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Modartt Pianoteq 5.02: un aggiornamento significativo

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Con l’aggiornamento 5.02, Pianoteq arricchisce la propria collezione di strumenti a tastiera virtuali e presenta il nuovo Hohner Collection, che ripropone strumenti vintage appartenenti alla famiglia del produttore Hohner.

Di Attilio De Simone

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Tale collezione consiste in tre famosi strumenti a tastiera Hohner Electra Piano, Pianet T e Clavinet D6 ed è autorizzata dalla stessa Hohner, la quale ha verificato e certificato la corrispondenza sonora.

Zed Synth di JazzMann Ltd

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Zed Synth è un’app molto interessante che cerca di sfruttare appieno le nuove caratteristiche di iOS8.1 combinando diverse fonti sonore: waveshaping, modelli fisici e l’elaborazione di audio input (via Audiobus).

Di Attilio De Simone

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Qualunque sia la natura del motore synth, in termini di interfaccia grafica, Zed Synth adotta un approccio diverso rispetto alla maggior parte delle applicazioni iOS. Invece delle normali schermate che contengono diversi sottoinsiemi dei controlli, in Zed tutti i comandi sono disponibili all’interno di una sola schermata scorrevole.

Audio Mastering di Igor Vasiliev 

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In un’epoca di costante espansione per l’ambiente IOS, non possono mancare le applicazioni destinate al master delle tracce audio, in modo da poter portare avanti le proprie produzioni audio complete facendo letteralmente a meno del computer.

di Attilio De Simone

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Audio Mastering di Igor Vasiliev è l’applicazione dedicata a questo tipo di funzione: impiegare un pacchetto di effetti dedicati alla masterizzazione dei propri lavori musicali. Sicuramente fonte di ispirazione è iZotope Ozone, il plugin per computer che offre una serie di effetti che si impiegano per ottimizzare il suono di un brano rendendolo fruibile dall’ascoltatore medio.

Facciamo un po’ di drone music con Waldorf Nave

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Dopo molti mesi di utilizzo di Waldorf Nave, è molto piacevole ammettere di non essere ancora riuscito a raggiungere i limiti di questo strumento. Questo versatilissimo sintetizzatore si è rivelato molto efficace nella realizzazione di strutture dronanti, in costante movimento. Vediamo come creare una struttura di sicura efficacia e su quali parametri interagire in tempo reale per animare il nostro drone.

di Attilio De Simone

 

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Innanzitutto dobbiamo partire dalla tabella delle forme d’onda. Su Wave 1 e Wave 2, ho prescelto la tabella denominata “Spectrum #3”. Uno dei parametri fondamentali su cui poter giocare dal vivo è il parametro “Travel” che determina la velocità di passaggio da una forma d’onda all’altra della tabella.

Laplace Resonator Synth di iceGear

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Il mondo IOS è un ambiente in gran parte libero e lascia ancora grande spazio agli sviluppatori di crearsi un proprio spazio essendo le gerarchie ancora molto fluide, e chi riesce a coprire determinate tecniche di sintesi prima degli altri, si ritrova in una posizione di vantaggio.
Di Attilio De Simone
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In questo caso, iceGear propone uno strumento a modelli fisici dedicato alla riproposizione di sonorità di strumenti come archi, ottoni e di timbriche più metalliche.
Presentiamo lo sviluppatore, innanzitutto, ricordando che iceGear ha realizzato, ormai oltre due anni fa, l’ottimo Cassini, sicuramente uno dei synth virtual analog più completi e ricchi di opzione di modulazione di tutto il panorama di app per IOS. Quest’informazione ha contribuito a stimolare la nostra attenzione verso quest’applicazione.
Il synth nel concreto
 
Mentre ci sono un paio di finestre di dialogo pop-up che si occupano di alcune funzionalità aggiuntive, i principali elementi del motore synth sono tutti alloggiati all’interno della schermata principale. La striscia rossa lungo la parte superiore permette di accedere al sistema di preselezione (l’applicazione viene fornita con una raccolta di preset per valutare il panorama sonoro dello strumento), l’arpeggiatore, la funzione MIDI Learn e il menu Impostazioni.
L’interfaccia principale è divisa in un numero di sezioni e, a parte alcuni riquadri pop-up, tutti i controlli chiave sono disponibili in questa singola schermata.
Lungo il bordo destro sono presenti tre piccoli pannelli che contengono controlli globali (è possibile impostare l’ottava, il volume master e la risposta della curva di velocity MIDI), le impostazioni per l’LFO e, infine, le tre opzioni per gli qeffetti di chorus, delay e riverbero.
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La maggior parte dello schermo è suddiviso in ulteriori due aree; il pannello Exciter e il pannello Resonator. Exciter è a sua volta diviso in due sezioni che generano,due fonti sonore, click e noise, queste fonti sonore possono essere miscelate prima di accedere alla sezione Resonator per ulteriori manipolazioni. La sezione Resonator è inoltre divisa in due sezioni principali: la resonator stessa e un generatore di onde sinusoidali con modulatore FM. Ancora una volta, queste sezioni possono essere miscelate e modulate dal generatore di inviluppo prima di confluire nella sezione effetti.
Dato che la tecnica di sintesi (resonator) è stata poco impiegata storicamente, all’inizio alcuni parametri di controllo potrebbero risultare non scontati ma basterà sperimentare con loro per comprendere rapidamente su quali caratteristiche del suono essi vadano a lavorare.
In aggiunta i tre effetti lavorano molto bene, soprattutto il delay stereofonico è risultato molto versatile e denso di opzioni.
L’arpeggiatore è molto divertente da utilizzare. Essendo ricco di parametri, riusciremo ad ottenere comportamenti standard e comportamenti meno scontati.
Come suona Laplace?
Il synth offre delle sonorità molto riconoscibili, con una pasta sonora molto vicina a quella che si tira fuori dal Waldorf Q impiegando come filtro quello a pettine (o comb), quindi siamo su sonorità da fine anni ’90. Quindi non attendiamoci delle emulazioni fedeli di sonorità acustiche, ma avremo delle ottime sonorità sintetiche che offrono timbri di archi, ottoni, percussioni, pianoforti sintetici.
Laplace è un’app molto solida e stabile. Ho utilizzato lo strumento su varie configurazioni e piattaforme, da solo o in compagnia di altre applicazioni, e lo strumento non è mai venuto meno.
In un mercato ipersaturo di virtual analog, non può che far piacere trovarsi ad avere a che fare con uno strumento che riprende una tecnica di sintesi passata un poco in sordina ma in grado di generare timbriche uniche e non raggiungibili se sono si dispone di un sistema basato sul filtraggio a pettine.

