Facciamo un po’ di drone music con Waldorf Nave

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software, Tutorial

Dopo molti mesi di utilizzo di Waldorf Nave, è molto piacevole ammettere di non essere ancora riuscito a raggiungere i limiti di questo strumento. Questo versatilissimo sintetizzatore si è rivelato molto efficace nella realizzazione di strutture dronanti, in costante movimento. Vediamo come creare una struttura di sicura efficacia e su quali parametri interagire in tempo reale per animare il nostro drone.

di Attilio De Simone

 

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Innanzitutto dobbiamo partire dalla tabella delle forme d’onda. Su Wave 1 e Wave 2, ho prescelto la tabella denominata “Spectrum #3”. Uno dei parametri fondamentali su cui poter giocare dal vivo è il parametro “Travel” che determina la velocità di passaggio da una forma d’onda all’altra della tabella.

Altri parametri su cui poter lavorare in tempo reale sono il Noisy e lo Spectrum che enfatizzano gli aspetti più rumoristici delle forme d’onda.

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Nella sezione dedicata al filtro, ho impostato un filtro passa basso a 24 db tenendolo abbastanza chiuso ed enfatizzando la frequenza di taglio.

Sugli inviluppi, ho optato per un andamento lineare, più preciso, che meglio si adatta al tipo di risultato musicale che avevo previsto, mettendo in loop l’inviluppo del filtro e quello libero. Come ulteriore sorgente di modulazione del filtro, ho aggiunto l’LFO2, settando l’intensità (Amount) dell’intervento su valori inizialmente bassi. Durante l’esecuzione, ho poi lavorato sull’intensità incrementandola in modo da determinare un intervento della modulazione via via più intenso.

Infine, ho aggiunto un pizzico di distorsione selezionando l’emulazione di una distorsione da pickup prima dell’ingresso del suono nella catena di filtraggio.

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Spostiamoci ora nella sezione Mod & Keys, quella in cui imposteremo gli interventi della modulazione. L’arma segreta del Waldorf Nave è rappresentata dalla ricchissima matrice di modulazione, all’interno della quale possiamo assegnare 10 diverse sorgenti di modulazione a 10 altrettanto differenti destinazioni di modulazione.

Come prima cosa, ho lavorato sull’intonazione di Wave1 e Wave2. Alla prima forma d’onda ho attribuito l’inviluppo libero come sorgente di modulazione, ricordo che all’inviluppo era stato attivata la funzione di loop, in questo modo ho un andamento ciclico ma non ovvio come quello di un LFO.

Alla seconda forma d’onda ho attribuito l’LFO1, impostato su un tempo di speed medio e sincronizzato al MIDI clock. Successivamente ho creato una cross modulation tra i due LFO in modo tale che gli andamenti di entrambi si influenzino reciprocamente.

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Approfondendo la schermata delle modulazioni, al pitch dell’oscillatore (la terza sorgente sonora) ho assegnato l’LFO2 mentre al Pan l’LFO1.

Entrambi gli LFO sono sincronizzati al MIDI clock impostato. I parametri con cui ho deciso di interagire in sempo reale sono lo speed e la tipologia di forma d’onda dell’LFO1 e dell’LFO2, questo proprio per enfatizzare la cross modulation, sviscerando completamente tutte le possibilità espressive derivanti dall’interazione dei due LFO. E’ molto interessante ascoltare come il passaggio da una forma d’onda all’altra di un LFO influenzi l’andamento dei parametri gestiti dall’altro LFO.

Di default ho impostato le forme d’onda su S&H per partire da un andamento assolutamente non lineare per poi dare forma a varie tipologie di andamenti modificando via via le forme d’onda. Le possibilità sono molto interessanti perché la cross modulation consente di creare delle combinazioni pressoché infinite.

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Anche il lavoro sugli effetti riveste un ruolo fondamentale.

Ho innanzitutto selezionato un flanger, con un tempo di rate molto basso. Per aggiungere dei glitch improvvisi ho interagito coi parametri di depth e di feedback, creando dei veri e propri sbalzi su questi parametri che hanno determinato degli schioppettii di noise che vanno a modificare il tessuto narrativo impostato

Sul delay stereofonico, sono partito da tempi strettissimi (sotto i 5 ms) per poi incrementare i valori col trascorrere del tempo. Ho cercato di dosare con sapienza i feedback del canale destro e sinistro per creare delle fasce sonore ma facendo attenzione a non eccedere col feedback per evitare la degenerazione del suono in distorsioni eccessive.

Col riverbero ho creato diverse spazializzazioni lavorando sia con il parametro di tempo dell’ambiente sia col parametro del predelay, che, usato con parsimonia, mi ha consentito di ottenere delle sventagliate improvvise simili al rumore di una secchiata d’acqua.

A questo link possiamo ascoltare un esempio dei risultati che si possono ottenere con il Nave.

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