell’apparecchio, anticipando la nostra assoluta soddisfazione.

Di Enrico Cosimi

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SE-02 condivide le impostazioni della Boutique Series di cui fa parte: dimensioni molto contenute (i pomelli dei potenziometri sono appena più larghi dei classici trimmer “nudi” di altre apparecchiature), predisposizione al montaggio nel dock per angolare il pannello comandi o nella tastiera passo mini a 2 ottave, buona implementazione di funzioni per la porta USB. Ma, a questi, accoppia una serie di soluzioni che sono esclusivo appannaggio del tandem Roland/Studio-Electronics: natura full analog del circuito audio, completa mappatura dei parametri su MIDI CC (possono essere trasmessi, letti e riscritti in automazione), implementazione di controlli CV/Gate con accesso ai parametri più  significativi. A questo, si aggiunge un layer multiplo di funzioni dedicate alla sequenza di bordo, all’automazione dei parametri, alla memorizzazione delle Song e alla gestione delle Patches memorizzabili. Per molti versi, questo apparecchietto è veramente irresistibile. Andiamo per ordine.