Holderness Bundle

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Chi segue le app musicali per ambiente IOS sicuramente avrà sentito parlare di Christopher Rice e degli effetti che ha creato per i musicisti iOS per la Holderness media. Tra questi Echo Pad, Swoopster, Stereo Designer, Caramel e Crystalline, tutti ad ottimi prezzi e realizzati con un approccio molto creativo (grazie all’interfaccia utente funzionale e molto immediata, che coglie in pieno il senso del touchscreen).

Di Attilio De Simone

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Ottimo sound, stabilità, prestazioni paragonabili a quelle di un hardware dedicato professionale e prezzo irrisorio: queste sono le caratteristiche principali dei prodotti di Rice.

Mitosynth: tante tecniche di sintesi in un’app

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Il Mitosynth è un’app molto interessante che consente di lavorare con varie tecniche di sintesi, offrendo la possibilità di miscelarle, di modularle, filtrarle ed effettarle. Facciamo qualche approfondimento.

Di Attilio De Simone

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Premettiamo che, nella sua semplicità apparente, Mitosynth va studiato ed approfondito, l’applicazione dischiude le proprie camere operative poco alla volta, ma una volta compreso il funzionamento dello strumento e quello che è possibile fare, le porte si spalancano e ci si può addentrare in un universo ricco di sonorità variopinte.

Primal Audio FM4: la sintesi FM in una schermata

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I malcapitati possesso di uno strumento della famiglia di apparecchi Yamaha basati sulla sintesi FM non potranno che ripensare al tempo inevitabilmente perso nella programmazione delle proprie macchine confrontando la semplice schermata operativa dell’ interessante app per ipad, FM4 di Primal Audio.

Di Attilio De Simone

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Ragionando col senno di poi, nonostante la diffusione planetaria della sintesi FM grazie alla serie fortunata di strumenti a marchio Yamaha, gli apparecchi dei primi anni ‘80 sono stati prevalentemente utilizzati dai musicisti quasi come dei semplici expander di suoni, vista l’estrema difficoltà di programmazione, molti rinunciarono al sound design per dedicarsi all’esecuzione utilizzando le tante e costose card messe a disposizione dai programmatori professionisti.

FLUX:FX di Adrian Belew: il futuro dell’effettistica dedicata alla chitarra e non solo?

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FLUX: FX è un’applicazione multieffetto audio professionale concepita per ambiente iPad che permette di utilizzare gli effetti pianificando modifiche dei loro parametri sulla falsa riga del trend avviato da Sugar Bytes, ma facendolo a modo proprio.

FLUX: FX ridefinisce le possibilità di trattamento audio e di performance dal vivo tramite un’app che garantisce una vastissima gamma di effetti e di opzioni. Capiamone di più

Di Attilio De Simone

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Partiamo innanzitutto dalla biografia artistica di Adrian Belew: chitarrista e cantante ecclettico, non si contano i suoi progetti, scoperto da Frank Zappa (sempre attento a scovare talenti chitarristici a cui dare ampio spazio nelle sue formazioni) vanta collaborazioni con David Bowie, Talking Heads, Laurie Anderson, Nine Inch Nails, Porcupine Tree, ma il suo nome è legato a filo doppio ai King Crimson di Robert Fripp, band fortemente incentrata sul tecnicismo degli strumentisti e dalla sperimentazione sonora, sempre aggiornata alle ultime novità tecnologiche. Basti ricordare il ring modulator sapientemente utilizzato sulla chitarra, il suono di chitarra filtrato dal VCS3 sui primi dischi, il frippertronics ideato dallo stesso Fripp e i primi guitar synth che hanno costruito i colori sonori dei dischi dei King Crimson dalla fine degli anni ‘70 (tra i primi artisti ad utilizzare questi nuovi strumenti). Questo preambolo per comprendere la propensione di Belew all’innovazione e alla ricerca finalizzate al raggiungimento di un obiettivo creativo concreto.

Il simpatico gioco dell’autunno: parte terza

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Andiamo sul concreto. Come detto nel precedente articolo, l’obiettivo della mia intuizione è quello di creare una catena di modulazione in grado di gestire indipendentemente ogni singolo parametro di controllo del Moog Slim Phatty. Di solito si considerano molti parametri di gestione del suono come parametri statici che contribuiscono a determinare il suono e anche se vengono modulati, la modulazione avviene solo per qualcuno di essi ma non per tutti, contemporaneamente e con sorgenti di modulazione indipendenti. Io, invece, volevo una o più sorgenti di modulazione destinata ad un solo parametro.

Di Attilio De Simone

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In buona sostanza, per me ogni singolo parametro non deve essere più considerato un semplice elemento di controllo, ma un vero e proprio musicista che deve costantemente “eseguire” qualcosa, e la “partitura” da eseguire è rappresentata dalle impostazione della modulazione.